Meghan Markle, la sorella: “Se spendi 75mila euro per un vestito puoi anche aiutare tuo padre”

La polemica, invece di attenuarsi, torna ad infiammarsi con altre dichiarazioni velenose: non sembra esserci pace tra la nuova e la vecchia famiglia di Meghan Markle, la futura sposa del principe Harry. La sorellastra di Meghan, Samantha, che insieme alla futura moglie del principe condivide il padre Thomas, è tornata ad attaccare la donna dopo la piccata risposta al principe Harry.

http_o.aolcdn.comhssstoragemidas4059aacc415678a30d6fd213c25ae1a4205985785Senza-titolo-1Il secondogenito di Carlo e Diana aveva parlato così della presenza di Meghan alla festa di Natale della famiglia reale: «Averla con noi è stato fantastico, lei è stata benissimo, sa che siamo la famiglia che non ha mai avuto». La replica di Samantha Markle, in quell’occasione, non si era fatta attendere: «Una famiglia ce l’ha già…». Oggi, però, Samantha è tornata ad attaccare la sorellastra, come riporta anche l’Huffington Post.
«Se puoi spendere 75mila euro per i vestiti da indossare a corte durante il Natale, puoi spenderli anche per aiutare tuo padre malato e in bancarotta» – ha dichiarato nelle ultime ore la donna – «Dopo il divorzio tra nostro padre e Dora, abbiamo sempre fatto in modo che Meghan si sentisse in famiglia anche con noi. Era lei, però, ad essere sempre troppo impegnata». Thomas Markle, 73 anni, soffre di alcuni acciacchi ad una gamba e ha bisogno di cure ma vorrebbe essere presente a Windsor per portare la figlia all’altare. Samantha, dal canto suo, assicura: «In un modo o nell’altro ce la farà, sarà presente accanto a Meghan, chi dice il contrario mente».

Molestie, Santamaria: “Caccia alle streghe, io sto con le vittime. Alcune denunce solo per farsi pubblicità”

«La caccia alle streghe consiste proprio in questo. Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet». Claudio Santamaria, in un lungo post su Facebook, torna ad attaccare gli ‘haters’ e a dichiararsi «dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia». Un lungo sfogo in cui l’attore di ‘Jeeg Robot’, finito da poco al centro dell’attenzione mediatica per gli insulti e le minacce alla compagna Francesca Barra, commenta lo scandalo delle molestie sessuali che ha travolto il mondo del cinema e, tra gli altri, il regista romano Fausto Brizzi.

Claudio-Santamaria-VF-15-2016_660x380«Non mi schiero assolutamente in difesa di Brizzi come hanno scritto» spiega l’attore, denunciando la strumentalizzazione delle sue dichiarazioni operata dai media, «ma non lo accuso e non mi indurrete a farlo perché io non sono un testimone e neppure un giudice». «Sono inc… perché tutto questo sporca la meraviglia del cinema e la reputazione di chi fa questo mestiere con serietà – prosegue – i provini non si fanno in casa e i processi si fanno in tribunale».
«Ribadisco l’importanza della denuncia e comprendo anche la difficoltà che può paralizzare una vittima per le violenze fisiche e psicologiche nel denunciare subito – sostiene Santamaria – Ma il rischio è quello che dopo tanti anni le denunce vengano considerate solo funzionali a farsi pubblicità, che confondano, sminuiscano il valore della denuncia alimentando la sete di gossip in salotti televisivi non funzionali ad un principio fondamentale. Se non si hanno prove, purtroppo, se non si denuncia subito, anche se il gruppo si sostiene, è coraggioso, non si otterrà giustizia».
«La caccia alle streghe consiste proprio in questo – spiega l’attore – Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet. Sono dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia. Non mi stancherò mai di ripeterlo – conclude – denunciate e nelle sedi competenti. Perché questo sistema di prevaricazione, di abusi di potere, di violenza e di impunità deve cessare».