Cyberbullismo, la bimba prodigio degli spot si toglie la vita a 14 anni

Da bimba prodigio di alcuni spot pubblicitari a adolescente vessata dai bulli online: un intero paese piange la tragica scomparsa della 14enne Ammy Everett, per tutti ‘Dolly’, che ha deciso di togliersi la vita dopo aver ricevuto, per lungo tempo, minacce e insulti da parte di alcuni ‘haters’ che l’avevano presa di mira.

Dolly-Everett-960x540_11094307L’adolescente australiana, negli anni passati, era divenuta una star nel suo paese per aver prestato il volto alcuni anni fa a una campagna pubblicitaria della Akubra, azienda produttrice di cappelli tipici. A dare la notizia del suicidio sono media locali e internazionali.
A rivelare i motivi del gesto estremo, compiuto il 3 gennaio, è stato nei giorni successivi il padre di Dolly, Tick Everett, in un accorato post su Facebook.
L’uomo ha invitato chi ha angariato la figlia fino a spingerla ad uccidersi ad andare ai suoi funerali. «Così vi renderete conto – ha scritto – di quale disastro abbiate combinato. Non avete la metà della forza che aveva il mio prezioso angelo – ha scritto ancora – e che ha dimostrato anche nel mettere in atto il suo tragico piano per sfuggire alla cattiveria di questo mondo».
Alla fine del suo post, Everett ha chiesto a tutti di mobilitarsi contro il bullismo «perché solo così la vita di Dolly non sarà andata sprecata».

Ballerine in tanga in strada: si distrae alla guida e si schianta

Le distrazioni alla guida, in strada, possono essere molte e ampiamente variegate: difficilmente, però, è possibile trovarne di più sexy rispetto a quelle che qualche giorno fa hanno fatto rallentare il traffico fino a provocare un incidente nelle vie di San Paolo del Brasile.3218659_1248_incidente_sexyUn gruppo di sexy modelle, in tacchi a spillo e bikini, hanno iniziato a camminare in strada mostrando ad automobilisti e passanti alcuni cartelli pubblicitari che indicavano sconti promozionali in un negozio. Ed è proprio così che un uomo, alla guida di un pick-up, non si è accorto che il suv davanti a lui aveva arrestato la propria marcia; il tamponamento è stato così inevitabile, tra le risate e le urla dei passanti. L’automobilista, già schernito abbondantemente da tutti i presenti, ha preferito darsi alla fuga senza neanche scendere raccogliere il paraurti della sua vettura (o meglio, ciò che ne rimaneva).