Monica Bellucci, bacio a fior di labbra con Tornatore: “Eʼ il mio regista”

“Sono veramente commossa ed emozionata nel ricevere premio dedicato a un’icona italiana e internazionale. E in più lo ricevo della mani del mio regista, Giuseppe Tornatore. Per me quello con lui è stato uno degli incontri più importanti”. Con queste parole Monica Bellucci ha ritirato il premio Virna Lisi, consegnatole dal cineasta con cui si è scambiata un tenero bacio sulle labbra.

C_2_articolo_3105282_upiImageppLa diva si è così schierata in difesa del regista italiano, al centro dello scandalo dopo le accuse di Miriana Trevisan. “Malena è stato un grande successo che mi ha aperto tantissime porte. (Quello con Tornatore ndr.) è stato un incontro umano bellissimo, c’è un’amicizia ventennale che ci lega. Ho grande rispetto per questo grande regista e la sua famiglia” ha continuato la Bellucci.
“Virna Lisi è sempre stata un mio mito fin da ragazzino. Ho avuto l’opportunità di conoscerla ma non di lavorare con lei e questo mi dispiace. Era una donna elegantissima e molto spiritosa” ha dichiarato Tornatore. Inoltre “per me è obbligatorio essere qua visto che con Monica è nato un incontro bellissimo della mia vita professionale e un’amicizia, ci sentiamo sempre”.
“La fondazione Virna Lisi porta avanti i valori di mamma, l’unione fra professionalità, serietà, impegno, lavoro unito all’estro, genio dell’artista – ha ricordato Corrado Pesci, figlio dell’attrice – Monica è la massima espressione di un’attrice che ha successo all’estero, molto apprezzata dagli italiani, ma anche riconosciuta nel mondo”.

Greta Zuccarello, la ballerina italiana che ha stregato Victoria’s Secret

Greta ha gli occhi a forma di sogno. Eccola in un caffè qualsiasi nei dintorni di Union Square, seduta su uno sgabello alto quasi quanto le sue gambe di pantaloncini da calcio blu.
Così, in vetrina, a guardare lo scorrere delle auto e ad immaginare la sua America. È nata a Treviso ed è proprio lì che ha iniziato a studiare danza, in una scuola della sua città, quando era ancora una bambina.

