Miss America, la reginetta critica Donald Trump

Le sue ambizioni politiche non le ha nascoste nemmeno con la corona in testa. Cara Mund, neoeletta Miss America, 23 anni, laureata alla Brown University, sogna di diventare governatrice e a Donald Trump dice che ha sbagliato a ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.

Miss-America-2018-644060La Mund, già Miss North Dakota, si è aggiudicata il titolo di reginetta d’America sfidando 51 contendenti e ha criticato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista durante il concorso. L’uscita degli Usa da Cop21 “è una cattiva decisione, ci sono le prove che il cambiamento climatico esiste e noi dobbiamo stare a quel tavolo”, ha spiegato. “Nella sanità, nelle questioni che riguardano la riproduzione, sono soprattutto gli uomini a prendere le decisioni, serve invece anche una prospettiva femminile”, ha spiegato la neo Miss America.

Corona si difende, poi cita Platone e fa commuovere la sua Silvia: “Sei unica”

Fabrizio Corona il romantico. Ha citato il ‘daimon’ di Platone, ha fatto commuovere e scoppiare a piangere la sua fidanzata Silvia Provvedi, quando anche lui con la voce rotta dall’emozione l’ha definita «unica e speciale» e un «amore vero», e poi si è difeso strenuamente spiegando, in sostanza, di essere un «perseguitato».

Foto LaPresse - Stefano Porta 12/06/2017 Milano (Ita) Cronaca Fabrizio Corona arriva in Tribunale per il Processo a suo carico Nella foto: attesa fuori dall'aula di Silvia Provvedi

Sono le ultime dichiarazioni spontanee rese da Fabrizio Corona poco prima che i giudici entrassero in camera di consiglio per la sentenza nel processo milanese con al centro quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto, in parte in Austria. Il verdetto del collegio presieduto da Guido Salvini è atteso per il pomeriggio.
«Non sono un criminale e soprattutto non sono e non sarò mai un mafioso», ha detto Corona leggendo alcuni fogli contenenti anche una lettera indirizzata direttamente ai giudici. La Dda di Milano, ha insistito Corona, ha fatto soltanto «molto rumore per nulla», con un’altra citazione stavolta shakespeariana, e ciò solo perché arrestare Corona dà «5 minuti di celebrità a tutti».

“Vergogna, voglio giustizia!”: Corona furioso in aula, il giudice lo caccia. Poi le scuse

«Vergogna, voglio giustizia». Sono solo alcune delle parole urlate in aula da Fabrizio Corona all’ inizio dell’udienza del processo che lo vede imputato per quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto in parte in Austria e nel quale oggi è prevista la requisitoria del pm Alessandra Dolci.

Corona-800x445Dopo le grida dell’ex ‘re dei paparazzi’, nervoso a causa di una produzione di atti da parte dell’accusa, il presidente del collegio Guido Salvini ha deciso di interrompere momentaneamente l’udienza e di disporre che l’ex agente fotografico venisse portato fuori dall’aula. Il pm, tra l’altro, dopo alcune osservazioni dei difensori di Corona, aveva deciso di rinunciare alla produzione dei nuovi atti perché, ha spiegato, «io voglio concludere oggi» con la requisitoria e la richiesta di pena. Il giudice Salvini, prima di interrompere l’udienza, aveva detto: «Corona questa è un’ udienza importante per lei, stia tranquillo». L’imputato, invece, da tempo ormai lamenta errori da parte della polizia e della Procura nell’inchiesta.
Già in molte udienze Corona aveva spesso alzato la voce, ma i giudici erano sempre riusciti a tenerlo a freno e non era mai arrivato al punto di gridare, come ha fatto oggi, contro il pm e contro gli investigatori. Ad un certo punto, tra l’altro, si è anche divincolato per un attimo dagli agenti di polizia penitenziaria che cercavano di farlo smettere di urlare e di muoversi. Il pm avrebbe voluto produrre degli atti relativi a celle telefoniche, ma poi ha rinunciato date le osservazioni delle difese e il nervosismo di Corona, «perché io oggi voglio concludere». Già nelle scorse udienze l’ex ‘fotografo dei vip’ se l’era presa spesso con alcuni investigatori della polizia – che hanno redatto anche la relazione che il pm voleva produrre – perché, a suo dire, avrebbero indagato soltanto su di lui, cercando anche contatti con la criminalità organizzata, ma non sulla bomba carta che esplose sotto casa sua lo scorso agosto.
RIAMMESSO IN AULA È stato riammesso in aula Fabrizio Corona, dopo che era stato allontanato a causa di urla e altre «intemperanze», e ora potrà ascoltare la requisitoria del pm Alessandra Dolci che inizierà a breve e terminerà con le richieste di pena dopo circa un’ora di intervento. Al presidente del collegio Guido Salvini, che ha chiesto alla difesa se l’imputato «volesse assistere ora tranquillamente e rispettosamente alla discussione» del pm, il legale Ivano Chiesa ha risposto: «Sì, lui si scusa, si è scusato, ha perso la pazienza, purtroppo è il suo carattere e gli è già costato caro». Il giudice ha ricordato ai difensori che se si renderà necessario un altro allontanamento, «l’espulsione a quel punto sarà definitiva». Oggi, oltre al pm, parlerà anche uno dei due legali di Corona, l’avvocato Luca Sirotti, mentre Chiesa interverrà l’8 giugno, così come il legale di Francesca Persi (collaboratrice dell’ex agente fotografico e imputata), l’avvocato Cristina Morrone. La sentenza, invece, è prevista per il 12 giugno.

