Palermo, bambina di 9 anni costretta a prostitursi: sesso con 70enni. “5 euro per un bacio, 25 se facevo di più

Una bambina di 9 anni costretta a prostituirsi dai genitori, che non solo le procuravano anziani clienti, ma assistevano anche ai rapporti, che avvenivano sotto ai loro occhi.

«Vivo con mamma e papà. Sono figlia unica. Mio padre fa l’agricoltore. Il primo agosto l’ho accompagnato a raccogliere i pomodori nel campo. Lui si era messo d’accordo con un amico di famiglia che ci aspettava all’interno della sua macchina. Ha aiutato papà a prendere i pomodori, poi si è steso in macchina».

auto_largea_dhuna-seksuale-jpg1393521837-1-1900x700_c-640x3581476552965-800x445-800x420Comincia così il drammatico racconto della bimba di 9 anni costretta dai genitori a prostituirsi con due «amici» di famiglia. La coppia e i due clienti sono finiti ai domiciliari per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile. I fatti sono accaduti in un paese del palermitano e in un contesto di forte degrado. «Quel giorno io ero in macchina con lui, poi siamo scesi e mentre mio padre era nel campo mi ha abbassato i pantaloni e gli slip… non era la prima volta. Era successo più volte e ogni volta mi offriva soldi. Spesso è successo anche con mamma», racconta ai carabinieri la vittima che il gip ha ritenuto pienamente credibile.

«Io non volevo avere rapporti con lui, – prosegue – ma lui insisteva: poi quando andava via ci dava dei soldi, li dava a me perché diceva che mi voleva bene. Mi dava cinque euro se gli davo un bacio, 25 se facevo qualcosa in più». Questo è successo prima che facessi dieci anni». La piccola racconta che il padre avrebbe saputo dopo dei primi incontri e che avrebbe detto a lei e alla madre che erano state brave.

Giulia Calcaterra mangia gli insetti

“Una promessa è una promessa”, cinguetta Giulia Calcaterra “costretta” da un amico a mangiare dei grilli essiccati.

C_2_fotogallery_3085318_upiFoto1FL’ex naufraga che ha in mano un pacchettino di insetti insaporiti con la cipolla, in una clip condivide il momento in cui mastica concitatamente il suo snack. Poi, con un gesto di altruismo, offre gli animaletti a Karina Cascella, Alessandra Gallocchio e Salvatore Angelucci che incuriositi (e un po’ disgustati) non si tirano indietro.

Miss Iraq e il selfie con Miss Israele: la famiglia costretta alla fuga dal paese

Doveva essere uno scatto distensivo, un vero e proprio messaggio di pace. Niente, però, è andato secondo i piani: la famiglia dell’attuale Miss Iraq, Sarah Idan, è stata costretta alla fuga dal paese a causa delle minacce ricevute dopo un selfie in cui la giovane modella, che vive negli Stati Uniti, era apparsa in compagnia di Miss Israele.

032954118-c9fce0f5-f058-4d63-bfde-0a8cecb19f5eLo scatto incriminato risale a novembre ed è stato fatto a las Vegas, durante le selezioni di Miss Universo: nel selfie Sarah Idan, che vive negli Stati Uniti, sorride acanto ad Adar Gandelsman, Miss Israele. Entrambe vestono la fascia di miss. E la scritta in inglese: «Peace and Love from Miss Iraq and Miss Israel».
La foto va sugli account Instagram di entrambe le ragazze, sollevando subito migliaia di ‘likè ciascuna. Ma anche critiche e insulti feroci. Anche perché la ragazza irachena ha postato diversi scatti in cui è vestita solo con un bikini. «Le due cose insieme hanno creato un casino a casa sua, dove la gente ha minacciato che se non fosse tornata a casa e rinnegato quelle fotoe il suo titolo (di Miss Iraq), l’avrebbero uccisa», ha raccontato la Gandelman alla tv israeliana.
Sarah ha difeso la sua foto e il suo significato e i suoi familiari, che vivono in Iraq, sono stati costretti a fuggire. Di loro si sono perse le tracce e, secondo diversi media fra cui il britannico Independent, si sarebbero nascosti in casa di parenti o amici fidati.
Va detto che Sarah Idan, in quei giorni, aveva postato diversi scatti in cui compariva con diverse concorrenti provenienti da ogni zona del mondo, compresi alcuni paesi della Lega Araba. Nessuno, però, sembra averle perdonato lo scatto con la rappresentante di Israele, lo stato considerato un vero e proprio nemico da parte dei vicini musulmani.

Tiziana Cantone, suicida dopo i video hard sul web. La mamma: «Mia figlia costretta a uccidersi per essere dimenticata»

3389490_1957_tiziana_cantone_suicida_dopo_i_video_hard_sul_web_la_mamma_mia_figlia_costretta_a_uccidersi_per_essere_dimenticataTiziana Cantone, parla la mamma mia figlia fu costretta ad uccidersi per essere dimenticata. Parla Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la giovane donna che si suicidò in seguito alla diffuzione in rete di un video divenuto virale.

