Domenica In, per le Parodi un brutto colpo

Anche lui ha abbandonato le sorelle Parodi nel bel mezzo della stagione tv di Domenica in: ecco cosa succederà alle sorelle Parodi e chi potrebbe prendere il loro posto.
Domenica In perde pezzi. Lo storico programma domenicale di Rai Uno continua a far parlare di sé ma in negativo. Dopo gli ascolti flop e le critiche alle conduttrici, le sorelle Cristina e Benedetta Parodi, non sembra placarsi la tempesta che ha travolto la trasmissione.

35_20180208094045Il contenitore della domenica della rete ammiraglia Rai, nelle intenzioni, avrebbe dovuto portare leggerezza nelle case degli italiani senza sconfinare nella volgarità. Così al timone sono arrivate due donne, aggraziate ed eleganti, volti rassicuranti come da copione Rai.
Il risultato però non è stato quello sperato e le attese sulla performance delle sorelle Parodi non sono state ripagate dai risultati. Il pubblico, in termini di ascolti e gradimento, ha sempre premiato la concorrenza: Domenica Live di Barbara D’Urso ha quasi costantemente stracciato Domenica In con percentuali di share da capogiro.
Insomma, un fiasco televisivo che, secondo il settimanale Chi, avrebbe portato uno degli autori di Domenica In ad abbandonare il team. Chicco Sfondrini avrebbe infatti “lasciato le sorelle Parodi per volare a The Voice su Raidue” scrive il settimanale.
Evidentemente le delusioni, per l’ex collaboratore di Maria De Filippi, sono state talmente tante da aver deciso di terminare la sua esperienza al fianco di Cristina e Benedetta.
Negli ultimi tempi, inoltre, si sono fatti sempre più insistenti i rumors che suggeriscono una presunta maretta anche tra le stesse sorelle Parodi, che non sono riuscite a far decollare il programma, nonostante i cambiamenti apportati in corso d’opera.
Va da sé, che per la prossima edizione di Domenica In, la Rai non ci penserà neanche a replicare l’esperienza con Cristina e Benedetta. Le sorelle Parodi, incassato il fallimento, dovranno cercarsi una nuova casa?
Intanto, sempre sulle pagine di Chi, proprio sul fronte della conduzione, arrivano nuove indiscrezioni che vorrebbero Antonella Clerici alla guida del programma domenicale di Rai Uno.
Antonellina dovrebbe lasciare La Prova del Cuoco in favore – di nuovo – di Elisa Isoardi.
Voci, per ora. La stagione televisiva è ancora lunga e prima dell’estate potrebbe succedere di tutto. Non resta che rimanere sintonizzati.

Vittorio Cecchi Gori colpito da ischemia e problemi cardiaci, ricoverato al Gemelli: è gravissimo

Vittorio Cecchi Gori, storico produttore cinematografico ed ex presidente della Fiorentina, è stato ricoverato in rianimazione al policlinico Gemelli di Roma in prognosi riservata per un problema cerebrovascolare. Secondo quanto si apprende, le sue condizioni sono state definite serie ma stabili. Cecchi Gori è giunto in ospedale a causa di una ischemia cerebrale. In conseguenza di questa condizione si sarebbero verificati, si è appreso in seguito, anche alcuni problemi cardiaci.

