Ritrova la madre dopo anni e decidono di sposarsi, 26enne condannata a 10 anni

Si sposano nonostante siano madre e figlia, la figlia viene condannata per incesto. Patricia Ann Spann, 44 anni, ha sposato lo scorso anno Misty Velvet Dawn Spann, che ha 26 anni ed è sua figlia. Le due hanno ammesso di essersi innamorate e hanno voluto suggellare la loro unione, ma la legge ha punito la 26enne e ora è stata condannata a scontare 10 anni di carcere.

462BE63700000578-0-image-a-68_1510248003489_10125303In Oklahoma, infatti, l’incesto è considerato un reato. La verità è venuta a galla solo dopo diversi mesi, quando la polizia ha portato avanti delle indagini a seguito di alcune segnalazioni. Sembra che la madre avesse perso la custodia dei suoi tre figli quando erano ancora piccoli e che i bimbi fossero stati affidati ai nonni. Misty e Patricia si sono rincontrate 3 anni fa e tra loro sarebbe nato un amore che andava ben oltre quello che dovrebbe esserci tra madre e figlia.
La donna, come riporta il Daily Mail, ha cercato più volte di spiegare che la loro non era un’unione illegale, visto che sul certificato di nascita della 26enne non compariva il suo nome, ma cercando con più attenzione la polizia ha scoperto che in realtà le cose erano andate diversamente, appunto. Misty è stata arrestata e condannata a 10 anni di carcere, per sua madre Patricia la sentenza è attesa il prossimo gennaio.

Nipote di 23 anni sposa la prozia 91enne che muore dopo 2 giorni, ora è lotta per l’eredità

Sposa a 23 anni la prozia di 91 anni che muore dopo due giorni, ora è battaglia legale per l’eredità. Mauricio Ossola è un praticante avvocato che vive in Argentina che nel 2015 ha sposato la sua prozia Yolanda Torres, molto più anziana di lui. La donna è morta dopo soli 2 giorni dalle nozze mentre erano in luna di miele ma subito dopo è scoppiata una lotta legale tra lui e le autorità.

MAIN-Mauricio-OssolaDopo il decesso il 23enne ha fatto richiesta per ricevere la pensione della moglie ma gli è stata respinta, come riporta il Mirror. Sembra, infatti, che gli uffici abbiano fatto delle indagini da cui è emerso che nemmeno i vicini di casa sapevano delle nozze e hanno deciso di sospendere temporaneamente la pratica. Yolanda al momento del matrimonio era perfettamente lucida, nonostante l’età. Il 23enne ha raccontato che i due si erano innamorati dopo che lui era andato dalla lontana parente per poter studiare all’università.
Il matrimonio sarebbe stato l’ultimo desiderio della prozia, così il ragazzo ha deciso di aiutarla. Di fronte al rifiuto delle autorità però il giovane ha deciso di non cedere e ha annunciato che porterà avanti la sua battaglia legale per avere quello che gli spetta secondo la legge.

Prof di sostegno fa sesso con due alunni 16enni, uno la denuncia: “Mi ha picchiato perché volevo lasciarla”

Un insegnante di sostegno ha ammesso di aver fatto sesso con due studenti di 16 anni.
Kimberly Gersonde, 24 anni, ha avuto due relazioni sessuali con due minori, picchiando uno dei due quando ha provato ad interrompere i rapporti con lei perché non accettava la separazione.

pri_57994141-e1509184104543_28182405A denunciare l’insegnante è stato proprio il ragazzo picchiato che, come riporta Metro, ha dichiarato alla polizia di aver avuto rapporti per oltre un anno con la donna e di essere stato aggredito quando ha deciso di troncare. La donna avrebbe continuato a mandargli messaggi per mesi fino a spingerlo a denunciarla. Dopo l’avvio delle indagini è stato scoperto che c’era un secondo minore coinvolto: Gersonde ha incontrato la sua seconda vittima a scuola a Milwaukee, la scuola dove lavorava.
La donna è stata sospesa dal suo incarico e arrestata dopo aver ammesso entrambe i rapporti con i minori. Il prossimo 13 dicembre verrà emessa la sentenza per la sua condanna definitiv

