Eva Henger, nuova provocazione: “Se Monte torna sull’Isola voglio farlo anche io”

Eva Henger continua a ribadire la sua versione dei fatti sul canna-gate dell’Isola dei famosi.

eva-henger-francesco-monte-video-1L’ex pornodiva ha detto di non avere alcuna intenzione di ritrattare quello che ha detto, è disposta a fare pace con Francesco Monte, ad accettare le sue scuse, ma non smentirà quello che ha detto nei giorni passati perché, ha ribadito, corrisponde alla verità.
«Ho detto la verità. Io riconfermo che ha fumato la marijuan», ripete ai microfoni di Striscia la Notizia. Dopo aver sentito le voci secondo le quali Monte potrebbe tornare sull’isola per salutare Paola, anche lei ha detto di voler partire nuovamente per l’Honduras: «Allora faccio un appello perché anche io voglio tornare visto l’amore che è nato tra me e Giucas Casella».

Bea, l’ultimo appello del papà: “Vi prego, non chiamatela più bimba di pietra”

Nel giro di sei mesi ha visto andarsene prima la moglie, Stefania, e poi la figlia, la piccola Beatrice, di otto anni. Alessandro Naso sta passando delle ore terribili, ma ci tiene a lanciare un appello a tutta Italia: «Vi prego, non chiamatela più ‘la bimba di pietra’, perché non le faceva onore prima e non fa onore al suo ricordo adesso. Di pietra, lei, aveva solo la determinazione e la voglia di vivere».

bea3La piccola è morta per una malattia rarissima che ha indebolito non poco la maggior parte delle articolazioni ma, come ci tiene a precisare il papà al Corriere della Sera, non era completamente paralizzata ed era in grado di parlare: «Voleva aiutare gli altri bambini affetti da malattie rare, quando veniva a sapere di nuovi casi di cui si stava occupando l’associazione, diceva sempre di volerli guarire lei».
Papà Alessandro ha poi spiegato: «Era una bimba sveglia, pienamente conscia della sua malattia e per questo aveva paura di addormentarsi e morire nel sonno. Mi diceva: ‘Papà, stai qui con me, non voglio chiudere gli occhi, stai qui con me’». La piccola Bea andava benissimo a scuola e sognava di diventare anestesista: «Solo due settimane fa aveva preso un 9, era la prima della classe e spero che sabato tutti i suoi compagni di scuola vengano a salutarla per l’ultima volta». Ora, per Alessandro, c’è una sola missione di vita: «Voglio tenere alto il ricordo di Bea aiutando i bambini affetti da malattie gravi e rare attraverso l’associazione, spero che la vita me lo lasci fare».

Usa, abbandona il figlio neonato in un bagno dell’aeroporto: accanto al piccolo una lettera con un disperato appello

È da oltre venti giorni che la polizia sta dando la caccia a una ragazza di circa 20 anni che nella serata del 14 gennaio scorso, dopo essere sbarcata da un aereo, ha abbandonato il figlio appena partorito nell’aeroporto di Tucson, in Arizona. Il piccolo è stato trovato da un dipendente dello scalo in un fasciatoio nel bagno delle donne, pulito e avvolto in alcuni panni, con accanto un biglietto scritto a mano con cui la donna ha lanciato un appello disperato, scrivendo le prime righe come se fosse il bimbo stesso a parlare, poi intervenendo in prima persona: «Aiutatemi, per favore. Mia madre non aveva idea di essere incinta.

