Berlusconi, nuovo look nella spa di lusso. Ma che fine hanno fatto i capelli?

Ringiovanito, rilassato, con qualche chilo in meno: ma i capelli, dove sono finiti? Così Silvio Berlusconi appare nelle foto scattate presso la beauty farm di Henry Chenot, guru della dieta detox.

2609950_1651_berlusconi_senza_capelli (1)L’ex premier si è concesso un soggiorno nel centro benessere di Merano, in Trentino Alto Adige, in cui – si legge sul sito della spa – “si possono seguire programmi preventivi e trattamenti specifici mirati al recupero energetico, alla rigenerazione cellulare, al dimagrimento e al ringiovanimento, secondo un approccio medico-scientifico integrato”.
Una vacanza di bellezza, quindi, che – almeno a giudicare dagli scatti postati sui social da Caroline Chenot – avrebbe dato i primi benefici. Come da tradizione, l’ex proprietario del Milan dovrebbe trascorrere il Ferragosto in famiglia, nella storica Villa Certosa, prima di tornare a Merano per continuare la terapia Chenot.

Berlusconi non paga gli alimenti a Veronica Lario, pignorati 26 milioni dal conto corrente

Veronica Lario non concede sconti e la battaglia sugli alimenti che le deve l’ex marito Silvio Berlusconi non sembra accennarsi a smorzare.

107026_50623_100928_veronica3

L’ex presidente ha presentato anche due ricorsi in tribunale: uno perchè l’assegno mensile versato sia ridotto, e un secondo perchè una parte delle somme fin qui pagate all’ex consorte gli siano restituiti. In tutta risposta però Veronica, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha proceduto legalmente ottenendo un pignoramento di 26 milioni di euro dai conti dell’ex marito.
Berlusconi, infatti, in attesa della sentenza in Cassazione, avrebbe diminuito da 1 milione e 400 mila euro a un milione gli alimenti per la Lario, raggiungendo così una morosità pari a 2 milioni che Veronica non ha tardato a chiedere facendo ricorso al tribunale e otteneto, a fronte della sentenza precedente, l’autorizzazione al pignoramento.

Berlusconi, lite in diretta con Bianca Berlinguer. Poi l’annuncio: dopo il 4.12 decido se lasciare la politica

«Non l’ho detto così, io ho detto che dopo il 4 dicembre prenderò con calma decisione se continuare o meno o tirarmi fuori da politica il mio senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e degli azzurri mi fanno sentire necessaria una mina presenza». Lo afferma Silvio Berlusconi a Cartabianca su Rai tre a chi gli chiese se sia pronto a tornare in campo nel caso la sentenza di Strasburgo si pronunciasse a suo favore.

2108869_silvio011

Berlusconi, ingabbiato nei tempi televisivi, scalpita e non riesce ad argomentare a dovere le ragioni del suo no al referendum costituzionale. Alla giornalista Bianca Berlinguer che lo incalza, l’ex premier replica: «Queste sono questioni serie, non da risposte sì o no. Se lei non mi lascia finire il ragionamento, è inutile fare quest’intervista. E allora mi alzo e me ne vado», ha detto a un certo punto, senza tuttavia poi lasciare lo studio come avev invece fatto sempre su Raitre nel maggio del 2015, quando il Cav, in un crescendo di tensione con Lucia Annunziata, aveva abbandonato lo studio di In mezz’ora. Questa volta invece, non arriva a tanto. Berlinguer riconduce l’ospite nei binari della trasmissione: «Non siamo a Porta a porta che dura due ore…». A Cartabianca i tempi sono più stretti. E anche il Cav, alla fine, si adegua. «Sono molto pochi e non ci credo», ha detto poi Berlusconi rispondendo a chi gli chiedeva un commento alle dichiarazioni del prmier Matteo Renzi sulla possibilità che molti elettori di Forza Italia siano a favore delle riforme. Per l’ex premier quelli che lo sono è perché «non hanno letto in profondità il testo costituzionale».  «Se non ci sarà lui, ci sarà il suo partito che è molto interessato al cambio della legge elettorale». Risponde così poi Berlusconi alle dichiarazioni di Renzi che a proposito di un tavolo per la legge elettorale ha detto che il Cavaliere ci troverà D’Alema e Grillo ma non lui.  «Il centrodestra, se vuole contare e vincere, deve restare compatto. Se Meloni e Salvini non accettassero di fare parte della coalizione del centrodestra, cosa che escludo assolutamente, diventerebbero irrilevanti. I leaer non si nominano, nessuno può determinarlo. Un leader viene dal basso, lo decide e lo sceglie la gente. Io non ho in mente nessun nome, ho in mente me stesso, se ancora resterò in campo», ha poi osservato il presidente di Fi.

