Pirlo, parla l’ex moglie: “53 mila euro di alimenti? Mi passa solo un terzo”

Dure accuse rivolte a Pirlo da parte dell’ex moglie Debora Roversi. La coppia, sposata per 13 anni e con due figli, si è separata da pochi anni e, come riporta la Roversi a Vanity Failr, il calciatore avrebbe dovuto versare mensilmente per il mantenimento oltre 50 mila euro, ma pare che le cose non stiano proprio così.

andrea-pirlo-deborah-298823«Hanno parlato tutti di un assegno di 53mila euro al mese. Non ho mai visto tutti questi soldi, ne prendo meno di un terzo. Io mi sono annullata per lui, il mio matrimonio è stato di vero amore. Eravamo appena sedicenni; Andrea giocava da poco nel Brescia ed entrambi non sapevamo che sarebbe diventato un campione. Non è stato semplice rinunciare a me stessa. Il mio amore era allo stesso tempo abnegazione e rinuncia».
La Roversi ha deciso di parlare dopo le critiche che molti fan del calciatore le hanno mosso dopo la recente delibera della Cassazione, che ha stabilito che l’assegno deve essere basato sull’indipendenza economica del coniuge e non sul tenore di vita goduto durante il matrimonio. La Roversi però precisa: «Deve far riflettere sulla situazione di mogli che hanno donato completamente la propria esistenza, per le quali un semplice assegno ‘assistenziale’ sarebbe non solo ingiusto ma anche offensivo. Il dono della propria vita non sarà mai ripagato, ma almeno sarà impedito l’oblio a cui si vorrebbe destinare la vita altrui, spesa con amore e poi abbandonata».

Licenziata perché non indossa il reggiseno, la cameriera denuncia il suo titolare su Facebook

Mandata via dal posto di lavoro dopo essere stata molestata sessualmente. Sono queste le dure accuse che lancia Kate Hannah, 22 anni, cameriera in un pub accusata di essere poco professionale per non aver indossato il reggiseno.

41678376La ragazza ha scritto un post denuncia su Facebook in cui ha mostrato il modo in cui era vestita e ha raccontato quello che le era successo. Il fratello del suo titolare le avrebbe detto che era inopportuna perché non indossava la biancheria intima, affermando che non le era permesso di lavorare senza e facendo questo di fronte ad altri membri del personale e ad alcuni clienti così da metterla in profondo imbarazzo.
Secondo quanto riporta il Daily Mail, molte persone sembravano essere d’accordo con quello che stava dicendo il titolare che si sarebbe rivolto alla 22enne anche con termini offensivi. Anche su Facebook in molti hanno dato ragione ai datori di lavoro, sostenendo che il costume in un posto di lavoro è basilare. Il pub ha però precisato che nessuna dipendente è stata licenziata per questi motivi e alcuni legali, che si sono espressi a riguardo, hanno però affermato che, qualora fosse, ci sarebbero gli estremi per una denuncia.

Adriana Volpe e il futuro in Rai, i fan la sostengono nella sua battaglia contro Magalli

Con un sorriso (amaro) Adriana Volpe va oltre le accuse di Giancarlo Magalli. La presentatrice televisiva ha recentemente risposto alle accuse del suo collega accusandolo di aver fatto nei suoi confronti una vera e propria violenza.

magalli-volpeLa Volpe sta affrontando col sorriso sulla bocca un periodo tumultuoso dal punto di vista professionale, ma come ha dimostrato nel corso di tanti anni di carriera, riesce a farlo sempre con il sorriso sulla bocca, con eleganza, tanto da essersi sempre conquistata l’affetto del pubblico. Nelle polemiche e battaglie, prima social, poi legali, con Magalli, la Volpe che ha sempre replicato con educazione alle accuse, spesso molto pesanti del co-conduttore.
Ultimo colpo è stato il mancato contratto per “Affari Tuoi” nel 2018: «Dopo 20 anni ho dovuto salutare il pubblico con l’incertezza del mio futuro lavorativo. Ho accettato la notizia della mia mancata riconferma confidando che mi possa venire offerto un ruolo di pari dignità professionale ed economico dell’azienda».
I rumors vogliono Adriana alla conduzione di Mezzogiorno in famiglia (su Rai1 il sabato e la domenica), ma per ora non si hanno certezze. Una però sembra esserci per la Volpe, moglie e mamma che ha sempre tenuto ad essere da esempio per la figlia, come lei stessa ha dichiarato più volte nell’ambito di questa polemica con Magalli, quello che se non dovesse essere tra i volti della nuova stagione mancherebbe a tanti fan che in questi mesi l’hanno sempre sostenuta.

