La scrittrice Debora Attanasio: “Volete davvero la verità su Moana Pozzi?”. Smentite le nuove rivelazioni

“Rivelazioni su Moana Pozzi? Mi dispiace ma non ne ho. E non voglio appagare chi ne vorrebbe, creando ad arte uno scoop su un vecchio ricordo che ho voluto condividere di nuovo con la stampa”. La scrittrice e giornalista di Marie Claire Debora Attanasio è stupita per l’inaspettata moltiplicazione di articoli in cui le vengono attribuite clamorose dichiarazioni inedite su Moana Pozzi, deceduta il 15 settembre del ‘94.

moanapozzi“Non ho fatto nessuna nuova dichiarazione su di lei. Sono passati più di 20 anni da quei tempi, un piccolo periodo della mia lunga vita professionale, che sicuramente mi ha arricchita molto. Ancora mi capita che mi venga chiesto di raccontare aneddoti e curiosità sulle pornostar e su Schicchi, di cui sono stata la segretaria per 9 anni. Ultimamente ho rilasciato un’intervista di questo tipo in cui mi è stato chiesto di parlare un po’ di me, di cosa facevo allora, di Schicchi e del libro che ho scritto su di lui e di Moana. Col collega giornalista abbiamo rievocato una puntata di Domenica Live di un paio di anni fa, in cui io e Eva Henger abbiamo raccontato che il povero Schicchi, negli ultimi giorni di vita, aveva detto che Moana era viva”, prosegue Debora.
“Ero molto entusiasta di quella possibilità, perché è quello che ho sempre sperato. Ma Riccardo in quei giorni non era più in sé per il diabete che lo tormentava da decenni: Eva mi ha raccontato che una sera lui le parlava di me come se fossi ancora la sua segretaria, ma non lo ero più da quasi due decenni. Non immaginavo che quella curiosità sulle sue ultime parole sarebbe diventato ancora un tema caldo, una notizia inedita. In realtà è solo una storia “bollita”, come diciamo in gergo giornalistico. Io e Eva Henger abbiamo già dato per scontato da tempo che non fosse vera, per cui non ho lanciato alcun “un appello” a Eva intimandole di dire la verità su Moana. Eva deve averlo immaginato subito: noi non abbiamo bisogno di lanciarci appelli dalle riviste, quando abbiamo qualcosa da dirci ci telefoniamo”.
Invece Debora si è ritrovata protagonista di decine di altri articoli che ribattono quel vecchio racconto televisivo come un scoop. “Alcuni siti hanno anche rubato le mie foto personali, di cui avevo dato l’esclusiva a D di Repubblica, Vanity Fair e Marie Claire, e le hanno pubblicate senza chiedermi l’autorizzazione. Sto cercando di capire in quali modi siano stati violati i miei diritti”. Ma allora, di tutto quello che si dice su Moana Pozzi, cosa dobbiamo credere? “Ormai non penso più che sia viva, mettiamoci tutti l’anima in pace”, conclude la scrittrice. “Questo mistero continuerà ad affascinare la mia generazione finché non ci saremo più, e giornali e blog continueranno a riproporre periodicamente l’ipotesi che sia viva, come Jim Morrison. A volte la speranza rifà capolino, penso a un mio amico molto dimagrito col cancro, come lei, che è poi sopravvissuto. Ma più passa il tempo, più capisco quanto sarebbe stato difficile inscenare una finta morte”.
“No, sono convinta che Moana non ci sia più. Però, come ho detto in altre interviste, mi piacerebbe almeno sapere se c’è un sepolcro dove lasciare un fiore. Io per lei e con lei ho pianto mesi, continuando a sognare di notte la sua presenza, come tutti coloro che le hanno voluto bene e che sentono la sua mancanza. L’idea che quella ragazza così bella, luminosa, appariscente fosse stata stroncata da una malattia e che non l’avrei mai più rivista mi era sembrato impossibile da tollerare. Niente in confronto a quello che poi, diventando amica del marito, ho capito che stava provando lui. Ora lasciamo in pace chi la piange ancora. Quello che per tutti era un personaggio virtuale, per chi la conosceva era una persona a cui voler bene. Moana non tornerà. Ricordatela per quello che era: una donna che faceva un lavoro controverso, e che nonostante ciò si è fatta apprezzare così tanto, con la sua intelligenza ed eleganza, da far piangere una nazione intera, e da rubare la scena anche al povero Moschino, scomparso tre giorni dopo di lei”.