3533877_Schermata_2018-02-07_alle_13_52_01È incapace e inadatta a prendersi cura di me. Per favore, portatemi dalle autorità in modo che possano trovarmi una buona casa. Voglio solo ciò che è meglio per lui, e il meglio non sono io. Per favore. Mi dispiace». Nel bagno sono state trovati inoltre una canottiera bianca, un paio di mutandine di pizzo verde e un paio di pantaloni neri, tutti imbrattati di sangue e fluidi corporei. Subito dopo il ritrovamento, il piccolo è stato portato in ospedale, dove è stato accudito e dove si trova tuttora in buone condizioni.
Ora, dopo oltre venti giorni di ricerche infruttuose, nella speranza che qualcuno si faccia avanti per aiutare gli investigatori a dare un nome alla mamma del neonato, la polizia ha rilasciato nuovi dettagli sulla vicenda, comprese le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza che mostrano la donna nei corridoi dell’aeroporto mentre si dirige al bagno con un fagotto tra le braccia. L’Arizona è uno Stato che, per salvaguardare l’incolumità dei neonati, consente ai genitori che decidono di abbandonarli di consegnarli in luoghi determinati, considerati di “rifugio sicuro”, come le stazioni dei pompieri, gli ospedali, le agenzie di adozione autorizzate, le agenzie private di assistenza e le chiese. Ai genitori viene concesso di mantenere l’anonimato, a patto che rispondano ad alcune domande sul neonato, sulla sua salute e sul suo background. Tutte regole che la donna dell’aeroporto di Tucson ha puntualmente disatteso, visto che il bagno di uno scalo aereo non è tra i luoghi di “rifugio sicuro”, né può essere consentito abbandonare un bimbo senza avvisare nessuno: per questo motivo rischia accuse di rilevanza penale, come l’abbandono e la messa in pericolo dell’incolumità di un bambino.

Lo sfogo di Pierluigi dopo 20 anni di bullismo: “Non chiamatemi Piergay”, il post diventa virale

Un’altra storia di bullismo. Pierluigi Glionna ha 20 anni è un aspirante attore e regista, ha un blog e molte idee, con tutto l’entusiasmo della sua giovane età. Pierluigi è di Spinazzola, in Puglia, e sulla sua pagina Facebook ha voluto raccontare un fatto che lo ha ferito molto, denunciando ancora una volta un atto di bullismo.

26992403_10213317585631987_5972093291255437755_n«ono Pierluigi; per gli amici Pier, Pipè, Piè… per molti sono purtroppo Piergay. E stasera ho fatto un brutto salto nel passato; un gruppo di bambini di 13 o 14 anni (anche se a quell’età bambini non lo si è più) mi hanno urlato questo schifoso nomignolo per strada, hanno fatto versi e detto frasi sul mio conto. Appena ho cercato di avvicinarmi e parlare con loro da persona matura, ovviamente sono scappati via. Mi hanno seguito per tutto il tempo e hanno continuato ancora e ancora ad urlare. E questa cosa fa male».
Pierluigi racconta che da quando era piccolo è stato preso di mira e su di lui sono sempre circolate voci che lo hanno fatto soffrire: «La mia vita fin dai primi anni delle scuole elementari è stata macchiata da voci, insulti, ingiurie sul mio conto… e da quella parola (che eviterò di riscrivere) che leggete lì in alto. Per quasi 10 anni non c’era volta che attraversavo una piazza e non sentivo insultarmi o vedere gente che rideva di me». Poi confessa che per mesi ha vissuto chiuso in casa per paura di questi gesti e queste voci.

Il suo sfogo è diventato virale e da tutta Italia sono arrivate per lui frasi di incoraggiamento e pensieri di supporto. Pierluigi ha apprezzato ogni singolo gesto e ha lanciato un messaggio ancora più forte: «Vorrei fare un appello a tutti i genitori: insegnate ai vostri figli che il mondo va avanti, che la vita è corta e bisogna vivere esaltando l’amore, l’amicizia, le passioni».

Nikita Bellucci, l’attrice a mamme e papà: «Messaggi hot dai vostri figli 12enni, teneteli lontani dal hard

L’attrice porno francese Nikita Bellucci, di recente ritiratasi, ha condiviso sul proprio profilo Twitter alcuni messaggi ricevuti da dodicenni o tredicenni che, con un linguaggio molto esplicito, le chiedevano di fare sesso con loro. La ventottenne ha fatto appello ai genitori perché controllino meglio cosa fanno i loro figli su internet e si occupino loro della loro educazione sessuale, essendosi “stancata” di dover sopperire.

3498380_2015_nikita_bellucci_pornostar_messaggi_hot_figli_12enni_foto_video_21_gennaio_2018Gli screenshot sono stati ora rimossi dal profilo, probabilmente in seguito ai messaggi di odio ricevuti da alcuni follower. Messaggi ai quali sono seguiti altrettanti di solidarietà per Nikita, che si era detta “stanca di dover fare educazione sessuale ai ragazzini” e aveva attaccato i loro genitori per la “completa mancanza di insegnamenti” in questo campo.
Su numerose testate si possono però consultare i messaggi condivisi da Nikita. Un giovanissimo estimatore le domanda se “le piacerebbe fare sesso con un bel dodicenne”. Un altro le chiede, con un linguaggio assai esplicito, un coito orale. Un altro ancora, un tredicenne che si definisce suo fan, le chiede “per favore” di “scoparlo”. L’attrice in questo caso pubblica anche la sua risposta: “Amico, hai 13 anni, rifletti sulle tue azioni, fai i tuoi compiti e non contattarmi più, altrimenti manderò lo screenshot ai tuoi genitori”. E molti genitori le hanno risposto via Twitter per ringraziarla. “Grazie per parlare dei bambini, dei loro comportamenti sessuali e dei pericoli dell’accesso incontrollato a ogni tipo di materiale su internet”, scrive una madre.

