‘Il seno dov’è?’, la foto di Emma Marrone dimagrita a Venezia 74 scatena commenti

FUNWEEK.IT – Emma Marrone è sbarcata alla Mostra del Cinema di Venezia e ha incantato tutti con il suo abito e la sua umanità (si è inchinata davanti ai fotografi per ringraziarli).

3213606_8_20170901105037Una foto su tutte, però, ha scatenato polemiche, critiche ma soprattutto l’ansia dei fan che hanno visto la loro cantante pugliese più magra del solito tanto da sembrare che il seno fosse quasi ‘sparito’. Ecco la foto che ha destato tanto clamore.

Fidget, ecco la nuova mania dei teenager che invade case e scuole

41242321Negli Stati Uniti è diventata la moda del momento, e già si trova praticamente ovunque, dalle case alle scuole. Tanto che alcuni insegnanti hanno pensato di bandirlo dalle aule, perché pericolosa fonte di distrazione. L’ultima mania si chiama “fidget spinner”: si tratta di una sorta di piccola trottola antistress, composta da un cuscinetto a sfera al centro che si tiene con due dita e tre eliche che, una volta colpite, girano vorticosamente. Ce n’è anche una versione a forma di cubo.
Un passatempo molto semplice e anche economico (su Amazon si trova in tante diverse forme e colorazioni, dai 2 agli 8 euro), che sta per diventare un gadget irrinunciabile, soprattutto per i più giovani. In effetti, il fidget nasce come strumento antistress per i ragazzi affetti da disturbi dell’attenzione o ansia, in quanto può aiutare a concentrarsi. Ma allo stesso modopuò distrarre chi invece non ne avrebbe bisogno, ragione per cui la trottola rappresenta effettivamente un pericolo per il rendimento scolastico.

Roma capitale del fetish: boom di fruste e guinzagli, maschere e collari

Roma regina della trasgressione e del fetish. Secondo un’inchiesta dell’Adnkronos aumentano quelli che scelgono un sabato sera non convenzionale, come Luca, un ragazzo sulla trentina incontrato in una sala piena di ragazzi vestiti per lo più di nero.
Molti indossano maschere e collare, qualche ragazza gira al guinzaglio con il partner fasciata in un abito di latex, o con indosso solo un tanga e calze a rete. Al lato della pista un tappeto di uomini sdraiati a terra sono immobili e si fanno calpestare da tre ragazze issate su tacchi a spillo affilati. “Io non sono fatto per il dolore fisico – spiega Luca – non sono masochista ma mi piace l’ambiente fetish, quello che mi trasmette e come mi fa sentire”.

