Corona, due amici nei guai: indagati per riciclaggio sull’acquisto della casa del fotografo dei Vip

Due amici ed ex collaboratori di Fabrizio Corona, l’avvocato Tommaso Delfino e Marco Bonato, sono indagati, assieme ad altre persone, dalla Procura di Locri (Reggio Calabria) per riciclaggio in relazione ad una parte del denaro che venne usato quasi dieci anni fa per acquistare la casa del valore di circa 2,5 milioni di euro dove viveva l’ex agente fotografico in via De Cristoforis, a Milano, e che è stata sequestrata un anno fa.

3366516_1457_corona1È emerso oggi nell’udienza davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese che dovrà decidere appunto se confiscare o meno l’appartamento, assieme agli ormai noti 2,6 milioni in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria. Il pm Alessandra Dolci, infatti, ha spiegato ai giudici di aver depositato agli atti nei giorni scorsi l’avviso di conclusione indagini dei pm di Locri a carico di Delfino, Bonato ed altri per fatti del marzo 2008. L’ipotesi è che parte della somma servita ad acquistare la casa fosse stata distratta dalla fallita Coronàs, società dell’ex ‘re dei paparazzì.

Nina Moric contro la famiglia di Corona: “Da due anni senza vedere mio figlio”

“Per più di 2 anni mi sono nascosta, un po’ perché non vi nego che mi sono vergognata tanto, mi sono nascosta dietro un’ironia a volte eccessiva, mai sarei riuscita a parlare di questa storia, ma chiunque mi ha visto in questi ultimi anni si è accorto che qualcosa in me non andava”.

nina-moric (2)Comincia così il post di Nina Moric, con cui l’ex compagna di Fabrizio Corona lamenta di non vedere il figlio da due anni. In una intervista a Libero la showgirl, impegnata nella campagna elettorale per Casapound, si sfoga dopo un lungo silenzio e ne daà notizia sul suo profilo Facebook.
“Il coraggio di combattere ancora di più e senza più nascondermi, perché per un madre il figlio è ossigeno e senza ossigeno è dura” conclude la Moric.

Kate Middleton e Lady Diana, ecco il segreto che le unisce

Da quando Kate Middleton è entrata a far parte della famiglia reale è stata paragonata continuamente all’indimenticabile Lady Diana. In realtà, le due donne poco avrebbero in comune, eccezion fatta per qualcosa che le unisce indissolubilmente…
Come riporta il sito LadyBlitz, Kate e Diana sarebbero praticamente identiche riguardo uno degli ambiti più importanti per una donna: la crescita dei figli.

3286876_1358_collage_2017_10_07_3_Riporta il sito britannico Celebdirtylaundry: “Se c’è una cosa che unisce Kate e Diana, questa è la scelta di come crescere i figli. Quando si tratta della crescita dei bambini, è chiaro che Kate abbia letteralmente copiato Lady D. Secondo alcuni rumors di palazzo, infatti, sembra che la moglie di William sia molto determinata a far crescere George e Charlotte nel modo più comune possibile e non li trascurerebbe mai per impegni e doveri reali. I suoi figli sono la sua priorità. Paul Burrell, ex maggiordomo della principessa Diana, ha recentemente rivelato al sito Closer Weekly come Kate sia decisa a ‘salvare’ i figli più possibile dai doveri monarchici. Una scelta che, in passato, ha preso anche Lady Diana, quando si è rifiutata categoricamente di crescere William e Harry nei fasti della corona inglese. Come è noto, dopotutto, Will e Harry sono stati educati in scuole ‘normali’ e Diana ha agito il più possibile come una mamma normale. Certamente, Lady Diana ha fatto molti errori ma non ha mai permesso che i figli soffrissero per il loro destino di far parte della monarchia inglese”.
E dunque, se Kate e Diana sono differenti praticamente in tutto, qualcosa le unisce: l’amore per i propri figli.