Blue Whale, 17enne salvato nel Siracusano: “Aveva iniziato a partecipare autonomamente”

Il pericoloso e letale gioco del ‘Blue Whale’, di cui nei mesi scorsi avevano parlato anche ‘Le Iene’, continua a mietere vittime in tutto il mondo. Per fortuna, un 17enne siciliano è stato salvato appena in tempo grazie alla denuncia dei genitori e all’intervento degli agenti del commissariato di P.S. di Pachino e della Procura di Siracusa.

blue-whaleIl ragazzo aveva iniziato a partecipare alla sfida, eseguendo già alcuni pericolosi ordini previsti dal ‘gioco’: si era infatti inciso una balena sul braccio con una lametta e si svegliava nel cuore della notte per vedere video horror sul web. Inoltre, il 17enne era diventato improvvisamente scontroso e violento con i suoi familiari. Una serie di comportamenti che non erano sfuggiti ai genitori, che hanno immediatamente chiesto aiuto alla Polizia di Stato.
Il comportamento del ragazzo è stato subito monitorato e sono subito intervenuti gli psicologi, che sono riusciti non solo a offrire il sostegno necessario, ma anche a capire le ragioni delle azioni dell’adolescente. Lo riporta il sito SiracusaNews. A differenza di altri casi, il 17enne aveva deciso di partecipare al gioco spontaneamente, senza essere istigato da eventuali ‘curatori’. Il ragazzo, come emerso dalle indagini, stava vivendo una crisi d’identità e soffriva per una delusione amorosa.

Professoressa di matematica fa sesso con tre alunni, arrestata per abusi su minore

Fa sesso con tre dei suoi alunni e finisce in carcere. La 25enne Erin McAuliffe, insegnante di matematica presso la scuola Rocky Mount Preparatory, nella Carolina del Nord, è finita in manette dopo le testimonianze raccolte dalla polizia di studenti e colleghi.

2495421_1638_sesso_insegnanteLa donna è accusata di aver fatto sesso con tre alunni minorenni e quindi accusata di molestie sessuali. Secondo quanto riporta il Sun, ad insospettire gli insegnanti, sono stati i suoi metodi di insegnamento che sarebbero stati piuttosto discutibili. Pare che la donna facesse spontaneamente dei corsi di recupero per la materia e in quelle occasioni avrebbe adescato le sue vittime.
La scuola ha immediatamente sospeso dall’incarico la McAuliffe e denunciato i sospetti alle autorità che dopo un mese di indagini l’hanno ritenuta colpevole del reato. Ora è in carcere in attesa del processo.

Twin Peaks, la vera storia del delitto mai risolto che ha ispirato la serie tv

Un delitto mai risolto e troppo facilmente dimenticato, fino a quando Mark Frost, negli anni ’80, non decise di collaborare a un nuovo progetto insieme a David Lynch. A volte basta il successo di una serie tv per far ricordare a un intero popolo un crimine senza ragioni né colpevoli e gettato troppo in fretta nell’oblio, forse anche per imbarazzo. Forse non tutti sanno che la saga di Twin Peaks, recentemente tornata dopo 25 anni con una nuova stagione, è ispirata ad un omicidio realmente accaduto più di un secolo fa. A spiegare la vicenda, con un’attenta ricostruzione, è il Washington Post. Era il 7 luglio 1908 quando la ventenne Hazel Irene Drew, bionda e con occhi azzurri, stava passeggiando e raccogliendo more lungo la Taborton Road, nei pressi di Sand Lake, nello stato di New York. Gli ultimi a vederla viva furono Frank Smith, un giovane contadino con cui si frequentava e Rudolph Gundrum, un venditore ambulante di carbone col vizio del bere.

