Fa sesso con la professoressa e posta la foto su Snapchat, insegnante arrestata

L’alunno si riprende su Snapchat mentre fa sesso con la sua insegnante e la professoressa finisce nei guai. Sposata e con figli Samantha Ciotta, 32 anni, insegnante presso la Beaumont High School di Beaumont, in California, è stata arrestata per aver fatto sesso con un suo studente minorenne dopo che il ragazzo ha mostrato un’immagine di sé e della donna semi nudi sul social.

pjimage12Secondo quanto riporta il Daily Mail, a denunciare l’accaduto sarebbe stato un altro studente, dopo aver visto la foto su Snapchat. Come lui altri ragazzi hanno confermato quello che era comparso sui social, anche dopo le 24 ore dalla distruzione del file, l’insegnante è stata così sospesa dall’incarico e arrestata. Dalle indagini è emerso che quello tra la Ciotta e il suo studente era una vera e propria relazione che andava avanti dal 2015, pare anche che la professoressa volesse confessare la sua relazione al marito.
Il minore coinvolto nel rapporto, vive una situazione familiare molto delicata: la madre è morta e il padre è in prigione, così è stato affidato a una parente che però è stato indagato per abbandono di minore visto che sembra non si prendesse cura di lui da tempo. La donna dovrà sostenere un processo, intanto il marito ha chiesto e ottenuto divorzio e custodia dei loro due figli.

Firenze, ragazza massacrata e in fin di vita. L’sms choc all’amico: “Domani sarò morta”

«Domani sarò morta, tesoro» – si legge nei messaggi inviati dal telefono della giovane – «Addio». Il giovane, che aveva visto l’amica in discoteca quella notte, ha ricevuto il messaggio alle 5.40 ed è convinto che a mandarlo non sia stata la ragazza, ma qualcun altro.

C_2_articolo_3100998_upiImagepp_16121301Un sms choc, che faceva presagire solo scenari negativi, quello che un amico sostiene di aver ricevuto dalla ragazza di 17 anni ritrovata in fin di vita e in una pozza di sangue nel parco dell’Ambrogiana, a Firenze. A rivelarne il contenuto è Mattino Cinque. «Aveva litigato in modo molto acceso con i suoi amici, sono ragazzi esagitati e casinisti, dubito che sia andata al parco da sola», ha spiegato il giovane ai microfoni della trasmissione di Canale 5. Intanto, le condizioni della ragazza migliorano e già oggi potrebbe essere ascoltata in ospedale dalla polizia.

Mamma si spoglia e gira un video hot in auto, poi lo schianto: muore a 35 anni. Ecco le immagini

Mamma si spoglia e gira un video hot in auto, poi lo schianto contro il palo: muore a 35 anni. La giovane mamma viaggia in auto a seno nudo mentre è in vacanza nella Repubblica Dominicana, e poco dopo muore.

34531-1024x768Natalia Borisovna Borodina, 35enne di Mosca, si è tolta la parte sopra del suo bikini e si è lasciata riprendere mentre si affaccia semi nuda dal finestrino con fare ammiccante mentre l’auto è in corsa.
Poco dopo le riprese però la donna sarebbe morta per aver sbattuto contro un palo. Concentrata nel suo siparietto hot, Natalia, mamma di un bambino, non ha notato che c’era un lampione e l’impatto le è stato fatale. A provare a soccorrere la donna è stata la sua amica, colei che guidava e che ha fatto le riprese, la 32enne Ivanna Boirachuk, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.
Secondo quanto riporta Unilad, la donna è stata portata in ospedale dove i medici hanno tentato il possibile per salvarle la vita. Le lesioni cerebrali però erano troppo gravi ed è morta poche ore dopo il ricovero.

Corona, doppia doccia fredda: “congelato” un milione di euro e nuovo processo a Milano

Fabrizio Corona rischia un nuovo processo a Milano su quei circa 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria.

fabrizio_corona_foto_nuovaLa Procura, infatti, come atto dovuto a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza del giugno scorso che aveva di fatto cancellato le accuse principali condannandolo a un anno solo per un illecito fiscale, ha iscritto l’ex ‘re dei paparazzi’ nel registro degli indagati per appropriazione indebita e dichiarazione infedele dei redditi, due ipotesi per le quali gli stessi giudici avevano ordinato la trasmissione degli atti per un nuovo procedimento.
Nel frattempo, tra l’altro, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese (giudici Roia-Rispoli-Pontani) ha respinto, come già accaduto nei mesi scorsi, un’istanza della difesa dell’ex agente fotografico che chiedeva il dissequestro di parte dei contanti ‘congelati’, ossia di poco più di 1 milione di euro. Il pm Alessandra Dolci, titolare anche del nuovo fascicolo, aveva dato parere negativo.

Ricatto a luci rosse. Presa a Venezia Kiran Matharoo, la Kardashian indo-canadese

VENEZIA – (A.Pe.) L’ultima foto su Instagram è datata 20 settembre e la ritrae sdraiata a bordo piscina, abito nude look e tacchi a spillo, borsetta griffata e posa languida.
L’ultimo post prima dello sbarco e soprattutto delle manette: mercoledì della scorsa settimana Kiran Matharoo è stata arrestata all’aeroporto Marco Polo di Venezia, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, spiccato nei confronti suoi e della sorella Jyoti, «le Kardashian indo-canadesi».

