Fiorella Mannoia, 63 anni e un baby fidanzato che le ricorda… di essere bella

“La vecchiaia è una faccenda di corpo, di muscoli. Per il resto è un’invenzione”, dice Fiorella Mannoia, 63 anni e un fisico e un’energia invidiabili. Lei, all’età che avanza, non ha certo ceduto e lo dimostrano gli scatti di “Diva e Donna” in cui la cantante sfoggia la sua silhouette perfetta in spiaggia a Formentera accanto al baby fidanzato Carlo Di Francesco, coach di canto ad “Amici”. Insieme da oltre 10 anni i due sembrano aver costruito un solido rapporto: “Ognuno è libero di aderire alle proprie passioni”…

C_2_articolo_3078071_upiImageppNon sono una coppia da luci della ribalta e riflettori. Da oltre dieci anni vivono la loro relazione in gran segreto, ma nonostante i 26 anni che li dividono Fiorella e Carlo sembrano non essersi ancora stancati l’uno dell’altra. “Siamo aperti, non chiusi. Per questo forse non ci stanchiamo. Ognuno è libero di aderire alle proprie passioni. Non sei mai solo e infelice, quando ne hai. Insomma dieci anni insieme e non sentirli, poco o nulla!”, ha detto la Mannoia, reduce di un meritatissimo secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo con il brano Che sia benedetta tratta dall’album Combattente.
Lei una combattente del resto lo è sempre stata, nella vita e sul lavoro: “La vecchiaia non esiste”, ha sempre detto e a vederla in bikini in spiaggia, la pelle bianca e levigata e una forma fisica invidiabile si direbbe che ha proprio ragione. “Ho scoperto di essere bella a 50 anni e da lì ho iniziato a giocare con la mia femminilità”, ha confessato qualche tempo fa la cantante. Di Francesco dal canto suo ha sicuramente contribuito alla sua riscoperta: “Lui mi ricorda di essere bella”.

Questa foto sgranata compie 20 anni ma è già nella storia: ecco perché

Questa foto, decisamente sgranata, ha una risoluzione di 320×240 pixel, una dimensione pari ad appena 27 kb ed è in formato GIF. Non serve un esperto di tecnologia per capire che si tratta di un’immagine decisamente datata, e in effetti è stata scattata 20 anni fa. Dietro una semplice immagine di una neonata si nasconde però un vero e proprio spartiacque nella storia della tecnologia.

First_camera_phone_picture_19120107Si tratta, infatti, della prima foto digitale inviata attraverso un telefono cellulare. A scattarla è stato, l’11 giugno 1997, Philippe Kahn, imprenditore e informatico francese, in occasione della nascita della figlia Sophie. Da tempo l’uomo e sua moglie Sonia stavano studiando la possibilità di inviare immagini digitali attraverso dispositivi mobili come i telefoni cellulari, ma quel giorno il lieto evento indusse Kahn a ideare un sistema piuttosto ingegnoso per inviare a parenti e amici la foto della neonata. La foto di Sophie era stata scattata con una fotocamera digitale Casio QV-10: Kahn riuscì a collegare la fotocamera con il suo telefono cellulare, un Motorola StarTac, attraverso il sistema audio della sua automobile. Philippe e Sonia Khan erano riusciti a intravedere le potenzialità di un sistema capace di inviare foto digitali anche attraverso dispositivi mobili e, attraverso la loro compagnia LightSurf, inventarono Picture-Mail. Fu solo nel 2000, però, che il sistema richiamò l’attenzione di alcuni colossi dell’hi-tech giapponesi, come Sharp e J-Phone. Ad ogni modo, i primi cellulari con fotocamera sarebbero arrivati poco dopo, ma proprio sulla base dell’idea innovativa di Philippe Kahn. Nonostante l’uomo non abbia brevettato l’invenzione rivoluzionaria, resta il primo ad aver combinato un dispositivo di telefonia mobile con una fotocamera digitale. E dopo aver fondato altre compagnie come Fullpower Technologies e Starfish Software, ora non se la passa male…

Il bikini compie 70 anni: ecco come è nato il costume da bagno più sexy

Il bikini compie settanta anni, ma non li “dimostra”. Il costume da bagno, infatti, resta il capo d’abbigliamento più popolare per le donne in riva al mare. Il compleanno è domani cinque luglio. Come dimenticare la scena cult in cui una splendida bond girl Ursula Andress esce dall’acqua indossando un costume molto succinto? Il bikini nel 1962 non era ancora così diffuso e sin dalla nascita aveva dato scandalo, ma di lì a poco sarebbe stato amato da tutte le donne.

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L’invenzione del due pezzi arriva nel 1946 creata da Louis Reard che lo paragonò per importanza alla bomba atomica che pochi giorni prima era stata testata dagli americani nell’atollo di Bikini (da qui il nome).

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Louis dovette chiamare una spogliarellista a indossarlo durante la presentazione.  Il costume da bagno nei primi anni del Novecento era una tunica abbinata a un paio di pantaloni attillati che gradualmente, con il passare del tempo, lasciarono scoprire gambe e braccia. Nel corso degli anni le donne iniziarono a sperimentare anche altri modelli: pantaloncini più corti e scollature più ampie sulla schiena. Più si andava avanti, più le misure si riducevano e negli anni ’20 le signorine da spiaggia iniziarono ad esibire le gambe! Molto si deve all’influenza internazionale di Hollywood che rese i costumi meno castigati.  Proprio nel 1920 la stilista Coco Chanel lanciò per il popolo femminile i pantaloncini sopra al ginocchio e décolleté bene in vista, non solo un’evoluzione nel mondo della moda ma anche un invito ad abbronzarsi, cosa fino a questo momento poco apprezzata. Più elastici e definitivamente più corti i costumi da bagno degli anni ’30 che, ancora lontani dallo stile minimal e moderno, lasciavano intravedere uno spiraglio di luce.
Nel 1946 il costume due pezzi ha dato vita a una nuova moda, concedendo finalmente alle donne la libertà di poter mettere in mostra il proprio fisico, le proprie curve e anche le proprie imperfezioni.