Primo robot licenziato: Fabio lavorava in un supermercato

Per chi temeva che i robot potessero sostituire l’uomo sul lavoro arriva una notizia incredibile: anche le macchine possono essere licenziate. È accaduto in Gran Bretagna, in Scozia, dove il robot Fabio era stato impiegato in un supermercato di Edimburgo per accogliere i clienti gentilmente e rispondere alle loro richieste.

3500229_1736_robot_fabio1«Dove posso trovare la birra?», gli domandavano, ma la risposta di Fabio lasciava un po’ spiazzati: «nel reparto alcolici». La sua carriera ha quindi cominciato un rapido declino, come riferisce il quotidiano britannico “The Telegraph”. Il primo passo è stato un demansionamento: il nuovo incarico di Fabio era invitare i clienti ad assaggiare dei cibi, ma non ha retto il confronto con i colleghi umani. Mentre questi ultimi riuscivano ad attirare circa 12 clienti in 15 minuti, Fabio non riusciva che ad attirarne due.
«Sfortunatamente le prestazioni di Fabio non erano quelle attese», hanno detto al quotidiano i proprietari del supermercato. «Le persone lo evitavano». Non è accaduto lo stesso per i colleghi di lavoro, alcuni dei quali hanno pianto per il licenziamento di Fabio. Una reazione che ha sorpreso lo stesso laboratorio della Heriot-Watt University di Edimburgo, che aveva programmato il robot.
«L’episodio dimostra come sia sempre più necessario programmare i robot sulla base delle esigenze dell’ambiente e delle persone del suo luogo di lavoro», ha osservato l’esperto di Robotica sociale Filippo Cavallo, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. «Si tratta – ha aggiunto – di programmare i robot in modo da ottimizzarne le prestazioni e prolungarne l’uso».

Gianluca Vacchi, il segreto di bellezza a 50 anni: “Mi iberno ogni giorno a -110 gradi”

Gianluca Vacchi ha appena festeggiato i cinquant’anni. A guardare il suo profilo Instagram si direbbe che tra vita super lusso, balletti, viaggi e fidanzate bellissime la sua giornata non lasci alcuno spazio al lavoro.

2604499_1308_gianluca_vacchiEppure Vacchi, in un’intervista rilasciata per il compleanno, ha svelato dei lati nascosti ai più della sua vita.
“A 16 anni studiavo di nascosto i documenti dell’azienda fondata dal nonno: papà me ne teneva fuori, diceva che prima dovevo laurearmi. Ma io scalpitavo: anche se vivevo a Cortina per fare sci agonistico, sapevo che non ero tanto ricco. Da sciatore, battevo Alberto Tomba e sono stato campione italiano di slalom. Ho lasciato perché dopo la laurea in Economia ho intuito che la Ima, che fa macchine per confezionare tè, farmaci e cosmetici, aveva prospettive enormi. Ho acquisito le quote dei parenti meno interessati, indebitandomi per cinque volte il patrimonio di papà”.
Gianluca Vacchi ha anche raccontato la sua routine di bellezza, che al momento è fatta di sport (ogni mattina) e criosauna: “Mi iberno a meno 110 gradi: mantiene giovane. Consigliano due minuti, io ne reggo sei”. Al momento studia da deejay sei ore al giorno (di qualche giorno fa il suo primo brano, Viento) e ha un precettore che gli insegna storia, filosofia e teologia.