Meghan Markle, l’ex amica rivela: “È un’arrampicatrice, ha sempre voluto entrare nella famiglia reale”

LONDRA – A pochi giorni dal fidanzamento ufficiale tra il principe Harry e Meghan Markle, iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni. Il settimanale Chi riporta le dichiarazioni di Ninaky Priddy, ex migliore amica di Meghan e le sue affermazioni non sarebbero proprio lusinghiere…

Sul numero di Chi in edicola mercoledì 6 dicembre le eccezionali immagini private di Meghan Markle, da quando era bambina fino ad oggi, e i racconti della sua ex amica del cuore Ninaky Priddy, che ha testimoniato l'ambizione della promessa sposa del principe Harry di entrare a far parte della famiglia reale britannica fin dall'adolescenza. ANSA/UFFICIO STAMPA MONDADORI +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++

“Ottiene esattamente quello che vuole e Harry si è innamorato della sua recita. Meghan è sempre stata affascinata dalla famiglia reale. Vuole essere la principessa Diana 2.0. Lei interpreterà il suo ruolo molto bene, ma il mio consiglio per Harry è di andarci con i piedi di piombo”, avrebbe rivelato senza mezzi termini l’ex amica, che conosce la futura sposa da quando aveva 2 anni.
Anche la sorellastra di Meghan stava per pubblicare un libro dal titolo emblematico: “La principessa arrampicatrice”. Insomma, la futura sposa nel mirino delle critiche, ma per il momento gli inglesi sono dalla sua parte. Continuerà così? Staremo a vedere. Lo riporta il sito ilGiornale.

Rocco Siffredi: “Molestie? Se vuoi lavorare la devi dare”. E attacca Asia Argent

Rocco Siffredi, si sa, non ha peli sulla lingua e anche lui dice la sua sullo scandalo delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo scoppiato con Harvey Weinstein. Il regista e attore a luci rosse lancia parole di fuoco contro chi ha accusato di molestie i vari registi e attacca pesantemente Asia Argento: ecco cos’ha detto sull’attrice figlia d’arte.

8_20171115095505Intervistato da Alessandra Menzani di Libero, l’attore e regista non nega le accuse mosse da un numero quotidianamente crescente di attrici, in Italia e nel mondo:
“Tutti sanno, tutti hanno sempre saputo. Oggi, purtroppo, se vuoi lavorare nel mondo dello spettacolo a qualcuno la devi dare, prima, dopo o durante. Tutti ci provano. A un regista tante la sbattono in faccia”.
Una prassi comune che, secondo Siffredi, non riguarderebbe solo il mondo del cinema:
“Mi ha appena chiamato una mia amica pugliese che ha scritto un libro. Mi ha detto: per fare questo libro ho fatto un pomp*** all’ editore. E’ un editore importante, ne avevo bisogno”.
Ma per la pornostar italiana non si tratta di violenze sessuali:
“Le violenze sono un’ altra storia. Qui parliamo di una normale compravendita. Condivido l’ opinione del sessuologo Morelli. Ogni donna, anche mia moglie, potenzialmente è una prostituta. La prostituzione non è solo quella legata ai soldi e al sesso. C’ è anche una prostituzione morale: fare cose controvoglia per ottenere vantaggi. Lo fanno tutti, molti ci stanno male”.
Siffredi se la prende con Asia Argento:
“Fa la paladina di sto ca**o quando per la carriera ha fatto quello che ha fatto, per perversione personale, con Weinstein ha girato quattro film ma non è riuscita a sfondare. Tante l’hanno data e non hanno ricevuto nulla quindi adesso parlano”.
A modo suo, Siffredi difende Fausto Brizzi e Giuseppe Tornatore, accusati entrambi di molestie:
“Brizzisi è preso le sue responsabilità, il mondo è pieno di Brizzi. (…) Colpiscono Brizzi per non colpire i più potenti. Tornatore magari ci avrà pure provato, ma lo sputtani perché ti ha toccato un seno?”.
Al che la cronista gli ha domandato: non teme di offendere le donne?
“Le uniche donne per cui penso “poveracce” sono quelle che per fare mangiare i figli fanno le web cam porno di nascosto. Ne conosco molte. Le campagne contro la violenza sulle donne sono fondamentali. E’ una mancanza di sensibilità per chi è stata veramente stuprata parlare di violenza in alcuni casi”.

