Rapina al Twiga di Briatore, ladri armati portano via 20mila euro

Rapina a mano armata alle 6,30 di due delinquenti, di cui uno con pistola, nel celebre locale dei vip Twiga in Versilia, sul viale a mare di Marina di Pietrasanta, di proprietà di Flavio Briatore e Daniela Santanché.

Flavio Briatore, relax in barca con la splendida Elisabetta - Golfo Di Marinella, 04/08/2011 - FLAVIO BRIATORE CON LA MOGLIE ELISABETTA GREGORACI IN VACANZA IN SARDEGNA, SI RILASSANO A BORDO DEL "FORCE BLUE", TRA BAGNO E TINTARELLA. FOTO SARDEGNA 2011 / OLYCOM

Un bandito, coperto da un paio di occhiali da sole per nascondere il volto e con la pistola in pugno, ha minacciato, in italiano, prendendolo alla sprovvista, un dipendente mentre in ufficio stava contando l’incasso della serata. Portati via circa 20mila euro.
Poi insieme ad un complice sono fuggiti su un’auto parcheggiata sul lungomare. Secondo prime ricostruzioni della polizia, i banditi hanno approfittato del momento in cui i dipendenti stavano effettuando le pulizie e mettendo ordine, così sono riusciti ad introdursi all’interno del locale, da una porta sulla spiaggia, e a raggiungere gli uffici dove hanno saputo individuare quello dell’amministrazione e dove un impiegato stava contando il denaro della cassa. L’azione è durata pochi minuti. Una volta che gli impiegati hanno dato l’allarme sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Forte dei dei Marmi che hanno avviato le indagini. Utili saranno anche le immagini di videosorveglianza del locale. Non è escluso che ci fosse un terzo bandito, ma i dipendenti hanno detto di averne visti due.

Sesso con la sorella, la lettera: “Stiamo insieme, ma è sbagliato”

Nell’ultima lettera indirizzata a “Deidre” della popolare rubrica del tabloid britannico “Sun” un ragazzo di 21 anni racconta di avere una relazione con la sorellastra.

sexo-y-pareja-2021266w620Complicata la situazione familiare: il giovane dice che il padre ha abbandonato sua madre quando aveva ancora un anno e che non lo ha mai conosciuto. Qualche anno dopo la madre ha avuto una bambina da un altro uomo per poi cambiare così tanti fidanzati da disgustarlo e provocare il suo allontanamento.
Un giorno è stato richiamato dalla madre per proteggere la sorella 16enne dalle molestie di uno dei suoi uomini. La complicità tra i due da allora è cresciuta. “Una sera ci siamo ubriacati, si rideva, si scherzava e ad un certo punto mia sorella ha cominciato a piangere dicendomi che odiava la sua vita. Io le ho dato una carezza per rassicurarla e lei mi ha baciato”.
Così hanno fatto sesso e iniziato una relazione stabile senza preoccupazioni fino a quando un amico non gli ha fatto notare che questa storia era sbagliata guardando una foto della ragazza nuda sul suo cellulare.
Sono passati 6 mesi da quella notte; la ragazza vuole lasciare la città e costruire una famiglia. Il ragazzo ha dei dubbi.

Modella messa all’asta sul web, Chloe confessa: “Ho avuto paura per la mia vita”

Rapita e venduta sul web, questo è stato l’incubo di una modella 20enne. «Ho subito un’esperienza terribile. Ho temuto per la mia vita minuto per minuto. Sono infinitamente grata alla polizia italiana e a quella britannica per avermi salvato. Hanno lavorato giorno e notte per trovarmi».

