Ksenia Sobchak, la Paris Hilton russa, si candida contro Putin: è la figlia del padrino politico del presidente

La presentatrice Tv Ksenia Sobchak – figlia dell’ex sindaco di San Pietroburgo e padrino politico di Vladimir Putin, Anatoli Sobchak – ha rotto il riserbo e ha annunciato di volersi candidare alle elezioni presidenziali di marzo 2018. Ksenia compirà 36 anni il prossimo 5 novembre e in una lettera inviata al quotidiano economico Vedomosti spiega le ragioni della sua scelta. «La mia partecipazione alle elezioni potrebbe davvero essere un passo avanti verso la trasformazione del nostro paese, di cui c’è tanto bisogno», scrive.

epa03260566 Russian TV presenter Ksenia Sobchak (R) and Russian opposition leader Ilya Yashin (L) arrive for questioning at the Investigative Committee building in Moscow, Russia, 12 June 2012. The flats of a number of opposition activists including Alexei Navalny, Sergei Udaltsov, Ilya Yashin, Ksenia Sobchak were searched by police on 11 June. The opposition activists were summoned to appear for questioning at the Investigative Committee, the day when opposition is to hold a so-called 'March of Millions' rally. EPA/MAXIM SHIPENKOV

Ksenia, ex protegé del presidente Putin, da diversi anni ne è diventata strenua oppositrice scagliandosi contro il suo operato attraverso il suo canale Youtube oppure scendendo in piazza. Anche per difendare l’altro grande oppositore del presidente: Alexei Navalny. Proprio Navalny si è saputo da poco che non potrà correre per le presidenziali russe se non dopo il 2028, come ha detto il capo della commissione elettorale russa.
ll passato della donna da sempre lascia molto perplessi gli oppositori dell’attuale presidente Putin e la sua candidatura da alcuni è vista solo come un cartina tornasole per il ‘regime’. Infatti l’1 settembre, il quotidiano liberale Vedomosti ha pubblicato un articolo secondo cui il Cremlino stava valutando la possibilità di far candidare almeno una donna alle presidenziali russe del prossimo anno in modo da ravvivare il voto e la campagna elettorale. Stando a una delle fonti citate dal giornale, il Cremlino considerava proprio l’oppositrice ‘glamour’ Ksenia Sobchak, la candidata «ideale».

Ratajkowski posa senza veli contro Trump: e lo scatto fa impazzire i fan

Emily Ratajkowski, modella, posta un nuovo scatto in topless su Instagram e si scaglia contro l’amministrazione Trump: «Il mio corpo, la mia scelta», dice.

IMG_20171008_205241_08205919.jpg.pagespeed.ce._HOj5_567XLo fa per la decisione presa dal nuovo presidente americano in merito al controllo delle nascite: i datori di lavoro potranno decidere di non fornire la copertura assicurativa alle donne necessaria per avere libero accesso ai contraccettivi di emergenza, se mossi da «motivi religiosi» o «morali».
Era stato Obama a voler eliminare invece i costi a carico delle donne. «Il diritto di una donna al controllo delle nascite non deve essere basato sul reddito. Il controllo delle nascite fa parte dell’assistenza sanitaria, che è un diritto», scrive la modella 26enne.

Distrutta l’auto della candidata trans in Sicilia: “Vado avanti, non mi faccio intimorire”

Solo due giorni fa la trans Roberta Giulia Mezzasalma aveva annunciato la sua candidatura alle Regionali siciliane con l’Udc a sostegno del candidato Presidente Nello Musumeci, poche ore dopo le hanno danneggiato l’auto spaccandole il vetro anteriore.
A denunciare l’accaduto è la stessa transessuale, che nel 2011 ha deciso di cambiare sesso. «Non sono neppure 24 ore che ho annunciato la mia candidatura in politica, è già questi sono i risultati.

