Corona, due amici nei guai: indagati per riciclaggio sull’acquisto della casa del fotografo dei Vip

Due amici ed ex collaboratori di Fabrizio Corona, l’avvocato Tommaso Delfino e Marco Bonato, sono indagati, assieme ad altre persone, dalla Procura di Locri (Reggio Calabria) per riciclaggio in relazione ad una parte del denaro che venne usato quasi dieci anni fa per acquistare la casa del valore di circa 2,5 milioni di euro dove viveva l’ex agente fotografico in via De Cristoforis, a Milano, e che è stata sequestrata un anno fa.

3366516_1457_corona1È emerso oggi nell’udienza davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese che dovrà decidere appunto se confiscare o meno l’appartamento, assieme agli ormai noti 2,6 milioni in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria. Il pm Alessandra Dolci, infatti, ha spiegato ai giudici di aver depositato agli atti nei giorni scorsi l’avviso di conclusione indagini dei pm di Locri a carico di Delfino, Bonato ed altri per fatti del marzo 2008. L’ipotesi è che parte della somma servita ad acquistare la casa fosse stata distratta dalla fallita Coronàs, società dell’ex ‘re dei paparazzì.

Clarissa Marchese, l’ex miss Italia a Domenica Live: «Un noto regista mi ha molestata. Ecco cosa è successo…»

«Era il 2015, dopo che ho vinto Miss Italia. Insieme all’agenzia che mi seguiva, si era pensato di iniziare un percorso come attrice. Un percorso lungo. C’è stata poi la possibilità di fare un provino con un famoso regista italiano di cui si sta parlando in questo periodo. Io non sapevo fosse casa sua. Sapevo di dovermi preparare per questo provino, lui si era offerto di darmi le ultime lezioni per prepararmi al provino».

clarissa-3Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, racconta a Domenica Live le molestie subite da un regista noto di cui non vuole ancora fare il nome.
«Io venivo da due settimane di corso intensivo a pagamento. Il regista voleva incontrarmi. Così è stato organizzato l’incontro. Pensavo fosse direttamente il provino, invece erano altre lezioni, che lui si era offerto di farmi gratis. Era il mio primo provino, pensavo fosse un teatro, invece era una casa-ufficio. Ci è stato detto che sarebbe durato diverse ore. Il mio accompagnatore se ne è andato».
Il primo giorno le lezioni sono andate avanti per più di quattro ore.
«Le prime ore passano come vere e proprie lezioni. Verso la fine, si parla di possibili parti che avrei potuto interpretare, lui mi dice che di solito una ragazza con la mia fisicità viene scelta per fare ruoli di bella e deve essere disposta a fare anche scene un po’ più spinte. Mi dice: se io ti chiedessi di spogliarti completamente nuda davanti a me lo faresti? Lui era molto più grande di me. Io avevo vent’anni, lui circa quarantacinque. Quando ho detto no, con la stessa naturalezza con cui me lo ha chiesto, ha detto: Come mai?».
Clarissa gi ha risposto che in casa, da soli, non lo avrebbe fatto. In un provino, con altre persone, avrebbe valutato la possibilità.
«Il giorno dopo, come d’accordo, torno e si riprende la lezione come se nulla fosse. Erano ancora più ore. Io non avevo ancora detto nulla. Verso la fine, mi ha chiesto con la stessa naturalezza, di spogliarmi nuda. Mi sono arrabbiata. Mi sono immaginata la scena: una ragazza di vent’anni, nuda, davanti a un uomo, poteva succedere di tutto. Ho detto di no e me ne sono andata. Il terzo giorno non sono andata e non mi sono mai più presentata. Io non ne ho parlato con nessuno, mi vergognavo»
E il film?
«Dopo qualche mese, mi chiama la mia agente che aveva effettivamente speso risorse, denaro per prepararmi e mi ha detto che lui voleva darti la parte, è successo qualcosa e non vuole più dartela. Il mio messaggio è per tutte le ragazze che vogliono fare questo mestiere e tutti gli altri mestiere, si può dire no».