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Lo ha detto in un’intervista rilasciata al Tg1 Chloe Ayling, la modella inglese di 20 anni attratta con un’offerta di un servizio fotografico a Milano e poi sequestrata da un uomo polacco che avrebbe voluto metterla in vendita nel deep web, l’area oscura e illegale della rete. «Sono appena arrivata a casa dopo quattro settimane» ha detto la ragazza, raggiunta dal Tg1 a sud di Londra. «Mi devo riprendere, non posso dire altro finché non sarò interrogata qui in patria».
Chloe Ayling ha inoltre riferito di star bene e che quello del mese scorso era il suo primo viaggio in Italia. La modella vive con la madre in un quartiere popolare a sud di Londra. Dagli interrogatori, come rivela sempre il Tg1, emergono anche altri dettagli. Chloe ha raccontato che il suo aguzzino, il 30enne polacco Lukasz Pawel Herba, le avrebbe detto di aver guadagnato 15 milioni di dollari in cinque anni. E che tutte le ragazze vendute come schiave sessuali dall’organizzazione ‘Black death group’ sul deep web sarebbero destinate ai Paesi arabi. Ne vengono vendute all’asta almeno tre alla settimana, secondo il racconto di Herba riferito agli inquirenti dalla modella, e chi le acquista può poi regalarle o darle in pasto alle tigri.

Urla il nome dell’ex marito durante una notte d’amore: il nuovo fidanzato la uccide

Aveva chiamato piangendo la polizia per dire che la sua ragazza si era sentita male, non riusciva a respirare, aveva vomitato ed era morta. E quando gli agenti arrivarono in casa sua lo trovarono disperato e in lacrime sul corpo della donna che amava. La realtà, però, non era quella che lui aveva cercato di delineare: Maria Nemeth, 31enne della Florida, era stata uccisa e sbudellata dal suo fidanzato, il 26enne Fidel Lopez, che aveva anche infierito sul cadavere.

2601468_Schermata_2017-08-04_alle_14_16_23Era il settembre 2015: Fidel e Maria, che avevano passato una serata in casa a base di alcol e sesso, stavano facendo l’amore quando lei ha urlato per due volte il nome dell’ex marito. «È stato questo che mi ha fatto diventare pazzo» avrebbe confessato molto tempo dopo Fidel. Folle di gelosia e ubriaco, il ragazzo l’ha uccisa e ha abusato sessualmente del cadavere. Quando ha realizzato quello che aveva fatto, era troppo tardi: Maria era morta. Da lì la telefonata alla polizia e il tentativo di far passare quell’omicidio come una disgrazia, negando ostinatamente qualsiasi accusa.
A quasi due anni dalla tragedia, però, è arrrivata la confessione piena: a luglio Fidel ha ammesso di aver ucciso la propria fidanzata e ora è stato condannato all’ergastolo. «Sono stato un mostro – ha detto Fidel, che si è scusato con la famiglia di Maria – Oggi sono felice di dover affrontare questa condanna perché so che devo pagare per quello che ho fatto ed è giusto così: pago con la mia vita per quello che ho portato via. Alla famiglia di Maria chiedo perdono».
«Se dovessi riassumere la vita di Maria, avrei difficoltà a farlo in poche righe – ha detto il padre della ragazza – Voglio solo dire a tutti che mia figlia continuerà a essere un modello di perseveranza e di amore per l’umanità».

La cantante Tosca racconta su Facebook la sua disavventura e la ricoprono di insulti

«Pensavo di fare un servizio segnalando un malcostume e mi sono ritrovata sommersa da insulti pubblici e privati». Titti Donati
«Amici, un messaggio lungo ma vi prego di leggere fino in fondo perché quello che mi è capitato è assurdo e potrebbe esservi molto utile». Il post su fb di Titti Donati, in arte Tosca, è la cronaca di una notte delirante tra multe e carroattrezzi. Finiscono male, la notte e il post. I fatti, in breve.