vittorio-cecchi-gori-3736È ora ricoverato in terapia intensiva. I figli Mario e Vittoria Cecchi Gori con la madre Rita Rusic, ex moglie, sono in partenza da Miami per Roma dove arriveranno domani in tarda mattinata. I figli chiedono il massimo riserbo per la privacy per le condizioni di salute del padre, rende noto all’ANSA l’ufficio stampa della famiglia, Angelo Perrone. Vittorio Cecchi Gori, nato a Firenze 75 anni fa, insieme con il padre Mario ha scritto una pagina della storia del cinema italiano: decine di film, dai cinepanettoni di successo al botteghino agli Oscar vinti con Il Postino (migliore colonna sonora) e La vita è bella (tre premi: miglior film straniero, colonna sonora e attore protagonista Roberto Benigni).
Un impegno forte anche nello sport con la presidenza della Fiorentina dal 1993 al 2002 (con due Coppe Italia e una Supercoppa italiana) e in politica con l’elezione a senatore nel 1994 nelle file del Partito Popolare Italiano. Ma dalla fine degli anni Novanta iniziano anche i problemi economici e giudiziari che porteranno Cecchi Gori a perdere gran parte del suo patrimonio e la stessa Fiorentina (dichiarata fallita) e a dover passare un periodo in carcere per il crac Safim (condanna a sei anni per bancarotta nel febbraio 2013). Per l’altro crac, quello della società «cassaforte» del suo gruppo, la Finmavi, Cecchi Gori ha avuto una condanna a 7 anni nell’ottobre 2013 per un fallimento da 600 milioni di euro.
L’ex produttore era tornato a Firenze solo alcune settimane fa. In un bar del centro aveva avuto un’accoglienza sorprendente da parte dei tifosi viola. «Vittorio, ricomprala tu la Fiorentina», era stato l’invito dei tanti venuti a salutarlo. Aveva sorriso quando avevano intonato in coro: «Un presidente, abbiamo un presidente….». «Come sto? Lei come mi vede?’, aveva risposto a chi gli chiedeva come si sentisse. »Bene«. »Infatti, sto bene….«, aveva affermato, mentre aspettava un pò di vecchi amici in piazza della Repubblica, la stessa dove fin da bambino veniva con i genitori, Mario e Valeria.

Italia fuori dai piedi. Ventura sbaglia tutto, assedio sterile e inutile. Buffon piange: “Fallimento sociale, smetto”

L’Italia non andrà ai Mondiali di Russia 2018. Contro la Svezia, nello spareggio decisivo per la qualificazione, dopo la sconfitta di Solna gli azzurri non vanno oltre lo 0-0 a San Siro. A qualificarsi sono gli scandinavi. Giocatori azzurri in lacrime, da Belotti a Gabbiadini e Bonucci, sul terreno di San Siro, dove si è appena conclusa la partita di ritorno dei Play-off di qualificazione ai Mondiali in Russia. Ventura sul banco degli accusati. Squadra senza gioco, cocciuto 3-5-2 sino alla fine e niente inserimento del giocatore di maggior classe, Lorenzo Insigne.