Violante Placido: “Io vittima dei bulli, nessuno voleva essermi amico”

“Pur nella condizione privilegiata di figlia di attori ed emigrante di lusso, mi sentivo diversa: ero la straniera stralunata, che si vestiva strana, parlava strano e nessuno voleva essermi amico”, confessa Violante Placido in un’intervista rilasciata a Candida Morvillo per l Corriere della Sera.

Violante-Placido_Esquire_UK_Dec2010_Septimiu-rem_427L’attrice racconta di essere stata vittima dei bulli quando si è trasferita negli Stati Uniti e ha frequentato una scuola a Los Angeles. “Le altre ragazzine – continua – già si depilavano, alcune portavano lenti a contatto colorate. Io ero intimidita, impaurita, e troppo orgogliosa per fare il primo passo”.
“Mi facevano piccoli ricatti, sottili violenze psicologiche, non fisiche. Il rappresentante di classe aveva il compito di fare l’appello e mi faceva mettere in punizione per ritardi minimi. Oppure qualcuno m’invitava al cinema, ma a patto che lo facessi copiare in spagnolo, in cui ero la prima della classe. Mi offrivano amicizia sotto forma di ricatto. E se invece, in classe, davo aiuto a quelli più emarginati di tutti, facevano la spia”.
Violante ha un figlio di tre anni che sta educando a vivere il rapporto con gli altri in maniera sana: “Per ora, Vasco è solare, giocherellone e ha un suo senso di giustizia innato: una volta, un amichetto ha strappato un gioco a una bambina e lui è intervenuto, ha detto ‘ridaglielo, è suo’. Cerco innanzitutto di essere io per prima rispettosa nei suoi confronti. Non puoi chiedere a un bimbo di essere giusto se il senso di giustizia glielo insegni con la coercizione. E se gli trasmetti autostima, sarà difficile che senta il bisogno di prevaricare qualcuno”.

Angelina Jolie, la madre biologica lancia lʼappello: “Fammi parlare con Zahara”

Nel turbolento divorzio tra Brad Pitt e Angelina Jolie, si inserisce anche la madre biologica della figlia Zahara (12 anni). L’etiope Mentewab Dawit Lebiso nel 2005 fu vittima di uno stupro e la diede in adozione, quando aveva solo sei mesi. Ora però vorrebbe riallacciare i rapporti con lei e dalle pagine del Daily Mail ha lanciato un appello alla Jolie: “Fammi parlare con mia figlia, voglio che sappia che sono viva e che mi manca”.

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Alla madre naturale – che ha 31 anni e vive in un remoto villaggio etiope – piacerebbe poterla incontrare un giorno, anche se assicura di non voler avanzare alcuna pretesa. “Non la voglio indietro, voglio solo poterle parlare. Angelina per lei è stata una madre molto più di me. E’ con lei da quando è una bambina, ma questo non vuol dire che non mi manchi” ha dichiarato. “Penso a lei ogni giorno e desidero sentire le sua voce, vedere il suo viso. Mi piacerebbe avere contatti regolari con lei, festeggiare il compleanno e ogni altro giorno speciale”.
“So che la sua vita è con Angelina, le ha dato la vita che io non avrei mai potuto darle – ha continuato – Sta diventando una bellissima donna e sono fiera di lei. Prima di morire, però, vorrei che incontrasse me e la famiglia che ha qui in Etiopia”.

