In tribunale col velo, la 25enne praticante: “Sconvolta ma contenta. È una battaglia giuridica”

«Quando il giudice mi ha detto no ero davvero sconvolta, ma sono contenta di quello che ho fatto». Così Asmae Belkafir, la praticante marocchina di 25 anni, torna sull’episodio di ieri al Tar di Bologna, dove un giudice le ha detto che non poteva stare in aula col velo islamico. Lei si è rifiutata di toglierselo ed è uscita. La ragazza ne ha parlato con l’ANSA al tribunale ordinario di Bologna, dove è arrivata per un’udienza di diritto del lavoro. Si è detta «molto colpita» dai tanti messaggi di solidarietà ricevuti.

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«Ci sono rimasta molto male, ho partecipato a tante udienze e una cosa del genere non mi era mai successa. Il cartello e la norma affissa sulla porta del giudice da ieri è su tutti i social network e sotto ci sono tanti commenti che dicono che il giudice ha ragione, ma non è così», aggiunge la ragazza. «Le norme – ha aggiunto – vanno lette, conosciute e interpretate. Uno prima si informa, legge, studia e poi si discute».
Si tratta, ha detto in tribunale a Bologna «di una battaglia giuridica». Bisogna «capire bene cosa deve fare una donna musulmana che porta il velo e vuole fare l’avvocato e il giudice». Si aspettava delle scuse? «No, non ne vedo il motivo», ha risposto all’ANSA la ragazza che oggi indossa un velo hijab rosa, mentre ieri ne aveva uno azzurro.

Elena Santarelli, come sta il figlio? La showgirl parla della malattia del piccolo Giacomo

Elena Santarelli torna a parlare della malattia che ha colpito il figlio pur senza rivelare la diagnosi e lo fa su Instagram, rispondendo alle curiosità di tante mamme che la seguono e comprendono a pieno lo stato d’animo della showgirl di Latina. Ecco come sta Giacomo e come affronta il difficile momento insieme alla famiglia.
La moglie di Bernardo Corradi aveva rivelato qualche giorno fa di essersi accorta che Giacomo aveva qualcosa che non andava grazie al suo istinto materno; poi solo ieri ha fatto sapere che il bimbo di 8 anni, nonostante tutte le difficoltà del momento, appare calmo e sereno.

download (81)Elena Santarelli non ha perso la sua positività e cerca in tutti i modi di trasmetterla ai figli per non minare il loro buon umore.
“Mio figlio è più sereno ora di prima – ha fatto sapere la Santarelli a chi ha chiesto come sta Giacomo – Conosce la verità per quanto un bimbo possa sapere e capire, ha una mamma e un papà che ridono sempre e che sdrammatizzano tutto, che si amano e che lo amano, continua a vivere la normalità sapendo che c’è una battaglia in corso che vinceremo al cento per cento, insomma a casa nostra si respira felicità e positività come se nulla fosse”.
Sono piovuti complimenti su Instagram verso Elena e il modo in cui sta affrontando una sfida che possiamo immaginare davvero ardua e auspichiamo che l’amore e la serenità che si respirano in casa Corradi aiutino presto il piccolo Giacomo a vincere contro qualsiasi male stia combattendo.

Marina Ripa di Meana e il cancro, lacrime in diretta tv per Sandra Milo e Patrizia De Blanck

Marina Ripa di Meana ha combattuto contro il cancro per lunghi 16 anni. Le sue amiche Sandra Milo e Patrizia De Blank l’hanno ricordata in tv e sono crollate in lacrime in diretta: ecco la loro testimonianza sulla battaglia di Marina e il commosso ricordo sulla madre di Lucrezia Lante della Rovere.

3470254_8_20180108075227Il 4 gennaio scorso Marina Ripa di Meana si è spenta all’età di 76 anni a Roma dopo aver perso una lunga battaglia con il cancro iniziata nel 2002. Numerose le commemorazioni in tv in omaggio alla regina dei salotti che ha scelto la sedazione profonda per dire addio al mondo che tanto ha amato e al tempo stesso messo in discussione.
A Domenica In, Cristina Parodi ha invitato la sua amica Patrizia de Blanck per ricordarla a pochi giorni dalla scomparsa, ma la contessa ha retto poco al peso dell’emozione e si è sciolta in lacrime in diretta tv: “Non riesco a dire ‘è stata’ – ha confessato la madre di Giada de Blanck – per me Marina è ancora qui”.