21192663_1840162875999709_3640312670122672483_n_04142301Se qualcuno per caso pensa di intimorirmi con questi mezzucci, forse ancora non ha capito che ha sbagliato persona. Forse ho proprio ragione quando dico che una babba fa tremare anche i muri».
Nelle ultime ore sono state numerosi gli attestati di solidarietà ricevuti dalla donna. E lei, che gestisce un ristorante a Vittoria (Ragusa), non ha alcuna intenzione di mollare. «Sono stata ufficiale nell’esercito nel corpo del Genio Pionieri a Roma, ed il nostro motto era :» Per aspra via ad aspra metà«. E non sarò certo io a tradirlo… Avanti sempre a testa alta», commenta con ironia la donna nata Gianluca.
Nella clip video in cui Giulia Mezzasalma, che in passato ha vinto anche diversi concorsi di bellezza, spiega il perché della sua candidatura con lo Scudo Crociato, dice: «Da trent’anni sono al potere sempre le stesse persone, io ci ho sempre messo la faccia con tutti. Mi sono messa contro delinquenti e mafiosi, ho dimostrato di volere il bene di questa città, se volete cambiare qualcosa sappiate che sono candidata nel partito dell’Udc, se volete fare un moto di protesta e portare alla Regione una persona che veramente rappresenti la vostra terra, votate per me». E ha aggiunto: «Sapete tutti i miei cambiamenti che ho fatto a volte mi stupisco di quello che riesco a fare. Sapete la mia storia, quando decisi di cambiare sesso, da Gianluca a Roberta Giulia, non sapevo come dirlo a mio padre, ma quando lotto per le cose giuste non guardo in faccia nessuno. Meglio morire».

Miss America, la reginetta critica Donald Trump

Le sue ambizioni politiche non le ha nascoste nemmeno con la corona in testa. Cara Mund, neoeletta Miss America, 23 anni, laureata alla Brown University, sogna di diventare governatrice e a Donald Trump dice che ha sbagliato a ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.

Miss-America-2018-644060La Mund, già Miss North Dakota, si è aggiudicata il titolo di reginetta d’America sfidando 51 contendenti e ha criticato il presidente degli Stati Uniti in un’intervista durante il concorso. L’uscita degli Usa da Cop21 “è una cattiva decisione, ci sono le prove che il cambiamento climatico esiste e noi dobbiamo stare a quel tavolo”, ha spiegato. “Nella sanità, nelle questioni che riguardano la riproduzione, sono soprattutto gli uomini a prendere le decisioni, serve invece anche una prospettiva femminile”, ha spiegato la neo Miss America.

Putin: “Fare la doccia vicino a un gay? Sono maestro di Judo”

Senza peli sulla lingua. Nel corso delle sue interviste col presidente russo Vladimir Putin – il documentario, The Putin Interviews, sarà trasmesso nell’arco di 4 serate a partire dal 12 giugno – il regista americano Oliver Stone ha toccato anche il tema dei gay in Russia, dove nel 2013 è stata approvata una legge che proibisce la «propaganda omosessuale» nei confronti dei minori (ma che in realtà rende possibile diverse forme di discriminazione).

putin-mito-delle-folle_07105103 (1)Putin ha sottolineato che in Russia non ci «sono restrizioni di nessun tipo» e ha fatto poi l’esempio di alcuni stati islamici dove gli omosessuali rischiano la pena di morte. Stone ha chiesto allora a Putin come si comporterebbe se si trovasse al fianco di un omosessuale nella zona docce di un sommergibile. Putin, ridendo, risponde così: «Preferirei non fare la doccia con lui. Perché provocarlo? E poi lei lo sa, io sono maestro di judo». Lo riporta Bloomberg, che ha visionato in anteprima la prima puntata del documentario.

Brigitte Trogneux, la première dame che ama l’autoironia

La prima qualità di Brigitte Trogneux in Macron è un’elegante forma di autoironia: «Emmanuel deve diventare presidente adesso: non vorrete mica che ci riprovi nel 2022. Ve l’immaginate che faccia avrò allora?». Dicono lo ripeta spesso agli amici, un modo per liquidare questa storia della differenza di età.