Tosca-cantanteIl 30 luglio a mezzanotte e quaranta a Trastevere viene rimossa l’auto della cantante, «è parcheggiata sul marciapiede», ammette lei. I vigili sono ancora lì, le dicono dove è stata portata. «Se vado subito la trovo?». Sì, è la risposta. Il deposito è dalle parti dell’Ostiense.
Verso l’una Tosca è lì, ma la sua macchina no. «Signo’, sta a arriva’». L’una e trenta, niente. Al deposito c’è la fila, una signora infuriata perché non trova l’auto chiama i carabinieri. «Signo’, sta a arriva’». Le due. Qualcuno la riconosce. Le due e trenta. «Signo’, sta a arriva’».
Alle due e quaranta finalmente la macchina. La cantante va a pagare, controlla il verbale. C’è qualcosa che non torna con gli orari: sia quello della multa che della rimozione sono posticipati. All’una meno dieci l’auto non c’era più da un bel po’ di minuti. Perché indicare orari sbagliati?, si chiede la cantante. E come mai ci mettono così tanto per portare le macchine in deposito? C’è da farsi qualche domanda, a voler essere buoni. Il post ha tante condivisioni, ma il primo agosto sparisce. «Ho deciso di non renderlo più visibile per porre fine a questo “vomitatoio”. Mi sono trovata sommersa da insulti per aver parcheggiato male….chi ti credi di essere… ti vuoi fare pubblicità…per colpa di quelli come te l’Italia va a rotoli…..». Non le resta da chiedersi qual è stato il prezzo più alto pagato: la multa o le offese.

“Mia figlia si vende nei locali”, la risposta choc della 14enne napoletana: “Niente droga, faccio sesso per voglia”

«La droga è un buco nero, basta non finirci, e io personalmente non ero manco sul bordo». Rompe il silenzio, Arianna (la chiameremo così), e lo fa con un post su Facebook rivolto alla sua mamma e a quella che definisce, non senza acredine, «la gente». Lo sfogo della teenager, tra rabbia e dolore, arriva dopo la denuncia della madre, una nota cantante napoletana, che in una lunga intervista a Il Mattino ha chiesto aiuto per la sua bambina e puntato il dito contro quel mondo della notte in cui la figlia sarebbe finita: un universo fatto di sballo tra alcool, droga e prostituzione.

porno-online-2Un grido di allarme, quello della donna, lanciato anche per mettere in guardia altri genitori. E che potrebbe avere come conseguenza il trasferimento della 14enne presso la comunità terapeutica di San Patrignano.
«Una volta per tutte – esordisce la ragazza – cara mamma come vedi la gente ragiona un po’ più di te che stai a perdere tempo appresso ai giornali». La giovane, che non ha paura di mettere a nudo la sua fragilità, annuncia la scelta compiuta: «Come sai ho deciso di cambiare». Non solo: Arianna, risentita per la scelta della madre di denunciare pubblicamente la sua vicenda, mostra parole di apprezzamento per lo forzo di «rimediare. Dopo questa figuraccia – spiega – hai deciso di scusarti e ti sei resa conto che la colpa non era tutta mia. Magari questa lezione mi avrà insegnato qualcosa ma arrivare a questo punto è stato tragico, sono fragile e lo sai che amo solo te mamma, nonostante tutto».
Se le parole di Arianna per la madre sono dense di affetto, il tono cambia quando la giovane si rivolge alla «gente». La 14enne punta il dito: «Avete tanto da parlare anche non sapendo i fatti come stanno davvero, penso abbiate tempo da perdere, non vi biasimo, ma come minimo prima di giudicarmi, guardate voi stessi, fatevi una bella domanda: “Chi sono io per giudicare?”». Poi, il chiarimento, scritto a caratteri cubitali: «Non mi sono mai venduta per della droga, se devo avere un rapporto lo faccio per voglia non per droga».
Centinaia i messaggi di incoraggiamento postati dagli amici. Tra essi, quello della madre che, nel rivendicare la sua scelta di denunciare, apre il cuore alla figlia: «Scusami se ti ho ferita non volevo questo, volevo solo dirti e farti capire che non rispetti il mio dolore. Ti adoro». Ma a intervenire è anche il papà della 14enne. Che affida a un lunghissimo commento tutto il suo affetto per Arianna: «Cara adorata figlia mia, con questa tua “esternazione” ancora una volta dimostri la tua voglia di trasparenza, di sincerità e di chiarezza».
L’uomo stigmatizza la vita notturna della teenager denunciata dalla madre – «ciò che hai irresponsabilmente fatto, nel provare ad utilizzare delle sostanze nocive, lo hai con grande sincerità ammesso e raccontato, mentre la storia di “vendersi per la droga” è ancora da chiarire» – e al tempo stesso si mostra comprensivo nei confronti della scelta di denunciare quanto stava accadendo: «Non colpevolizzo, non accuso, non punto il dito contro tua madre».
Ma, soprattutto, nelle sue parole a venire fuori è ammirazione per il coraggio della figlia e voglia di andare avanti: «Tutti noi, esseri umani, siamo forti spesso ma, talvolta, fragili. Lo sei tu, forte, fortissima adesso con questa voglia di mettere le cose in chiaro». E ancora: «Non tutti i mali vengono per nuocere. Se tanti amici si sono mostrati solidali e pronti a sostenerci, fra qualche tempo potremo ragionare su questa fase della nostra vita come qualcosa che ci ha fatto crescere, rendendoci più forti. Sarai una donna con una esperienza di vita e un bagaglio così importante da diventare un riferimento per tante altre persone».