3364542_2318_venturaBuffon in lacrime. «Dispiace per non per me, ma per il movimento, perché abbiamo fallito e anche a livello sociale poteva essere veramente importante». È un Gigi Buffon distrutto quello che parla a Rai Sport dopo l’eliminazione mondiale. «Questo è l’unico rammarico che ho, e non certo di perchè chiudo, perché il tempo passa, è tiranno ed è giusto che sia così. Mi dispiace solo che l’ultima partita ufficiale in nazionale sia coincisa con l’eliminazione».
Un fallimento mondiale. L’Italia non va oltre lo 0-0 con la Svezia nel ritorno del playoff per la qualificazione alla World Cup di Russia 2018: addio Coppa del Mondo, la Nazionale resta a casa. La sconfitta per 1-0 nella gara di andata non viene ribaltata davanti ai 70.000 di San Siro, che assistono all’ennesimo flop della selezione del ct Gian Piero Ventura. L’Italia riesce a compiere un’impresa alla rovescio: bisogna tornare al 1958, infatti, per trovare un’altra Nazionale bocciata nelle qualificazioni. Il verdetto arriva al termine di 90 minuti ad altissima tensione. Gioco se ne vede poco, le occasioni ci sono ma non vengono sfruttate.
La Svezia svolge il compitino: basta e avanza per volare in Russia. L’avvio è nervoso e spigoloso. L’arbitro Lahoz distribuisce cartellini gialli -subito a Chiellini e Johansson- e sorvola su due rigori sospetti. All’8′, nell’area svedese, Parolo va giù dopo l’intervento di Augustinsson. Al 13′, dall’altra parte, è la mano di Darmian a intercettare con la mano. Anche in questo caso, niente penalty. L’Italia fatica a creare e solo al 16′ Jorginho trova la prima verticalizzazione che innesca Immobile: l’attaccante della Lazio, da posizione estremamente defilata, non riesce a inquadrare la porta e la palla finisce sull’esterno della rete. L’infortunio di Johansson, costretto a uscire per un problema al ginocchio sinistro, non cambia l’identikit della Svezia. Gli scandinavi badano a coprirsi ma concedono comunque spazi sugli esterni. Al 26′ Immobile scappa a sinistra e mette al centro un pallone basso: Candreva è libero di concludere, destro potente ma impreciso e palla alle stelle. Attorno alla mezz’ora, l’Italia rischia grosso. Con Bonucci zoppicante per un problema al ginocchio, un errore di Barzagli innesca la ripartenza svedese.
Il difensore della Juve tocca la palla con la mano, l’arbitro Lahoz non fischia rigore nemmeno in questa occasione. Le proteste di Forsberg vengono punite con il giallo. La qualità dello spettacolo è rivedibile, gli errori abbondano da entrambe le parti. Poco male per la Svezia, che pensa soprattutto a svolgere con diligenza il compitino difensivo. Al 40′ fiammata azzurra e Italia vicinissima al vantaggio. Jorginho, sempre lui, accende Immobile, che si ritrova solo davanti a Olsen e conclude. Il portiere ci mette una pezza ma è Granqvist, a pochi metri dalla linea, a evitare il gol. Sul proseguimento dell’azione, Parolo spara alle stelle dal limite dell’area. La pressione tricolore aumenta e il finale del primo tempo è un assedio: al 43′ Bonucci cerca il colpo di testa vincente, mira sbagliata. Subito dopo è il turno di Florenzi: botta secca sul primo palo, Olsen risponde e salva: 0-0 all’intervallo. Il secondo tempo si apre con un altro episodio controverso nell’area svedese. Darmian va giù per una ginocchiata di Lust. Per l’arbitro Lahoz, però, l’azione è viziata da un fallo di mano dell’azzurro. L’Italia ricomincia a spingere e al 53′ Florenzi sfiora il gol. Cross da sinistra, destro al volo del giallorosso e palla a fil di palo. Al 57′ una brillante iniziativa di Immobile libera Chiellini al tiro: palla deviata, Olsen blocca senza problemi. Al 63′, Ventura cambia: Dentro Belotti e El Shaarawy, fuori Gabbiadini e Darmian.
La Svezia, arroccata nella propria area, rischia di fare harakiri al 65′. Lustig devia un cross di Florenzi, la palla si impenna e rimbalza sulla parte alta della traversa prima di finire sul fondo. I minuti passano, la lucidità diminuisce e la qualità del gioco azzurro scema. Ventura prova a gettare nella mischia anche Bernardeschi, la mossa della disperazione. Gli azzurri si affidano al lancio sistematico, spedendo palloni a ripetizione nell’area avversaria. Nasce così l’occasione per El Shaarawy, che all’87’ ha lo spazio per il destro potente: Olsen si distende e respinge. Rimangono solo 5 minuti di recupero per un miracolo. Anche Buffon si presenta nell’area avversaria, Jorginho cerca il jolly dalla distanza ma non lo trova. Finisce 0-0, l’Italia non va ai Mondiali.

Johnny Depp sull’orlo del fallimento: spendeva due milioni di dollari al mese

Johnny Depp sarebbe sull’orlo del fallimento finanziario a causa della sua attitudine allo shopping selvaggio. Negli ultimi vent’anni, secondo quando riportato dal The Management Group, avrebbe speso 75 milioni di dollari. Si parla di 2 milioni di dollari al mese.

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L’attore è finito nel mirino dei suoi creditori dopo aver comprato 14 case, tra le quali figura anche un castello in Francia, uno yacht da 18 milioni di dollari, 45 vetture di lusso e 700mila dollari per dei vini d’annata. Il suo staff personale, poi, conterebbe 40 persone, tutte stipendiate da lui. The Management Group (TMG), la società che ha gestito per 17 anni le sue finanze, ha quindi chiesto un rimborso cospicuo a Depp. La star di Hollywood si sarebbe aggiudicata, inoltre, quadri unici, come quelli dei grandi Andy Warhol e Klimt, e anche 70 preziosissime chitarre. La società ha fatto sapere di volere indietro più di 4 milioni di dollari; una somma che si aggiunge ai 7 che Johnny dovrà rimborsare all’ex moglie dopo il loro divorzio.