22920_967_544_31122754La zona, oggi come allora, era immersa nella natura incontaminata, tra vere e proprie foreste e torrenti molto ambiti da cacciatori, pescatori e campeggiatori.
Il corpo di Hazel Irene Drew fu rinvenuto sulle rive di uno stagno, quattro giorni dopo. Il corpo era così gonfio e rovinato dall’acqua che la ragazza fu riconosciuta solo grazie ai vestiti. A ucciderla era stato un colpo alla testa, effettuato con un oggetto contundente sconosciuto. L’omicidio era evidente ma di non facile soluzione, considerando la tecnologia disponibile all’epoca per la scienza forense. Le indagini si concentrarono sulle possibili relazioni passionali avute da Hazel, anche se i familiari e gli amici, almeno inizialmente, negarono queste ipotesi. La loro tesi fu smentita dal ritrovamento di lettere che Hazel scambiava con uomini anche molto più grandi di lei, in cui confessava desideri e proponeva incontri clandestini. Poco dopo fu scoperto anche che la mattina dell’omicidio Hazel si era licenziata dal lavoro senza dare una precisa ragione al suo capo. In quei giorni frenetici, ogni giorno comparivano nuovi sospettati. Frank Smith fu il principale di questi, perché si era invaghito della ragazza e perché in un interrogatorio si era contraddetto, ma non l’unico. William Taylor, lo zio di Smith, era un dentista sposato ma aveva corteggiato Hazel e finì nel mirino degli inquirenti così come un macchinista di treni e un milionario di Albany, Henry Kramroth, proprietario di una struttura alberghiera e un locale dove, si diceva, accadevano strani raduni con orge segrete. Ai fan di Twin Peaks tutto questo risulterà probabilmente molto familiare. Alcuni residenti avevano anche affermato di aver sentito delle urla provenire dalla struttura di proprietà di Kramroth la notte dell’omicidio. Ad ogni modo, non furono solo impedimenti tecnici ma anche un volontario lassismo a pregiudicare in maniera decisiva le indagini: all’epoca, l’omicidio di una donna, specialmente di classe sociale bassa come era Hazel, era considerato quasi irrilevante e specialmente nei piccoli centri regnava l’omertà. Questo portò in breve tempo a chiudere le indagini per mancanza di prove e a coprire una brutta storia per non gettare veleno all’interno di una comunità.
Torniamo a Mark Frost, co-autore di Twin Peaks. La sua nonna materna, Betty Calhoun, che viveva a Taborton, gli aveva raccontato durante le vacanze estive dell’infanzia diverse storie della tradizione locale. Tra queste, anche quella dell’omicidio misterioso di Hazel, condita da nuovi elementi come spiriti e fantasmi; una sorta di monito per i bambini della zona affinché non si avventurassero a giocare nel bosco di notte. Forse anche grazie alla fantasia di nonna Betty, Mark Frost divenne poi uno scrittore, sceneggiatore e autore televisivo di successo. Fu però grazie a Twin Peaks che Frost ottenne, insieme a David Lynch, una fama planetaria. Tutto nacque durante un incontro in una caffetteria di Los Angeles tra Frost e Lynch: i due si scambiarono racconti, compreso quello di Hazel. Gli elementi descritti, come il delitto mai risolto e gli intrecci tra i sospettati, provenienti da ogni estrazione sociale e culturale, piacquero molto a Lynch. Non è difficile, d’altronde, rivedere in Frank Smith il personaggio di Bobby Briggs o in Harry Kramroth quello di Benjamin Horne. Sand Lake, come Twin Peaks, si trova in una zona incontaminata e trae la propria ricchezza dalle risorse naturali, grazie alla presenza di industrie del legno. Le vaste foreste sono costituite da olmi, querce e aceri e si sviluppano in mezzo alle montagne in un luogo dove il clima generalmente è molto grigio. Crescere in quel paesino, per Mark Frost, fu fonte di grande ispirazione. Tra le tante storie che la nonna gli raccontava non mancavano storie esoteriche e soprannaturali. Un medico, ad esempio, curava animali malati ma pretendeva di farlo da solo, e si vociferava che lo facesse con la magia nera. Un’altra leggenda parla di donne che corrono seminude sulla montagna che domina Taborton. Una storia decisamente vera, invece, è quella che accadde poco dopo l’omicidio di Hazel: due uomini del posto, ubriachi, scambiarono un vitello disperato dopo essere rimasto intrappolato nel fango per il fantasma della ragazza. L’assassino di Laura Palmer fu rivelato a metà della seconda stagione di Twin Peaks; quello di Hazel Drew, invece, non è mai stato risolto. La scienza forense era ancora agli albori e la società non vedeva di buon occhio le vittime femminili. Non aiutò molto neanche il comportamento della zia di Hazel, Minnie Taylor, che fu l’ultima parente a vederla viva. La donna si rifiutava di collaborare con la polizia e invitava i conoscenti della nipote a fare altrettanto. Solo l’ennesimo dei tantissimi elementi sospetti e misteri che circondano il delitto di Sand Lake.

