Cyberbullismo, la bimba prodigio degli spot si toglie la vita a 14 anni

Da bimba prodigio di alcuni spot pubblicitari a adolescente vessata dai bulli online: un intero paese piange la tragica scomparsa della 14enne Ammy Everett, per tutti ‘Dolly’, che ha deciso di togliersi la vita dopo aver ricevuto, per lungo tempo, minacce e insulti da parte di alcuni ‘haters’ che l’avevano presa di mira.

Dolly-Everett-960x540_11094307L’adolescente australiana, negli anni passati, era divenuta una star nel suo paese per aver prestato il volto alcuni anni fa a una campagna pubblicitaria della Akubra, azienda produttrice di cappelli tipici. A dare la notizia del suicidio sono media locali e internazionali.
A rivelare i motivi del gesto estremo, compiuto il 3 gennaio, è stato nei giorni successivi il padre di Dolly, Tick Everett, in un accorato post su Facebook.
L’uomo ha invitato chi ha angariato la figlia fino a spingerla ad uccidersi ad andare ai suoi funerali. «Così vi renderete conto – ha scritto – di quale disastro abbiate combinato. Non avete la metà della forza che aveva il mio prezioso angelo – ha scritto ancora – e che ha dimostrato anche nel mettere in atto il suo tragico piano per sfuggire alla cattiveria di questo mondo».
Alla fine del suo post, Everett ha chiesto a tutti di mobilitarsi contro il bullismo «perché solo così la vita di Dolly non sarà andata sprecata».

Vacanza in jet privato per Melissa Satta, Boateng e altri amici: sui social scoppia la polemica

Vacanza in jet privato per Melissa Satta, suo marito e alcuni amici, ma è subito polemica. “Ostentare ostentare ostentare … ma che non avete altro da farci vedere?”. Melissa Satta come la signora Bonolis. L’ex velina e moglie del calciatore Kevin Prince Boateng, in partenza per festeggiare il Capodanno, è diventata bersaglio di ferocissime criticheper uno scatto pubblicato su Instagram.

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Esattamente come accaduto solo pochi giorni fa a Sonia Bruganelli, la showgirl è stata infatti sommersa di critiche e insulti per ‘eccesso di ostentazione’. Ad attirare le ire del web, una foto che la ritrae in compagnia di amici e marito su un jet privato in partenza per Dubai.
Tanti e pesanti i commenti: “L’ostentazione della loro ricchezza è inversamente proporzionale alla loro pochezza. Nessuna invidia solo l’augurio di trovare nel 2018 un vero senso alla loro inutile vita”, “possono avere tutti i soldi del mondo ma cafoni restano”, “quanta pochezza in questi scatto. Non c’è povero più povero di chi ostenta ricchezza!”, “questo troppo ostentare lusso..vi rende ridicoli..punto”, sono solo alcune delle decine di critiche mosse al calciatore e alla moglie. Che, almeno finora, hanno deciso di non rispondere, godendosi la vacanza senza polemiche.

Usa, «Perché mi bullizzano?», il video del ragazzino in lacrime commuove il web: le star si mobilitano

Keaton Jones vorrebbe solo avere una vita normale. Vorrebbe avere compagni con cui condividere il suo tempo tra i banchi di scuola e le partite di football. Ma per lui la vita a scuola si è trasformata in un vero inferno da quando è stato preso di mira da alcuni bulli che non gli danno tregua. L’apice è arrivato la scorsa settimana quando, salito in macchina della madre, non è riuscito a trattenere le lacrime, raccontando la sua odissea quotidiana fatta di insulti, prese in giro e gesti di disprezzo.

