Arrestata Paola Catanzaro, da santona a showgirl. “Milioni di euro per guarire i fedeli”

Dal misticismo alla truffa, dalle visioni della Madonna al raggiro con riflessi devastanti nelle singole vite private, il passo è breve. Tanto breve quanto difficile è risalire al raggiro, specie se il denaro viene dato in contanti. Dopo decine di denunce e fiumi di inchiostro è stata tratta in arresto e portata in carcere dai militari della guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria, Paola Catanzaro, ex veggente 42enne che dopo aver cambiato sesso (da uomo a donna) ed essersi trasformata in una transgender showgirl e attrice con nome d’arte Sveva Cardinale, è assurta agli onori delle cronache (del caso se ne sono occupate anche Le Iene) per aver ingannato, stando alle accuse mosse, diverse persone approfittando della loro necessità di affidarsi al sovrannaturale.

C_47_lancioApertura_215_upiImageAperturaOgnuno per le proprie vicissitudini.
Paola, o Sveva che dir si voglia, risponde di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe in concorso con il marito, Francesco Rizzo, che si trova ai domiciliari e con altre sette persone, alcune delle quali suoi parenti, che sono indagate a piede libero. Nei loro confronti è stato eseguito un provvedimento restrittivo che porta la firma del gip Giuseppe Biondi e che è stato richiesto dal pm Luca Miceli che ha coordinato le indagini.
Nove sono le vittime fino a questo momento “accertate” dagli investigatori, sulla base delle denunce formulate. Nove persone disposte a rivelare dettagli delle proprie vite, ansie, angosce, dolori e aspettative, una volta resesi conto di aver versato denaro invano. Si attendevano miglioramenti, avevano aderito a un gruppo di preghiera per ottenere dei benefici spirituali, hanno finito, sostengono, per perdere denaro per un totale stimato di 4 milioni di euro. Somme su cui sono in corso ulteriori accertamenti patrimoniali da parte delle Fiamme gialle che hanno apposto i sigilli per il momento a una polizza assicurativa.
È emerso che Paolo il mistico, il ragazzino che sosteneva di avere visioni celestiali nella chiesetta di Uggio, tra Brindisi e San Donaci, poi diventato Paola, avrebbe reimpiegato il denaro in viaggi, gioielli, beni mobili e immobili.
Il “tesoretto” sarebbe stato accumulato in almeno dieci anni, dal 2007 in poi. Nei gruppi di preghiera si sarebbe fatto leva su una sorta di suggestione su gente comune, anche professionisti stimati, in stato di soggezione psicologica perché provati da vicende personali particolarmente tristi.

Qualcuno a un certo punto ha rotto il muro di silenzio. Ha parlato. Dapprima con la procura di Bari dove sono sorti dei procedimenti penali. Poi con i militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi al comando dapprima del tenente colonnello Giuseppe Maniglio e poi del successore, il tenente colonnello Gabriele Gargano. Una trasmissione televisiva aveva fatto irruzione nella vita di Catanzaro, cercando delle risposte. E lei aveva strenuamente professato la propria estraneità ai fatti, sfuggendo alle domande sul passato da veggente.
Alla fine, prima di un presunto viaggio in Messico, motivato sul pericolo di fuga, è giunto il provvedimento restrittivo. La misura più rigida è stata disposta proprio per lei, già reginetta di un atelier a Fasano e in procinto di rifarsi una vita come attrice. Quella meno afflittiva per il marito.
Entrambi dovranno comparire dinanzi al gip, nelle prossime ore, per sottoporsi se lo riterranno all’interrogatorio di garanzia. Potranno decidere se parlare o se avvalersi della facoltà di non rispondere. Non prima di aver letto approfonditamente i capi d’accusa e il materiale investigativo raccolto nell’ordinanza di custodia cautelare, una mole di accertamenti che include anche attività tecnica e intercettazioni telefoniche. Quanto ai sequestri, per il momento, sono state “bloccate” polizze per circa 125 mila euro. Ma l’inchiesta prosegue.

Amanda Knox pagata migliaia di euro per parlare del processo nelle università: la rabbia della famiglia di Meredith

Amanda Knox sale in cattedra: la giovane americana arrestata e poi scagionata per l’omicidio di Meredith Kercher parlerà agli studenti dei college per raccontare la sua esperienza processuale per un compenso di quasi ottomila euro.

