Mario Balotelli, è Clelia la ragazza del pancione misterioso

Si chiama Clelia, vive in Svizzera, ha 26 anni ed è al settimo mese di gravidanza. E’ lei la bellissima ragazza del mistero, quello che avvolge una presunta seconda paternità di Mario Balotelli.

C_2_articolo_3094044_upiImageppA svelare l’identità della fanciulla è il settimanale “Chi” dopo che il il calciatore nei giorni scorsi ha postato su Instagram la foto di un pancione, scatenando così l’ipotesi che stesse per diventare padre di nuovo, ma senza svelare l’identità della donna.
Clelia somiglia moltissimo alla ex di Balo, Fanny Neguesha, e frequenta Mario e i suoi amici a Nizza. Contattata dal settimanale diretto da Alfonso Signorini, la ragazza ha evitato di rispondere alla domanda su chi sia il padre del bambino. Il calciatore è già papà di Pia, la bimba nata dalla relazione con Raffaella Fico.

“Questa è la sorella dell’attentatore di Manchester”, ma non è come sembra

La sorella dell’attentatore di Manchester, Jomana Abedi, postava spesso sul suo profilo Facebook foto di modelle famose. Questo ha tratto in inganno numerosi media che hanno pubblicato le foto delle modelle modelle attribuendo loro una falsa identità.

14717189_256593058076207_1328333114593315771_nMaya Ahmad e Janice Joostema sono popolarissime, hanno entrambe un milione di followers su Instagram e si dicono sconvolte dall’accaduto.
Maya Ahmad, contattata da Selvaggia Lucarelli ha dichiarato: “Sapevo tutto e mi sto muovendo legalmente. È folle che si utilizzino foto di ragazze inconsapevoli per fare clickbating. Lo hanno fatto con me e anche con Nadine, un’attrice indiana. È assurdo e inaccettabile.”
L’avvenenza delle due modelle ha dato luogo a insulti e a tutta una serie di luoghi comuni sulla “doppia vita” della sorella dell’attentatore che erano privi di alcun fondamento.

Playboy: dietrofront, si torna al nudo in copertina

La crociata contro il “sesso a portata di un clic”, come lo aveva definito il CEO dell’azienda, era cominciata un anno fa e Playboy aveva deciso di rivestire le sue conigliette. Adesso dopo nemmeno 12 mesi di castità riecco il nudo in copertina. A decidere il dietrofront il nuovo capo della rivista Cooper Hefner, figlio del mitico fondatore Hugh Hefner: “Sono il primo ad ammettere che il modo in cui la rivista mostrava il nudo era superato, ma rimuoverlo completamente è stato un errore”, ha scritto sui social.

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Sul prossimo numero di marzo/aprile Playboy torna dunque alla sua vera identità: “Oggi ci riprendiamo la nostra identità, rivendicando ciò che siamo”, ha aggiunto Hefner jr. In copertina la playmate del mese nuda e l’emblematica scritta: Naked is normal, che diventa subito un hashtag #NakedIsNormal sui social. Tra le novità annunciate anche l’eliminazione dello storico sottotitolo di copertina: entertainment for men. Una scelta coraggiosa che Cooper Hefner ha motivato con l’esigenza di adeguarsi all’evoluzione dei ruoli di genere nella società.
Una nuova crociata è cominciata. La mission? Recuperare lettori, soprattutto tra le nuove generazioni, per vendere anche contenuti oltre che immagini di conigliette senza veli. Senza nudo non ci sono riusciti. Lo scorso anno la tiratura è stata di circa 700mila copie, un ottimo risultato, ma ben lontano dai livelli degli anni d’oro, quando si toccavano i 6 milioni di copie. Adesso la sfida è ritrovare un’identità e centrare il giusto equilibrio tra il piacere degli occhi e quello della mente.

Vladimir Luxuria: “Vi racconto perchè non ho fatto l’operazione ai genitali”

Nel corso di un’interessante intervista al settimanale ‘Grazia’, Vladimir Luxuria si è confessata e ha rivelato alcuni retroscena legati alla sua sessualità, compreso un periodo abbastanza pesante della sua vita nel 2009.  ”Io ho sempre vissuto in equilibrio – ha raccontato su Grazia -. Poi, nel 2009, c’è stato un periodo in cui ho avvertito un malessere, e l’ho attribuito al fatto che, nonostante avessi già fatto qualche intervento chirurgico per il cambiamento di sesso, non avessi avuto il coraggio di arrivare fino in fondo.

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Allora ho deciso di cambiare anche i genitali, seguendo la lunghissima procedura prevista dalla legge italiana. Nel 2011 avevo trovato la struttura per operarmi, l’ospedale Federico II di Napoli”.  Ma poi, nel momento fatidico, è arrivata le decisione inaspettata: “A pochi giorni dall’intervento ci ho ripensato. Ho avuto paura, visto che è un’operazione molto dolorosa. Ma la verità è che non ero convinta. Lo avrei fatto per piacere più agli altri che a me. Oggi sono contenta della mia doppia identità. La fragilità. Passo sempre per battagliera. In realtà c’è una parte di me con la quale combatto da sempre. Basta un’offesa sui social che la ferita si fa sentire in profondità”, ha concluso.