Brad Pitt e il divorzio da Angelina: «Lasciarla è stato come morire»

«Lasciare Angelina è stato come morire». Brad Pitt parla per la prima volta del divorzio dalla moglie in un’intervista a GQ Style Usa.

download (46)

Il sex symbol racconta di essere entrato in depressione dopo la separazione, complici le accuse di maltrattamento e di alcolismo che gli sono state rivolte. Ora Brad, dopo un anno e mezzo di terapia, ha sconfitto la dipendenza da alcol ma ricorda ancora quei momenti in cui era ubriaco piangeva sul pavimento per aver perso la sua famiglia. L’attore si pente di non aver «saputo preparare i figli a questo divorzio: sono così delicati, assorbono tutto».

Lapo Elkann è salvo: il procuratore di NY fa cadere le accuse per il finto sequestro

Il procuratore di New York «ha deciso di lasciar cadere le accuse» nei confronti di Lapo Elkann per la denuncia di finto sequestro della fine di novembre. Lo ha confermato all’ANSA un funzionario del tribunale penale di Manhattan dove era in programma l’udienza. Il rampollo di casa Agnelli rischiava da due a dieci anni di carcere.

14small_160115-155602_To150116Cro_10_594x460

Anche l’ufficio del procuratore distrettuale ha confermato che le accuse contro Lapo sono cadute e il caso è chiuso. Il rampollo di casa Agnelli, visto lo sviluppo del procedimento, non si è dovuto presentare in tribunale a Manhattan.
L’AVVOCATO: FELICE E SOLLEVATO «Lapo Elkann è sollevato e molto felice» per la chiusura del caso nel tribunale penale di New York: lo ha detto l’avvocato del rampollo di casa Agnelli, Randy Zelin. L’avvocato di Lapo Elkann ha spiegato che il suo ufficio legale ha condotto un’inchiesta e ha presentato le sue conclusioni al procuratore, il quale ha determinato che la vicenda non costituiva un reato penale.

Gigi Hadid imita Melania Trump: il “siparietto” fa il giro del web

Gigi Hadid che imita la nuova first lady Melania Trump: il siparietto sul palco degli American Music Awards assieme a Jay Pharoah ha divertito pubblico e internauti.

gigi2-kbwD--656x492@Corriere-Web-Nazionale

Occhi socchiusi e labbra arricciate, la supermodella da oltre 25 milioni di follower su Instagram, si è calata nei panni di Melania, facendo il verso alle parole pronunciate alla convention repubblicana, e alle accuse di plagio del discorso in parte copiato da quello di Michelle Obama nel 2008. “Amo mio marito, il presidente Barack Obama e le nostre figlie Sasha e Malia” ha detto la top model, imitando l’accento della nuova first lady.

Lodovica Rogati, il pm: “Sei anni di carcere all’attrice e modella per stalking all’ex”

Rischia una condanna a 6 anni di carcere, per stalking e calunnia ai danni dell’ex, l’attrice e modella Lodovica Rogati. Questa la condanna chiesta dal pubblico ministero Giovanni Nostro per la donna conosciuta per aver recitato sia nella fiction “il commissario Manara” che nella serie “il giovane Montalbano”.

lodovicamairerogati-(9)

La vicenda risale al 1 agosto del 2009 quando la donna si presentava dalle forze dell’ordine per denunciare un presunto stupro. Due uomini, secondo quanto dichiarava la Rogati, armati di pistola, l’avrebbero costretta a subire un rapporto sessuale. Successivamente l’attrice, avrebbe rincarato la dose raccontando ai pm che l’ex fidanzato, uno dei due presunti aggressori, sarebbe stato anche un trafficante di droga. Peccato, però, che entrambe le accuse si rivelarono del tutto false come accertato dai magistrati di piazzale Clodio. Anzi, quelle accuse si rivelarono un boomerang per la donna finita, prima sotto indagine, dove si scoprì che tempestava di telefonate ed sms minacciosi l’ex, e dopo sotto processo. Per la sentenza bisognerà attendere il prossimo 3 novembre.