Poi ha rivelato: “Ci hanno sempre voluto mettere contro, ma nessuno ci è mai riuscito. Tu ora sei lassù e io fra un po’ ti raggiungo”.
Marina Ripa di Meana cancro: la star della tv si è spenta ma resterà nei cuori di tutti noi
Anche a Sabato Italiano, la conduttrice Eleonora Daniele ha lasciato spazio al ricordo di Marina Ripa di Meana invitando Sandra Milo a parlare di lei, ma l’attrice e grandissima amica della stilista e scrittrice uccisa dal cancro, ha avuto serie difficoltà a pronunciare qualche parola.

“Sono felice di questo omaggio. È stata una donna unica, irripetibile” ha fatto sapere la Milo prima di soccombere alle lacrime e ai singhiozzi tanto che la Daniele è corsa ad abbracciarla e confortarla.

“Le lacrime di Sandra Milo – ha detto la conduttrice di Sabato Italiano – sono comprensibili, la sua sofferenza è quella di tutti noi”.

Poliziotta ustionata dall’ex fidanzato ora è anche «vittima del dovere»

Una donna che è bersaglio della violenza di un uomo, se indossa una divisa è anche una «vittima del dovere».

3389478_1216_violenzaL’ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza pubblicata ieri, vigilia della Giornata internazionale del 25 novembre, a conclusione (forse) della ventennale battaglia amministrativa e giudiziaria combattuta da una poliziotta che vive e lavora in Veneto.
Dopo essere rimasta gravemente ustionata per mano dell’ex fidanzato, la dipendente del ministero dell’Interno ha dovuto trascinare più volte in giudizio proprio il Viminale, per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere i benefìci previsti dalla legge.

Ireland Baldwin in topless per una “buona causa”

Uno scatto con il seno nudo e solo un “cuore” a coprire il capezzolo. Ireland Baldwin non si è mai “vergognata” di mostrare le sue nudità, ma stavolta lo fa “per una buona causa”. La modella 22enne, figlia di Kim Basinger e Alec Baldwin, su Instagram regala foto hot ai follower in cui appare in topless, con lingerie in pizzo e persino un serpente. Dietro c’è un progetto importante, ma per ora è tutto top secret…

C_2_articolo_3108142_upiImageppIl décolleté è sempre stato il suo cavallo di battaglia, così Ireland non perde occasione per mostrarlo. La sexy modella ha infatti condiviso una clip sexy di un nuovo servizio fotografico sui social, in cui appena uscita dal letto copre il seno solo con le braccia. Non solo. In un altro video scalda l’obiettivo indossando una vestaglia di seta rosa e poi posa con un serpente di nome Kyle.
Insomma, l’antipasto è piccante e presto, quando mostrerà la nuova campagna, scopriremo qual è la giusta causa che ha portato la Baldwin a spogliarsi di nuovo. E non solo quello…

Gb, rivelate le registrazioni in cui Lady D parla del suo matrimonio: «Lo sentii giurare amore eterno a Camilla»

Per vent’anni quelle registrazioni sono rimaste segrete. Solo adesso le cassette con la verità di Lady D sul suo matrimonio con il principe Charles fanno capolino ed esplodono come una bomba su Buckingham Palace.
Era il 1991 quando Diana, devastata dalla frustrazione, iniziò a registrare alcune cassette in cui raccontava il suo punto di vista sulla crisi matrimoniale con il marito e della relazione con Camilla Parker Bowles. Allora in pochi sapevano, ma lei iniziò quel racconto decidendo di consegnarlo nella mani di Andrew Morton, autore del libro “Diana: la sua vera storia”.