Centro massaggi appena aperto a Bressanone era un locale a luci rosse

BOLZANO – I carabinieri della compagnia di Bressanone hanno messo i sigilli ad un centro massaggi della città. L’ipotesi d’accusa è che dietro all’attività si nascondesse lo sfruttamento della prostituzione. Aperto da circa 20 giorni il centro massaggi aveva attirato le attenzioni dei militari che avevano notato un significativo numero di clienti che vi si erano riversati subito dopo l’inaugurazione.

1460658985893_1460659025.jpg--blitz_in_un_centro_massaggi_cinese__scoperte_ragazze_irregolariPer questo hanno deciso di svolgere per giorni alcuni servizi di osservazione ed infine di ispezionare il locale domenica sera, intorno a mezzanotte. I militari al loro ingresso hanno subito notato alcune massaggiatrici in abiti molto succinti, ma soprattutto la presenza di letti matrimoniali in alcune sale che dovevano essere deputate a massaggi. All’interno del locale i carabinieri hanno identificato tre donne di origine cinese che non erano in grado di produrre alcuna licenza o autorizzazione all’esercizio dell’attività. Ma insieme alle donne sono stati identificati anche alcuni clienti, che sono stati invitati in caserma e ascoltati dai militari per chiarire quali prestazioni fossero state loro offerte. I carabinieri hanno apposto i sigilli al locale e sequestrato anche il denaro contate rinvenuto nella disponibilità di una delle donne. La loro posizione sarà ora rimessa al vaglio dell’autorità giudiziaria di Bolzano.

Ricatto a luci rosse. Presa a Venezia Kiran Matharoo, la Kardashian indo-canadese

VENEZIA – (A.Pe.) L’ultima foto su Instagram è datata 20 settembre e la ritrae sdraiata a bordo piscina, abito nude look e tacchi a spillo, borsetta griffata e posa languida.
L’ultimo post prima dello sbarco e soprattutto delle manette: mercoledì della scorsa settimana Kiran Matharoo è stata arrestata all’aeroporto Marco Polo di Venezia, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale, spiccato nei confronti suoi e della sorella Jyoti, «le Kardashian indo-canadesi».

3267390_kiran1Procaci ed esibizioniste, nonché socialite quanto basta per venire accostate alla celebre famiglia armeno-statunitense, le due sono protagoniste di un intrigo intercontinentale imperniato su un maxi-ricatto a luci rosse.
LE ACCUSE
Fa dunque clamorosamente tappa in Veneto una vicenda che lo scorso anno aveva compiuto il giro del mondo. Verso la fine di dicembre, infatti, Kiran e Jyoti erano state incarcerate in Nigeria, con l’accusa di aver minacciato tramite filmati hard ben 274 uomini con cui sarebbero andate a letto: se le vittime non avessero pagato ingenti somme di denaro, quelle notti bollenti sarebbero state rese pubbliche su un sito web. Nel mirino sarebbe finito anche il petroliere Femi Otedola, la cui ricchezza è stimata in 1,8 miliardi di dollari, che però le aveva inguaiate, denunciando tutto alla polizia. «Non siamo delle escort d’alto bordo, è tutto un complotto contro di noi», si erano difese le sorelle, che a Capodanno avevano ottenuto la libertà provvisoria, in attesa del processo fissato a Laos per il 26 gennaio.

51enne trovato in casa con 12 schiave del sesso: sei di loro donate dai genitori dopo un prestito

Tiene 12 giovani come schiave per anni dopo che gli erano state regalate dai loro genitori. Lee Kaplan, di 51 anni, trovato con 12 donne nella sua casa in Pennsylvania, ridotte a schiave sessuali. Sei di loro erano state donate da un anno dalla coppia amish Daniel e Savilla Stoltzfus, gliele aveva lasciate come ricompensa dopo aver ricevuto da lui un aiuto finanziario.

stupro-ragazze-regalate_07155014 (1)Le ragazze sono state cedute in cambio di denaro e l’uomo le ha trattate per anni come sue schiave sessuali. Le più grandi sono anche rimaste incinta e alcune di loro hanno avuto dei bambini dal loro aguzzino. Quando le autorità hanno scoperto le ragazze recluse hanno tutte confessato di aver subito violenze e abusi e di essere state tutte minacciate nel caso in cui avessero raccontato a qualcuno della condizione in cui vivevano. Secondo quanto riporta il Mirror alle giovani non era permesso nemmeno uscire, potevano solo limitarsi ad andare in giardino, ed è stato questo ad insospettire i vicini che hanno notato un numero maggiore di ragazze nella casa di Kaplan. L’uomo è stato arrestato ed è ora in attesa di processo.