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Come se lei non ci avesse mai pensato. Aveva 42 anni e Emmanuel 17 quando lo ha incontrato alla Providence di Amiens, professoressa di francese e responsabile del laboratorio teatrale lei, penultimo anno di liceo lui. Era stata la figlia Laurence, la seconda, a parlargliene: «C’è un matto in classe, sa tutto».
Lui s’iscrive al laboratorio teatrale, (lei non è la sua prof) e montano una pièce insieme. Lui va spesso a casa di lei per lavorare sull’allestimento. Françoise Macron, la mamma, pensa che sia una scusa per incontrare Laurence, o magari Typhaine, la più piccola dei tre figli di Brigitte. E’ una scusa, sì. Emmanuel è bravissimo, colto. Lei racconterà: «Non l’ho mai considerata una trasgressione, non l’ho mai visto come uno studente». Ma è sposata, ci sono i figli, appartiene a una delle più note famiglie di Amiens, i Trogneux sono storici cioccolatai: non ci si può nemmeno pensare.
Emmanuel invece ci pensa, e con molta più naturalezza. Deve partire a Parigi per finire il liceo, lo mandano al prestigioso Henri IV, lo mandano perché è bravo, ancora di più per allontanarlo da Amiens e dalla professoressa. Lui la saluta: «Non si sbarazzerà di me, qualsiasi cosa lei faccia, io tornerò e la sposerò» (sì, le cronache riportano il lei’). Non poteva andare in altro modo. Lo ha spiegato Brigitte semplicemente ai figli Sébastien oggi è ingegnere, Laurence cardiologa, Tiphaine avvocata e anche coordinatrice di una sezione di En Marche!, tutti legatissimi a lui -: «Se non vado, non avrò vissuto la mia vita».
Allo scrittore Patrick Besson, un amico, ha confessato di mal sopportare tanti commenti su una cosa che quando è in senso contrario il più maturo è lui è considerata normale. «E’ un’ingiustizia che può farmi arrabbiare e allora posso anche diventare vendicativa». E Emmanuel? Lei ride: «Ha sposato una rompiscatole con cognizione di causa». La coppia è solida e innamorata. Ha superato senza scosse particolari le voci su una presunta omosessualità di lui.
Lei è in pensione da tempo, è nonna sei volte. E’ la sua più stretta collaboratrice. Non ha un ufficio particolare nel quartier generale di campagna, ma va a incontri, organizza, veglia sull’agenda, che non sia troppo isterica («lasciatelo respirare»). Tutti sono d’accordo: è aperta, all’ascolto, non impone mai la sua presenza.
La prof rilegge i discorsi: «Se non capisco io, significa che non si capisce». Macron corregge. In un comizio a Tolone, il 18 febbraio, dopo aver pronunciato la parola tassonomia (probabilmente unico politico nella storia ad aver usato il termine in un comizio), il candidato concede l’inciso per spiegare: «è la disciplina della classificazione». Marc Ferracci, testimone al matrimonio (nel 2007) e oggi membro di En marche!, assicura: «Senza Brigitte, Emmanuel non si sarebbe lanciato nell’avventura presidenziale. La sua presenza per lui è fondamentale». L’altra sera, è con Bib che è salito sul palco per festeggiare la vittoria al primo turno: «Ringrazio Brigitte, senza di lei non sarei io».
L’Eliseo? E’ la loro battaglia. Racconta Patrick Besson: «Brigitte è con lui, ma sa che le coppie sopravvivono raramente all’Eliseo (bastano gli ultimi mandati: Cecilia Sarkozy e Valérie Trierweiler ndr) ha conquistato la sua felicità e adesso ha paura di perderla».

Berlusconi non paga gli alimenti a Veronica Lario, pignorati 26 milioni dal conto corrente

Veronica Lario non concede sconti e la battaglia sugli alimenti che le deve l’ex marito Silvio Berlusconi non sembra accennarsi a smorzare.