Corona, doppia doccia fredda: “congelato” un milione di euro e nuovo processo a Milano

Fabrizio Corona rischia un nuovo processo a Milano su quei circa 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria.

fabrizio_corona_foto_nuovaLa Procura, infatti, come atto dovuto a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza del giugno scorso che aveva di fatto cancellato le accuse principali condannandolo a un anno solo per un illecito fiscale, ha iscritto l’ex ‘re dei paparazzi’ nel registro degli indagati per appropriazione indebita e dichiarazione infedele dei redditi, due ipotesi per le quali gli stessi giudici avevano ordinato la trasmissione degli atti per un nuovo procedimento.
Nel frattempo, tra l’altro, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese (giudici Roia-Rispoli-Pontani) ha respinto, come già accaduto nei mesi scorsi, un’istanza della difesa dell’ex agente fotografico che chiedeva il dissequestro di parte dei contanti ‘congelati’, ossia di poco più di 1 milione di euro. Il pm Alessandra Dolci, titolare anche del nuovo fascicolo, aveva dato parere negativo.

Miss America, la reginetta critica Donald Trump

Le sue ambizioni politiche non le ha nascoste nemmeno con la corona in testa. Cara Mund, neoeletta Miss America, 23 anni, laureata alla Brown University, sogna di diventare governatrice e a Donald Trump dice che ha sbagliato a ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.

Miss-America-2018-644060La Mund, già Miss North Dakota, si è aggiudicata il titolo di reginetta d’America sfidando 51 contendenti e ha criticato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista durante il concorso. L’uscita degli Usa da Cop21 “è una cattiva decisione, ci sono le prove che il cambiamento climatico esiste e noi dobbiamo stare a quel tavolo”, ha spiegato. “Nella sanità, nelle questioni che riguardano la riproduzione, sono soprattutto gli uomini a prendere le decisioni, serve invece anche una prospettiva femminile”, ha spiegato la neo Miss America.

Corona si difende, poi cita Platone e fa commuovere la sua Silvia: “Sei unica”

Fabrizio Corona il romantico. Ha citato il ‘daimon’ di Platone, ha fatto commuovere e scoppiare a piangere la sua fidanzata Silvia Provvedi, quando anche lui con la voce rotta dall’emozione l’ha definita «unica e speciale» e un «amore vero», e poi si è difeso strenuamente spiegando, in sostanza, di essere un «perseguitato».

Foto LaPresse - Stefano Porta 12/06/2017 Milano (Ita) Cronaca Fabrizio Corona arriva in Tribunale per il Processo a suo carico Nella foto: attesa fuori dall'aula di Silvia Provvedi

Sono le ultime dichiarazioni spontanee rese da Fabrizio Corona poco prima che i giudici entrassero in camera di consiglio per la sentenza nel processo milanese con al centro quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto, in parte in Austria. Il verdetto del collegio presieduto da Guido Salvini è atteso per il pomeriggio.
«Non sono un criminale e soprattutto non sono e non sarò mai un mafioso», ha detto Corona leggendo alcuni fogli contenenti anche una lettera indirizzata direttamente ai giudici. La Dda di Milano, ha insistito Corona, ha fatto soltanto «molto rumore per nulla», con un’altra citazione stavolta shakespeariana, e ciò solo perché arrestare Corona dà «5 minuti di celebrità a tutti».

“Vergogna, voglio giustizia!”: Corona furioso in aula, il giudice lo caccia. Poi le scuse

«Vergogna, voglio giustizia». Sono solo alcune delle parole urlate in aula da Fabrizio Corona all’ inizio dell’udienza del processo che lo vede imputato per quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto in parte in Austria e nel quale oggi è prevista la requisitoria del pm Alessandra Dolci.