Altro che maledizione del 27: “Questi artisti sono stati uccisi dalla CIA”

Gli autorevoli esponenti del ‘Club 27’, ma anche altri artisti tragicamente scomparsi a età diverse. Lo scrittore John Potash lancia accuse molto pesanti alla CIA nel suo ultimo libro, ‘Drugs as Weapons Against Us’ (‘Le droghe usate come armi contro di noi’). E sostiene che non si tratti di tragiche scomparse dovute a depressione o a una vita di eccessi.

amy-winehouse_650-430-1

Potash era andato giù duro già alcuni anni fa, quando pubblicò un libro in cui sosteneva che le uccisioni di alcuni rapper, tra cui Tupac Shakur, non fossero dovute a scontri tra le fazioni della West e della East Coast, ma bensì ad un disegno perfettamente orchestrato dall’FBI, con lo scopo di reprimere il consenso dell’opinione pubblica nei confronti delle istanze rivendicate dagli afroamericani (e di cui i rapper erano i migliori ‘megafoni’ davanti al pubblico).
Ora, però, nuove ombre vengono gettate sulle morti di altri personaggi celebri: da John Lennon a Amy Winehouse, passando per Jimi Hendrix. Il caso più eclatante, tra quelli citati da Potash, riguarda però Kurt Cobain. Ufficialmente, il leader dei Nirvana è morto suicida a causa della depressione che lo aveva portato a cadere di nuovo nelle droghe pesanti. Una versione che sarebbe smentita dall’autore, che nel libro spiega: «Si era disintossicato, in quel periodo era pulito ed era pronto a fare da testimonial contro la dipendenza da eroina. All’inizio degli anni ’90, però, era la stessa CIA a pubblicizzare quella droga, così come fece trent’anni prima con gli acidi». Per Potash non si tratta di un suicidio: «Fu ucciso, e l’omicidio fu orchestrato alla perfezione della CIA. Era un personaggio scomodo, in quanto ex tossicodipendente pronto a influenzare i giovani e perché aveva una visione del mondo considerata troppo di sinistra per l’establishment americano». Accuse indubbiamente pesanti, ma tutte da verificare.

Pamela Anderson contro il hard: “Eʼ un pericolo senza precedenti

Pamela Anderson contro l’industria del hard. L’ex bagnina maggiorata di “Baywatch” ha scritto una lettera aperta al “Wall Street Journal” per sostenere che la pornografia “è un pericolo senza precedenti”. Pam ha scritto il suo intervento insieme al rabbino conservatore Shmuley Boteach.

image.php

Una presa di posizione a sorpresa considerando che la Anderson è stata un’icona di “Playboy” e ha girato due porno amatoriali diventati famosissimi.”E’ vero, quei video, il primo girato con Tommy Lee nel corso della loro luna di miele, il secondo con Bret Michaels, ufficialmente finirono in Rete dopo essere stati rubati. Ufficialmente. Poi che le cose siano in maniera un po’ diversa è assai probabile, tanto più che nel primo caso la Anderson e Lee alla fine vendettero i diritti per la tramissione online del video.
Per questo il j’accuse di Pamela ora stupisce, anche se il suo dito punta in maniera precisa ad alcune caratteristiche del porno odierno. “Il modo in cui è disponibile gratuitamente, accessibile in maniera anonima e facilmente disseminata, rende la pornografia oggi un pericolo senza precedenti – scrivono i due -. Chiudere oggi tramite delle leggi il vaso di Pandora del porno è impossibile, è troppo tardi. Ma la gente deve parlarne e insegnare ai propri figli che chi ne fa uso è uno sfigato”. Anche la storica testimonial tra le star riunite al grande party all’Hollywood Palladium per la celebrazione dell’associazione in difesa degli animali.

Michael Jackson, trovato materiale pedopornografico nella villa

Sono passati quasi sette anni dalla morte di Michael Jackson, ma i segreti del re del pop non sono ancora venuti tutti a galla. A quanto riporta Radar Online, infatti, nel 2003 la polizia scovò una vasta collezione di materiale pedopornografico a Neverland Ranch, dimora dove Jacko visse per anni. La notizia del ritrovamento è stata diffusa solo adesso e l’archivio comprende foto nude di bambini, ma anche torture e sesso sadomaso con minori e adulti.

Michael-Jackosn-live

La perquisizione venne condotta a seguito delle ripetute accuse di molestie sessuali su minori. Secondo quanto riportato sul verbale venne ritrovato parecchio materiale pornografico che comprendeva “note, diari, documenti, fotografie, audio e video”. Oltre a questo anche farmaci per curare la dipendenza dal sesso, con ricette prescritte da differenti medici vicini alla star. “I documenti trovati rivelano che Jackson era un manipolatore, dipendente da sesso e droghe” ha raccontato una fonte informata sulla vicenda “usava la violenza, il sesso esplicito e i sacrifici animali per attrarre i bambini. Aveva anche delle immagini shock e disgustose di bambini nudi e torturati, adulti nudi e donne in posizioni sadomaso”.