keaton-jones-copyLa madre, Kimberly Jones, ha ripreso quel momento di disperazione e adesso quelle lacrime stanno facendo il giro del mondo arrivando a toccare anche i cuori di centinaia di star che hanno deciso di inviargli messaggi di incoraggiamento e di non lasciarlo solo nella sua lotta al bullismo.
Keaton vive a Knoxville, in Tennessee: il ragazzino, quando era piccolo, è stato operato per un tumore e questo gli ha lasciato un’evidente cicatrice. È proprio quel segno, insieme alla forma del suo naso, a essere diventato oggetto di scherno da parte dei compagni di scuola che non gli danno tregua. La scorsa settimana Keaton, stanco e frustrato, è salito in macchina ed è crollato raccontando alla madre, che ha deciso di filmare la sua testimonianza, l’ennesima giornata d’inferno. «Perché mi bullizzano? – dice tra le lacrime Keaton nella clip – Solo per curiosità, perché fanno i prepotenti? Perché trovano gioia nel prendere in giro persone innocenti ed essere cattivi con loro? Mi prendono in giro per il naso. Dicono che sono brutto e che non ho amici. Oggi a pranzo mi hanno versato il latte addosso e tirato giù i vestiti. Poi hanno iniziato a tirarmi del pane». Keaton ha poi continuato il suo racconto rivelando di non essere l’unico a essere vittima dei bulli: «Non mi piace che lo facciano a me e di certo non mi piace che lo facciano agli altri. Non va bene. Le persone sono diverse e non hanno bisogno di essere criticate. Se vi prendono in giro non fatevi abbattere. Bisogna essere forti, ma è difficile. Probabilmente la situazione migliorerà un giorno».
Quelle parole accorate e quelle lacrime di scoraggiamento sono state pubblicate on line venerdì dalla madre per sensibilizzare sul tema del bullismo e, in maniera inaspettata, sono diventate virali (oltre 22 milioni di visualizzazioni e 330mila condivisioni su Facebook) attirando l’attenzione di cantanti, attori, sportivi e politici che hanno espresso la loro solidarietà a Keaton: Chris Evans, Justin Bieber, JLo, Demi Lovato, Hailee Steinfeld, Mark Ruffalo e Katy Perry, Victoria Beckham, Cardi B, Snoop Dogg, LeBron James, Mark Hamill, Donald Trump Jr., Eva Longoria e tantissimi altri gli hanno inviato messaggi di incoraggiamento e regali, invitandolo, tra l’altro, a première di film, a chattare o a un incontro. «Hai un amico in me – ha scritto Justin Bieber su Twitter – Contattami in privato e chattiamo. Ti voglio bene». Katy Perry ha scritto: «Questa notizia mi spezza il cuore. Per favore siate gentili gli uni con gli altri». Millie Bobby Brown, star di Stranger Things, ha twittato: «Perché le persone fanno questo? Perché penso che tu sia così bello! Voglio essere tua amica». Keaton è diventato fonte di ispirazione per i milioni di studenti che cadono vittima del bullismo ogni anno. La sua storia è solo una delle tante e fa parte di quel 17% di studenti americani che raccontano di essere stati vittime di bullismo almeno due o tre volte in un mese o durante un semestre scolastico. Ora Keaton ha deciso di sfidarli: con il suo coraggio e la sua forza ha già vinto.

Morta a 23 anni la star August Ames. I suoi amici: “Si è suicidata”

E’ morta a soli 23 anni la pornostar canadese August Ames. Stella nascente del mondo dell’hard, la ragazza è stata trovata priva di vita in California. Le cause della morte non sono ancora state ufficializzate ma secondo i suoi amici si è trattato di suicidio. Da tempo la Ames era depressa, anche in seguito ai numerosi insulti e accuse di omofobia che aveva ricevuto dopo la sua decisione di non lavorare con un attore che aveva fatto porno gay.

23347656_129571497741822_8195701626959298560_n(1)-kspH-U434001248027250Qq-593x443@Corriere-Web-SezioniNel giro di quattro anni aveva recitato in 270 film, per alcune delle compagnia più importanti del settore. Agli Oscar del porno del 2015, gli AVN Awards, era stata nominata come “Miglior nuova starlet”, mentre negli anni seguenti aveva sempre ricevuto nomination per “Performer femminile dell’anno”. Categoria per la quale era in corsa anche nell’edizione 2018, che si terrà a gennaio.
In un tweet di pochi giorni fa aveva scritto di aver rinunciato a girare una scena con un attore perché questi aveva lavorato in un porno gay. Subissata di insulti e di accuse di omofobia, aveva provato a difendersi spiegando che non si trattava di discriminazione ma che molte attrici decidono di non girare con attori che hanno fatto porno gay per una questione di sicurezza di salute. “Non voglio mettermi a rischio – aveva scritto -, non so come si comportino nella loro vita privata”.
Il 4 dicembre aveva quindi twittato tutta la sua frustrazione per quanto accaduto. “Scegli con chi vuoi lavorare. Non fare nulla che ti faccia sentire a disagio. Condividi i tuoi pensieri. Hmmm, bene. Ho fatto tutte queste tre cose e Twitter mi ha coperta di immodizia”.

Molestie, Santamaria: “Caccia alle streghe, io sto con le vittime. Alcune denunce solo per farsi pubblicità”

«La caccia alle streghe consiste proprio in questo. Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet». Claudio Santamaria, in un lungo post su Facebook, torna ad attaccare gli ‘haters’ e a dichiararsi «dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia». Un lungo sfogo in cui l’attore di ‘Jeeg Robot’, finito da poco al centro dell’attenzione mediatica per gli insulti e le minacce alla compagna Francesca Barra, commenta lo scandalo delle molestie sessuali che ha travolto il mondo del cinema e, tra gli altri, il regista romano Fausto Brizzi.