Dal bunga bunga ai miliardi, ecco perché Trump (al top della popolarità) sembra Berlusconi

Il bunga bunga di Silvio e le frasi sessiste di Donald. Lo strapotere economico personale che diventa anche istituzionale. La stretta sugli immigrati, il rapporto tutt’altro che idilliaco con la legge, l’amicizia con Putin, le promesse su milioni di posti di lavoro da creare grazie ad un’economia rifondata con valori liberal ma poco social, i media attaccati e al tempo stesso controllati, le leggi ad personam e le presunte frodi fiscali.

trump-berlusconi-691359

Trump come Berlusconi, anzi il tycoon che veste i panni di “discepolo predestinato” rispetto al Cavaliere.
A tracciare un parallelismo molto indicativo tra il presidente eletto degli Stati Uniti e l’ex premier italiano è il quotidiano britannico Guardian che, in un lungo articolo, esamina idee politiche, storia personale e aspetti caratteriali dei due miliardari prestati alla politica, concludendo che “nessuno più degli italiani potrà capire meglio lo sgomento e la desolazione dei liberali americani di fronte a un presidente come Trump».
Un concetto condensato nel titolo eloquente dell’articolo “Se Berlusconi è come Trump, l’Italia cosa può insegnare all’America?”, che arriva proprio mentre la popolarità di Trump raggiunge quota 46%, ben 9 punti in più rispetto ai giorni della sorprendente vittoria contro Hillary Clinton. Così ora l’Italia fa tendenza politica a Washington e dintorni, con gli Usa costretti almeno per una volta ad essere retroguardia e ad “imparare” dall’esperienza fatta nel Belpaese.  Da un lato Berlusconi sbeffeggiato da avversari politici e media ma che governa praticamente per un ventennio, dall’altro Trump che è stato osteggiato in ogni modo da quel Partito Repubblicano che pure ha fatto stravincere anche al Congresso. L’ex Presidente del Consiglio che va da solo a Roma con l’ex moglie e attrice Veronica Lario rimasta con i figli nel buen retiro di Arcore, il neo Presidente Usa che andrà da solo alla Casa Bianca mentre la giovane moglie ex modella Melania decide di restare ai piani alti della Trump Tower, a New York. Mentre i vescovi italiani non hanno criticato i comportamenti licenziosi in cambio di un Berlusconi schierato contro le unioni gay e la fecondazione assistita, allo stesso modo il tre volte sposato Trump – che non ha mai parlato in modo chiaro e convincente della sua fede religiosa – ha avuto il sostegno di quattro evangelici bianchi su cinque, in gran parte fondato sulla loro speranza che Trump avrebbe eletto giudici conservatori anti-aborto alla Corte Suprema.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Anche per l’ironia sui social network che, prima del Guardian, aveva già messo in evidenza i tratti di similitudine tra Silvio Berlusconi e Donald Trump.

Cene ad Arcore, Berlusconi ricattato denuncia l’olgettina trevigiana

«Dopo aver subito per anni le pressanti richieste di soldi delle ragazze delle cene di Arcore, documentate da intercettazioni a volte imbarazzanti, Silvio Berlusconi ha detto basta e per la prima volta dall’inizio nel 2010 dell’inchiesta Ruby ha denunciato una di loro» dichiarano i suoi avvocati.

l_6n31

Si tratta della trevigiana Giovanna Rigato, di 35 anni, che sarebbe accusata dalla Procura di Milano di tentata estorsione per aver chiesto all’ex Cavaliere un milione di euro «per non rivelare alla stampa e ai pm informazioni in grado di danneggiarlo». Giovanna Rigato è imputata di corruzione in atti giudiziari a Treviso in uno dei filoni in cui è stato diviso il processo Ruby Ter.  Come le altre 20 ragazze «anche lei non avrebbe detto la verità quando ha testimoniato nei processi Ruby e Rubi Bis negando di aver assistito ad Arcore ai balletti dal sapore hard».

Wikileaks, Hillary fa piangere Berlusconi: “Parli così male di me?”

Il suo nome per intero non viene mai menzionato, ma tutto lascia pensare che Hillary Clinton si riferisse proprio a Silvio Berlusconi ‘in lacrime’ quando, in una conversazione off the record durante una conferenza organizzata da Goldman Sachs nell’ottobre del 2013 ed emersa adesso tra le ultime e-mail diffuse da Wikileaks, la ex segretario di Stato raccontò la reazione alle scuse che fu costretta a presentare a diversi leader dopo la diffusione dei cable diplomatici da parte di Wikileaks nel 2010.