Greta,P2007_10131635.jpg.pagespeed.ce.dpnEj9a3z6«Avevo 11 anni. Si inizia sempre per gioco quando sei ragazzina. Poi, all’età di 14 anni, ho vinto un concorso alla Opus Ballet di Firenze e mi hanno dato una borsa di studio per intraprendere un percorso di formazione in danza contemporanea. Così, mi sono trasferita lì in collegio ed ho continuato a fare il liceo linguistico».
A Firenze ha continuato a studiare francese, spagnolo e inglese.
E a ballare.
«La sera facevo danza per ore ed ore finché, a 16 anni e mezzo, ho fatto un’audizione a Roma per la Peridance. Subito dopo, un’altra audizione, questa volta per la San Francisco Ballet School: mi hanno presa per la Summer Intensive. Da lì catapultata direttamente a New York»
Ancora un successo, ancora una borsa di studio.
Ed è proprio alla Peridance che balla ora.
«A 17 anni ho preso il visto da studente, ho lavorato sodo per completare il mio percorso di formazione e, non appena diplomata, mi hanno presa. Essere principal dancer di una famosa compagnia newyorkese di danza mi sembrava una sorta di sogno irrealizzabile fino a qualche anno fa. E invece».
Ore ed ore di allenamento ogni singolo giorno. E una valanga di spettacoli, tra cui il famoso “Season” tra le mura del Salvatore Capezio Theater. Ma non solo: Greta ne ha fatti tanti e tanti ancora ne farà.
«Abbiamo il nostro teatro dentro la Peridance e siamo fortunati per questo perché, avendo un nome così importante alle spalle, in tantissimi ci vengono a vedere. Poi, abbiamo ballato a Saint Louis, a Miami e facciamo tour negli States e dappertutto nel mondo: Israele, Corea, anche nella nostra amata Italia. In estate balliamo alla Summer Union Square Dance Festival, al Battery Park Dance Festival e ci esibiamo un po’ ovunque».
Impossibile non chiederle che cosa le piaccia di più di New York.
«Tutto. Semplicemente tutto. New York mi ha ispirata da sempre. Insomma, New York è New York, è il centro di tutto. Mi piace la gente, mi piace questo mix folle di tutte le culture del mondo e poi c’è sempre qualcosa di nuovo da fare, la noia non è ammessa, mai».
Ormai la sua città. La città in cui fa quello che ama.
«A me ha dato tanto», afferma risoluta.
E con i suoi passi, leggeri e forti di passione, Greta ha fatto un salto pazzesco senza neanche rendersene troppo bene conto.
«È successo di colpo, hanno chiamato la scuola per chiedere l’autorizzazione mia e loro a girare dei video. Ho fatto un casting, eravamo più di 500 a partecipare e, come ballerina, hanno scelto solo me. Ah, sto parlando di Victoria’s Secret».
Così, quasi inaspettatamente, si ritrova anche ad essere una delle protagoniste della linea sportiva del marchio che a queste latitudini (e non solo) è già leggenda.
«Uno dei miei video più noti è “Pink Active”, girato con Victoria’s Secret al Brooklyn College; mentre, qualche mese fa, sono andata alle Bahamas 4 giorni per girare uno spot , sempre per Victoria’s Secret, in cui mi esibisco come ballerina nel video Spring Break 2017. Coreografie e natura con indosso i capi sportivi del brand che amo di più in assoluto».
Ma non c’e’ solo la nota linea di abbigliamento femminile nel ricco bagaglio di esperienze di Greta: in un lasso di tempo molto breve, è divenuta infatti la principal dancer per tutti gli spot di Pryma Sonus Faber, una marca di cuffie del settore lusso, rigorosamente Made in Italy, che opera sotto il noto brand Macintosh.
Ma l’Italia è lì, ben salda al centro del suo cuore, assieme alla sua famiglia.
«Però la cosa che mi manca di più è il cibo», e sbotta in un sorriso d’incanto che sa di sincerità.
«La mia famiglia è il mio pilastro. Mi hanno lasciato andar via di casa a 14 anni, spingendomi a fare quello che volevo. Mi sono vicini sempre, li vedo addirittura spesso. E poi ho la fortuna di poter tornare a casa, eventualmente: la loro porta è sempre aperta e questo mi trasmette un gran senso di sicurezza».
Riguardo alla meta, Greta non ha dubbi.
«Voglio fare esattamente quello che sto facendo adesso. Voglio farlo in una dimensione ancora più grande, voglio ballare ogni weekend in tour con le migliori compagnie d’America. Io non credo nel destino, io credo nella fatica, nel sudore della fronte. Alcuni appuntamenti importanti sono già in programma: su tutti il Fare Island Dance Festival, per gli altri, invece…stay tuned!».
Chissà se c’è ancora spazio per l’Italia anche nel suo orizzonte oltre che nel suo cuore.
«L’Italia potrebbe essere perfetta. Tutti i teatri che ci sono rappresentano dei veri e propri gioielli. Trasudano storie e volti, sono stati immaginati per davvero e non, come accade qui in America, tirati su ex novo. Per quanto, ovviamente, se vai al Metropolitan, vieni proiettato in uno spazio bellissimo ed enorme. Noi, però, abbiamo la ricchezza, quella che non esiste in nessun altro luogo al mondo».
C’è un altro però. Ed è colossale.
«In Italia, tuttavia, c’è davvero poco da fare. Non si investe abbastanza nell’arte, quando viceversa potrebbe (dovrebbe!) essere la nostra punta di diamante. Francamente, in questo momento non immagino di tornare. Chissà, magari più in là».
Risponde d’impatto, con la sicurezza tipica dei suoi anni.
E quindi? Il famoso sogno americano esiste ancora?
«Si, certo che esiste. Eccolo, ci siamo tutti un po’ dentro. Io il mio ce l’ho bello e chiaro e mi dò da fare in ogni istante per far sì che si materializzi».
Saluta, sorride e sprizza quell’energia positiva che rappresenta al meglio la magia di questa città. Il miracolo di una ragazza “qualsiasi” che da un angolo altrettanto qualsiasi della nostra Italia si ritrova a calcare lo scenario a stelle e strisce e a volteggiare, tra gli altri, per Victoria’s Secret.
Ed eccola che allunga il passo, di ritorno verso la palestra. Pronta a rituffarsi nel suo mondo di sacrifici e di flash, nella sua New York.
Si volta ancora un istante.
Greta ha gli occhi a forma di sogno. Di sogno americano.

Alessandra Mastronardi, una principessa italiana a Londra: “Non sono più solo la ragazza de “I Cesaroni”

Da sei anni è fidanzata con Liam McMahon, attore irlandese, e da un anno si è trasferita a Londra per vivere con lui… ma anche per costruirsi una carriera il più internazionale possibile. E ci è riuscita. Alessandra Mastronardi, 31 anni, per gli inglesi è Francesca la protagonista di “Master of None”, serie televisiva cult: “Per i registi italiani sono sempre la ragazza carina dei Cesaroni”, racconta l’attrice a Vanity Fair, a cui svela di essere nemica degli stereotipi e di avere un secondo lavoro…

C_2_articolo_3072194_upiImagepp

La vita privata? Con Liam ha molti progetti, compreso quello di una famiglia: “Non mi spaventa l’idea di dover conciliare famiglia e carriera, ma se deciderò di avere un figlio terrò la cosa il più privato possibile”. Nell’attesa la bella attrice cerca di trasformare Londra nella sua città: “Per stare veramente bene devono succedere delle cose, prima fra tutte: che chiami questa dove vivo la mia casa”. Quando parla di famiglia, figli e progetti per il domani si scopre italiana, ma molte cose del suo Paese non le rimpiange proprio. A cominciare dal modo di lavorare: “Quando ero a Roma mi sentivo obbligata a stare in certi posti, con certe persone a sapere tutto di tutti. Non mi faceva bene: sentivo di provare invidie gelosie, che qui non provo più”.
Per non parlare dei fidanzati italiani prima di Liam: “Mi hanno lasciato sempre loro, per il solo fatto che fossi nota”. Col suo corpo, bellissimo, dice di “aver sempre parlato” e l’unico complesso che ha, da quando ha cominciato a lavorare ne “I Cesaroni” è quello dell’altezza: “Sei piccola, credevamo fossi un donnone” era il commento più normale in Italia. In effetti commenta lei stessa: “AI ragazzi delle nuove generazioni devono aver dato qualcosa da mangiare che ai tempi miei non ci davano”.