Mara Carfagna, minacciata di morte su Facebook: “Finirai sotto terra”

Mara Carfagna è stata minacciata di morte su Facebook dopo aver pubblicato un post sul femminicidio. “Ieri Messina oggi Rimini, ieri il fuoco oggi l’acido”, aveva scritto la Carfagna sul proprio account social, commentando i recenti casi di cronaca che hanno avuto come vittime due giovani donne e invitando a “mettere un freno a quella che sta diventando una vera e propria mattanza”. L’appello della portavoce di Forza Italia non è passato inosservato e, oltre ai messaggi di apprezzamento, ha ricevuto anche un commento choc: “Finirai anche tu due metri sotto un terreno”.

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La minaccia non ha però intimorito la Carfagna che, in un secondo post, ha ribadito la sua posizione sul femminicidio: “La mia battaglia contro la barbarie e la violenza che continuano a colpire ancora troppe donne nel nostro Paese non si fermerà mai, perché mai mi rassegnerò all’idea che una donna possa ‘finire sotto terra’”.Tanti i messaggi di solidarietà inviati alla Carfagna da vari esponenti politici. “Solidarietà e vicinanza a @mara_carfagna minacciata di morte dopo post Facebook su #femminicidio. Anche denunciare #violenza genera violenza”, ha scritto su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini, da sempre in prima linea nella lotta contro la violenza sulle donne. “Solidarietà dal gruppo FI Camera alla collega Mara Carfagna, vittima di un episodio grave e inquietante. Rete non sia luogo fuori legge‬”, ha invece commentato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta.

“Il se.no è enorme e continua a crescere”, 21enne lancia un appello online

Ha un seno così grande che non riesce a farsi nemmeno un bagno nella vasca. Kya Granito, ragazza britannica di 21 anni ha lanciato una raccolta fondi online in cui chiede un aiuto economico per un intervento chirurgico che le diminuisca le dimensioni del seno.

nintchdbpict000281304618_10190626 Kya ha un seno molto grande, che negli anni continua a crescerle, ma il sistema sanitario nazionale inglese non ritiene che possa causarle problemi di salute, o che possa condizionarle la vita, così non le fornisce alcuna agevolazione fiscale nell’operazione che lei però ritiene indispensabile per avere una vita migliore.La ragazza ha una settima di reggiseno e trova grandi difficoltà a trovare un intimo che le stia bene, come se non bastasse, i reggiseni fuori misura sono molto più cari e per lei è diventato un problema anche acquistare la giusta biancheria. La continua crescita del seno le crea problemi anche per i vestiti, che è continuamente costretta a ricomprare: «Non posso permettermi un reggiseno, compro abiti nuovi ogni due settimane, la schiena mi fa male al punto che a volte non posso uscire dal mio letto o scendere dal divano e un paio di volte sono rimasta bloccata nel vasca da bagno», ha raccontato la ragazza al Sun.
Le dimensioni del seno sono un problema per lei anche da un punto di vista psicologico: soffre di ansia, si vergogna ad uscire di casa. Dopo il rifiuto dal sistema nazionale sanitario sta cercando di risparmiare per mettere da parte le 8 mila sterline che servono per l’operazione, ma è difficile visto che vive e si mantiene da sola, così ha lanciato una raccolta fondi in rete nella speranza di poter ottenere l’aiuto che le serve.

Anne Hathaway, appello alle donne in gravidanza: “Non vergognatevi dei chili presi, è tutto amore”

Pochi mesi fa, in marzo, Anne Hathaway è diventata mamma del suo primo figlio, Jonathan Rosebanks Shulman, nato dall’amore col marito Adam Shulman, sposato nel 2012. L’attrice premio Oscar si sta godendo il fantastico momento della maternità senza preoccupazioni di sorta, neanche quelle legate al suo corpo, come accade a molte neomamme.

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Anzi, la Hathaway ha lanciato dalla sua seguitissima pagina Facebook un appello a tutte le donne, che abbiano o meno un figlio, a non vergognarsi dei chili presi in gravidanza o in qualsiasi altra circostanza, e a non lasciarsi condizionare dalle parole degli altri.
“Non bisogna vergognarsi di aver preso peso durante la gravidanza o in altri periodi. Non bisogna vergognarsi se perdere peso richiede più tempo del dovuto (nel caso aveste intenzione di perdere peso). Non bisogna vergognarsi di crollare e arrivare a crearsi il proprio paio di shorts, perché quelli che usavate l’estate scorsa sono dannatamente troppo corti per le cosce che vi ritrovate ora. I corpi cambiano, i corpi crescono, i corpi si riducono. È tutto amore. Non lasciate che qualcuno vi dica il contrario. Pace”.