La vigilessa fa la multa all’assessore a capo della Polizia municipale

La polizia municipale arriva nei pressi del Bar Tropical sulla Domiziana per un controllo del territorio. Un agente appena assunto con contratto trimestrale si accorge di alcune automobili parcheggiate lungo la strada in maniera irregolare, nonostante il divieto di sosta. Le vetture rappresentano un intralcio alla circolazione di pedoni e automobilisti. E quindi partono le multe.

download (59)Subito dopo, la sorpresa: una delle automobili a cui è stato lasciato il classico verbale sotto la spazzola lavavetri appartiene a un componente della giunta del sindaco Russo. E non a uno qualsiasi. Perché si tratta di Carlo Nugnes, assessore con delega fra le altre proprio alla polizia locale, arrivato sul posto pochi minuti prima per partecipare a una manifestazione contro l’illegalità. Insomma la multa della vigilessa è stata fatta al capo politico dei vigili. Carlo Nugnes in un primo momento crede a uno scherzo. Quando, invece, capisce che dovrà realmente recarsi al comando dei suoi vigili per pagare la contravvenzione non si arrabbia, anzi: «Saranno soldi che pagherò con estremo piacere – dice l’assessore – perché è il segnale che finalmente anche a Castel Volturno si sta facendo sul serio».

Ubriaca in auto, la figlia dell’attore di ‘Matrix’ mostra il “lato B” e la fa davanti ai poliziotti

Montana Fishburne sempre più fuori controllo: la figlia dell’attore Laurence, noto per il ruolo di Morpheus in Matrix e di Raymond Langston in CSI, ne ha combinata un’altra delle sue. La ragazza, 25 anni, era già stata arrestata nel 2009 per prostituzione e l’anno successivo per stalking ai danni di un ex fidanzato.

41209610La sua notorietà è dovuta non solo al celebre padre, ma anche alla breve carriera da attrice pornografica, interrotta dopo due film per l’imbarazzo e il dolore che la scelta aveva provocato in Laurence. Da allora la giovane si è data agli spettacoli di striptease e danza del ventre in vari locali notturni.
L’ultimo episodio imbarazzante per la famiglia Fishburne si è consumato invece lo scorso 11 marzo in Florida: sono le registrazioni della polizia a documentarlo.
Montana era infatti stata fermata su un’autostrada all’altezza di Fort Lauderdale, mentre guidava visibilmente ubriaca e con una bottiglia di vino quasi vuota accanto. Sottoposta al test dell’alcol, la ragazza aveva dei valori superiori al doppio del limite consentito e ha iniziato a provocare i poliziotti. Prima si è tolta i tacchi alti, mostrandoli all’agente, poi si è alzata il vestito e ha fatto vedere le sue grazie.
Tutto qui? Magari. Non contenta, ha scavalcato il guardrail e si è accovacciata. «Cosa sta facendo?», chiede sbigottito l’agente. La ragazza, in tutta franchezza, risponde così: «Devo fare la pipì, anche se preferivo farla sulla vostra auto di servizio. Posso farla qui?». «È quello che sta già facendo», commenta laconico il poliziotto. Lo riporta anche il Daily Mail.

Selvaggia Lucarelli contro gli agenti: “Non sono eroi…”

Selvaggia all’attacco anche a Natale. “Per quello che mi riguarda, un poliziotto che chiede i documenti a una persona per effettuare un banale controllo e si trova, imprevedibilmente, a dover rispondere al fuoco, non è un eroe.

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È un uomo che svolge il suo lavoro e lo fa esattamente come gli altri 300.000 poliziotti in Italia che si assumono i medesimi rischi e magari vanno in pensione senza essersi mai trovati nella drammatica situazione di dover sparare a qualcuno. Parole come “orgoglio” ed “eroi” mi lasciano perplessa. Era un controllo casuale. Hanno avuto prontezza nella reazione. Bravi. Fine”. Selvaggia Lucarelli commenta così, su Facebook, le tante reazioni alla sparatoria di ieri a Sesto San Giovanni che ha visto coinvolti due agenti italiani.
“Per il resto, quello che ha ammazzato Amri – attacca la blogger riferendosi ai post e alle immagini pubblicate sui social dai due poliziotti – è uno che scriveva cagne alle donne, che si faceva fotografare mentre faceva il saluto romano, che rimpiangeva Mussolini e così via. Ecco, facciamo che è al massimo un poliziotto coraggioso e con dei buoni riflessi. Per il resto, dal bussolotto degli eroi del Natale, per quel che mi riguarda c’è altro da pescare”.