Chef uccide e cucina la moglie, poi chiama l’elettricista: la telefonata

Ha ucciso la moglie, poi l’ha tagliata a pezzi e in parte cucinata facendone un brodo, in parte conservata in frigorifero. È la macabra storia di Marcus Volke, 28enne australiano responsabile della morte della transgender indonesiana Mayang Prasetyo, che aveva sposato un anno prima. L’uomo, dopo l’omicidio avvenuto nel 2014, si è tolto la vita, ma nel corso delle indagini è emerso l’audio di una telefonata che è stata fondamentale per determinare la sua colpevolezza.

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Con fredda lucidità, il giorno dell’omicidio Volke ha telefonato a un servizio di elettricista 24 ore per chiedere la risoluzione di un problema. L’uomo ha spiegato che mentre stava cucinando del brodo sul suo fornello elettrico la gorssa pentola si è rovesciata riversando il suo contenuto su fornelli e forno, e provocando un corto circuito.
La telefonata è stata accolta da Brad Coyne, che ha raggiunto l’appartamento di Tenerife, quartiere di Brisbane, in Australia. Il padrone di casa si è scusato per l’odore ma si è giustificato dicendo che stava cucinando brodo di maiale. L’elettricista ha notato alcune cose che l’hanno insospettito in casa, come bottiglie di candeggina, sacchi della spazzatura e guanti di gomma. Una volta fuori Coyne ha avvisato il portiere, che ha poi chiamato la polizia.
All’arrivo degli agenti, Volke ha chiesto loro di attendere prima di entrare affinché lui avesse il tempo di legare i cani: in realtà l’omicida si è tagliato la gola per poi scappare a nascondersi in un cassonetto dei rifiuti in strada, dove è morto dissanguato. Una volta in casa, la polizia ha trovato resti umani nell’armadio del bagno, vicino alla lavatrice, e i piedi di Mayang che fuoriuscivano da una pentola.

Blue Whale, servizio choc delle Iene. Il gioco dell’orrore ha ucciso 157 ragazzi (e forse è già in Italia)

Blue Whale, il gioco del suicidio ha un solo obiettivo, la morte. Un “challenge” macabro che ha sconvolto gli spettatori de “Le Iene” nella puntata del 14 maggio mettendoli di fronte a una realtà che coinvolge ragazzi sempre più giovani attraverso regole dettate da sconosciuti tramite i social network.

