Sanremo 2018, Ermal Meta e Fabrizio Moro in trionfo con “Non mi avete fatto niente”

Sono Ermal Meta e Fabrizio Moro, con “Non mi avete fatto niente”, i trionfatori della 68.ma edizione del Festival di Sanremo, la prima con direttore artistico Claudio Baglioni e condotta da Michelle Hunziker e Pier Francesco Favino. Al secondo posto si piazzano Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza” e al terzo Annalisa con “Il mondo prima di te”. Ron, con il brano “Almeno pensami”, di Lucio Dalla, ha vinto il premio della critica “Mia Martini”.

C_2_articolo_3122635_upiImageppAlla fine hanno vinto proprio loro. Favoriti dai bookmaker alla vigilia del Festival, in bilico per due giorni con il rischio di una squalifica per l’uso nel pezzo di parte di una canzone di un paio di anni fa, poi riabilitati per correre verso il trionfo finale. Quella di Ermal Meta e Fabrizio Moro non è solo una vittoria ma anche una rivincita che li ripaga per quella che hanno avvertito come una forte ingiustizia nei loro confronti. Resta il fatto che il buco nel regolamento del Festival resta forse l’unica macchia in un’edizione per molti versi da incorniciare.

IL RACCONTO DELLA FINALISSIMA – La serata si apre con Claudio Baglioni che introduce Ultimo, vincitore delle Nuove Proposte che esegue la sua “Il ballo delle incertezze” (anche se Baglioni lo presenta come “Il ballo delle apparenze”), con cui è stato incoronato venerdì davanti a Mirkoeilcane (premio della critica) e Mudimbi. Dopodiché entrano Michelle Hunziker e Pier Francesco Favino e viene presentata la giuria di esperti, il cui peso questa serà è del 20%, mentre il 30% dei voti arriverà dalla sala stampa e il 50% dal televoto.

Apre la gara dei big Luca Barbarossa con “Passame er sale”, seguito da Red Canzian con “Ognuno ha il suo percorso” e i The Kolors con “Frida (mai, mai, mai)”. Ed è già il momento del primo super ospite della serata, Laura Pausini, che arriva dopo aver dovuto rinunciare alla prima per una laringite. Laura apre con il suo ultimo singolo, “Non è detto”. Dopodiché, sorpresa! interviene via telefono Fiorello che aveva aperto la prima serata e chiude così il cerchio. Lo showman scherza sul prossimo conduttore del Festival che dovrà confrontarsi con i risultati eccezionali di questa edizione. “Pare abbiano contattato il Papa e Melania Trump” dice. Poi la Pausini e Baglioni duettano su “Avrai”. La cantante romagnola poi esegue un altro pezzo, “Come se non fosse stato mai amore”, durante il quale esce dal teatro Ariston per cantare con i suoi fan assiepati all’esterno. La gara prosegue quindi con Ornella Vanoni, con Bungaro e Pacifico, che interpreta “Bisogna imparare ad amarsi”, che, secondo molti, si gioca un posto sul podio.

Può quindi riprendere la gara con Elio e le storie tese e la loro “Arrivedorci”. Elio si presenta sul palco a sorpresa ancora con i Neri per caso, con cui hanno duettato anche venerdì, e con l’architetto Mangoni nei panni di SuperGiovane che corre per il teatro per quello che dovrebbe essere il passo d’addio del gruppo. Quindi tocca a Ron e alla toccante “Almeno pensami”, scritta da Lucio Dalla. Max Gazzè esegue la sua “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, quindi tocca ad Annalisa, le cui quotazioni sono cresciute sera dopo sera, con “Il mondo prima di te”. Renzo Rubino porta sul palco i suoi nonni che ballano durante la sua “Custodire”. Tocca quindi ai Decibel con “Lettera dal Duca”.
Si procede spediti con la gara e con Lo Stato Sociale e la loro “Una vita in vacanza”. Anche stasera c’è Paddy Jones, la ballerina di 83 anni, che però questa volta inizia dalla platea, invitando la gente a ballare. Seguono due coppie: quella composta da Roby Facchinetti e Riccardo Fogli (“Il segreto del tempo”) e quella di Diodato con Roy Paci (“Adesso”), le cui quotazioni per un posto sul podio sono in fortissima ascesa. E poi c’è un grandissimo momento tra teatro e musica: Pier Francesco Favino si riprende i suoi panni di attore è recita un intenso monologo dal suo spettacolo “La notte poco prima delle foreste”, sulla solitudine e l’oppressione del potere, e poi entrano in Baglioni e Fiorella Mannoia, che duettano su “Mio fratello che guardi il mondo”, di Ivano Fossati. Momento emozionante e di altissimo livello.