Amanda Knox prepares to leave the set following a television interview, Friday, Jan. 31, 2014 in New York. Knox said she will fight the reinstated guilty verdict against her and an ex-boyfriend in the 2007 slaying of a British roommate in Italy and vowed to "never go willingly" to face her fate in that country's judicial system . "I'm going to fight this to the very end," she said in an interview with Robin Roberts on ABC's "Good Morning America." (AP Photo/Mark Lennihan)

La Knox, 30 anni, ha firmato un contratto con un’agenzia che prevede questo cachet più un rimborso spese per tenere una serie di conferenze nelle università, come riportano i giornali anglosassoni. “Sono stata additata come il diavolo”, ha raccontato proprio in una di queste conferenze, al Roanoke College, in Virginia.
La notizia ha suscitato non poche polemiche e indignato la famiglia di Meredith, colpita dalla tragedia dieci anni fa. Uno dei legali ha dichiarato: “Amanda Knox dovrebbe pensare alla sua vita senza continuare a parlare di questa triste vicenda da cui lei è l’unica a trarre profitto, in termini sia di fama che di soldi”.
Amanda ha anche scritto un libro sulla sua storia ed è spesso ospite nei salotti dei programmi televisivi. L’esperienza passata è una fonte di guadagno in più di qualche occasione.

Mamma vende la verginità della figlia di 13 anni a un ricco uomo d’affari: le immagini

Ha confessato di aver voluto vendere la verginità della figlia di 13 anni a un uomo facoltoso.
Irina Gladkikh, 35 anni, agente immobiliare, è stata arrestata dalla polizia insieme a una sua amica, a seguito di un’operazione che ha portato alla luce il suo diabolico piano.
Le due donne erano andate a Mosca per presentare la ragazzina al ricco imprenditore che avrebbe abusato di lei in cambio di una grossa somma di denaro.

Irina-Gladkikh-675200Irina ha confessto tutto in un video, raccontando cosa è successo quel giorno. In realtà quella in cui è caduta la donna era una trappola della polizia: gli agenti hanno lanciato un amo per vedere chi rispondesse ed eventualmente arrestarlo, è così è successo ad Irina.
La mamma ha consegnato la figlia all’uomo e preso il denaro per lasciarla sola in albergo. Gli agenti si sono presi cura della 13enne e hanno rintracciato e arrestato la donna. Dalle indagini è emerso, come riporta il Daily Mail, che oltre al lavoro di agente immobiliare, la donna si prostituisse insieme alla sua amica per avere maggiori entrate.

Giappone, uccide i figli neonati e li seppelisce nel cemento: dopo 20 anni la terribile verità

Mayumi Saito, una 53enne di Neyagawa, in Giappone, viveva da 25 anni ossessionata da un rimorso che non la abbandonava mai e che rischiava di farla impazzire. Lunedì mattina, quando ha sentito che la sua mente stava per cedere sotto il peso di quel tormento sotterraneo di cui non aveva mai parlato a nessuno e che la consumava giorno dopo giorno, è andata a costituirsi alla polizia e si è finalmente liberata come un fiume in piena, confessando tutto: tra il 1992 e il 1997 aveva partorito in casa quattro bambini, li aveva uccisi e nascosti in quattro bidoni, riempiti con il cemento e collocati nel suo condominio.

3380924_ap-imageGli agenti sono andati a verificare e hanno appurato che nei bidoni c’erano ancora i resti dei neonati. Il giorno dopo Mayumi è stata arrestata per l’abbandono dei cadaveri: altre accuse verranno formulate man mano che le indagini andranno avanti, com’è consuetudine in Giappone.
La donna, tormentata dai sensi di colpa, ha raccontato di aver soppresso i piccoli perché si sentiva troppo povera per poterli allevare e di aver fatto tutto da sola, non avendo mai rivelato al partner (che sarebbe il padre di tutti e quattro i piccoli) di essere incinta. Per verificare questa circostanza, l’uomo sarà interrogato. Attualmente Mayumi, che si mantiene grazie a un lavoro part-time e ai sussidi sociali, vive con un figlio adolescente, mentre un altro è andato via da casa. «Più di una volta – ha raccontato – ho pensato di uccidermi per il rimorso: non l’ho fatto esclusivamente perché non potevo lasciare solo mio figlio».
Sebbene il Giappone sia la terza economia a livello mondiale, la povertà nel Paese è ancora un grave problema, specialmente tra le donne, che non possono contare su un sistema efficiente di assistenza all’infanzia e di sostegni sanitari.