clinton_berlusconi-630x300

Il riferimento a Silvio Berlusconi emerge dalla trascrizione relativa ad uno di quei discorsi che Hillary Clinton, adesso candidata democratica per la Casa Bianca, fece dopo la fine del mandato da segretario di Stato alle grandi banche e i cui testi l’aspirante presidente si è rifiutata di diffondere, punto questo su cui è stata più volte incalzata da Donald Trump. In particolare la conversazione in questione ebbe luogo il 29 ottobre del 2013 in Arizona con il Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, che la intervistava. La trascrizione era contenuta in una delle e-mail rubate al capo della campagna di Hillary Clinton John Podesta, che Wikileaks ha appena diffuso. Nel testo Hillary Clinton si assicura che sia tutto off the record e comincia il suo racconto: Segretario Clinton: «Okay. Ero segretario di Stato quando accadde Wikileaks. Ricorderete la debacle. Vengono fuori centinaia di migliaia di documenti. E io devo andare a fare il giro delle scuse. Avevo una giacca come se fosse il tour di una rock star. Il Clinton Apology Tour. Dovetti andarmi a scusare con chiunque fosse stato in qualche modo descritto nei cable in qualunque maniera che fosse considerata meno che lusinghiera. E fu doloroso. Leader che resteranno anonimi, che erano caratterizzati come vanitosi, egotisti e affamati di potere…». Sig.Blankfein: «Assodato». Segretario Clinton: «Corrotti. E noi sapevamo che lo erano. Questa non era fiction. E io dovevo andare a dire: sai, i nostri ambasciatori, certe volte si lasciano trasportare, vogliono tutti essere dei letterati. Partono per la tangente. Cosa posso dire. Ho sentito uomini adulti piangere. Letteralmente, dico. ‘Io sono un amico dell’America, e tu dici quelle cose di me’». Frase quest’ultima che a quanto pare Hillary Clinton pronunciò con un accento italiano, stando alla reazione di Blankfein che emerge dalla trascrizione. Sig.Blankfein: «Questo è un accento italiano». Segretario Clinton: «Abbiate senso dell’umorismo». Sig.Blakfein: «E quindi tu hai detto, Silvio…» (risate.).

Silvio 80, tutto Berlusconi: auguri di amici e nemici, frasi, sfottò e oggetti celebri

“Non mi viene in mente il nome di nessun amico in politica”. Non sembra questione di Alzheimer, ma gli 80 anni di Silvio Berlusconi sono lontani anni luce dalle faraoniche e ambitissime feste cui il Cavaliere aveva abituato in passato. Pochi amici, niente regali (almeno così ha chiesto). “cinque figli e 10 nipoti fanno un patriarca.

4304.0.40865600-kaoE-U432302333639810O-593x443@Corriere-Web-Milano

E io questo mi sento”, h datto per l’occasione. Con la compagna Francesca Pascale, i figli e una manciata di fedelissimi (tra cui spiccano Confalonieri e Letta), l’ex premier spegnerà quindi oggi le sue 80 candeline chiudendo un periodo recente piuttosto travagliato, culminato nell’operazione a cuore aperto eseguita al San Raffaele di Milano e, probabilmente, che lo porterà anche l’addio all’amato Milan.
Ma cosa è stato augurato a Berlusconi? Matteo Renzi sottolinea con una punta di sarcasmo: “Sarà ricordato soprattutto per tutto cè che non ha fatto. La riforma del lavoro. La riforma della giustizia. La riforma costituzionale. Questo referendum oggi è una delle tante occasioni che Berlusconi sta perdendo. Noi siamo dalla parte dell’Italia che ci sta provando a cambiare le cose, il presidente Berlusconi si è messo dall’altra parte. Molti augur”. Il presidente del Napoli e produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis va sulla suddivisione dei periodi di vita e twitta: “Quattro volte ventenne! Il mio augurio è che tu possa vivere i prossimi 20 anni come hai vissuto i primi 80. Tanti cari auguri Silvio”. Acido il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “Un augurio a Berlusconi? Di andare in pensione. Tanto non avrà la minima per cui… Ha 80 anni, ha già segnato l’Italia”.
Verissimo. “Mi consenta” è la frase gergale che tutti utilizzano e che inequivocabilmente viene identifica il Berlusca. Altre epressioni storiche: il “nuovo miracolo italiano”, quella del “più bella che intelligente” a Rosy Bindi, il “meno male che Silvio c’è”, la “discesa in campo”.  E poi oggetti che sono diventati solo suoi. La bandana di Berlusconi, il Borsalino di Berlusconi, il cappellino con visiera di Berlusconi, il cappello da capotreno di Berlusconi, la tuta da riposo in cashmere di Berlusconi, il tacco di Berlusconi, il doppiopetto di Berlusconi, la cravatta a pois di Berlusconi, la spilla luccicante di Berlusconi, il costume da danzatore berbero a Marrakech quando per fare pace regala un gioiello a Veronica indossato da Berlusconi, “lo stalliere” di Berlusconi, il conflitto di interessi di Berlusconi, un milione di posti di lavoro di Berlusconi.