Si riparte poi con la gara con Nina Zilli (“Senza appartenere”), Noemi (“Non smettere mai di cercarmi”) ed Ermal Meta con Fabrizio Moro (“Non mi avete fatto niente”), dati dai bookmaker favoriti numeri uno. Il diciottesimo campione in gara è Mario Biondi con “Rivederti”. Ci si avvicina alla fine delle esibizioni dei big con Le Vibrazioni (“Così sbagliato”). Favino e la Hunziker trovano anche il modo di ricordare la giornata della memoria per la tragedia delle foibe. Chiudono Enzo Avitabile e Peppe Servillo con “Il coraggio di ogni giorno”. Prima dell’annuncio della classifica dal ventesimo al quarto posto c’è tempo per una “Strada facendo” cantata da Baglioni insieme al trio Max Pezzali-Francesco Renga-Nek. In attesa dei risultati definitivi Baglioni, Edoardo Leo e Favino si esibiscono con il coro dei Discreti in “Mi va di cantare”, il brano cantato da Louis Armstrong al Sanremo 1968.

Ma ecco la classifica dal ventesimo al quarto posto: Elio e le storie tese all’ultimo posto, poi Mario Biondi, Facchinetti-Fogli, Nina Zilli, Decibel, Red Canzian, Noemi, Renzo Rubino, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Le Vibrazioni, Giovanni Caccamo, The Kolors, Diodato e Roy Paci, Luca Barbarossa, Max Gazzè, Ornella Vanoni con Pacifico e Bungaro e al quarto Ron. Così a giocarsi la vittoria saranno Lo Stato Sociale, Annalisa e Meta-Moro.

E’ il momento delle premiazioni. Il primo premio assegnato è quello della critica “Mia Martini” assegnato a Ron, mentre il premio della sala stampa “Lucio Dalla” va a Lo Stato Sociale. Il premio “Sergio Endrigo” per la migliore intepretazione va ad Ornella Vanoni. Il premio “Sergio Bardotti”, per il miglior testo assegnato dalla giuria degli esperti, viene assegnato a Mirkoeilcane. Il premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale, assegnato dall’orchestra, viene vinto invece da Max Gazzè. E infine la classifica finale del Festival: al terzo posto Annalisa, al secondo Lo Stato Sociale e, come previsto, vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Maschio o femmina? Kate inganna i sudditi

Il terzo Royal Baby nascerà ad aprile. Il toto sesso è ufficialmente partito. Kate Middleton, dopo l’assenza, è tornata a mostrarsi e sembra essere tornata in perfetta forma…. tanto che sembra prendersi gioco dei sudditi, che sperano di capire se sarà un maschietto o una femminuccia.

C_2_box_45278_upiFoto1FLa prima attesissima uscita pubblica Kate Middleton l’ha effettuata con un abito di pizzo in una splendida tonalità di azzurro firmato Temperley London. Pochi giorni dopo, eccola indossare un vestito rosa con fiori a rilievo firmato Orla Kiely. Subito seguito da una giacca azzurra Philosophy by Lorenzo Serafini.
Azzurro o rosa: maschietto o femminuccia? I bookmaker inglesi sono già impazziti. Kate Middleton, che a questo punto probabilmente già sa di cosa si tratta, ha voluto mettere a tacere le voci che stavano già circolando e superare il cliché sul colore.
Ma dopo il sesso, partirà il toto-nome. Prepariamoci.

Kate Middleton spiazza tutti: ecco cosa ha deciso…

LONDRA – I sudditi di sua maestà sono in visibilio da quando è stata diffusa la notizia della terza gravidanza di Kate Middleton. I bookmaker già scommettono su sesso e nome del nascituro, ma nelle ultime ore è un altro il particolare ad aver attratto l’attenzione del gossip.

3239429_1841_collage_2017_09_14_4_Come riporta il sito LadyBlitz, pare che la Duchessa di Cambridge abbia deciso di partorire in casa.
Il sito britannico Celebdirtylaundry sosterrebbe che Kate si sarebbe già informata sulle modalità del parto in casa per le precedenti gravidanze. Ma soffrendo di iperemesi gravidica, avrebbe desistito. Ora invece l’idea riprenderebbe quota.
I precedenti parti sarebbero stati privi di problemi, per questo Kate sarebbe sempre più favorevole al parto in casa. In questo modo, sarebbe al riparo dai paparazzi e dall’attenzione morbosa dei media, che le avrebbe provocato non poco stress dopo la nascita di George e Charlotte.
Non è tutto. Partorendo in casa, Kate riprenderebbe anche un’antica tradizione della famiglia Windsor. La regina Elisabetta partorì i suoi figli in casa, solo successivamente furono cambiati gli usi. Diana ha partorito William e Harry in ospedale. Ce la farà la Duchessa di Cambridge a ritornare al passato? Staremo a vedere.