Il video in lingerie è troppo hot, cantante viene arrestata: “Istiga alla depravazione”

Il video è troppo hot e la cantante finisce nei guai. Guai con la giustizia per la cantante pop egiziana Shyma, arrestata dalla polizia per un video musicale ritenuto troppo osé. Nella clip della canzone ‘Ho dei problemi’, la giovane ragazza appare in lingerie e fa diverse allusioni sessuali, mangiando una banana di fronte a una lavagna scarabocchiata con la scritta “Class #69” e le lettere “vag”.

egitto_shyma_yt_fi.jpg_997313609Il video ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il Paese. Il giornale Youm 7 ha scritto un duro articolo contro la cantante definendola un esempio di “dissolutezza” per i giovani. La polizia ha fatto sapere che Shyma è accusata di “istigazione alla depravazione”.
Giovedì la ragazza, vedendosi sommersa dalle critiche, ha scritto un post su Facebook in cui ha sostenuto che non si aspettava una reazione negativa al video. “Mi scuso con tutte le persone che hanno visto la clip e che sono rimaste sconvolte interpretandola nel mondo sbagliato – ha affermato Shyma -. Non immaginavo che sarebbe accaduto ciò”.

Prof di sostegno fa sesso con due alunni 16enni, uno la denuncia: “Mi ha picchiato perché volevo lasciarla”

Un insegnante di sostegno ha ammesso di aver fatto sesso con due studenti di 16 anni.
Kimberly Gersonde, 24 anni, ha avuto due relazioni sessuali con due minori, picchiando uno dei due quando ha provato ad interrompere i rapporti con lei perché non accettava la separazione.

pri_57994141-e1509184104543_28182405A denunciare l’insegnante è stato proprio il ragazzo picchiato che, come riporta Metro, ha dichiarato alla polizia di aver avuto rapporti per oltre un anno con la donna e di essere stato aggredito quando ha deciso di troncare. La donna avrebbe continuato a mandargli messaggi per mesi fino a spingerlo a denunciarla. Dopo l’avvio delle indagini è stato scoperto che c’era un secondo minore coinvolto: Gersonde ha incontrato la sua seconda vittima a scuola a Milwaukee, la scuola dove lavorava.
La donna è stata sospesa dal suo incarico e arrestata dopo aver ammesso entrambe i rapporti con i minori. Il prossimo 13 dicembre verrà emessa la sentenza per la sua condanna definitiv

Fa sesso con la professoressa e posta la foto su Snapchat, insegnante arrestata

L’alunno si riprende su Snapchat mentre fa sesso con la sua insegnante e la professoressa finisce nei guai. Sposata e con figli Samantha Ciotta, 32 anni, insegnante presso la Beaumont High School di Beaumont, in California, è stata arrestata per aver fatto sesso con un suo studente minorenne dopo che il ragazzo ha mostrato un’immagine di sé e della donna semi nudi sul social.

pjimage12Secondo quanto riporta il Daily Mail, a denunciare l’accaduto sarebbe stato un altro studente, dopo aver visto la foto su Snapchat. Come lui altri ragazzi hanno confermato quello che era comparso sui social, anche dopo le 24 ore dalla distruzione del file, l’insegnante è stata così sospesa dall’incarico e arrestata. Dalle indagini è emerso che quello tra la Ciotta e il suo studente era una vera e propria relazione che andava avanti dal 2015, pare anche che la professoressa volesse confessare la sua relazione al marito.
Il minore coinvolto nel rapporto, vive una situazione familiare molto delicata: la madre è morta e il padre è in prigione, così è stato affidato a una parente che però è stato indagato per abbandono di minore visto che sembra non si prendesse cura di lui da tempo. La donna dovrà sostenere un processo, intanto il marito ha chiesto e ottenuto divorzio e custodia dei loro due figli.

La polizia li scopre a fare sesso in auto ma loro non si fermano, coppia arrestata

Fanno sesso in macchina e vengono sorpresi dalla polizia, ma allontanano gli agenti chiedendo di poter finire. Una coppia è stata arrestata in Wisconsin a causa della sua condotta poco adatta e per aver commesso un reato offendendo il pubblico pudore.

sesso-auto_05173121Bailey Puttkemery, 21 anni e Emily Scott, 20 anni, sono stati sorpresi dalla polizia a fare sesso nella loro auto dopo che un vicino ha chiamato gli agenti a causa dei rumori molesti provenienti dalla vettura. Dopo aver individuato il veicolo i poliziotti hanno intimato alla coppia di fermarsi, come riporta anche il Daily Mail, ma i due, completamente nudi hanno fatto un cenno per allontanarli continuando indisturbati.
Quando l’agente si è avvicinato ha notato che i due stavano ancora facendo sesso ed è intervenuto facendoli scendere dalla vettura: «Sei un uomo, dovresti capire», ha spiegato l’uomo nella vettura. L’agente in tutta risposta ha arrestato la coppia per oltraggio al pudore e a pubblico ufficiale.