Il killer di Berlino era in Italia: ucciso da polizia dopo un controllo

Il killer di Berlino era in Italia, è stato fermato dalla polizia nel Milanese ed è stato ucciso dagli agenti. Quello che sembrava un normale caso di cronaca è diventata una inquietante svolta nelle ricerche di Anis Amri, il tunisino accusato di aver provocato la strage ai mercati di Natale in Germania, con 12 morti (tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo): questa notte infatti un uomo, ancora non identificato, era stato ucciso durante un conflitto a fuoco con la polizia.

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UN NORMALE CONTROLLO Secondo le prime informazioni l’uomo durante un normale controllo stradale in piazza I Maggio a Sesto S.Giovanni, intorno alle 3, avrebbe estratto una pistola e sparato agli agenti di una Volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo. La Volante si sarebbe fermata in piazza primo maggio, di fronte alla stazione di Sesto San Giovanni, per un normale controllo. L’uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti avrebbe tirato fuori una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto, colpendolo a una spalla. A quel punto gli agenti avrebbero risposto al fuoco, sparando all’uomo, poi deceduto. Il poliziotto colpito alla spalla è stato portato all’ospedale di Monza: le sue condizioni non sarebbero gravi.

INDAGHERÀ LA PROCURA DI MONZA Sarà la Procura di Monza, diretta dal procuratore Luisa Zanetti, ad occuparsi della sparatoria che ha portato alla morte di Anis Amri, il tunisino sospettato di essere l’autore della strage di Berlino. Il tunisino è stato infatti colpito a morte a Sesto San Giovanni, territorio di competenze dai pm monzesi. Della ragione per la quale l’uomo si trovasse a Sesto si occuperà invece l’anti terrorismo di Milano. A quanto si è saputo la procura di Monza sta attendendo la trasmissione di una informativa sui fatti per poi procedere alle iniziative conseguenti.

IDENTIFICATO DA VISO E IMPRONTE Pochi minuti fa, l’identificazione: l’uomo ucciso era proprio Anis Amri. L’identificazione dell’uomo ucciso a Sesto San Giovanni come Amis Amri, il killer di Berlino, è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte, apprende l’ANSA da fonti dell’antiterrorismo milanese.

HANNO TENTATO DI RIANIMARLO Anis Amri steso sull’asfalto, morto dopo inutili tentativi di rianimarlo attestati dalla presenza di flebo al braccio e di un tubicino per l’ossigeno in bocca: le immagini del tunisino – indicato come il killer di Berlino – caduto sotto il fuoco di una pattuglia della polizia mostrano alcune ferite da proiettili nella parte destra del costato. I sanitari gli hanno evidentemente aperto la felpa nera che indossava per prestargli le prime cure che si sono però rivelate inutili. Contro Anis Amri «sono stati esplosi due colpi». Il terrorista «è stato raggiunto al costato da un colpo», risultato mortale. COPERTURE IN ITALIA? Potrebbe avere avuto ‘coperturè e ‘appoggì da qualche esponente della comunità islamica di Sesto San Giovanni Anis Amri, ritenuto il killer di Berlino e ucciso la scorsa notte nel centro alle porte di Milano, da due agenti della volante che lo hanno fermato per un controllo. È l’ipotesi degli inquirenti e degli investigatori dell’antiterrorismo milanese che stanno cercando di ricostruire gli spostamenti del tunisino arrivato ieri in Italia dalla Francia.

QUELLE TRE ORE A TORINO È rimasto a Torino quasi tre ore, prima di raggiungere in treno Milano, dove è stato ucciso in una sparatoria con la polizia, Anis Amri, il killer jihadista che a Berlino ha provocato 12 morti lanciando un tir contro la folla nel mercatino di Natale. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l’uomo sarebbe arrivato intorno alle 20.30 alla stazione di Porta Susa, da dove sarebbe poi ripartito alla volta della Lombardia alle 23 circa. Sulla sua presenza a Torino sono in corso accertamenti da parte della Digos del capoluogo piemontese.

