Tiziana Cantone, suicida dopo i video hard sul web. La mamma: «Mia figlia costretta a uccidersi per essere dimenticata»

3389490_1957_tiziana_cantone_suicida_dopo_i_video_hard_sul_web_la_mamma_mia_figlia_costretta_a_uccidersi_per_essere_dimenticataTiziana Cantone, parla la mamma mia figlia fu costretta ad uccidersi per essere dimenticata. Parla Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la giovane donna che si suicidò in seguito alla diffuzione in rete di un video divenuto virale.

Spogliata e costretta a tornare a casa nuda: vendetta choc “per la love story del fratello”

La polizia ha arrestato nove persone coinvolte nella ‘punizione’ inflitta giorni fa ad una giovane, costretta nel suo villaggio a ritornare a casa a piedi nuda perché ‘colpevole’ del fatto che suo fratello aveva intrecciato molto tempo prima una ‘love story’ con una ragazza del posto, ‘disonorandone’ la famiglia.132959_1413211952299_wps_90_Chinese_adulteress_previeL’incidente è accaduto il 27 ottobre a Chodhwan, villaggio del distretto di Dera Ismail Khan della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, ed ha riguardato una adolescente di nome Sharifa Bibi di circa 17 anni. Secondo il racconto di un residente, che ha chiesto di non essere identificato, la lezione impartita alla ragazza va spiegata con una vicenda accaduta tre anni fa quando Sajjad, il fratello di Sharifa, è stato accusato di aver mantenuto una relazione illecita con una giovane di una «famiglia nemica».
Della controversia si occupò un consiglio di anziani locali, ma la decisione non piacque ai membri della famiglia ‘disonorata’ che «alla fine si sono presi una rivincita». Così venerdì, mentre Sharifa si era recata in campagna a prendere acqua da un pozzo insieme ad altre persone, nove uomini le hanno sbarrato la strada, «prima picchiandola e poi strappandole completamente i vestiti di dosso».
La fonte ha detto che la ragazza piangendo ha ripreso il cammino di casa nuda, ma che «ad un certo punto un anziano le ha dato uno scialle con cui si è potuta coprire alla bene e meglio». Nadeem Khan, responsabile del commissariato di polizia di Chodhwan ha dichiarato che sulla base di una denuncia «le nove persone segnalate da Sharifa Bibi sono state arrestate».

Asia Argento stuprata da Weinstein, Vladimir Luxuria: «Avresti dovuto dire no». E in Rete scoppia la bufera

Botta e risposta al vetriolo su Twitter fra Asia Argento e Vladimir Luxuria. Tutto nasce dalla denuncia pubblica della figlia del maestro dell’horror, Dario Argento, che ha raccontato al New Yorker delle molestie ricevute dal produttore americano Harvey Weinstein, che a partire dal 1997 (quando Asia aveva 21 anni) l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali. «Non ho detto nulla finora perchè avevo paura che potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone.

3295484_3295347_1605_argento_luxuria_1Che potesse rovinare la mia carriera», ha spiegato la Argento, che si è unita al coro di denunce piovute da varie attrici di Hollywood, fra cui Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow, contro Weinstein.
Uno sfogo a cui sono seguite molte manifestazioni di solidarietà. Qualcuno però si è dissociato dal coro: è il caso di Vladimir Luxuria, che ha risposto ad Asia Argento via Twitter. «#AsiaArgento avrebbe dovuto dire NO a #Weinstein come hanno fatto altre attrici, le donne devono denunciare lo diceva lei a Amore Criminale!», ha scritto l’ex parlamentare sul social network. Poco dopo è arrivata la risposta dell’attrice: «Non posso credere che scrivi una cosa del genere. Evidentemente non sei mai stata violentata, non hai mai provato terrore e vergogna».
«Cara Asia sai quanto ti stimo ma non sono d’accordo – ha risposto Luxuria – anche io ho ricevuto proposte non forzate ma ho detto NO, un semplice NO». «Dici bene: le tue erano proposte NON forzate. Che delusione Vladimir», è stato il commento, amaro, di Asia Argento.
Ma Luxuria ha continuato: «Ci hai fatto un film con uno che ti ha violentata? No cara non ci credo nn ne avevi bisogno hai talento per poter rifiutare».
«Il film, girato un anno e mezzo dopo la violenza sessuale denunciava il trauma che ho vissuto nei minimi dettagli», spiega l’attrice, riferendosi al film “Scarlet Diva”, del 2000, di cui lei stessa era regista e che racconta proprio della violenza sessuale da lei subita.
«Io non avrei mai accettato di farmi produrre dal mio aguzzino», è stata la risposta lapidaria di Luxuria, che ha aggiunto: «Chi accetta di fare sesso in cambio di un favore da maggiorenne non è stupro ma altro…»

Schiava del sesso costretta dall’Isis a mangiare suo figlio di un anno. “L’hanno servito col riso”

Una schiava sessuale dell’Isis sarebbe stata costretta a mangiare il proprio figlio, ucciso e cucinato dai terroristi. L’agghiacciante e doloroso racconto è stato portato alla luce dalla parlamentare irachena Vian Dakhill, l’unica di etnia yazida (né araba, né musulmana, e per questo vista come un’adoratrice del diavolo dallo Stato Islamico).

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La “schiava”, una delle donne riuscite a sfuggire ai fanatici, ha raccontato di essere stata rinchiusa in una cella per tre giorni senza acqua e cibo, al termine dei quali le è stato servito un pasto a base di carne accompagnata da riso. Dopo aver patito i morsi della fame, ha divorato il pranzo. Solo dopo l’ultimo boccone – ha spiegato la Dakhill all’emittente egiziana Extra News – le hanno detto: “Abbiamo cucinato il tuo bambino di un anno dopo avertelo portato via, è questo quello che hai appena mangiato”.
La madre costretta a mangiare il suo bimbo è anch’essa di etnia yazida, come la parlamentare. Donne e bambine di questa etnia sono state ridotte a schiave del sesso dall’Isis, mentre migliaia di uomini sono stati uccisi.