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L’ex presidente ha presentato anche due ricorsi in tribunale: uno perchè l’assegno mensile versato sia ridotto, e un secondo perchè una parte delle somme fin qui pagate all’ex consorte gli siano restituiti. In tutta risposta però Veronica, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha proceduto legalmente ottenendo un pignoramento di 26 milioni di euro dai conti dell’ex marito.
Berlusconi, infatti, in attesa della sentenza in Cassazione, avrebbe diminuito da 1 milione e 400 mila euro a un milione gli alimenti per la Lario, raggiungendo così una morosità pari a 2 milioni che Veronica non ha tardato a chiedere facendo ricorso al tribunale e otteneto, a fronte della sentenza precedente, l’autorizzazione al pignoramento.

Louis Linton, un’altra bionda (super sexy) alla Casa Bianca: l’attrice ha sedotto Donald Trump

Non bastava la First Lady a far impazzire i fotografi. A entrare in scena c’è stata prima Ivanka, figlia di Donald. E ora Louis Linton, compagna del nuovo segretario al tesoro.

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Una nuova splendida donna bionda rischia di rubare la scena alla First Lady. Dopo la figlia di Donald, la bellissima Ivanka, si affaccia infatti alla Casa Bianca Louise Linton. Ex attrice, ha già sedotto il presidente Donald Trump.
Si tratta della compagna del nuovo segretario al Tesoro Steven Mnuchin, che ha prestato giuramento il 13 febbraio. Trentacinque anni, scozzese, è un’attrice di lungo corso, anche se non a Hollywood non ha sfondato. Ha recitato nella serie tv Csi e in Cabin Fever. E con Robert Redford in “Leoni per agnelli”.
Presto apparirà con immagini, si mormora, hot nel film “Intruder”. Ma anni fa fu già protagonista di foto in abiti succinti per il maschile Maxim.
IL MARITO – Mnuchin ha invece 54 anni, altro ricchissimo nel team di Trump: 400 milioni di dollari il suo patrimonio. Ex banchiere, per 17 anni alla Goldman Sachs, produttore, Trump lo esalta per il risanamento di Indymac Bank, presa a 1,6 miliardi e rivenduta per 3,4.

Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin, Natale al mare a bagno nelle acque gelide

Nonostante le temperature invernali, Pier Silvio Berlusconi scegli di affrontare le fredde acque di Santa Margherita Ligure.

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Il vice presidente Mediaset infatti è stato sorpreso da “Chi” in vacanza con la famiglia nel comune ligure e, costume indosso, ha fatto un bagno invernale prima di dedicarsi ai figli e alla compagnia Silvia Toffanin.

Selvaggia mette in guardia la Boldrini: “Per Fb ora sarai una bulla”

Selvaggia Lucarelli mette in guardia Laura Boldrini dopo che la presidente della Camera ha pubblicato sul proprio profilo facebook gli insulti sessisti che riceve con nomi e cognomi degli autori.
«Cara Presidente Boldrini – scrive Lucarelli sul social – ho visto che oggi ha pubblicato sulla sua pagina fb alcune offese che riceve via fb. Condivido questo modo di difendersi e di denunciare (io lo faccio da anni, non mi fila nessuno se non gli utenti di fb) ma deve sapere che non solo come lei lamenta in un’intervista fb e Twitter non la ascoltano, ma lei sta violando la policy di Facebook».

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«Il nostro amato social infatti cataloga questa azione come “bullismo” perchè in quanto personaggio pubblico lei non può postare sulla sua bacheca commenti altrui che potrebbero provocare indignazione in chi li legge.

Lei è UNA BULLA. Capito? Le possono dare della puttana ma lei non può mostrarlo nè denunciarlo se non in commissariato.
Se le regole valgono per lei quanto per me le bloccheranno la pagina (con me l’hanno fatto) o se sono più gentili le scriveranno di rimuovere il tutto (con me lo fanno sempre)».
«Comunque, questo suo post, a breve non esisterà più. La battaglia va fatta a monte, presidente. È anche e soprattutto a Zuckerberg che dobbiamo chiedere di aiutarci. Lei può, con qualche mezzo in più rispetto a me. Buona giornata. P.s. Sarebbe interessante capire il perché fb potrebbe influenzare l’elezione di un presidente e non alimentare una mentalità sessista e contribuire a sdoganare e legittimare le offese pubbliche alle donne».