C_NDPGIWsAIv1l6Al centro della sala un ragazzo si fa frustare da una donna sui 50anni, mentre accanto a lui un’altra è in piedi sulla trampling swing, una sorta di altalena, dove si dondola sopra un uomo che indossa una maschera antigas. Benvenuti al Revolution Party, tra le principali serate a tema fetish della Capitale, che abbraccia anche il mondo del bdsm – acronimo di bondage, disciplina e dominazione, sadismo e masochismo. Dimenticate però le atmosfere da ’50 sfumature di grigio’, o l’idea che si tratti di ambienti elitari perché, come racconta René, uno degli organizzatori della serata, ogni mese eventi come questo riescono a radunare anche 500 persone a notte. “Siamo passati da 250 a 550 persone a serata – spiega l’organizzatore, che assieme alla sua compagna da un anno ha aperto le porte del fetish a centinaia di ragazzi e ragazze – chi viene qui sa di essere libero e prova delle belle emozioni. Anche chi non pratica bdsm partecipa perché condivide la passione per un ambiente molto stimolante, anche intellettualmente, nel quale è facilissimo socializzare”.
Partecipare a queste serate è più semplice di quel che sembra, nonostante in alcuni casi ci sia una selezione da superare. Una volta arrivati all’ingresso, vengono snocciolate le regole e il comportamento da tenere in sala. “Chi non le rispetta viene accompagnato fuori e non entra più” precisa l’organizzatore. “Le nostre non sono feste elitarie, chi viene lo fa anche per il clima che si respira. Qui nel giro di 8 mesi si sono formate 22 coppie” rimarca. Variegato il popolo del fetish che va dal banchiere allo studente universitario, dalla professionista all’operaio. E ancora turisti, italiani e stranieri. Età variabile tra i 18 e 60 anni. Curiosi, bisessuali, omosessuali e etero, sposati e non. “Ma soprattutto – ci tiene a specificare l’organizzatore – ci sono tante donne, che vengono anche solo per sfoggiare abiti goth e ballare”. E proprio alle signore, in quasi tutte le feste a tema bdsm è dedicata la Femdom, un’area alla quale gli uomini possono accedere solo se sottomessi. Qui spiccano i feticisti, che amano accarezzare, annusare, leccare e venerare i piedi. “Gli uomini che entrano sono sottomessi, possono leccare i piedi, massaggiarli e servire le donne ma non si va oltre il ginocchio” ci spiegano.
Chi vuole accedere a queste feste deve rispettare un dress code. Banditi jeans, t-shirt casual o abiti da lavoro. Ad andare per la maggiore sono i look in latex, pelle, pvc, e nude, ma anche maschere, guanti, reti, intimo, corsetti, e abiti presi in prestito dal mondo del medical, militare o burlesque. Il total black può essere un buon compromesso. “Ormai anche il dress code sta diventando un’alternativa fashion, senza pregiudizi – sottolineano – Anche a Roma, che è una città molto più aperta di quanto si pensi”.
Lo sa bene Max Mangiabene, proprietario del fetish shop ‘Veleno’, che organizza ogni mese ‘La rosa e le spine’, una festa a tema bdsm chiamando a raccolta decine di ‘bdsmers’: “Al mondo fetish si avvicinano tante persone, soprattutto dai 18 ai 25 anni – afferma – che cominciano a conoscere questo mondo grazie a feste ed eventi specifici. Non so se siano incuriositi dal feticismo del piede, dell’abito, dal mondo della dominazione o dalla sottomissione, ma c’è molto interesse, molta voglia di conoscere. Prima era un ambiente chiuso, ora c’è un’esplosione. A Roma e tutta Italia finalmente”.
A Roma, in particolare, hanno preso piede tantissime feste, ormai se ne contano 5 o 6 al mese, spiega Max. “Guarda che quello che facciamo qui lo fanno anche a Londra, Amsterdam e Berlino, ovunque in Europa” ci spiega invece Alex, un ragazzo francese che racconta di partecipare ogni mese a queste serate. Eppure per molti questo ambiente è ancora un tabù: “Per gli altri siamo sempre dei malati, degli stupidi – commenta Max – in realtà siamo delle persone normalissime alle quali piace divertirsi, ballare e fare quello che fanno tutti”.
La regola principale quando si pratica bdsm, ci spiegano, è essere sempre consenzienti, e rispettare i tre principi della sigla SSC, ossia sicuro sano e consensuale, come sottolinea Davide La Greca, noto nell’ambiente come Maestro BD, e vera istituzione per quanto riguarda il bondage: “Sano e sicuro è un’utopia, è quello a cui dovremmo aspirare. Il bondage sicuro al cento per cento non può mai esserlo, perché nessuna pratica umana lo è. Ma nel momento in cui si fa bondage bisogna stare attenti a non creare danno, fare tutto tenendo conto dei rischi che si possono correre ed evitare i peggiori o essere pronti a intervenire”.
Per molti si tratta di una vera e propria filosofia di vita. Per altri è solo un’alternativa trasgressiva a quello che in ambiente è conosciuto come vanilla sex, ossia il sesso ‘tradizionale’. Il termine psichiatrico, specifica Davide, è parafilia. “Ossia un modo alternativo di vivere una sensazione positiva, un affetto – chiosa – Chi prova piacere non attraverso l’atto sessuale diretto ma tutta una serie di parafilie. Il bdsm ha messo insieme queste pratiche che è fondamentalmente lo scambio di potere. In una coppia si decide che uno prender il potere sull’altro e l’altro glielo cede consensualmente, in modo libero. Questo scambio di potere crea emozioni”.
Ma quand’è che le pratiche del bdsm diventano patologiche? Secondo Fabrizio Quattrini, docente di clinica delle parafilie e della devianza dell’Università de L’Aquila, si parla di patologia “solo nel momento in cui chi mette in atto una pratica bdsm la vive come elemento disfunzionale alla propria sessualità”. La patologia, spiega Quattrini, “scatta solo nel momento in cui la persona soffre o fa soffrire e quindi vive nella sofferenza quel piacere erotico e sessuale. Nel bdsm ci possono essere pratiche sadiche e masochistiche. Se la persona le vive con consensualità, rispetto, educazione e armonia non c’è l’aspetto patologico”.
Chi partecipa a una festa bdsm sa bene ed è consapevole di quello che sta facendo: “Lì dentro non vedrò mai una persona che ha paura – sottolinea Quattrini – Posso invece percepire paura o ansia nella persona che è incuriosita, fa una ricerca su internet e magari in un primo momento non comprende”.
“E’ una situazione mista e variegata anche rispetto al genere – spiega il sessuologo – ci sono uomini e donne, il dominante e il dominato, non solo master e slave. Esistono anche le mistress e gli slave. Eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali e transgender sono da sempre inseriti in questa unità con apertura e rispetto che da altre parti non si vede”. Il popolo del bdsm, insomma, è molto più nutrito di quanto si immagini. “Si pensa che sia un discorso di nicchia ma non è esattamente così – afferma Quattrini – Il dato che io ho e che risale al 2014 parla di 4 milioni di italiani che praticano regolarmente bdsm”.