Vince un concorso per modelle ma ritirano il premio: “lei” è un uomo

(Semi)Spoiler: niente è come sembra in questa storia avvenuta nella Russia di Putin.
Andrey Nagorny, 20 anni, è un aspirante fotomodello dai tratti somatici decisamente androgini, ma, che ci crediate o no, è eterosessuale. Ed è stato proprio tramite la sua fidanzata che ha scoperto dell’esistenza di un concorso per modelle di lingerie organizzato da un’azienda produttrice di intimo.

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Per questo motivo, ha deciso di partecipare seguendo le modalità del regolamento, che prevedeva l’invio di alcuni scatti via e-mail prima della proclamazione del vincitore.
I tratti somatici naturali, più qualche ‘ritocchino’ in digitale, fanno apparire il ragazzo come una splendida fanciulla in lingerie sexy e alle prese con pose e sguardi ammiccanti. Questo è bastato per convincere la giuria a dargli il primo premio: una cospicua somma di denaro e un contratto da testimonial della marca. Quando però Andrey ha dovuto rivelare la propria identità, creando sgomento e non poco imbarazzo tra i giurati e i vertici della casa produttrice di lingerie. A quel punto, il primo premio è stato revocato e assegnato alla ragazza finalista. La notizia è stata riportata anche da The Sun, mentre sui social network la storia ha avuto un largo seguito.

Lapo Elkann triste e solo, ecco il ritorno del rampollo

Col doppiopetto e il cerotto, così riappare il rampollo di casa Agnelli. Dopo lo scandalo che lo ha visto coinvolto a Manhattan a fine novembre, di Lapo Elkann si erano perse le tracce. Le prime foto esclusive le pubblica il settimanale Diva e Donna che lo ha pizzicato a Portofino. Sguardo cupo, cerotto vistoso sulla fronte e mani in tasca, Lapo è tornato in Italia.

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Dopo essere stato arrestato per aver simulato un sequestro per ottenere denaro dalla sua famiglia, di Lapo non si era saputo più nulla. Tanto che qualcuno ipotizzava che fosse in un centro di riabilitazione. Ma eccolo riapparire in Italia. Per il funerale dell’amica Franca Sozzani. Elkann in doppiopetto elegantissimo, camicia bianca, capelli ingellati e cerotto sulla fronte ha partecipato alla messa nella chiesa di San Giorgio. Ha distribuito i foglietti delle letture tenendo lo sguardo cupo, sempre solo e pensieroso. Il 25 gennaio ci sarà l’udienza in cui dovrà rispondere di falsa denuncia.

Roma, casa di appuntamenti in un centro estetico a Termini: arrestata

C’era una casa di appuntamenti in un centro estetico di Roma Termini. La titolare era stata già condannata per sfruttamento della prostituzione ed aveva chiesto di poter usufruire di un regime alternativo alla detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza, per potersi pronunciare ha delegato la Polizia di Stato ad effettuare i relativi accertamenti. La proposta avanzata dalla cittadina cinese prevedeva la possibilità di lavorare presso un centro estetico situato nella zona della Stazione Termini.

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Svolgendo una accurata attività investigativa durata oltre due mesi, gli agenti del commissariato Viminale, diretto dalla dr.ssa Giovanna Petrocca, hanno appurato come, dietro l’insegna di un normale centro estetico si celasse in realtà una vera e propria attività di prostituzione, gestita dalla stessa 45enne cinese avvalendosi di una sua connazionale. Ieri è scattato il blitz. Nel corso dell’intervento il locale, peraltro con gravi carenze igieniche, è stato sottoposto a sequestro penale con l’apposizione dei sigilli. Sequestrata anche una cospicua somma di denaro, presumibile frutto delle prestazioni sessuali nonché un cellulare utilizzato per fissare gli appuntamenti con i clienti, il cui numero era pubblicizzato su diversi siti internet a sfondo sessuale. I poliziotti, pertanto, hanno proceduto all’arresto della cittadina cinese presente all’interno del locale, mentre la connazionale ed un italiano, suoi complici, sono stati denunciati per lo stesso reato. Condotta in Tribunale per essere giudicata con rito direttissimo, l’arrestata è stata condannata alla pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Ministro russo arrestato in flagrante mentre intascava una mazzetta

Il ministro dell’Economia russo Alexiei Uliukaiev «è stato arrestato quando è stato colto in flagrante mentre accettava una bustarella»: lo sostiene la portavoce del Comitato investigativo russo Svetlana Petrenko precisando che «il denaro era stato dato a Uliukaiev in una operazione investigativa sotto la supervisione dei rappresentanti delle forze dell’ordine».