Conosce una ragazza in chat, per raggiungerla fa 2mila chilometri con il cadavere della moglie nel bagagliaio

Ha viaggiato per 1.850 chilometri con il cadavere della moglie nel bagagliaio della macchina: un viaggio lungo 17 ore per andare a trovare quella che ormai considerava la sua nuova fiamma, una donna che aveva conosciuto on line e per la quale aveva perso la testa.

2571525_1607_texasDequalan Harris, 35enne di Cedar Hill, Texas, era in procinto di divorziare da Tamara Harris, 33 anni. Da tempo la relazione era degenerata e la donna aveva più volte segnalato episodi di violenza domestica. Un matrimonio alla deriva che aveva portato l’uomo a intraprendere una relazione con Demika Rucker, una donna che aveva conosciuto on line e che abitava a Mansfield, in Ohio, a 1.850 chilometri da casa sua. L’allarme è scattato venerdì scorso, quando la famiglia di Tamara ha chiamato la polizia allarmata dal fatto che non riusciva a mettersi in contatto con lei. Gli agenti si sono messi immediatamente sulle tracce del marito che, insieme al figlio della coppia, era partito con l’auto della moglie verso l’Ohio in quella che, come ha raccontato lui stesso, rappresentava una fuga d’amore. Quando la polizia ha raggiunto Dequalan a casa della nuova compagna, l’uomo, in un primo momento, ha raccontato di aver visto l’ultima volta Tamara il giorno prima, quando era andato a prendere il figlio. Poi, incalzato dalle domande, ha tentato di fuggire: gli agenti lo hanno arrestato e, ispezionando la macchina che l’uomo aveva sottratto alla moglie, hanno scoperto il cadavere di Tamara stipato nel bagagliaio.
Dequalan è ora detenuto alla Richland County Jail, in Ohio: la sua cauzione è stata fissata a un milione di dollari. In attesa dell’autopsia che chiarirà le cause della morte di Tamara, l’uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ostacolo all’attività della giustizia e occultamento di cadavere. Il figlio della coppia, intanto, è stato affidato ai Servizi di assistenza per i bambini dell’Ohio.

Fa l’amore mentre allatta al seno, il video con il commento del figlio fa infuriare i followers

In passato ha detto più di una volta di essere solita fare l’amore mentre allatta al seno, ora un nuovo video della vlogger Tasha Maile, star di You Tube, ha suscitato nuove polemiche. Nel filmato il figlio di tre anni Josiah pronuncia questa frase: “E’ bello allattare e baciare”.
Followers perpessi anche per la continuazione del video.