lady-diana1A un’unica condizione: che la sua collaborazione non venisse rivelata. Adesso, a vent’anni dalla sua morte, il libro sta per essere ripubblicato con le trascrizioni in cui, come sottolinea il Daily Mail, la principessa del Galles racconta la sua battaglia con la bulimia, il primo incontro con Charles, i tentativi di suicidio, lo sgomento nello scoprire che in quel matrimonio non erano in due, ma in tre. «Sentii che diceva a Camilla: “Ti amerò per sempre, qualunque cosa accada».
L’incontro con Carlo. Il racconto ha inizio dal giorno in cui conobbe il 29enne Charles nella sua casa di Althorp a Northamptonshire, nel novembre 1977, quando aveva appena 16 anni. In quel momento il principe frequentava sua sorella Sarah, 22. «Il primo impatto è stato: “Dio, che uomo triste.” Era venuto con il suo labrador». Poi il racconto si snoda passando per il trentesimo compleanno a Buckingham Palace del principe «Fino a quel momento lo avevo visto per circa due anni insieme a Sarah. Quando ha compiuto 30 anni mi è stato chiesto di andare. “Perché Diana deve venire?” chiese mia sorella. Io risposi che non lo sapevo, ma mi sarebbe piaciuto». Poi l’incontro a casa di amici di famiglia del principe Filippo, le prime chiacchierate, i suoi giorni a Balmoral (dove in quel periodo soggiornava anche Charles) e il ricordo: «Mr e Mrs Parker Bowles erano presenti a ogni mia visita».
La casa a Londra. Quando Diana compì 18 anni, i genitori le acquistarono un appartamento di tre camere da letto nel sud di Kensington che condivideva con tre ragazze, Virginia Pitman, Carolyn Bartholomew e Ann Bolton. Sulla porta della sua camera da letto erano scritte le parole “Chief Chick” (capo pollastrella). «Era bello vivere in un appartamento con le ragazze. Mi è piaciuto molto, era fantastico. Ho riso tanto». Poi il suo ricordo del lavoro come maestra in una scuola materna e come tata. «I miei datori di lavoro erano spesso severi».
La casa fuori città. «Charles mi ha detto che voleva una casa in Cornovaglia, ma è solo a 11 miglia da quella di Camilla. Ha scelto la casa e io sono andata solo dopo che l’aveva acquistata. Aveva dipinto tutte le pareti bianche. Voleva che andassi, anche se non eravamo fidanzati. Io pensavo che fosse sconveniente».
La proposta di matrimonio. Il 3 febbraio 1981 il principe Carlo, allora 32enne, si propose a Diana, all’epoca 19enne, nel Castello di Windsor. Il loro fidanzamento fu annunciato tre settimane più tardi, il 24 febbraio. Lo stesso giorno, in un’intervista alla BBC, Charles, quando gli venne chiesto se fossero innamorati, rispose: «Qualsiasi cosa significhi amore». Diana ricorda: «Mi disse: “Mi sposerai?”. Ho riso e ricordo di aver pensato che era uno scherzo. Poi dissi: “Sì, va bene”. Poco dopo con aria seria e grave mi disse: “Ti rendi conto che un giorno sarai la regina?”. Una voce dentro di me mi disse: “Non sarai regina, ma avrai un ruolo duro”. Risposi: “Io ti amo, ti amo tanto”. E lui disse: “Qualsiasi cosa significhi amore”. Pensavo che mi amasse, che lo avesse detto. Era grandioso. Poi corse da sua madre e la chiamò al telefono per dirglielo. Nella mia immaturità, che era enorme, pensavo che lui fosse molto innamorato di me.
L’annuncio alla famiglia e il rapporto con la stampa. Tornata a casa dalle sue coinquiline Diana raccontò della proposta di matrimonio. «Solo da quel momento mi fu concesso di chiamarlo Charles. Fino al fidanzamento dovevo chiamarlo Sir. Tornai a casa e raccontai tutto alle ragazze. Abbiamo gridato di felicità e siamo uscite tenedoci strette il nostro segreto. L’indomani chiamai la mia famiglia: papà e mamma erano entusiasti. Dopo sono partita per l’Australia per tre settimane con mia madre. È stato un disastro: lui non mi ha mai chiamata e ogni volta che provavo a contattarlo io, era sempre fuori. Mi dicevo: “È molto occupato”. Tornata dall’Australia bussano alla porta e mi viene consegnato un mazzo di fiori. Sapevo che non venivano da Charles, non c’era un bigliettino. Era qualcuno molto diligente dal suo ufficio». Da lì a poco cominciò il suo rapporto tormentato con la stampa: «Seguivano ogni mia mossa, era insopportabile. Capivo che era il loro lavoro, ma vivevo con gli obiettivi addosso tutto il tempo. Affittarono pure un appartamento di fronte al mio, davanti alla mia camera da letto. Non era giusto per le ragazze. Una volta mi sono dovuta calare con un lenzuolo dalla finestra della cucina per uscire con Charles. Tuttavia sono stata sempre educata, costantemente civile. Non ero mai scortese. Non ho mai gridato. Ma dentro le quattro mura piangevo perché non ho mai avuto il supporto da parte di Charles e dall’ufficio stampa del Palazzo. Charles ogni volta che mi chiamava diceva: “Povera Camilla Parker Bowles. L’ho chiamata al telefono stanotte e dice che c’è molta stampa a Bolehyde”. Gli chiesi quanti fossero e mi rispose almeno quattro. Mio Dio, lì fuori ce n’erano 34! Ma non gli dissi nulla. Non mi sono mai lamentata perché credevo che non fossi nella posizione di farlo. Grazie a Dio il fidanzamento fu ufficializzato e io andai a Clarence House. Nessuno mi accolse. Era come stare in un hotel. Ricordo che venivo svegliata di mattina da una signora anziana molto dolce. Ricordo l’ultima volta che lasciai il mio appartamento. Un poliziotto mi disse: «Voglio solo che tu sappia che questa è la tua ultima notte di libertà nel resto della tua vita, perciò usala al massimo. Era come se una spada mi si fosse conficcata nel cuore».