Belen scortata da quattro carabinieri al processo Corona: esposto Codacons alla Corte dei Conti

Nel corso del processo a Fabrizio Corona per i 2,6 milioni in contanti ritrovati in parte nel controsoffitto, ieri è stata chiamata a testimoniare anche Belen Rodriguez. Tra le tante immagini che la hanno immortalata dentro e fuori dal Tribunale, spicca l’immagine di Belen scortata da quattro carabinieri.

Belen scortata da quattro carabinieri esposto Codacons alla Corte dei Conti_12115522

Il Codacons annuncia che presenterà esposto alla Corte dei Conti in merito all’accaduto, nonché richiesta di chiarimenti al Ministero della Difesa sull’utilizzo del personale di giustizia. “Chiediamo spiegazioni in merito a quanto accaduto – spiega il Codacons – Non abbiamo nulla contro Belen o contro la sua presenza in Tribunale, desideriamo solo avere delucidazione da chi di dovere, in merito al cospicuo utilizzo del personale di giustizia solamente per accompagnare Belen fuori dal Tribunale. Dopo i noti fatti di cronaca accaduti anche all’interno del Tribunale di Milano, riteniamo necessario che il personale di giustizia si occupi di garantire la sicurezza di tutti gli avvocati, magistrati e tutti i cittadini che per un motivo o per l’altro si trovano all’interno del Tribunale. Presenteremo esposto alla Corte dei Conti e desideriamo chiarimenti dal Ministero della Difesa in merito.”

“Corona è stato incastrato, voleva cambiare vita”

“Fabrizio voleva risollevarsi completamente e stava risolvendo i suoi problemi per poi ripartire”. Questa la tesi di Silvia Provvedi, la fidanzata di Fabrizio Corona, intervistata da Mattino 5 in occasione del processo dell’ex re dei paparazzi.

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“Poi ci hanno messo una bomba carta sotto casa ma Fabrizio da aggredito è diventato condannato. Spero che i giudici facciano chiarezza”, continua la Provvedi.
Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell’ex agente fotografico, è accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto. Un episodio che ha fatto scattare le indagini che hanno portato di nuovo in carcere l’ex ‘fotografo dei vip’ per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in Austria. Lo scorso 11 aprile, Corona in aula, a proposito dell’attentato subito, aveva detto: «Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie». Il «movente», stando alla sua versione, «era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me».

Corona, le dure parole del Riesame: “Ha una inusuale inclinazione a delinquere”

Fabrizio Corona ha una «inusuale inclinazione a delinquere» e «le modalità di esecuzione e organizzazione» del reato di intestazione fittizia di beni che avrebbe commesso denotano «una sicura capacità delinquenziale, oltre che l’inserimento in un contesto organizzato e ben collaudato».