Michelle Hunziker: “Mio padre era un alcolizzato, una ferita incredibile”

Michelle Hunziker ospite di Silvia Toffanin a Verissimo ha raccontato dei dettagli molto intimi della sua vita, e in particolare del rapporto con il padre. La conduttrice televisiva racconta del suo rapporto con il papà: «Ho avuto un’infanzia difficile, come tante persone, con un papà che amavo tantissimo ma che purtroppo era alcolizzato. Poi, crescendo, ho iniziato a giudicarlo».

640x360_C_2_video_772531_videoThumbnailSiamo abituati a vederla sempre sorridente e solare, ma nella sua vita Michelle ha attraversato momenti molto difficili, riuscendo per fortuna anche a superarli. La svizzera racconta del periodo in cui era prigioniera di una setta e spiega come la pranoterapeuta Clelia e il suo clan avessero fatto leva su di lei proprio sfruttando questa sua debolezza nei confronti dei problemi con la figura paterna: «A 14 anni ho smesso di parlare con lui. Avevo una ferita incredibile dentro che non volevo ammettere», la setta ha approfittato di questo: «Lei mi ha portato da lui e poi dopo un anno è morto, questa cosa mi ha destabilizzato e io avevo bisogno di risposte», risposte che la donna l’aveva convinta le avrebbe dato.
Di questo, e molto altro, Michelle parla nel suo libro “Una vita apparentemente perfetta”. Il suo, spiega, è un racconto: «pieno di sofferenza ma con un lieto fine». A salvarla da tutto, ammette, è stato «l’amore puro».

Fiorello in diretta su Facebook: «Anche io fui vittima di Weinstein»

Anche Rosario Fiorello tra le vittime di Harvey Weinstein. A raccontarlo è lo showman durante la prima puntata della sua nuova trasmissione “Il socialista”, in diretta audio su facebook. Tra il serio e il faceto, tra una gag e una canzone, Fiorello rivela di essere in possesso di una lettera «vera» in cui il produttore, dopo avere incassato un no ad un copione di un suo film, gli scriveva, minaccioso, che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le sue porte.

fiore«Tutti parlano di Weinstein – esordisce Fiorello – ma su questa storia, qualunque cosa si dica, si viene attaccati». Del resto, aggiunge, il cliché è sempre quello, raccontato anche in un libro intitolato “Il sofà del produttore”. Nel caso di Fiorello l’incontro avvenne quando lo showman partecipò alle riprese del film “Il talento di Mr.Ripley”, uscito nel 1999 e prodotto dallo stesso Weinstein, con la regia di Anthony Minghella e con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow nel cast.
All’epoca, racconta Fiorello, la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, «con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante». Alcuni anni dopo la parentesi cinematografica con “Il talento di Mr.Ripley”, lo showman venne ricontattato per il film “Nine”, un musical diretto da Rob Marshall, ma per un ruolo marginale, quello di «un elegante cantante italiano che si esibisce mentre i protagonisti parlano tra loro in una sala da ballo».
Fiorello racconta che non ci pensò due volte e rifiutò l’offerta valutando, tra l’altro, che era agosto e che, conoscendo gli americani, lo avrebbero trattenuto 25 giorni per girare una sola scena. Fu a quel punto – rivela – che Harvey Weinstein, produttore del film, gli inviò una lettera a sua firma. «Mi scrisse che non potevo non accettare – ricorda ancora Fiorello – e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli avesse detto no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo “come osi rifiutare” e “tu forse non hai capito a chi hai detto no”, con una conclusione del tipo: “Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America”. «Se non mi avete visto in Guerre stellari e in Rocky 6 – conclude Fiorello sorridendo – ora sapete che è colpa di Weinstein».

L’incidente imbarazzante di Selvaggia Lucarelli: “Ecco perché sono rimasta seduta tutto il tempo”

Un incidente in pubblico decisamente imbarazzante per Selvaggia Lucarelli, che con tutta la sincerità del mondo, e in maniera esilarante, ha deciso di confessare e spiegare perché venerdì scorso, a Brescia, durante una presentazione del suo ultimo libro, è rimasta seduta per tutta la serata, compresi i momenti dell’incontro con i fan per il ‘firmacopie’.