Il pranzo con Camilla. «L’ho conosciuta molto presto. Ero una ragazza molto giovane, ma ero una minaccia. Quando sono arrivata a Clarence House, c’era una lettera sul mio letto da parte di Camilla, datata due giorni prima, in cui scriveva: «Ho letto le eccitanti notizie sul fidanzamento. Facciamo un pranzo quando il principe del Galles va in Australia e in Nuova Zelanda. Sta fuori tre settimane. Mi piacerebbe vedere l’anello. Tanto amore, Camilla». Ho pensato “Wow!” e ho organizzato il pranzo durante il quale mi chiese se andavo a caccia a cavallo. “Tu non andrai a caccia quando andrai a vivere a Highgrove, vero?”. Dissi: “No”. Rispose: “Volevo solo sapere”. Pensavo solo fosse interessata. Ero ancora troppo immatura per capire tutti i messaggi che arrivavano».
La relazione con Camilla e l’isolamento a Buckingham Palace. Dopo pochi giorni, Diana si trasferì da Clarence House a Buckingham Palace. «Non c’era energia e mi sentivo sola. Non riuscivo a credere quanto tutto fosse freddo». Da lì a poco la scoperta della relazione di Charles con Camilla.
«Le bugie e l’inganno! La prima cosa che mi ha colpito è che il mio futuro marito mandava fiori a Camilla Parker Bowles quando stava male: “A Gladys da Fred” si leggeva sul bigliettino. Non affrontai il problema, gli chiesi solo di essere onesto con me. Ero l’unica a progettare il matrimonio, perché lui era in tour in Australia e in Nuova Zelanda. Un giorno ero nel suo studio a parlare con lui, quando il telefono squillò. Era Camilla. Sono uscita dalla stanza e li ho lasciati a parlare.
Una volta lo sentii parlare al telefono nel suo bagno. Diceva: “Qualunque cosa succeda, ti amerò sempre”. Gli ho detto dopo che avevo ascoltato e abbiamo litigato. Qualcuno dal suo ufficio mi disse che aveva fatto un braccialetto per lei: una catena d’oro con un disco smaltato in blu con le iniziali “G e F” intrecciate. Entrai un giorno nell’ufficio e chiesi al personale cosa fosse quel pacco. Mi fu sconsigliato di aprirlo, ma io lo feci lo stesso. Mi dissero che lo avrebbe dato a lei quella stessa notte. Rabbia, rabbia, rabbia! Perché non può essere onesto con me? Aveva trovato la vergine, l’agnello sacrificale, e in qualche modo era ossessionato da me. Il suo umore era altalenante. Era lunedì, il mercoledì ci saremmo sposati. Lui era andato da lei. Pranzai con le mie sorelle che erano lì e dissi loro che non potevo sposarlo, che non potevo farlo. Loro mi risposero: “Duch (il suo soprannome d’infanzia), il tuo viso è stampato sulle tovagliette da tè, è troppo tardi per tirarti fuori”».
La bulimia. «La bulimia è iniziata la settimana dopo che ci siamo fidanzati. Una volta mio marito mise la mano sul mio girovita e mi disse: Oh, un po’ di ciccia qui, no?”. E questo mi ha scatenato qualcosa dentro. In più c’era la cosa di Camilla. Ero disperata. La prima volta che mi è stata misurata per il mio abito da sposa, la vita misurava 74 centimetri. Il giorno in cui mi sono sposata era 58. Mi sono ridotta a niente da febbraio a luglio».
Il primo evento pubblico e i commenti di Charles. Nel marzo del 1981 Diana ha accompagnato il Principe Carlo per il loro primo impegno pubblico insieme alla Goldsmith’s Hall. Quella sera indossava un abito da sera in taffetà nero senza spalline disegnato da Elizabeth e David Emanuel, che poi avrebbero confezionato il suo abito da sposa. «Ricordo bene il mio primo impegno. Ero così eccitata. Avevo il mio abito di Emanuel e pensavo fosse perfetto per la mia età. Ricordo di essere entrata nello studio di marito che, appena mi vide, disse: “Non verrai con quel vestito, vero?”. Io risposi di sì. E lui continuò: “È nero! Solo le persone in lutto indossano il nero!». E io dissi: «Sì, ma non sono ancora parte della tua famiglia”. Il nero, a 19 anni, per me, era il colore più cool che ci fosse. Avevo un vero abito per adulti. Quella notte ho imparato una lezione. Ricordo di aver incontrato la principessa Grace, era meravigliosa, ma aveva l’aria travagliata. Quella sera notò com’ero spaventata e mi portò via dalle altre signore per parlare un po’ con me. Le raccontai del mio isolamento, delle paure per il futuro. Lei rispose scherzando: “Non preoccuparti, potrà solo peggiorare”. Fu una serata orrenda. Non sapevo in quale mano tenere la borsa, se dovevo uscire prima io dalla porta. Ero terrorizzata. Mi mancavano le mie ragazze, volevo tornare lì, sedermi e ridere, scambiarci i vestiti e parlare di cose stupide. Volevo semplicemente tornare nel porto sicuro».

