Pubblica tre selfie su Facebook, il marito le scioglie la faccia con la benzina: “Lo perdono”

Terribilmente ustionata dal marito al volto e al corpo con la benzina, tutto per aver pubblicato su Facebook tre selfie innocenti. La vittima della folle gelosia dell’uomo sposato poco più di un anno fa è una mamma 26enne, la thailandese Nednapha Nuankhu. Nello scorso dicembre la giovane ha pagato a caro prezzo l’aver voluto pubblicare qualche foto sui social: suo marito, il 28enne Chatchawarn Tarrin, si è trasformato in una furia.

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Nonostante la donna abbia provato a sfuggire all’attacco sferrato mentre era intenta a cucinare, il marito l’ha prima cosparsa di benzina e poi appiccato il fuoco. “Quando il fuoco bruciava mi sentivo come se sapessi che l’inferno è reale. È stato il peggior dolore e terrore che qualcuno possa mai immaginar”, ha detto la 26enne che è stata sottoposta d’urgenza a tre interventi e successivamente a numerosi altri.
La signora Nuankhul, che ora è stata dimessa dall’ospedale, ha detto: “Mi ha segnato all’esterno e nel mio cuore. Ma devo perdonare mio marito perché abbiamo un figlio insieme. Mio marito sopporterà il suo peccato e sarà punito dal karma, ma ora è in prigione e nostro figlio ha bisogno di un padre”. L’amica d’infanzia Sudarat Khunarup ha pubblicato le foto della donna ustionata su Facebook per raccogliere fondi necessari alla sua assistenza medica, per le bende e per i successivi trapianti di pelle.

Agnese Renzi in pizzo nero e trasparenze alla prima di “Inferno”

2015555_agnese-renzi3Un abito di pizzo nero e con trasperenze.Così Agnese Renzi, in compagnia del marito premier Matteo, si è presentata alla prima di “Inferno”, terzo capitolo della saga cinematografica diretto da Ron Howard e ispirato al bestseller di Dan Brown , che si è svolta sabato sera a Firenze. Saluti con il regista Ron Howard, con alcuni attori come Pierfrancesco Favino, Tom Hanks e con lo scrittore Dan Brown e l’allenatore del Leicester Claudio Ranieri.

Bartoli troppo magra? : “La mia vita un inferno per un virus. Adesso vado in clinica a curarmi”

Marion Bartoli, la tennista francese vincitrice a Wimbledon nel 2013 e già numero 7 del mondo, è davvero malata e il suo drastico calo di peso è la conseguenza di un virus contro cui sta combattendo. Giocatrice “formosa”, era da poco ritornata alle cronache per alcune foto che la ritraevano magra, sul filo dell’anoressia. Foto che avevano fatto scattare molte illazioni sui social.

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E così Marion Bartoli, 31 anni, ha rivelato la vera natura del suo dimagrimento, dopo che il caso è scoppiato a Wimbledon per la sua mancata iscrizione al doppio delle Leggende. 32 anni a ottobre, ha confessato alla tv inglese tutto quello che sta vivendo in questi mesi: “La mia vita è un incubo, non la auguro a nessuno. Ho la tachicardia, il mio corpo rifiuta l’elettricità e non posso usare un telefonino senza i guanti. Posso lavarmi solo con acqua minerale e mangiare cetrioli senza pelle, spero che i medici trovino la soluzione prima che sia troppo tardi. Lunedì comincio un trattamento, ma non so cosa io abbia” ha concluso la Bartoli

La storia di Alicia, schiava del sesso. “Venduta a 10 anni, a 13 madre. Stuprata 10 volte al giorno”

A dieci è stata venduta dalla sua famiglia per farla entrare in giro di prostituzione. A 13 anni è diventata madre.Torturata per anni, veniva violentata dai suoi aguzzini fino a 10 volte al giorno.Vicina al suicidio, non si è però mai arresa.

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Commuove la storia di Alicia, ventenne messicana, che in una intervista esclusiva al DailyMail ha raccontato i momenti più bui della sua vita, ma anche la sensazione di libertà quando è finalmente riuscita a lasciarsi alle spalle il passato. Alicia si definisce una schiava del sesso. Il suo inferno è cominciato quando aveva solo 10 anni: i suoi genitori, che erano molto poveri, l’hanno venduta a dei trafficanti di esseri umani per 600 dollari circa. Le condizioni a cui era costretta a vivere erano talmente difficili che ha più volte tentato di togliersi la vita. Ma i suoi aguzzini, quando l’hanno scoperta, l’hanno picchiata, lasciata senza cibo e costretta in una vasca da bagno piena di acqua fredda per cinque giorni. Una barbarie senza fine, in cui minacciavano di far finire tutta la sua famiglia se non avesse obbedito ai loro ordini. Il suo calvario è cominciato ancora prima di questa esperienza, quando aveva otto anni e lavorava in un bar gestito dalla zia, che l’ha costretta ad avere rapporti sessuali con i suoi clienti. Tra questi c’era anche colui che l’ha acquistata qualche anno dopo dalla famiglia. “Venivo violentata dieci volte a notte – ha raccontato al quotidiano inglese -. Per di più, il villaggio in cui vivevo era piccolissimo ed ero costretta a vedere i miei stupratori per strada continuamente”. È arrivata poi la gravidanza. A 13 anni Alicia ha scoperto di aspettare un bambino. All’epoca lavorava in un bar, in cui il proprietario l’ha costretta a restare fino al sesto mese prima di rimandarla a casa. Il piccolo è nato poco dopo il suo 14esimo compleanno, ma non è mai stato riconosciuto da nessuno. Poco dopo, Alicia è stata di nuovo comprata per 5mila pesos, questa volta da una donna, Margarita Lopez, che lavorava in politica. Le aveva promesso una eduzione dopo averle fatto abbandonare il figlio, ma anche in questo caso le promesse si sono rivelate bugie. “Ero la sua schiava – continua Alicia -. Lavoravo 18 ore al giorno, pulendo e cucinando per lei e i suoi due figli, che abusavano di me e mi costringevano a fare uso di droghe”. Dopo un anno, però, il suo inferno è finito, anche se deve fare i conti tutti i giorni con i traumi subiti: una guardia di sicurezza l’ha aiutata a scappare, diventando, cinque anni più tardi il suo fidanzato. La signora Lopez è stata arrestata con l’accusa di tratta: resterà in prigione per venti anni. La storia di Alicia è quella di circa ventimila minori che ogni anno vengono comprati, spostati e venduti per essere sessualmente e lavorativamente sfruttati nel Nord America. La metà delle vittime di tratta in Messico muoiono in schiavitù, mentre meno del 10% sopravvivono e fanno arrestare i propri aguzzini, proprio come nel caso di Alicia.