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Lo scrive il Tribunale del Riesame di Milano nelle motivazioni, da poco depositate, del provvedimento con cui, il 27 ottobre scorso, ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ex agente fotografico.  L’ex ‘re dei paparazzi’, infatti, è tornato in cella lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali, per le accuse di intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali relative alle misure di prevenzione. L’inchiesta è quella che vede al centro i circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto (oltre 1,7 milioni) e in parte in cassette di sicurezza in Austria (oltre 800 mila euro).  Secondo il Riesame, come si legge nelle motivazioni, c’è il «pericolo concreto e attualissimo» che l’ex ‘fotografo dei vip’ possa commettere «analoghe condotte criminose». Pericolo desumibile anche «dai precedenti penali specifici, susseguitisi senza soluzione di continuità dal 2003 a margine dei brevi periodi di carcerazione sofferta» e che portano a «escludere l’occasionalità della condotta». Corona, infatti, scrivono ancora i giudici, se posto agli arresti domiciliari, «ben potrebbe commettere reati della stessa specie», anche considerata «la sua assoluta indifferenza verso il rispetto delle regole e i benevoli trattamenti sanzionatori e di esecuzione della pena concessagli».   Secondo il Tribunale del Riesame, poi, sussiste per l’ex ‘fotografo dei vip’ anche il «pericolo di inquinamento probatorio». Corona, infatti, scrivono i giudici nelle motivazioni dell’ordinanza con cui hanno respinto il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Ivano Chiesa, ha provato insistentemente a «rintracciare» Geraldine Darù (sua ex collaboratrice e testimone-chiave dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto della Dda milanese Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari), con il «pressante intento non solo di carpire informazioni ma di deviarne il corso in termini a sé favorevoli».  Domani, tra l’altro, si terrà l’udienza preliminare davanti al gup di Milano Laura Marchiondelli che dovrà decidere se mandare a processo o meno Corona e la sua collaboratrice Francesca Persi, imputata in quanto presunta prestanome dell’ex ‘re dei paparazzì. Per la Persi, su richiesta del suo legale, l’avvocato Cristina Morrone, il Tribunale del Riesame, il 27 ottobre scorso, ha attenuato la misura cautelare disponendo gli arresti domiciliari.

Corona, molestie telefoniche e insulti a Geraldine, l’amica che l’ha incastrato

Geraldine Darù di nuovo nelle aule di giustizia, questa volta come parte offesa e nella sua provincia a Belluno. La donna, originaria di Mel, era balzata alle cronache nazionali dopo l’arresto del fotografo Fabrizio Corona come quella che lo avrebbe incastrato per i soldi presi in nero.

Geraldine-Darù-e-Fabrizio-Corona-Foto-Facebook-2In arresto però l’ex collaboratrice del fotografo e grande amica della modella Nina Moric, aveva negato. «Non sono assolutamente la donna che ha incastrato Fabrizio Corona – aveva detto a Canale 5 -, non mi è piaciuto che si sia parlato male di me senza mettere a confronto la verità».  E ora la Darù è arrivata in Tribunale per fare emergere la verità delle presunte molestie ripetute che avrebbe subito dalla 25enne napoletana Ilaria Vitacca. I fatti risalgono al periodo tra il 30 aprile e il 15 luglio 2014 quando alla Darù (che si trovava nel Bellunese) erano arrivati una serie di messaggi ingiuriosi…

Corona e Le Donatella, ancora guai: via la casa da due milioni di euro

Prima perde il fidanzato, poi la casa. Sembra essere un periodo poco fortunato per Silvia Provvedi de “Le Donatella”: il fidanzato Fabrizio Corona è tornato in carcere ed ora, a seguito del sequestro da parte della Guardia di Finanza, pare che con la sorella abbia dovuto lasciare la casa in cui abitava con l’ex re dei paparazzi: “La Guardia di Finanza di Milano – fa sapere Carlo Mondonico per Novella 2000 – ha sequestrato l’appartamento di Corona, in carcere dal 10 ottobre con l’accusa di intestazione fittizia di beni, dove la fidanzata Silvia, insieme alla gemella Giulia, erano rimaste a vivere e dove spesso organizzavano festicciole con gli amici.