Claudio-Santamaria-VF-15-2016_660x380«Non mi schiero assolutamente in difesa di Brizzi come hanno scritto» spiega l’attore, denunciando la strumentalizzazione delle sue dichiarazioni operata dai media, «ma non lo accuso e non mi indurrete a farlo perché io non sono un testimone e neppure un giudice». «Sono inc… perché tutto questo sporca la meraviglia del cinema e la reputazione di chi fa questo mestiere con serietà – prosegue – i provini non si fanno in casa e i processi si fanno in tribunale».
«Ribadisco l’importanza della denuncia e comprendo anche la difficoltà che può paralizzare una vittima per le violenze fisiche e psicologiche nel denunciare subito – sostiene Santamaria – Ma il rischio è quello che dopo tanti anni le denunce vengano considerate solo funzionali a farsi pubblicità, che confondano, sminuiscano il valore della denuncia alimentando la sete di gossip in salotti televisivi non funzionali ad un principio fondamentale. Se non si hanno prove, purtroppo, se non si denuncia subito, anche se il gruppo si sostiene, è coraggioso, non si otterrà giustizia».
«La caccia alle streghe consiste proprio in questo – spiega l’attore – Sostituendosi ai tribunali, con giudizi facili, spietati, superficiali come un tweet. Sono dalla parte delle vittime. Dalla parte della giustizia. Non mi stancherò mai di ripeterlo – conclude – denunciate e nelle sedi competenti. Perché questo sistema di prevaricazione, di abusi di potere, di violenza e di impunità deve cessare».

Nina Moric: “Anna Frank? Peggio con la maglia della Juve”. Piovono gli insulti social

Un commento sul caso di Anna Frank “giallorossa” che ha scatenato un’ondata di sdegno social. La protagonista è Nina Moric, militante di Casapound. «Di pessimo gusto Anna Frank con la maglia della Roma, ma sarebbe stato ancora peggio mettergli quella della Juve (per ragioni cromatiche)».

moric_nina_1Nina Moric, va ricordato, è militante di Casapound. Frasi che hanno generato sdegno e polemiche sul social newtwork. Tra i vari tweet c’è anche quello di Giovarei. «Spero che tu sia denunciata per questo tweet. Sei indecente». Pronta la controreplica della Moric: «Nel frattempo denuncio te, perché boicottare è una condotta proibita dalla legge. Il mio post è contrario al gesto laziale (stolto)».

Francesca Barra: “Minacciata di morte perché amo Claudio Santamaria”

“Quando è venuta alla luce la mia storia d’amore con Claudio Santamaria sono stata subissata di minacce. Ho avuto paura che dalle parole si arrivasse ai fatti quando un utente ha iniziato a minacciarmi di morte, parlava di farmi ardere viva e cose simili”. Così Francesca Barra, giornalista e scrittrice, parla per la prima volta al settimanale “Chi”, in edicola da mercoledì 18 ottobre, della situazione nella quale si è venuta a trovare.

santamaria barra-3“Una valanga di fango su di me e sui miei figli. Ero scioccata. Mi sono sentita di colpo violentata nei miei affetti più cari, nei sentimenti. Ho subito parlato con il papà dei bambini, poi con Claudio, e ovviamente con l’avvocato” ha svelato.
“Mi sono mossa, ho reagito: le donne dovrebbero indignarsi e mobilitarsi tutte, perché è assurdo pensare che una che ha un nuovo amore venga considerata una prostituta, invece il maschio un conquistatore. Non è solo quello che si scrive, è anche quello che si pensa a essere grave – continua – C’è chi crede che nel 2017 una donna che si separa sia automaticamente una ‘donnaccia’: è grave, vuol dire che non abbiamo speranza di smantellare questa mentalità assurda. Ma poi, perché si pensa che la ‘colpa’ sia sempre ed esclusivamente della donna? Che ne sanno gli altri di cosa ho passato e di come sono arrivata a questo punto? Della mia vita?».
La giornalista, separata da Marcello Molfino, ha ricevuto insulti e persino minacce di morte via web, ma spalleggiata dal nuovo compagno e anche dall’ex marito ha deciso di battersi contro i bulli del web. “Ho capito che l’amore è coraggio”, spiega Francesca Barra a Chi. “È felicità, tutto ciò che non te la dà non può definirsi amore: devi avere il coraggio di voltare pagina, anche se ti sembra il momento sbagliato. Tante donne mi hanno scritto, dicendomi: ‘Grazie, sei un esempio da seguire, mi hai dato la forza di denunciare o di liberarmi di un rapporto sbagliato’. Vorrei dire che le critiche costruttive sono sempre ben accette. L’offesa e la pretesa di entrare a gamba tesa nella mia vita privata no, e non starò zitta. Non certo per pubblicità, ma perché è importante sensibilizzare tutti”.