Corona-800x445Dopo le grida dell’ex ‘re dei paparazzi’, nervoso a causa di una produzione di atti da parte dell’accusa, il presidente del collegio Guido Salvini ha deciso di interrompere momentaneamente l’udienza e di disporre che l’ex agente fotografico venisse portato fuori dall’aula. Il pm, tra l’altro, dopo alcune osservazioni dei difensori di Corona, aveva deciso di rinunciare alla produzione dei nuovi atti perché, ha spiegato, «io voglio concludere oggi» con la requisitoria e la richiesta di pena. Il giudice Salvini, prima di interrompere l’udienza, aveva detto: «Corona questa è un’ udienza importante per lei, stia tranquillo». L’imputato, invece, da tempo ormai lamenta errori da parte della polizia e della Procura nell’inchiesta.
Già in molte udienze Corona aveva spesso alzato la voce, ma i giudici erano sempre riusciti a tenerlo a freno e non era mai arrivato al punto di gridare, come ha fatto oggi, contro il pm e contro gli investigatori. Ad un certo punto, tra l’altro, si è anche divincolato per un attimo dagli agenti di polizia penitenziaria che cercavano di farlo smettere di urlare e di muoversi. Il pm avrebbe voluto produrre degli atti relativi a celle telefoniche, ma poi ha rinunciato date le osservazioni delle difese e il nervosismo di Corona, «perché io oggi voglio concludere». Già nelle scorse udienze l’ex ‘fotografo dei vip’ se l’era presa spesso con alcuni investigatori della polizia – che hanno redatto anche la relazione che il pm voleva produrre – perché, a suo dire, avrebbero indagato soltanto su di lui, cercando anche contatti con la criminalità organizzata, ma non sulla bomba carta che esplose sotto casa sua lo scorso agosto.
RIAMMESSO IN AULA È stato riammesso in aula Fabrizio Corona, dopo che era stato allontanato a causa di urla e altre «intemperanze», e ora potrà ascoltare la requisitoria del pm Alessandra Dolci che inizierà a breve e terminerà con le richieste di pena dopo circa un’ora di intervento. Al presidente del collegio Guido Salvini, che ha chiesto alla difesa se l’imputato «volesse assistere ora tranquillamente e rispettosamente alla discussione» del pm, il legale Ivano Chiesa ha risposto: «Sì, lui si scusa, si è scusato, ha perso la pazienza, purtroppo è il suo carattere e gli è già costato caro». Il giudice ha ricordato ai difensori che se si renderà necessario un altro allontanamento, «l’espulsione a quel punto sarà definitiva». Oggi, oltre al pm, parlerà anche uno dei due legali di Corona, l’avvocato Luca Sirotti, mentre Chiesa interverrà l’8 giugno, così come il legale di Francesca Persi (collaboratrice dell’ex agente fotografico e imputata), l’avvocato Cristina Morrone. La sentenza, invece, è prevista per il 12 giugno.

Belen scortata da quattro carabinieri al processo Corona: esposto Codacons alla Corte dei Conti

Nel corso del processo a Fabrizio Corona per i 2,6 milioni in contanti ritrovati in parte nel controsoffitto, ieri è stata chiamata a testimoniare anche Belen Rodriguez. Tra le tante immagini che la hanno immortalata dentro e fuori dal Tribunale, spicca l’immagine di Belen scortata da quattro carabinieri.

Belen scortata da quattro carabinieri esposto Codacons alla Corte dei Conti_12115522

Il Codacons annuncia che presenterà esposto alla Corte dei Conti in merito all’accaduto, nonché richiesta di chiarimenti al Ministero della Difesa sull’utilizzo del personale di giustizia. “Chiediamo spiegazioni in merito a quanto accaduto – spiega il Codacons – Non abbiamo nulla contro Belen o contro la sua presenza in Tribunale, desideriamo solo avere delucidazione da chi di dovere, in merito al cospicuo utilizzo del personale di giustizia solamente per accompagnare Belen fuori dal Tribunale. Dopo i noti fatti di cronaca accaduti anche all’interno del Tribunale di Milano, riteniamo necessario che il personale di giustizia si occupi di garantire la sicurezza di tutti gli avvocati, magistrati e tutti i cittadini che per un motivo o per l’altro si trovano all’interno del Tribunale. Presenteremo esposto alla Corte dei Conti e desideriamo chiarimenti dal Ministero della Difesa in merito.”