Flavio Briatore in vacanza con Berlusconi: “Presidente in grande forma, numero uno”

Continuano le vacanze social di Flavio Briatore e come ultimo scatto su Instagram, mostra la prima foto dopo il ricovero in ospedale dell’ex presidente Berlusconi.”Presidente in grande forma, sempre numero uno”.

yourimage-12-19

Con questo messaggio Flavio Briatore ha postato la prima foto in vacanza di Silvio Berlusconi, dopo l’operazione al cuore del 14 giugno scorso al San Raffaele di Milano. Lo scatto lo ritrae sorridente in camicia bianca insieme all’ex manager di Formula Uno e a Francesca Pascale per un periodo di relax in Sardegna.

Berlusconi, crisi con la Francesca Pascale: Lavinia, 21 anni, è la nuova fidanzata? Ecco cosa dice lei

Silvio Berlusconi avrebbe una nuova fidanzata. Secondo Alessandro Ferrucci de ‘Il Fatto Quotidiano’ la ragazza che avrebbe fatto breccia nel cuore del Cavaliere si chiama Lavinia Palombini, è bellissima e ha soltanto 21 anni. La storia con Francesca Pascale, di 10 anni più grande, è sempre più in crisi e quel che è peggio anche i cani Dudù e Dudina lo avrebbero stancato. “Mi hanno rotto le scatole, puzzano, sporcano, mi tocca sempre tenere le finestre aperte per mandare via l’odore”, direbbe Berlusconi.

1575232_lavinia2

CHI E’ LAVINIA Lavinia Palombini è figlia di un imprenditore romano ed è entrata nel cuore di Silvio Berlusconi durante una vacanza in Sardegna. Come si può vedere dal suo profilo Facebook ama Forza Italia, un elemento che la accomuna alla Pascale e per colpa sua sarebbero nate numerose discussioni tra Berlusconi e la sua compagna. Chi avrebbe assistito alla nascita della loro amicizia – dice Ferrucci – testimonierebbe di almeno 60 telefonate al giorno da parte di Silvio Berlusconi alla nuova presunta fidanzata. “In Sardegna – dice la fonte dell’articolo del Fatto – la chiamava in continuazione, la cercava sempre”.
I LEGALI DI LAVINIA PALOMBINI: “COMPLETAMENTE FALSA PRESUNTA STORIA CON CAV” «Quanto si legge in queste ore in merito alla presunta storia tra la signora Lavinia Palombini e il Presidente Berlusconi è completamente falso». Lo dichiarano i legali della famiglia Palombini, gli avvocati Maurizio Sordini e Perla Petrillo. «Nei prossimi giorni – aggiungono – intraprenderemo tutte le più opportune azioni a tutela dei diritti e degli interessi della nostra assistita».

Sara Tommasi e il pornoprocesso, chiesta la misurazione del pene del cameraman

Come l’attore che si sottrae alla parte perché sente traditi il suo impegno e la sua esperienza. In mezzo la confusa Tommasi che già in passato ha regalato scarse trame alla Philip Dick: le sarebbe stato impiantato un microchip nel corpo, che poi è causa di tutti i suoi disturbi, che l’ha portata a un ricovero in clinica e all’abuso di psicofarmaci. Quindi dal microchip si arriva alla «Ciociara» in un giro di camera, con un ricorso compulsivo ai tribunali – già in passato aveva fatto condannare un produttore di film porno.

sara-tommasi-in-posaSi potrebbe, attraverso il corpo di Sara Tommasi, riassumere molto del nostro Paese e delle ossessioni che lo attraversano, in un corto circuito diarchico: pubblico/privato – professionisti/società civile, che si confondono e mischiano, fino a sovvertire anche uno dei pochi campi lavorativi dove il merito è innegabile: quello del porno. In una degenerazione con aggiunta di repressioni violente che diventa la chiave del merchandising contemporaneo, dove la merce – in una declinazione occidentale – è il corpo, usato non per fame ma per fama. Facendo coincidere in una sola inquadratura: ethos, ethnos ed eros. Tirando fuori la vocazione condominiale che l’Italia da sempre si tira dietro e che ormai domina tutto: dai romanzi ai partiti. Sara Tommasi incarna la parte debole e confusa di questa vocazione, porta se stessa fino all’estremo – pagandone le conseguenze – e ci costringe a guardare l’aspetto misero e ridicolo di chi non ha attitudini ma solo derive. In un tempo logoro, rifà Boccaccio senza stile, privo di erotismo e incapace di generare la curiosità che il sesso chiede; passa da Brancati ma non riesce a fasciare la carne né il desiderio, divenendo scarno pruriginoso racconto di tribunale; e si assesta in una zona di gioco al ribasso dove l’iconografia più azzeccata è lo stereotipo.