Adriana Volpe e il futuro in Rai, i fan la sostengono nella sua battaglia contro Magalli

Con un sorriso (amaro) Adriana Volpe va oltre le accuse di Giancarlo Magalli. La presentatrice televisiva ha recentemente risposto alle accuse del suo collega accusandolo di aver fatto nei suoi confronti una vera e propria violenza.

magalli-volpeLa Volpe sta affrontando col sorriso sulla bocca un periodo tumultuoso dal punto di vista professionale, ma come ha dimostrato nel corso di tanti anni di carriera, riesce a farlo sempre con il sorriso sulla bocca, con eleganza, tanto da essersi sempre conquistata l’affetto del pubblico. Nelle polemiche e battaglie, prima social, poi legali, con Magalli, la Volpe che ha sempre replicato con educazione alle accuse, spesso molto pesanti del co-conduttore.
Ultimo colpo è stato il mancato contratto per “Affari Tuoi” nel 2018: «Dopo 20 anni ho dovuto salutare il pubblico con l’incertezza del mio futuro lavorativo. Ho accettato la notizia della mia mancata riconferma confidando che mi possa venire offerto un ruolo di pari dignità professionale ed economico dell’azienda».
I rumors vogliono Adriana alla conduzione di Mezzogiorno in famiglia (su Rai1 il sabato e la domenica), ma per ora non si hanno certezze. Una però sembra esserci per la Volpe, moglie e mamma che ha sempre tenuto ad essere da esempio per la figlia, come lei stessa ha dichiarato più volte nell’ambito di questa polemica con Magalli, quello che se non dovesse essere tra i volti della nuova stagione mancherebbe a tanti fan che in questi mesi l’hanno sempre sostenuta.

Brigitte Trogneux, la première dame che ama l’autoironia

La prima qualità di Brigitte Trogneux in Macron è un’elegante forma di autoironia: «Emmanuel deve diventare presidente adesso: non vorrete mica che ci riprovi nel 2022. Ve l’immaginate che faccia avrò allora?». Dicono lo ripeta spesso agli amici, un modo per liquidare questa storia della differenza di età.