22281801_10154953773525983_6449807377052424796_n_09123543La giornalista e scrittrice ha infatti ammesso di aver gravemente sottovalutato alcune avvisaglie ormonali, e di non essersi accorta dell’arrivo del ciclo. Giunto, ironia della sorte, nel momento in cui Selvaggia parlava dell’odiosa e autoritaria suora che aveva avuto alle scuole medie. Per sua fortuna, i pantaloni indossati erano scuri, ma il cuscino che era presente sulla sua poltroncina era bianchissimo e inevitabilmente macchiato.
La Lucarelli è rimasta quindi seduta per tutto il tempo, e non si è alzata neanche al termine dell’evento. È riuscita in qualche modo a chiamare il compagno, Lorenzo Biagiarelli, che con un escamotage è riuscito a girare il cuscino senza dare nell’occhio, proprio mentre Selvaggia si alzava e si allontanava dal palco velocemente. Il suo racconto dell’episodio, in un post su Facebook, è impareggiabile ed esilarante.

Cara Delevingne, lʼeclettica modella e attrice in bikini a Saint Tropez

Estate ancora a pieno regime per Cara Delevingne. La super modella, che ha da poco compiuto 25 anni, organizzando una mega festa in Messico, sfoggia la sua silhouette perfetta in un bikini bianco e il suo nuovo taglio di capelli cortissimo, su uno yacht extra lusso nelle acque di Saint Tropez.

C_2_fotogallery_3082028_upiFoto1FCon lei splendide amiche e la sorella Poppy. Dalla moda al cinema e alla musica passando per la letteratura, Cara ha dimostrato di essere un’artista eclettica e pronta a qualsiasi sfida. Nelle sale il 21 settembre come protagonista di “Valerian e la città dei mille pianeti”, opera fantascientifica diretta da Luc Besson, in cui canta anche uno dei brani principali della colonna sonora, la modella si è improvvisata anche scrittrice e a ottobre è atteso il suo primo libro.

Wanda Nara mostra la sua passione per la lettura sui social, e non solo…

Cosa c’è di più rilassante di leggere un buon libro in spiaggia? Indubbiamente lo pensa anche Wanda Nara che su Instagram ha mostrato ai suoi fan la sua passione per la lettura, ma non solo…

2560282_1455_wanda_nara_instaLa bella argentina sta passando le sue vacanze sola soletta a Ibiza mentre suo marito Mauro Icardi è impegnato a Riscone di Brunico in ritiro con l’Inter. Tra tanto sole e mare, Wanda – come si evince dalla foto mozzafiato pubblicata sul suo profilo Instagram – si concede la compagnia di un buon libro.

Gb, rivelate le registrazioni in cui Lady D parla del suo matrimonio: «Lo sentii giurare amore eterno a Camilla»

Per vent’anni quelle registrazioni sono rimaste segrete. Solo adesso le cassette con la verità di Lady D sul suo matrimonio con il principe Charles fanno capolino ed esplodono come una bomba su Buckingham Palace.
Era il 1991 quando Diana, devastata dalla frustrazione, iniziò a registrare alcune cassette in cui raccontava il suo punto di vista sulla crisi matrimoniale con il marito e della relazione con Camilla Parker Bowles. Allora in pochi sapevano, ma lei iniziò quel racconto decidendo di consegnarlo nella mani di Andrew Morton, autore del libro “Diana: la sua vera storia”.