La polizia caccia le donne dalla spiaggia per il topless. El Paìs: “Colpa della cultura italiana”

Una delle cose che colpisce per le spiagge argentine è l’assenza di donne in topless, che è vietato per legge. Tre donne hanno cercato di violare questa legge su una spiaggia popolare di Buenos Aires, Necochea, e sono state denunciate da altri bagnanti, che hanno chiamato la polizia. Le donne, come si può vedere nel filmato, hanno difeso il loro diritto a prendere il sole senza bikini, come fanno gli uomini, trovando il supporto di altri bagnanti presenti. Alla fine sono stati venti i poliziotti impegnati nell’operazione, con sei auto di pattuglia.

compleanno-tanga

“Sono tette, quelle che ti hanno dato da mangiare quando eri un bambino”, dice una delle bagnanti ai poliziotti. “Per la gioia dei tetafóbicos, andiamo da questa spiaggia fascista”, hanno gridato prima di partire. Il sindaco di Necochea, Facundo Lopez, si è schierato dalla parte delle donne in topless. “Sappiamo tutti che si tratta di una violazione, ma non è un fatto così grave da suscitare tutto questo rumore. La legge è obsoleta, io sono disposto a modernizzarla. Basta avere una mente aperta”. C’è ancora una lunga strada da percorrere per eliminare il sessismo in Argentina. Alcune donne stanno organizzando marce per il 7 e l’11 febbraio, chiamate “tetazo” per rivendicare il topless sulle spiagge argentino. Ma qual è la causa di questa resistenza al topless dell’Argentina? Per El Paìs è addirittura la cultura italiana. La testata spagnola infatti apre l’articolo con queste parole: “Una delle principali discussioni in Argentina riguarda quale cultura sia più influente, quella spagnola o quella italiana. E il paese è diviso su questo. Ma nelle questioni sociali, in particolare quelle relative alle donne, sembra chiaro che l’Italia pesi di più”.

JLo, ambasciatrice italiana sexy e chic

Ci piace sottolineare quando le star internazionali apprezzano e valorizzano il Made in Italy. Una di queste è indubbiamente Jennifer Lopez.
Sul palco, nelle occasioni mondane, ma anche nella vita privata, l’artista spesso sceglie di indossare la moda italiana, capace di valorizzare le sue curve latine e di conferirle un’aura raffinata e di classe, senza rinunciare alla sensualità.

C_4_boxPeople_10048_upiFotoLibera

Se l’amicizia con Donatella Versace è da tempo nota, tanto che la Lopez è spesso ospite alle sue sfilate (e addirittura si posticipa l’inizio se lei non è ancora arrivata), forse è meno risaputo il motivo. Jennifer Lopez ha contribuito, e non poco, a lanciare Donatella, la cui carriera è decollata dopo che la pop star portoricana, ai Grammy Awards del 2000 ha indossato il suo leggendario “Jungle dress” catalizzando sguardi, flash e copertine. Trasparenze, una scollatura esagerata ben sotto l’ombelico, gambe in mostra e una fantasia tropicale d’impatto.
Tornando ai giorni nostri, JLo ha una predilizione per i cappotti Max Mara. Tinta unita o fantasia, i caldi tessuti della maison italiana la accompagnano spesso nelle sue trasferte.
Al The Daily’s Fashion Los Angeles Awards, l’ultimo evento che l’ha vista protagonista, Jennifer Lopez era decisamente chic e iperfemminile con un abito bianco ricamato con paillettes ton sur tone, della collezione invernale Ermanno Scervino.
Di recente, ad American Idol, Jennifer Lopez ha indossato una particolare creazione tutta tagli di Fausto Puglisi: rosa, scenografica e sensuale, con borchie a forma di sole ad impreziosire il florido décolleté.
Che dire poi del romantico minidress celeste Dolce & Gabbana, della collezione autunno inverno 15-16, dedicata alle mamme? Ironico nel concept, delizioso su di lei.
Per concludere, altre chicche italiane dal guardaroba della star sono gli accessori. Non si contano le clutch Ferragamo, le borse Valentino, le decollete Casadei e Giuseppe Zanotti Design che la cantante latina ha orgogliosamente mostrato al mondo intero.

Arriva il reality con le sorelle “Kardashian” in salsa italiana

1454419874617.JPG--Bellissime, sexy e sorelle. Parliamo delle Kardashian? No delle Buccino: Cristina, Donatella e Maria Teresa. Riporta Dagospia che sembra cui sia in progetto un reality con le tre bombastiche “sister”.