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Come se lei non ci avesse mai pensato. Aveva 42 anni e Emmanuel 17 quando lo ha incontrato alla Providence di Amiens, professoressa di francese e responsabile del laboratorio teatrale lei, penultimo anno di liceo lui. Era stata la figlia Laurence, la seconda, a parlargliene: «C’è un matto in classe, sa tutto».
Lui s’iscrive al laboratorio teatrale, (lei non è la sua prof) e montano una pièce insieme. Lui va spesso a casa di lei per lavorare sull’allestimento. Françoise Macron, la mamma, pensa che sia una scusa per incontrare Laurence, o magari Typhaine, la più piccola dei tre figli di Brigitte. E’ una scusa, sì. Emmanuel è bravissimo, colto. Lei racconterà: «Non l’ho mai considerata una trasgressione, non l’ho mai visto come uno studente». Ma è sposata, ci sono i figli, appartiene a una delle più note famiglie di Amiens, i Trogneux sono storici cioccolatai: non ci si può nemmeno pensare.
Emmanuel invece ci pensa, e con molta più naturalezza. Deve partire a Parigi per finire il liceo, lo mandano al prestigioso Henri IV, lo mandano perché è bravo, ancora di più per allontanarlo da Amiens e dalla professoressa. Lui la saluta: «Non si sbarazzerà di me, qualsiasi cosa lei faccia, io tornerò e la sposerò» (sì, le cronache riportano il lei’). Non poteva andare in altro modo. Lo ha spiegato Brigitte semplicemente ai figli Sébastien oggi è ingegnere, Laurence cardiologa, Tiphaine avvocata e anche coordinatrice di una sezione di En Marche!, tutti legatissimi a lui -: «Se non vado, non avrò vissuto la mia vita».
Allo scrittore Patrick Besson, un amico, ha confessato di mal sopportare tanti commenti su una cosa che quando è in senso contrario il più maturo è lui è considerata normale. «E’ un’ingiustizia che può farmi arrabbiare e allora posso anche diventare vendicativa». E Emmanuel? Lei ride: «Ha sposato una rompiscatole con cognizione di causa». La coppia è solida e innamorata. Ha superato senza scosse particolari le voci su una presunta omosessualità di lui.
Lei è in pensione da tempo, è nonna sei volte. E’ la sua più stretta collaboratrice. Non ha un ufficio particolare nel quartier generale di campagna, ma va a incontri, organizza, veglia sull’agenda, che non sia troppo isterica («lasciatelo respirare»). Tutti sono d’accordo: è aperta, all’ascolto, non impone mai la sua presenza.
La prof rilegge i discorsi: «Se non capisco io, significa che non si capisce». Macron corregge. In un comizio a Tolone, il 18 febbraio, dopo aver pronunciato la parola tassonomia (probabilmente unico politico nella storia ad aver usato il termine in un comizio), il candidato concede l’inciso per spiegare: «è la disciplina della classificazione». Marc Ferracci, testimone al matrimonio (nel 2007) e oggi membro di En marche!, assicura: «Senza Brigitte, Emmanuel non si sarebbe lanciato nell’avventura presidenziale. La sua presenza per lui è fondamentale». L’altra sera, è con Bib che è salito sul palco per festeggiare la vittoria al primo turno: «Ringrazio Brigitte, senza di lei non sarei io».
L’Eliseo? E’ la loro battaglia. Racconta Patrick Besson: «Brigitte è con lui, ma sa che le coppie sopravvivono raramente all’Eliseo (bastano gli ultimi mandati: Cecilia Sarkozy e Valérie Trierweiler ndr) ha conquistato la sua felicità e adesso ha paura di perderla».

Berlusconi non paga gli alimenti a Veronica Lario, pignorati 26 milioni dal conto corrente

Veronica Lario non concede sconti e la battaglia sugli alimenti che le deve l’ex marito Silvio Berlusconi non sembra accennarsi a smorzare.

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L’ex presidente ha presentato anche due ricorsi in tribunale: uno perchè l’assegno mensile versato sia ridotto, e un secondo perchè una parte delle somme fin qui pagate all’ex consorte gli siano restituiti. In tutta risposta però Veronica, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha proceduto legalmente ottenendo un pignoramento di 26 milioni di euro dai conti dell’ex marito.
Berlusconi, infatti, in attesa della sentenza in Cassazione, avrebbe diminuito da 1 milione e 400 mila euro a un milione gli alimenti per la Lario, raggiungendo così una morosità pari a 2 milioni che Veronica non ha tardato a chiedere facendo ricorso al tribunale e otteneto, a fronte della sentenza precedente, l’autorizzazione al pignoramento.

Shannen Doherty e il cancro, lo sfogo su Instagram: “Ho paura…”

Shannen Doherty, la Brenda di ‘Beverly Hills 90210’, continua la sua battaglia contro il tumore al seno e condivide con i fan su Instagram i momenti più importanti delle cure a cui si sottopone ogni giorno. Nell’ultimo post relativo al primo giorno di radioterapia ammette di avere paura.

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“Ho il volto di chi sta pensando di fuggire lontano, e non c’è niente di più reale. Questo è il mio promo giorno di radioterapia e ho paura. Mi spaventa il laser e questa macchina intorno. Sono anche convinta che col tempo mi ci abituerò, per ora però la odio”, le parole nel post dell’attrice che è apparsa calva e stanca.