Non vaccina il figlio nonostante l’obbligo, mamma no-vax arrestata

«Vado avanti sempre più decisa: preferisco di gran lunga andare in carcere, pur di non vaccinare mio figlio. La giustizia vuole calpestare i miei diritti di genitore e l’affido che è stato riconosciuto a me». Così parlava, una settimana fa, Rebecca Bredow, una mamma divorziata di Detroit (Michigan) e antivaccinista convinta.

mamma-no-vaccini-rischia-carcere_05132439La donna, convinta sostenitrice delle teorie, giudicate prive di fondamento scientifico, di Andrew Wakefield, è da qualche tempo protagonista di un clamoroso contenzioso legale con il suo ex marito. Rebecca è infatti convinta che i vaccini causino l’autismo, anche se la scienza dice altro, ed ha sposato la causa dei no-vax, rifiutandosi di sottoporre il suo bambino di nove anni alla somministrazione dei vaccini obbligatori, quelli che prevengono malattie potenzialmente mortali, come la meningite e il morbillo.
Jason Horne, l’ex marito e padre del piccolo, ha invano chiesto a Rebecca di vaccinare il loro figlio. L’uomo, a questo punto, ha deciso di fare ricorso presso un tribunale per chiedere un obbligo legale all’ex moglie, che dopo il divorzio ha ottenuto l’affido del bimbo e in virtù di questo non vuole sentire ragioni. A nulla era valso un accordo legale stabilito dagli ex coniugi: Rebecca avrebbe gradualmente fatto vaccinare il figlio nei mesi a venire, evitando di far somministrare troppi vaccini contemporaneamente. Un obbligo, però, totalmente disatteso dalla donna; Jason, allora, decise di rivolgersi nuovamente al giudice che accogliendo le sue ragioni, aveva quindi inviato un ultimatum alla donna: se non avesse vaccinato il figlio entro un anno, sarebbe stata subito processata, rischiando anche di finire in carcere.
Il caso ha fatto discutere tutti gli Stati Uniti dopo che la storia era stata raccontata da diversi media locali. Rebecca aveva detto di essere pronta perfino ad andare in carcere pur di non fare un passo indietro sulle proprie ragioni e così è stato: il giudice l’ha condannata ad una settimana di reclusione in carcere.

Ricatto a luci rosse. Presa a Venezia Kiran Matharoo, la Kardashian indo-canadese

VENEZIA – (A.Pe.) L’ultima foto su Instagram è datata 20 settembre e la ritrae sdraiata a bordo piscina, abito nude look e tacchi a spillo, borsetta griffata e posa languida.
L’ultimo post prima dello sbarco e soprattutto delle manette: mercoledì della scorsa settimana Kiran Matharoo è stata arrestata all’aeroporto Marco Polo di Venezia, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, spiccato nei confronti suoi e della sorella Jyoti, «le Kardashian indo-canadesi».

3267390_kiran1Procaci ed esibizioniste, nonché socialite quanto basta per venire accostate alla celebre famiglia armeno-statunitense, le due sono protagoniste di un intrigo intercontinentale imperniato su un maxi-ricatto a luci rosse.
LE ACCUSE
Fa dunque clamorosamente tappa in Veneto una vicenda che lo scorso anno aveva compiuto il giro del mondo. Verso la fine di dicembre, infatti, Kiran e Jyoti erano state incarcerate in Nigeria, con l’accusa di aver minacciato tramite filmati hard ben 274 uomini con cui sarebbero andate a letto: se le vittime non avessero pagato ingenti somme di denaro, quelle notti bollenti sarebbero state rese pubbliche su un sito web. Nel mirino sarebbe finito anche il petroliere Femi Otedola, la cui ricchezza è stimata in 1,8 miliardi di dollari, che però le aveva inguaiate, denunciando tutto alla polizia. «Non siamo delle escort d’alto bordo, è tutto un complotto contro di noi», si erano difese le sorelle, che a Capodanno avevano ottenuto la libertà provvisoria, in attesa del processo fissato a Laos per il 26 gennaio.