Playboy, le conigliette in copertina anni dopo: ecco come sono ora

Sulle pagine di “Playboy” si sono susseguite dal 1953, anno in cui il giornale è stato fondato da Hugh Hefner, tantissime “conigliette”.

2488493_1130_playboy (1)Lo scorso 4 giugno la famosa rivista maschile, simbolo di erotismo, ha voluto rendere omaggio ad alcune modelle replicando le loro vecchie copertine a distanza di anni.
Il tutto per dimostrare che anche a una certa età si può essere sexy.
Ecco le immagini messe a confronto. Ci sono i ritratti di sette playmate comparse in copertina diversi anni fa. Le donne hanno ricreato le pose che le hanno rese famose.

Playboy: dietrofront, si torna al nudo in copertina

La crociata contro il “sesso a portata di un clic”, come lo aveva definito il CEO dell’azienda, era cominciata un anno fa e Playboy aveva deciso di rivestire le sue conigliette. Adesso dopo nemmeno 12 mesi di castità riecco il nudo in copertina. A decidere il dietrofront il nuovo capo della rivista Cooper Hefner, figlio del mitico fondatore Hugh Hefner: “Sono il primo ad ammettere che il modo in cui la rivista mostrava il nudo era superato, ma rimuoverlo completamente è stato un errore”, ha scritto sui social.

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Sul prossimo numero di marzo/aprile Playboy torna dunque alla sua vera identità: “Oggi ci riprendiamo la nostra identità, rivendicando ciò che siamo”, ha aggiunto Hefner jr. In copertina la playmate del mese nuda e l’emblematica scritta: Naked is normal, che diventa subito un hashtag #NakedIsNormal sui social. Tra le novità annunciate anche l’eliminazione dello storico sottotitolo di copertina: entertainment for men. Una scelta coraggiosa che Cooper Hefner ha motivato con l’esigenza di adeguarsi all’evoluzione dei ruoli di genere nella società.
Una nuova crociata è cominciata. La mission? Recuperare lettori, soprattutto tra le nuove generazioni, per vendere anche contenuti oltre che immagini di conigliette senza veli. Senza nudo non ci sono riusciti. Lo scorso anno la tiratura è stata di circa 700mila copie, un ottimo risultato, ma ben lontano dai livelli degli anni d’oro, quando si toccavano i 6 milioni di copie. Adesso la sfida è ritrovare un’identità e centrare il giusto equilibrio tra il piacere degli occhi e quello della mente.