3267390_kiran1Procaci ed esibizioniste, nonché socialite quanto basta per venire accostate alla celebre famiglia armeno-statunitense, le due sono protagoniste di un intrigo intercontinentale imperniato su un maxi-ricatto a luci rosse.
LE ACCUSE
Fa dunque clamorosamente tappa in Veneto una vicenda che lo scorso anno aveva compiuto il giro del mondo. Verso la fine di dicembre, infatti, Kiran e Jyoti erano state incarcerate in Nigeria, con l’accusa di aver minacciato tramite filmati hard ben 274 uomini con cui sarebbero andate a letto: se le vittime non avessero pagato ingenti somme di denaro, quelle notti bollenti sarebbero state rese pubbliche su un sito web. Nel mirino sarebbe finito anche il petroliere Femi Otedola, la cui ricchezza è stimata in 1,8 miliardi di dollari, che però le aveva inguaiate, denunciando tutto alla polizia. «Non siamo delle escort d’alto bordo, è tutto un complotto contro di noi», si erano difese le sorelle, che a Capodanno avevano ottenuto la libertà provvisoria, in attesa del processo fissato a Laos per il 26 gennaio.

Usa, fa sesso con l’alunno minorenne del marito che avevano ospitato in casa: condannata a tre anni di carcere

Sapeva benissimo che non avrebbe dovuto farlo, ma non riusciva a resistere: quel ragazzo di 16 anni che suo marito aveva portato a vivere in casa con loro era una tentazione troppo forte.

3263290_Schermata_2017-09-26_alle_13_59_46Talmente forte da farle rompere ogni freno inibitorio e spingerla a sedurlo e ad allacciare con lui una torrida relazione sessuale andata avanti per quasi un anno. Solo quando è venuta alla luce una sua foto nuda che lei stessa aveva inviato al telefonino del ragazzo, la 27enne Kelsey McCarter ha capito la portata della sua trasgressione: una volta smascherata è finita infatti sotto processo per abusi sessuali su un minorenne, con accuse che prevedevano fino a 38 anni di carcere. E solo ora, per salvarsi, ha deciso di pentirsi e dichiararsi colpevole dicendosi «molto dispiaciuta per quello che è successo»: una mossa in extremis che lunedì scorso le ha permesso di cavarsela in tribunale con soli tre anni di reclusione.
La discesa di Kelsey verso il precipizio era cominciata all’inizio del 2015, quando il marito Justin, allenatore della squadra di football della South-Doyle High School di Knoxville, nel Tennessee, si era generosamente offerto di far vivere in casa sua un suo allievo 16enne, che aveva problemi comportamentali, e suo fratello per far loro da mentore. A febbraio la situazione era già precipitata: la donna e il ragazzo avevano cominciato a fare sesso in continuazione ogni volta che potevano, in casa come in macchina durante gli spostamenti. La storia andò avanti fino alla fine di dicembre, quando venne alla luce la foto nuda di Kelsey sul cellulare del ragazzo: nella scuola circolavano da tempo varie voci sul rapporto tra i due e la vicenda finì per coinvolgere il preside e un assistente della scuola che, accusati di essere a conoscenza della questione e di non aver parlato, furono collocati in congedo amministrativo e poi reintegrati con una nota di biasimo. Lo stesso Justin, rendendosi conto che lo scandalo scatenato dalla moglie, finita nel frattempo sotto inchiesta, aveva creato una situazione per lui insostenibile, a febbraio 2016 presentò le dimissioni, mentre i ragazzi tornarono a vivere con la loro madre e cambiarono scuola.
Scandali e tradimenti, comunque, non hanno impedito all’allenatore di restare accanto alla moglie e supportarla in tribunale, finendo anche per accusare il ragazzo di aver ricattato Kelsey a causa della foto nuda: un’accusa che lo studente ha sempre rigettato. «È una donna che ha commesso un errore – ha detto Doug Trant, avvocato dei McCarter – ma ora andrà oltre e riuscirà a recuperare: è giovane e, come si è visto, la sua famiglia e suo marito sono ancora qui a sostenerla».