2FB3341900000578-3379932-image-a-5_1451553169850“Ieri stavi facendo finta di essere la mia fidanzata, e io sono il tuo ragazzo, quindi ti ho baciato”, prosegue il bimbo. Molti utenti hanno definito ‘malato’ il commento del minorenne, criticando duramente anche la madre.
Tasha Maile è una fervida sostenitrice dell’allattamento al seno e ritiene che non bisogna assolutamente distogliere i piccoli dall’attaccarsi al capezzolo, mentre risale a un paio di anni fa un’intervista televisiva in cui spiegava di fare sesso durante l’allattamento. Un video diventato virale in pochissimo tempo. Tasha aveva evidenziato di consumare rapporti ‘intimi’ e allattare al seno simultaneamente: “Mio figlio vuole allattare sempre, di giorno e di notte, quindi non riesce mai stare solo nel lettino. Così io e mio marito siamo stati costretti a fare l’amore mentre dormiva accanto a me o su di me. Mio figlio, ovviamente, non sapeva nulla di quello che stavamo facendo”.

“Che ci fai in mezzo alle pu…?”. Va a prostitute e trova la moglie

Aveva detto alla moglie di non aspettarlo per cena, perché avrebbe incontrato degli amici. In realtà, aveva deciso di andare a prostitute in una zona diversa dalla solita, dove oltre alle nigeriane da qualche tempo hanno fatto la loro comparsa anche donne italiane. Per un 51enne napoletano, però, il ‘tour del sesso’ ha riservato una sgradita sorpresa.

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L’uomo, residente nella periferia orientale del capoluogo campano, nella serata di domenica scorsa aveva deciso di fermarsi davanti a una prostituta scovata sul ciglio della strada. Quando si è avvicinato, però, ha fatto una tremenda scoperta: quella donna in minigonna e tacchi vertiginosi era sua moglie, una 37enne che a quanto pare si prostituiva da qualche tempo a causa dei problemi economici della famiglia e approfittando delle continue e prolungate assenze del marito. «Amò, che fai mmiez e putt***?», avrebbe esclamato l’uomo secondo il portale locale InterNapoli.it. Inevitabile, a questo punto, la lite tra i due, prima verbale e poi sfociata in un’aggressione fisica da parte dell’uomo, bloccato poi da una volante allertata da alcuni passanti che avevano assistito alla scena ma senza intervenire.

Schiava del sesso costretta dall’Isis a mangiare suo figlio di un anno. “L’hanno servito col riso”

Una schiava sessuale dell’Isis sarebbe stata costretta a mangiare il proprio figlio, ucciso e cucinato dai terroristi. L’agghiacciante e doloroso racconto è stato portato alla luce dalla parlamentare irachena Vian Dakhill, l’unica di etnia yazida (né araba, né musulmana, e per questo vista come un’adoratrice del diavolo dallo Stato Islamico).

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La “schiava”, una delle donne riuscite a sfuggire ai fanatici, ha raccontato di essere stata rinchiusa in una cella per tre giorni senza acqua e cibo, al termine dei quali le è stato servito un pasto a base di carne accompagnata da riso. Dopo aver patito i morsi della fame, ha divorato il pranzo. Solo dopo l’ultimo boccone – ha spiegato la Dakhill all’emittente egiziana Extra News – le hanno detto: “Abbiamo cucinato il tuo bambino di un anno dopo avertelo portato via, è questo quello che hai appena mangiato”.
La madre costretta a mangiare il suo bimbo è anch’essa di etnia yazida, come la parlamentare. Donne e bambine di questa etnia sono state ridotte a schiave del sesso dall’Isis, mentre migliaia di uomini sono stati uccisi.