lady-diana1A un’unica condizione: che la sua collaborazione non venisse rivelata. Adesso, a vent’anni dalla sua morte, il libro sta per essere ripubblicato con le trascrizioni in cui, come sottolinea il Daily Mail, la principessa del Galles racconta la sua battaglia con la bulimia, il primo incontro con Charles, i tentativi di suicidio, lo sgomento nello scoprire che in quel matrimonio non erano in due, ma in tre. «Sentii che diceva a Camilla: “Ti amerò per sempre, qualunque cosa accada».
L’incontro con Carlo. Il racconto ha inizio dal giorno in cui conobbe il 29enne Charles nella sua casa di Althorp a Northamptonshire, nel novembre 1977, quando aveva appena 16 anni. In quel momento il principe frequentava sua sorella Sarah, 22. «Il primo impatto è stato: “Dio, che uomo triste.” Era venuto con il suo labrador». Poi il racconto si snoda passando per il trentesimo compleanno a Buckingham Palace del principe «Fino a quel momento lo avevo visto per circa due anni insieme a Sarah. Quando ha compiuto 30 anni mi è stato chiesto di andare. “Perché Diana deve venire?” chiese mia sorella. Io risposi che non lo sapevo, ma mi sarebbe piaciuto». Poi l’incontro a casa di amici di famiglia del principe Filippo, le prime chiacchierate, i suoi giorni a Balmoral (dove in quel periodo soggiornava anche Charles) e il ricordo: «Mr e Mrs Parker Bowles erano presenti a ogni mia visita».
La casa a Londra. Quando Diana compì 18 anni, i genitori le acquistarono un appartamento di tre camere da letto nel sud di Kensington che condivideva con tre ragazze, Virginia Pitman, Carolyn Bartholomew e Ann Bolton. Sulla porta della sua camera da letto erano scritte le parole “Chief Chick” (capo pollastrella). «Era bello vivere in un appartamento con le ragazze. Mi è piaciuto molto, era fantastico. Ho riso tanto». Poi il suo ricordo del lavoro come maestra in una scuola materna e come tata. «I miei datori di lavoro erano spesso severi».
La casa fuori città. «Charles mi ha detto che voleva una casa in Cornovaglia, ma è solo a 11 miglia da quella di Camilla. Ha scelto la casa e io sono andata solo dopo che l’aveva acquistata. Aveva dipinto tutte le pareti bianche. Voleva che andassi, anche se non eravamo fidanzati. Io pensavo che fosse sconveniente».
La proposta di matrimonio. Il 3 febbraio 1981 il principe Carlo, allora 32enne, si propose a Diana, all’epoca 19enne, nel Castello di Windsor. Il loro fidanzamento fu annunciato tre settimane più tardi, il 24 febbraio. Lo stesso giorno, in un’intervista alla BBC, Charles, quando gli venne chiesto se fossero innamorati, rispose: «Qualsiasi cosa significhi amore». Diana ricorda: «Mi disse: “Mi sposerai?”. Ho riso e ricordo di aver pensato che era uno scherzo. Poi dissi: “Sì, va bene”. Poco dopo con aria seria e grave mi disse: “Ti rendi conto che un giorno sarai la regina?”. Una voce dentro di me mi disse: “Non sarai regina, ma avrai un ruolo duro”. Risposi: “Io ti amo, ti amo tanto”. E lui disse: “Qualsiasi cosa significhi amore”. Pensavo che mi amasse, che lo avesse detto. Era grandioso. Poi corse da sua madre e la chiamò al telefono per dirglielo. Nella mia immaturità, che era enorme, pensavo che lui fosse molto innamorato di me.
L’annuncio alla famiglia e il rapporto con la stampa. Tornata a casa dalle sue coinquiline Diana raccontò della proposta di matrimonio. «Solo da quel momento mi fu concesso di chiamarlo Charles. Fino al fidanzamento dovevo chiamarlo Sir. Tornai a casa e raccontai tutto alle ragazze. Abbiamo gridato di felicità e siamo uscite tenedoci strette il nostro segreto. L’indomani chiamai la mia famiglia: papà e mamma erano entusiasti. Dopo sono partita per l’Australia per tre settimane con mia madre. È stato un disastro: lui non mi ha mai chiamata e ogni volta che provavo a contattarlo io, era sempre fuori. Mi dicevo: “È molto occupato”. Tornata dall’Australia bussano alla porta e mi viene consegnato un mazzo di fiori. Sapevo che non venivano da Charles, non c’era un bigliettino. Era qualcuno molto diligente dal suo ufficio». Da lì a poco cominciò il suo rapporto tormentato con la stampa: «Seguivano ogni mia mossa, era insopportabile. Capivo che era il loro lavoro, ma vivevo con gli obiettivi addosso tutto il tempo. Affittarono pure un appartamento di fronte al mio, davanti alla mia camera da letto. Non era giusto per le ragazze. Una volta mi sono dovuta calare con un lenzuolo dalla finestra della cucina per uscire con Charles. Tuttavia sono stata sempre educata, costantemente civile. Non ero mai scortese. Non ho mai gridato. Ma dentro le quattro mura piangevo perché non ho mai avuto il supporto da parte di Charles e dall’ufficio stampa del Palazzo. Charles ogni volta che mi chiamava diceva: “Povera Camilla Parker Bowles. L’ho chiamata al telefono stanotte e dice che c’è molta stampa a Bolehyde”. Gli chiesi quanti fossero e mi rispose almeno quattro. Mio Dio, lì fuori ce n’erano 34! Ma non gli dissi nulla. Non mi sono mai lamentata perché credevo che non fossi nella posizione di farlo. Grazie a Dio il fidanzamento fu ufficializzato e io andai a Clarence House. Nessuno mi accolse. Era come stare in un hotel. Ricordo che venivo svegliata di mattina da una signora anziana molto dolce. Ricordo l’ultima volta che lasciai il mio appartamento. Un poliziotto mi disse: «Voglio solo che tu sappia che questa è la tua ultima notte di libertà nel resto della tua vita, perciò usala al massimo. Era come se una spada mi si fosse conficcata nel cuore».