Kim Kardashian scatena il panico, insulti alle costumiste per la taglia: “Voleva la 42 ma è una 48”

LOS ANGELES– Kim Kardashian non cambia mai.
La socialite, reginetta di Instagram e moglie di Kanye West è nota per i suoi vezzi e le sue sfuriate con insulti da star indignata e anche stavolta il suo staff è stato costretto ad assistere a una delle sue “scenette”: “Kim Kardashian – fa sapere Ivan Rota per Novella 2000 – ha lasciato di nuovo il segno.

042517-lifestyle-kim-kardashian-s-vintage-swimwear-gets-us-excited-about-summerTutti sanno che ha un carattere da vero peperino: passa da stati di calma ad altri di agitazione nel giro di pochissimi minuti e per gli addetti ai lavori e il suo staff sono cavoli amari. Nel camerino di una rete televisiva si è messa a lanciare gli abiti contro le costumiste con tanto di parolacce e offese. Il motivo? Aveva chiesto la taglia 42 e le avevano portato solo delle 48, taglia effettivamente più “sua”..”.

“Insulti a sfondo sessuale”: l’attrice di Game of Thrones blocca una nazione intera su Instagram

Stanca di «minacce e messaggi aggressivi di natura sessuale». Così l’attrice tedesca di origini turche Sibel Kekilli, interprete in passato anche della serie tv Game of Thrones (interpretava il ruolo di Shae, la prostituta amante del “folletto” Tyrion Lannister interpretato dal bravissimo Peter Dinklage), ha spiegato il blocco del suo account Instagram agli utenti turchi.

99068-sibel-kekilli-diziyi--b--rak--yor-turkhaber-gazetesiL’attrice, che già in passato aveva denunciato di aver ricevuto minacce sui social network, è molto conosciuta in Turchia e il caso sta suscitando polemiche sul web. Negli anni scorsi, Kekilli – con un passato nel mondo del porno – era già stata duramente attaccata in Turchia per il ruolo da protagonista nel film ‘La sposa turca’ di Fatih Akin, vincitore dell’Orso d’Oro al festival di Berlino.

La cantante Tosca racconta su Facebook la sua disavventura e la ricoprono di insulti

«Pensavo di fare un servizio segnalando un malcostume e mi sono ritrovata sommersa da insulti pubblici e privati». Titti Donati
«Amici, un messaggio lungo ma vi prego di leggere fino in fondo perché quello che mi è capitato è assurdo e potrebbe esservi molto utile». Il post su fb di Titti Donati, in arte Tosca, è la cronaca di una notte delirante tra multe e carroattrezzi. Finiscono male, la notte e il post. I fatti, in breve.

Tosca-cantanteIl 30 luglio a mezzanotte e quaranta a Trastevere viene rimossa l’auto della cantante, «è parcheggiata sul marciapiede», ammette lei. I vigili sono ancora lì, le dicono dove è stata portata. «Se vado subito la trovo?». Sì, è la risposta. Il deposito è dalle parti dell’Ostiense.
Verso l’una Tosca è lì, ma la sua macchina no. «Signo’, sta a arriva’». L’una e trenta, niente. Al deposito c’è la fila, una signora infuriata perché non trova l’auto chiama i carabinieri. «Signo’, sta a arriva’». Le due. Qualcuno la riconosce. Le due e trenta. «Signo’, sta a arriva’».
Alle due e quaranta finalmente la macchina. La cantante va a pagare, controlla il verbale. C’è qualcosa che non torna con gli orari: sia quello della multa che della rimozione sono posticipati. All’una meno dieci l’auto non c’era più da un bel po’ di minuti. Perché indicare orari sbagliati?, si chiede la cantante. E come mai ci mettono così tanto per portare le macchine in deposito? C’è da farsi qualche domanda, a voler essere buoni. Il post ha tante condivisioni, ma il primo agosto sparisce. «Ho deciso di non renderlo più visibile per porre fine a questo “vomitatoio”. Mi sono trovata sommersa da insulti per aver parcheggiato male….chi ti credi di essere… ti vuoi fare pubblicità…per colpa di quelli come te l’Italia va a rotoli…..». Non le resta da chiedersi qual è stato il prezzo più alto pagato: la multa o le offese.