Stupro studentesse, spunta un video girato da una ragazza in discoteca. Immagini confuse e un grido: “Bastard”

FIRENZE – Un grido: “Bastard, bastard”. E poi immagini confuse, fotogrammi di una notte da dimenticare. La verità di quanto accaduto nell’androne del palazzo di Borgo Santi Apostoli, nel storico di Firenze, tra i due carabinieri e le studentesse americane potrebbe essere contenuta in un video realizzato da una delle due ragazze con il proprio telefonino. Un filmato di qualche secondo che, secondo quanto riporta ‘La Nazione’, sarebbe ora in mano agli inquirenti.3232774_1410_stupro_firenze_2

“Nonostante l’alcol, una delle due ragazze avrebbe trovato il coraggio di premere ‘rec’ e filmare, anche se solo per qualche secondo, il rapporto sessuale con il carabiniere che lei ha poi accusato di stupro – scrive il quotidiano toscano – Le immagini in questo momento potrebbero diventare un elemento importante del mosaico indiziario che servirà all’accusa per inchiodare i carabinieri alle loro eventuali responsabilità”.
Una delle due ragazze, la 21enne, ha detto a chi l’ha soccorsa di essere in grado di riconoscere il suo stupratore. “Appena dentro, nel palazzo, ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi” ha detto la giovane. Intanto, sulla vicenda è in corso al Palazzo di Giustizia di Firenze un vertice in procura, coordinato dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, e durante il quale dovrebbe essere valutata la possibilità di adottare misure cautelari nei confronti dei due carabinieri indagati per violenza sessuale. Sabato scorso l’Arma ha sospeso i due militari in via precauzione dal servizio.
Sempre sabato scorso uno dei due carabinieri, l’appuntato 40enne, si è recato in procura dove è stato interrogato, confermando l’avvenuto rapporto sessuale ma escludendo la violenza ed ha parlato un ‘rapporto consensuale’. Non è escluso che in giornata anche il secondo carabiniere possa presentarsi dai magistrati oppure che possa essere interrogato su richiesta del sostituto procuratore Ornella Galeotti.

“Violentate da due carabinieri in servizio”: la denuncia choc di due studentesse americane

“Stuprate da due carabinieri nel loro appartamento”. Il racconto choc, pubblicato oggi dai media, proviene da due ragazze, due studentesse americane poco più che ventenni, che si sono presentate questa mattina negli uffici della Polizia a Firenze.

3225058_1629_201111091042410Secondo quanto hanno raccontato, avrebbero incontrato i due carabinieri in servizio, a bordo della gazzella di servizio, fuori da un locale in via Tornabuoni, nel centro storico della città. I due agenti avrebbero portato, con la stessa auto, le due studentesse nella loro casa, per poi violentarle.
Gli investigatori, in cerca di eventuali riscontri al loro racconto, hanno sequestrato i vestiti delle due ventenni, nell’intento di risalire agli eventuali colpevoli. Le presunte vittime si trovano in Italia, nel capoluogo fiorentino, per un periodo di studio in una celebre università americana.

Brucia il cadavere della ex, si scatta foto vicino la bara e finisce sui social: “Tormentato dal suo fantasma…”

“Ero tormentato dal suo fantasma, così mi sono rivolto a una maga e mi ha consigliato di bruciare il suo cadavere”. È la storia choc che vede protagonista un ragazzo di 30 anni, Yuriy Golovin, che ha preso per buono il consiglio della fantomatica maga, si è recato al cimitero, ha bruciato il cadavere della ex e si è fatto fotografare accanto alla bara.

collage_27102320Proprio l’immagine lo ha incastrato. La polizia è risalita a lui attraverso i social network e lo ha arrestato. La ragazza, Olga Gileva, aveva solamente 17 anni quando lui la lasciò. E per quel motivo cinque anni fa si tolse la vita impiccandosi. Da quel giorno sono nati i tormenti nella mente del giovane al punto di credere di essere perseguitato dal fantasma di Olga. Ora Golovin rischia 5 anni di carcere.

Rapina al Twiga di Briatore, ladri armati portano via 20mila euro

Rapina a mano armata alle 6,30 di due delinquenti, di cui uno con pistola, nel celebre locale dei vip Twiga in Versilia, sul viale a mare di Marina di Pietrasanta, di proprietà di Flavio Briatore e Daniela Santanché.

Flavio Briatore, relax in barca con la splendida Elisabetta - Golfo Di Marinella, 04/08/2011 - FLAVIO BRIATORE CON LA MOGLIE ELISABETTA GREGORACI IN VACANZA IN SARDEGNA, SI RILASSANO A BORDO DEL "FORCE BLUE", TRA BAGNO E TINTARELLA. FOTO SARDEGNA 2011 / OLYCOM

Un bandito, coperto da un paio di occhiali da sole per nascondere il volto e con la pistola in pugno, ha minacciato, in italiano, prendendolo alla sprovvista, un dipendente mentre in ufficio stava contando l’incasso della serata. Portati via circa 20mila euro.
Poi insieme ad un complice sono fuggiti su un’auto parcheggiata sul lungomare. Secondo prime ricostruzioni della polizia, i banditi hanno approfittato del momento in cui i dipendenti stavano effettuando le pulizie e mettendo ordine, così sono riusciti ad introdursi all’interno del locale, da una porta sulla spiaggia, e a raggiungere gli uffici dove hanno saputo individuare quello dell’amministrazione e dove un impiegato stava contando il denaro della cassa. L’azione è durata pochi minuti. Una volta che gli impiegati hanno dato l’allarme sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Forte dei dei Marmi che hanno avviato le indagini. Utili saranno anche le immagini di videosorveglianza del locale. Non è escluso che ci fosse un terzo bandito, ma i dipendenti hanno detto di averne visti due.