Il pranzo con Camilla. «L’ho conosciuta molto presto. Ero una ragazza molto giovane, ma ero una minaccia. Quando sono arrivata a Clarence House, c’era una lettera sul mio letto da parte di Camilla, datata due giorni prima, in cui scriveva: «Ho letto le eccitanti notizie sul fidanzamento. Facciamo un pranzo quando il principe del Galles va in Australia e in Nuova Zelanda. Sta fuori tre settimane. Mi piacerebbe vedere l’anello. Tanto amore, Camilla». Ho pensato “Wow!” e ho organizzato il pranzo durante il quale mi chiese se andavo a caccia a cavallo. “Tu non andrai a caccia quando andrai a vivere a Highgrove, vero?”. Dissi: “No”. Rispose: “Volevo solo sapere”. Pensavo solo fosse interessata. Ero ancora troppo immatura per capire tutti i messaggi che arrivavano».
La relazione con Camilla e l’isolamento a Buckingham Palace. Dopo pochi giorni, Diana si trasferì da Clarence House a Buckingham Palace. «Non c’era energia e mi sentivo sola. Non riuscivo a credere quanto tutto fosse freddo». Da lì a poco la scoperta della relazione di Charles con Camilla.
«Le bugie e l’inganno! La prima cosa che mi ha colpito è che il mio futuro marito mandava fiori a Camilla Parker Bowles quando stava male: “A Gladys da Fred” si leggeva sul bigliettino. Non affrontai il problema, gli chiesi solo di essere onesto con me. Ero l’unica a progettare il matrimonio, perché lui era in tour in Australia e in Nuova Zelanda. Un giorno ero nel suo studio a parlare con lui, quando il telefono squillò. Era Camilla. Sono uscita dalla stanza e li ho lasciati a parlare.
Una volta lo sentii parlare al telefono nel suo bagno. Diceva: “Qualunque cosa succeda, ti amerò sempre”. Gli ho detto dopo che avevo ascoltato e abbiamo litigato. Qualcuno dal suo ufficio mi disse che aveva fatto un braccialetto per lei: una catena d’oro con un disco smaltato in blu con le iniziali “G e F” intrecciate. Entrai un giorno nell’ufficio e chiesi al personale cosa fosse quel pacco. Mi fu sconsigliato di aprirlo, ma io lo feci lo stesso. Mi dissero che lo avrebbe dato a lei quella stessa notte. Rabbia, rabbia, rabbia! Perché non può essere onesto con me? Aveva trovato la vergine, l’agnello sacrificale, e in qualche modo era ossessionato da me. Il suo umore era altalenante. Era lunedì, il mercoledì ci saremmo sposati. Lui era andato da lei. Pranzai con le mie sorelle che erano lì e dissi loro che non potevo sposarlo, che non potevo farlo. Loro mi risposero: “Duch (il suo soprannome d’infanzia), il tuo viso è stampato sulle tovagliette da tè, è troppo tardi per tirarti fuori”».
La bulimia. «La bulimia è iniziata la settimana dopo che ci siamo fidanzati. Una volta mio marito mise la mano sul mio girovita e mi disse: Oh, un po’ di ciccia qui, no?”. E questo mi ha scatenato qualcosa dentro. In più c’era la cosa di Camilla. Ero disperata. La prima volta che mi è stata misurata per il mio abito da sposa, la vita misurava 74 centimetri. Il giorno in cui mi sono sposata era 58. Mi sono ridotta a niente da febbraio a luglio».
Il primo evento pubblico e i commenti di Charles. Nel marzo del 1981 Diana ha accompagnato il Principe Carlo per il loro primo impegno pubblico insieme alla Goldsmith’s Hall. Quella sera indossava un abito da sera in taffetà nero senza spalline disegnato da Elizabeth e David Emanuel, che poi avrebbero confezionato il suo abito da sposa. «Ricordo bene il mio primo impegno. Ero così eccitata. Avevo il mio abito di Emanuel e pensavo fosse perfetto per la mia età. Ricordo di essere entrata nello studio di marito che, appena mi vide, disse: “Non verrai con quel vestito, vero?”. Io risposi di sì. E lui continuò: “È nero! Solo le persone in lutto indossano il nero!». E io dissi: «Sì, ma non sono ancora parte della tua famiglia”. Il nero, a 19 anni, per me, era il colore più cool che ci fosse. Avevo un vero abito per adulti. Quella notte ho imparato una lezione. Ricordo di aver incontrato la principessa Grace, era meravigliosa, ma aveva l’aria travagliata. Quella sera notò com’ero spaventata e mi portò via dalle altre signore per parlare un po’ con me. Le raccontai del mio isolamento, delle paure per il futuro. Lei rispose scherzando: “Non preoccuparti, potrà solo peggiorare”. Fu una serata orrenda. Non sapevo in quale mano tenere la borsa, se dovevo uscire prima io dalla porta. Ero terrorizzata. Mi mancavano le mie ragazze, volevo tornare lì, sedermi e ridere, scambiarci i vestiti e parlare di cose stupide. Volevo semplicemente tornare nel porto sicuro».