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Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche gli adolescenti, sobillati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Se la regola generale è quella di non dire nulla ai genitori, pena pesanti ritorsioni sui propri cari, l’ultima sfida, quella finale, è il suicidio, ovviamente facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza.
Anche ‘Le Iene’ si sono interessate al fenomeno e Matteo Viviani si è recato in Russia, dove i casi di suicidi tra adolescenti che avevano partecipato a questo ‘gioco’ social hanno raggiunto picchi difficilmente immaginabili e comprensibili. Diverse indagini hanno portato all’arresto di un 22enne studente di psicologia, ritenuto l’ideatore del ‘gioco’. Tra le vittime, centinaia di bambini e ragazzi di età compresa tra i nove e i 16 anni.
La ‘Iena’ ha deciso di intervistare le mamme e i parenti di alcune adolescenti che, per salire al terzo livello del ‘Blue Whale’, si sono lanciate nel vuoto dai tetti di vari edifici e grattacieli. «Sembravano tranquille, anche il giorno in cui hanno deciso di suicidarsi hanno fatto quello che facevano tutte le mattine» – spiegano in lacrime alcune mamme – «Ci sono persone che garantiscono ai ragazzi di ‘salvarli’ dai problemi che li affliggono, ma i nostri figli non soffrivano di depressione, erano giovani, solari e pieni di vita. Partecipare a quel ‘gioco’ li ha cambiati e portati alla morte».
Il macabro gioco della balena blu si è già diffuso a macchia d’olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra. In Italia, il caso di un ragazzino suicida a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano del grattacielo cittadino, fa temere che la Blue Whale sia arrivata anche qui: Matteo Viviani ha intervistato un compagno di classe del 15enne, che ha raccontato di come l’amico fosse apparentemente non intenzionato a togliersi la vita, ma che raccontava di avere abitudini strane, come andare a correre in piena notte, e l’abitudine di guardare film dell’orrore per adempiere a delle “missioni” dettate dalle regole di un gioco online.
Il pericolo è tangibile e da non sottovalutare: nella sola Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell’ultimo anno. E’ molto importante utilizzare computer e social network in compagnia dei prorpi figli, e fare attenzione a segnali che sembrerebbero trascurabili, come la scoperta di disegni di balene tra i quaderni dei ragazzini.

Profanata a Parigi la tomba dellʼattrice Romy Schneider: fu la principessa Sissi

La tomba dell’attrice Romy Schneider, nota per avere interpretato la principessa Sissi, è stata profanata alla periferia sud di Parigi. La lapide è stata sollevata e spostata, ma non si pensa che la tomba sia stata saccheggiata. Romy Schneider, nata a Vienna e naturalizzata francese dopo avere svolto gran parte della sua carriera in Francia, fu trovata morta nella sua casa di Parigi nel 1982, a 43 anni.

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Fonti vicine alle indagini, citate dai media locali, riferiscono che i fatti risalgono probabilmente al fine settimana, quando è stato scoperto che la lapide non era sigillata e che era stata spostata dalla sua posizione iniziale. Dalle prime verifiche, tuttavia, è emerso che all’interno non mancava niente.
L’attrice diventò famosa molto giovane, grazie alla sua interpretazione di Sissi. Recitò poi in film come ‘Il processo’ di Orson Welles, ‘Il cardinale’ di Otto Preminger, ‘L’importante è amare’ di Andrzej Zulawski e ‘La piscina’ di Jacques Deray, dove fu al fianco di Alain Delon, con il quale ebbe una relazione sentimentale. Romy Schneider si sposò due volte: prima con il regista tedesco Harry Meyen, insieme al quale ebbe un figlio, David, morto in un incidente a luglio del 1981 quando aveva 14 anni; poi nel 1974 divorziò da Meyen e si sposò con Daniel Biasini, insieme al quale ebbe una figlia, Sarah.

“Corona è stato incastrato, voleva cambiare vita”

“Fabrizio voleva risollevarsi completamente e stava risolvendo i suoi problemi per poi ripartire”. Questa la tesi di Silvia Provvedi, la fidanzata di Fabrizio Corona, intervistata da Mattino 5 in occasione del processo dell’ex re dei paparazzi.

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“Poi ci hanno messo una bomba carta sotto casa ma Fabrizio da aggredito è diventato condannato. Spero che i giudici facciano chiarezza”, continua la Provvedi.
Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell’ex agente fotografico, è accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto. Un episodio che ha fatto scattare le indagini che hanno portato di nuovo in carcere l’ex ‘fotografo dei vip’ per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in Austria. Lo scorso 11 aprile, Corona in aula, a proposito dell’attentato subito, aveva detto: «Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie». Il «movente», stando alla sua versione, «era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me».