Alexey Ulyukaev, ministro dell'Economia russo Uliukaiev è inoltre accusato di estorcere denaro ai dirigenti di Rosneft attraverso minacce. Secondo una fonte nelle forze dell’ordine sentita dall’agenzia Interfax, gli investigatori intercettavano le telefonate di Uliukaiev sin dalla scorsa estate e in alcune conversazioni telefoniche il ministro aveva minacciato i rappresentanti di Rosneft sulla questione della privatizzazione della Bashneft.
Uliukaiev si trova in questo momento nella sede centrale del Comitato investigativo per un interrogatorio: lo fa sapere una fonte all’agenzia Ria Novosti. Secondo Gazeta.ru, Uliukaiev aveva presentato le sue dimissioni ad ottobre per un conflitto sull’attendibilità delle previsioni macroeconomiche con il ministero delle Finanze in cui il premier Dmitri Medvedev aveva appoggiato il titolare delle Finanze Anton Siluanov. Stando a fonti citate da Interfax, il ministro non si era presentato a lavoro negli ultimi giorni per motivi di salute.   Ulyukayev è stato tenuto d’occhio dagli agenti dell’FSB – i servizi di sicurezza russi – «per più di un anno», dice a Ria Novosti una fonte delle forze dell’ordine. Non si sa al momento se gli 007 russi sospettassero già «dei reati» di cui oggi viene accusato. È sicuro però che l’attività investigativa è stata svolta dal dipartimento di sicurezza interna dell’FSB e non, dunque, dal Comitato Investigativo.

Geraldine, la bellunese che ha incastrato Corona: “Ma si fa amare”

La bellunese che ha incastrato Fabrizio Corona continua a far parlare di sé. Ospite martedì sera nello studio di Matrix e protagonista ieri del salotto televisivo Mattino Cinque di Federica Panicucci, Geraldine Darù è il personaggio del momento. Verace e senza peli sulla lingua la ragazza, nativa di Mel, è stata ascoltata dai magistrati nell’ambito dell’inchiesta che ha riportato l’ex re dei paparazzi dietro le sbarre.

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Tatuatissima, uno dei tatuaggi sul ginocchio è la data di nascita dell’ex amico Fabrizio, disinvolta e sicura di sé la Darù ha raccontato davanti alle telecamere il suo rapporto di amore – odio con Corona, di cui è stata la fidata collaboratrice fino a settembre. «Fabrizio davanti ai soldi non è in sé – ha dichiarato -, ama guadagnare, ma ha un problema con il denaro, va curato. Io ricevevo regolarmente il mio compenso mensile, ma le provvigioni invece le rimandava».
Nel suo colloquio con i magistrati la giovane ha parlato del suo lavoro nella società Atena di Corona e di quanto accadeva negli uffici. Tuttavia per Corona non ha speso parole dure. «È una bellissima persona – ha dichiarato- la cattiveria e la delinquenza sono altra cosa. Fabrizio ha un carisma strepitoso e si fa amare in un minuto. Lui ama lavorare, io sono una stakanovista perciò nella collaborazione con lui ho unito lavoro e amicizia». Quindi il ricordo slitta ai fatti delle ultime settimane. «Il 24 settembre ho ricevuto una telefonata dalla questura –ha proseguito – mi sono presentata il 27. A fronte del primo interrogatorio sono stata contattata da Francesca (Persi, altra collaboratrice di Corona), ma Corona non mi ha mai più cercata». Ieri, a smentire le voci di chi la voleva preoccupata e addirittura spaventata, la Darù ha pubblicato un post nella sua pagina facebook annunciando di stare bene e di essere serena. «Non devo vergognarmi – ha scritto – Ho rispettato i valori che da sempre la mia famiglia mi ha insegnato».