“Boschi chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria”. M5S e Salvini: “Si dimetta”. Lei: “È fango”

Maria Elena Boschi chiese a Unicredit di comprare Banca Etruria, scrive l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli nel suo libro ‘Poteri Forti’ di cui è stata diffusa l’anticipazione.
“L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria.

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La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”, scrive Ferruccio De Bortoli.
L’ATTACCO DEL M5S “Boschi vada a casa o faremo di tutto per mandarcela noi. E valuteremo anche possibili azioni sul fronte giudiziario”. Così il M5s sul blog di Beppe Grillo dove attacca: «il governo ‘Renzilonì non è adeguato a mandare avanti il Paese in un momento così difficile, anche in considerazione del peso enorme che la sottosegretaria, a colpi di circolari accentratrici, continua ad avere nell’esecutivo attuale».
“Nel 2015 Maria Elena Boschi chiamò l’amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni chiedendogli di comprare Banca Etruria, la banca dove suo padre era vice-presidente. Lo vedete adesso il conflitto di interessi? La Boschi dovrebbe dimettersi all’istante dopo aver chiesto scusa agli italiani. Diceva che non si era mai interessata alla banca di famiglia ma è solo una bugiarda. Se non si dimetterà la costringeremo ancora una volta a venire in aula con una mozione di sfiducia. Il M5S non molla”. È quanto scrive su Facebook il deputato M5s Alessandro Di Battista.
L’ATTACCO DELLA LEGA “Subito le dimissioni della ministra Boschi. Nell’affare banche c’è dentro fino al collo… La Lega non dimentica: che fine ha fatto la nostra richiesta di una commissione d’inchiesta su Bancopoli? Sepolta in un cassetto?”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini.
BOSCHI: “MAI CHIESTO A GHIZZONI ACQUISTO BANCA ETRURIA” La storia di Banca Etruria viene ciclicamente chiamata in ballo per alimentare polemiche. Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all’ex AD di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria. Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere«. Così la sottosegretaria Maria Elena Boschi, su fb, aggiungenfo di aver affidato »la pratica ai legali per tutelare il mio nome e il mio onore«.
«Sfido chiunque – afferma la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio – e ovunque a dimostrare il contrario. E siccome sono stupita per questa ennesima campagna di fango, stavolta ho affidato la pratica ai legali per tutelare il mio nome e il mio onore. Chi è in difficoltà per le falsità di Palermo o per i rifiuti di Roma non può pensare che basti attaccare su Arezzo per risolvere i propri problemi».