“Corona è stato incastrato, voleva cambiare vita”

“Fabrizio voleva risollevarsi completamente e stava risolvendo i suoi problemi per poi ripartire”. Questa la tesi di Silvia Provvedi, la fidanzata di Fabrizio Corona, intervistata da Mattino 5 in occasione del processo dell’ex re dei paparazzi.

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“Poi ci hanno messo una bomba carta sotto casa ma Fabrizio da aggredito è diventato condannato. Spero che i giudici facciano chiarezza”, continua la Provvedi.
Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell’ex agente fotografico, è accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto. Un episodio che ha fatto scattare le indagini che hanno portato di nuovo in carcere l’ex ‘fotografo dei vip’ per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in Austria. Lo scorso 11 aprile, Corona in aula, a proposito dell’attentato subito, aveva detto: «Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie». Il «movente», stando alla sua versione, «era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me».

Corona, le dure parole del Riesame: “Ha una inusuale inclinazione a delinquere”

Fabrizio Corona ha una «inusuale inclinazione a delinquere» e «le modalità di esecuzione e organizzazione» del reato di intestazione fittizia di beni che avrebbe commesso denotano «una sicura capacità delinquenziale, oltre che l’inserimento in un contesto organizzato e ben collaudato».

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Lo scrive il Tribunale del Riesame di Milano nelle motivazioni, da poco depositate, del provvedimento con cui, il 27 ottobre scorso, ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ex agente fotografico.  L’ex ‘re dei paparazzi’, infatti, è tornato in cella lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali, per le accuse di intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali relative alle misure di prevenzione. L’inchiesta è quella che vede al centro i circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto (oltre 1,7 milioni) e in parte in cassette di sicurezza in Austria (oltre 800 mila euro).  Secondo il Riesame, come si legge nelle motivazioni, c’è il «pericolo concreto e attualissimo» che l’ex ‘fotografo dei vip’ possa commettere «analoghe condotte criminose». Pericolo desumibile anche «dai precedenti penali specifici, susseguitisi senza soluzione di continuità dal 2003 a margine dei brevi periodi di carcerazione sofferta» e che portano a «escludere l’occasionalità della condotta». Corona, infatti, scrivono ancora i giudici, se posto agli arresti domiciliari, «ben potrebbe commettere reati della stessa specie», anche considerata «la sua assoluta indifferenza verso il rispetto delle regole e i benevoli trattamenti sanzionatori e di esecuzione della pena concessagli».   Secondo il Tribunale del Riesame, poi, sussiste per l’ex ‘fotografo dei vip’ anche il «pericolo di inquinamento probatorio». Corona, infatti, scrivono i giudici nelle motivazioni dell’ordinanza con cui hanno respinto il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Ivano Chiesa, ha provato insistentemente a «rintracciare» Geraldine Darù (sua ex collaboratrice e testimone-chiave dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto della Dda milanese Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari), con il «pressante intento non solo di carpire informazioni ma di deviarne il corso in termini a sé favorevoli».  Domani, tra l’altro, si terrà l’udienza preliminare davanti al gup di Milano Laura Marchiondelli che dovrà decidere se mandare a processo o meno Corona e la sua collaboratrice Francesca Persi, imputata in quanto presunta prestanome dell’ex ‘re dei paparazzì. Per la Persi, su richiesta del suo legale, l’avvocato Cristina Morrone, il Tribunale del Riesame, il 27 ottobre scorso, ha attenuato la misura cautelare disponendo gli arresti domiciliari.