Sanremo 2017: Maria De Filippi in hotel con febbre a 38

Sarà l’ansia della vigilia, sarà lo stress della full immersion nelle prove, ma Maria De Filippi si è svegliata stamattina con 38 di febbre.

Carlo Conti con Maria De Filippi al termine della conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2017 del Festival di Sanremo. 11 gennaio 2017. ANSA/ RICCARDO DALLE LUCHE

La conduttrice – che stasera sarà sul palco del festival di Sanremo con Carlo Conti, per il debutto dell’edizione numero 67 – come riferisce l’Ansa, è rimasta in hotel a Bordighera sperando nell’effetto benefico di un antipiretico.
La De Filippi è attesa comunque in tarda mattinata all’Ariston per le ultime prove.

Kate Winslet e la cellulite: paura ridicola

Kate Winslet non riesce a credere che un tempo si preoccupava della cellulite, ora che l’ansia per peso e viso paffuto sono “evaporate”. A confessarlo è lei stessa in un un’intervista rilasciata al Sunday Express S Magazine. “La cosa magnifica di avere la mia età è che tutte le paure ridicole che una volta potevo provare – sull’avere un po’ di cellulite o essere un po’ paffuta in viso o qualunque altra cosa – sono evaporate”, ha detto l’attrice 40enne.

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“Semplicemente non riesco neppure a credere di avere impiegato del tempo sprecando la mia vita per queste sciocchezze”, ha proseguito. L’attrice di ‘Titanic’ ha aggiunto che il suo corpo “non tornerà mai com’era” prima di avere tre figli, ma dice anche che non si aspettava che fosse così. Kate Winslet, il cui figlio più piccolo compirà due anni domani, ha riferito al Magazine di non avere mai fatto una dieta post parto. Per lei, ha detto, “la vita è troppo breve per impiegare del tempo a concentrarsi su cose come queste. Voglio divertirmi. Questo è l’altro aspetto di avere dei figli: è così divertente. E se ti concentri troppo tempo sulle cose sbagliate, come per esempio quanto pesi, dimentichi le cose divertenti”.