PARLA IL QUESTORE «Questa operazione ha un effetto positivo e molto importante in termini di deterrenza»: lo ha detto il questore di Milano Antonio de Iesu nel corso di una conferenza stampa a Milano. «Nel controllo del territorio i nostri uomini espletano una funzione delicatissima, perché quando fermano un’auto per un controllo non sanno mai a cosa vanno incontro». «È arrivato dalla Francia in treno, è transitato da Torino, è arrivato a Milano all’una di notte. E al momento del controllo, a Sesto, Anis Amri era solo». «Era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo che, da libero avrebbe potuto compiere altri attentati», ha detto di Anis Amri. «La pistola trovata in suo possesso gli si è materializzata in mano. Era carica e pronta all’uso». «Aveva pochissimi effetti personali, nessuno scritto, era un fantasma». Così il Questore di Milano, Antonio de Iesu, ha descritto Anis Amri, precisando che la sua individuazione «è solo frutto di una straordinaria attività di controllo del territorio. Sembra assurdo che un terrorista del genere sia stato trovato casualmente nel corso di un normale controllo, ma questa è la realtà». «Non aveva con sè altre armi, né telefoni, solo un coltellino e qualche centinaia di euro – ha precisato de Iesu -. È stato controllato da solo e non ci risultano collegamenti con altre persone. Che stesse aspettando qualcuno è solo una delle ipotesi».«Nessuno ci ha segnalato la sua presenza. È stato solo un controllo sul territorio. Può sembrare paradossale e lo è, non avevano percezione che fosse un killer. Era un magrebino come ce ne sono tantissimi nella zona di Milano, e il nostro è stato un normale controllo fatto da due giovani e bravi operatori di polizia». «Dobbiamo capire perché un soggetto del genere fosse a Sesto San Giovanni – ha aggiunto il Questore -. Ma questo è materia di indagine. Collochiamo Amri all’una alla stazione Centrale di Milano, questo è riscontrato da immagini. Che mezzo abbia preso per andare a Sesto e perché non lo sappiamo. Ma non c’è nessun collegamento con la moschea di Sesto».

AVEVA UNA CALIBRO 22 Lo scontro a fuoco di questa notte a Sesto San Giovanni nel quale è rimasto ucciso il tunisino Anis Amri nella ricostruzione fatta dagli stessi agenti di polizia protagonisti dell’azione. L’agente scelto Christian Movio e l’agente in prova Luca Scatà, si legge nel verbale redatto nella notte dal Commissariato di Sesto, si trovavano a bordo della volante ‘AlfaSestò, quando intorno alle 3, «nel corso della propria ordinaria attività, sottoponevano a controllo uno straniero appiedato nei pressi della stazione ferroviaria». L’uomo, alla richiesta di esibire un documento d’identità, «estraeva da uno zaino una pistola calibro 22 ed attingeva l’agente scelto Movio, il quale, per l’accaduto, riportava una ferita alla spalla». La polizia, prosegue il rapporto, «rispondeva al fuoco e lo straniero veniva attinto al petto e moriva». Nell’immediatezza dell’evento non erano stati fatti collegamenti con il tunisino ricercato per l’azione di Berlino ed il verbale concludeva riferendo che «il soggetto è sprovvisto di documenti e non risulta nell’immediatezza identificabile».

“DANKE ITALIEN” «Grazie Italia», «Danke Italien», «Grazie fratelli d’Italia». Decine di account tedeschi stanno twittando, nelle due lingue, parole di ringraziamento nei confronti delle autorità italiane per l’uccisione di Anis Amri e, in particolare, nei confronti della polizia. «Grazie ai poliziotti italiani che hanno reso innocuo l’attentatore di Berlino», scrive un utente di twitter, mentre un altro commenta: «follia quanto si arrivi lontano nonostante una caccia serrata in tutta Europa, grazie Italia per aver agito nel modo giusto». C’è anche chi ricorre a una ironia amara, come un utente dal nome italiano che vive in Germania e scrive in perfetto tedesco: «Quel che per noi in Germania è davvero irritante è che in Italia la polizia evidentemente controlla la carta d’identità». E a chi critica le autorità tedesche: «Danke Italien, avete fatto quello che la Germania non era in grado di fare», ha commentato un altro utente tedesco.