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L’appartamento, il cui valore è stimato intorno ai 2 milioni e mezzo di euro, è situato in una delle zone più belle del centro di Milano, vicino a corso Como, e già nel 2010 è stato al centro delle cronache. All’epoca, l’ex agente dei Vip Lele Mora, in un interrogatorio, aveva raccontato dei costosi regali fatti a Corona: «(…)  gli ho dato un milione e mezzo in contanti per l’acquisto di un appartamento in via De Cristoforis». Proprio la casa ora sequestrata dalla Guardia di Finanza”.

Silvia Provvedi: “Amo Corona, chi lo accusa prima sbavava per lui”

“Fabrizio non è un delinquente e io non sono una cretina. Se davvero il mio uomo fosse come lo raccontano non sarei qui. Dalle vicende legali saprà difendersi. Io posso parlare della vicenda umana ed è una vicenda sporca”. Silvia Provvedi parla per la prima volta dopo l’arresto di Fabrizio Corona e al settimanale Chi dice: “Fabrizio però deve sapere che non è solo…

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E insieme con me, suo figlio e sua madre ha buone basi per ricominciare”.
La mora delle Donatella se la prende con chi lo accusa e dice: “Tutte quelle persone che vanno in tv ad accusare Fabrizio, che è incapace di difendersi perché è in carcere, lo fanno perché sognavano di imitarlo, di essere come lui. Sbavavano per stare con Fabrizio, per guidare la sua macchina, per uscire e lavorare con lui e per lui. Ma ognuno si prenderà le sue responsabilità”.
E’ un fiume in piena quando spiega i momenti dell’arresto: “Eravamo in palestra, ricorda Silvia Provvedi, Fabrizio non si sente bene, mi chiede di andare in farmacia. Vado. Dopo un po’ lui mi raggiunge. È bianco in faccia e dice poche parole: “Amore, mi stanno arrestando, devi essere forte. Mi devo consegnare tra due ore esatte”. Poi è andato a casa di sua madre perché voleva avere la certezza di poter parlare con suo figlio Carlos. Gli ultimi minuti li ha trascorsi abbracciato a lui, una scena che non scorderò mai”.
“Negli ultimi quattro mesi io e lui abbiamo davvero vissuto come due anziani. La sera a casa perché aveva il rientro presto. Piano piano ero riuscita a togliere di mezzo tante persone negative che sapevo non gli facevano bene. Persone che vivevano idolatrando Corona e quando Corona si sente un Dio, uccide Fabrizio. Io lo sapevo, lo sentivo, ma evidentemente dovevo essere più incisiva. Io sto rinunciando alla mia vita e lo faccio perché credo in Fabrizio e lo difendo. Anche se so che il tempo della libertà per lui si allontana. Spero in un miracolo, spero nella legge” continua la Provvedi.
Silvia racconta anche come Corona passa le sue giornate in carcere: “Fabrizio non molla, non mollerà mai. Legge, studia e scrive. Di certo la situazione non è facile e lui non è un superuomo. Cosa deve fare? Togliersi la vita? No, combatte. È riuscito persino a strapparmi un sorriso quando mi ha rivelato che in cella l’ex marito di Valeria Marini, Giovanni Cottone (in carcere a San Vittore nello stesso braccio di Corona, ndr) tutti i lunedì sera vuole guardare il “Grande Fratello Vip” per vedere la sua ex…”.

“L’amore è sacrificio”, Silvia Provvedi in pena per Corona in carcere

«L’amore è sacrificio, è troppo facile stare vicino a uno quando va tutto bene». A dirlo è Silvia Provvedi, fidanzata di Fabrizio Corona, dopo la decisione dei giudici di farlo rimanere in carcere.

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Intervistata da La vita in diretta condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi, Silvia ha raccontato il suo stato d’animo, senza voler entrare in particolari che potessero attenere alle indagini: «Gli sono molto vicino, le persone che ci conoscono sanno quanto io tengo a lui e lui a me» aggiungendo «di Corona non mi manca niente, di Fabrizio tanto».