Spogliata e costretta a tornare a casa nuda: vendetta choc “per la love story del fratello”

La polizia ha arrestato nove persone coinvolte nella ‘punizione’ inflitta giorni fa ad una giovane, costretta nel suo villaggio a ritornare a casa a piedi nuda perché ‘colpevole’ del fatto che suo fratello aveva intrecciato molto tempo prima una ‘love story’ con una ragazza del posto, ‘disonorandone’ la famiglia.132959_1413211952299_wps_90_Chinese_adulteress_previeL’incidente è accaduto il 27 ottobre a Chodhwan, villaggio del distretto di Dera Ismail Khan della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, ed ha riguardato una adolescente di nome Sharifa Bibi di circa 17 anni. Secondo il racconto di un residente, che ha chiesto di non essere identificato, la lezione impartita alla ragazza va spiegata con una vicenda accaduta tre anni fa quando Sajjad, il fratello di Sharifa, è stato accusato di aver mantenuto una relazione illecita con una giovane di una «famiglia nemica».
Della controversia si occupò un consiglio di anziani locali, ma la decisione non piacque ai membri della famiglia ‘disonorata’ che «alla fine si sono presi una rivincita». Così venerdì, mentre Sharifa si era recata in campagna a prendere acqua da un pozzo insieme ad altre persone, nove uomini le hanno sbarrato la strada, «prima picchiandola e poi strappandole completamente i vestiti di dosso».
La fonte ha detto che la ragazza piangendo ha ripreso il cammino di casa nuda, ma che «ad un certo punto un anziano le ha dato uno scialle con cui si è potuta coprire alla bene e meglio». Nadeem Khan, responsabile del commissariato di polizia di Chodhwan ha dichiarato che sulla base di una denuncia «le nove persone segnalate da Sharifa Bibi sono state arrestate».

Asia Argento stuprata da Weinstein, Vladimir Luxuria: «Avresti dovuto dire no». E in Rete scoppia la bufera

Botta e risposta al vetriolo su Twitter fra Asia Argento e Vladimir Luxuria. Tutto nasce dalla denuncia pubblica della figlia del maestro dell’horror, Dario Argento, che ha raccontato al New Yorker delle molestie ricevute dal produttore americano Harvey Weinstein, che a partire dal 1997 (quando Asia aveva 21 anni) l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali. «Non ho detto nulla finora perchè avevo paura che potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone.

3295484_3295347_1605_argento_luxuria_1Che potesse rovinare la mia carriera», ha spiegato la Argento, che si è unita al coro di denunce piovute da varie attrici di Hollywood, fra cui Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow, contro Weinstein.
Uno sfogo a cui sono seguite molte manifestazioni di solidarietà. Qualcuno però si è dissociato dal coro: è il caso di Vladimir Luxuria, che ha risposto ad Asia Argento via Twitter. «#AsiaArgento avrebbe dovuto dire NO a #Weinstein come hanno fatto altre attrici, le donne devono denunciare lo diceva lei a Amore Criminale!», ha scritto l’ex parlamentare sul social network. Poco dopo è arrivata la risposta dell’attrice: «Non posso credere che scrivi una cosa del genere. Evidentemente non sei mai stata violentata, non hai mai provato terrore e vergogna».
«Cara Asia sai quanto ti stimo ma non sono d’accordo – ha risposto Luxuria – anche io ho ricevuto proposte non forzate ma ho detto NO, un semplice NO». «Dici bene: le tue erano proposte NON forzate. Che delusione Vladimir», è stato il commento, amaro, di Asia Argento.
Ma Luxuria ha continuato: «Ci hai fatto un film con uno che ti ha violentata? No cara non ci credo nn ne avevi bisogno hai talento per poter rifiutare».
«Il film, girato un anno e mezzo dopo la violenza sessuale denunciava il trauma che ho vissuto nei minimi dettagli», spiega l’attrice, riferendosi al film “Scarlet Diva”, del 2000, di cui lei stessa era regista e che racconta proprio della violenza sessuale da lei subita.
«Io non avrei mai accettato di farmi produrre dal mio aguzzino», è stata la risposta lapidaria di Luxuria, che ha aggiunto: «Chi accetta di fare sesso in cambio di un favore da maggiorenne non è stupro ma altro…»

Schiava del sesso costretta dall’Isis a mangiare suo figlio di un anno. “L’hanno servito col riso”

Una schiava sessuale dell’Isis sarebbe stata costretta a mangiare il proprio figlio, ucciso e cucinato dai terroristi. L’agghiacciante e doloroso racconto è stato portato alla luce dalla parlamentare irachena Vian Dakhill, l’unica di etnia yazida (né araba, né musulmana, e per questo vista come un’adoratrice del diavolo dallo Stato Islamico).

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La “schiava”, una delle donne riuscite a sfuggire ai fanatici, ha raccontato di essere stata rinchiusa in una cella per tre giorni senza acqua e cibo, al termine dei quali le è stato servito un pasto a base di carne accompagnata da riso. Dopo aver patito i morsi della fame, ha divorato il pranzo. Solo dopo l’ultimo boccone – ha spiegato la Dakhill all’emittente egiziana Extra News – le hanno detto: “Abbiamo cucinato il tuo bambino di un anno dopo avertelo portato via, è questo quello che hai appena mangiato”.
La madre costretta a mangiare il suo bimbo è anch’essa di etnia yazida, come la parlamentare. Donne e bambine di questa etnia sono state ridotte a schiave del sesso dall’Isis, mentre migliaia di uomini sono stati uccisi.