Noemi, l’ultimo saluto tra commozione e rabbia: la madre: “L’odio porta solo violenza”

Trasportata a spalla tra due ali di folla e accompagnata da un lungo applauso commosso, è arrivata nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Vergine di Specchia la bara bianca con il corpo di Noemi Durini. Il feretro della sedicenne, uccisa il 3 settembre scorso dal fidanzato, era preceduto da una grande foto di Noemi e seguito dalla famiglia della giovane: mamma, padre e due sorelline.

f12f011f29458202e1a9fcac8ed7baccLa chiesa è gremita e moltissima gente è rimasta fuori. Alla cerimonia, presieduta dal vescovo, Vito Angiuli, partecipa anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
«Cara Noemi, cercavi l’amore, hai trovato la morte, ma Dio ti ridona la vita» – ha detto Angiuli nell’omelia. Il vescovo si è rivolto ai familiari della giovane, chiedendo loro di «tenere a freno rancore e amarezza, nutrendo sentimenti di astio e risentimento nei riguardi di chi ha portato via troppo presto vostra figlia». Il vescovo ha anche lanciato un appello ai molti giovani presenti al funerale: «Non rifugiatevi nella solitudine del vostro mondo, ma lasciateci intravvedere l’immenso desiderio di bene che alberga dentro di voi. Affrontate con coraggio la vita, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà».

“Mia figlia si vende nei locali”, la risposta choc della 14enne napoletana: “Niente droga, faccio sesso per voglia”

«La droga è un buco nero, basta non finirci, e io personalmente non ero manco sul bordo». Rompe il silenzio, Arianna (la chiameremo così), e lo fa con un post su Facebook rivolto alla sua mamma e a quella che definisce, non senza acredine, «la gente». Lo sfogo della teenager, tra rabbia e dolore, arriva dopo la denuncia della madre, una nota cantante napoletana, che in una lunga intervista a Il Mattino ha chiesto aiuto per la sua bambina e puntato il dito contro quel mondo della notte in cui la figlia sarebbe finita: un universo fatto di sballo tra alcool, droga e prostituzione.

porno-online-2Un grido di allarme, quello della donna, lanciato anche per mettere in guardia altri genitori. E che potrebbe avere come conseguenza il trasferimento della 14enne presso la comunità terapeutica di San Patrignano.
«Una volta per tutte – esordisce la ragazza – cara mamma come vedi la gente ragiona un po’ più di te che stai a perdere tempo appresso ai giornali». La giovane, che non ha paura di mettere a nudo la sua fragilità, annuncia la scelta compiuta: «Come sai ho deciso di cambiare». Non solo: Arianna, risentita per la scelta della madre di denunciare pubblicamente la sua vicenda, mostra parole di apprezzamento per lo forzo di «rimediare. Dopo questa figuraccia – spiega – hai deciso di scusarti e ti sei resa conto che la colpa non era tutta mia. Magari questa lezione mi avrà insegnato qualcosa ma arrivare a questo punto è stato tragico, sono fragile e lo sai che amo solo te mamma, nonostante tutto».
Se le parole di Arianna per la madre sono dense di affetto, il tono cambia quando la giovane si rivolge alla «gente». La 14enne punta il dito: «Avete tanto da parlare anche non sapendo i fatti come stanno davvero, penso abbiate tempo da perdere, non vi biasimo, ma come minimo prima di giudicarmi, guardate voi stessi, fatevi una bella domanda: “Chi sono io per giudicare?”». Poi, il chiarimento, scritto a caratteri cubitali: «Non mi sono mai venduta per della droga, se devo avere un rapporto lo faccio per voglia non per droga».
Centinaia i messaggi di incoraggiamento postati dagli amici. Tra essi, quello della madre che, nel rivendicare la sua scelta di denunciare, apre il cuore alla figlia: «Scusami se ti ho ferita non volevo questo, volevo solo dirti e farti capire che non rispetti il mio dolore. Ti adoro». Ma a intervenire è anche il papà della 14enne. Che affida a un lunghissimo commento tutto il suo affetto per Arianna: «Cara adorata figlia mia, con questa tua “esternazione” ancora una volta dimostri la tua voglia di trasparenza, di sincerità e di chiarezza».
L’uomo stigmatizza la vita notturna della teenager denunciata dalla madre – «ciò che hai irresponsabilmente fatto, nel provare ad utilizzare delle sostanze nocive, lo hai con grande sincerità ammesso e raccontato, mentre la storia di “vendersi per la droga” è ancora da chiarire» – e al tempo stesso si mostra comprensivo nei confronti della scelta di denunciare quanto stava accadendo: «Non colpevolizzo, non accuso, non punto il dito contro tua madre».
Ma, soprattutto, nelle sue parole a venire fuori è ammirazione per il coraggio della figlia e voglia di andare avanti: «Tutti noi, esseri umani, siamo forti spesso ma, talvolta, fragili. Lo sei tu, forte, fortissima adesso con questa voglia di mettere le cose in chiaro». E ancora: «Non tutti i mali vengono per nuocere. Se tanti amici si sono mostrati solidali e pronti a sostenerci, fra qualche tempo potremo ragionare su questa fase della nostra vita come qualcosa che ci ha fatto crescere, rendendoci più forti. Sarai una donna con una esperienza di vita e un bagaglio così importante da diventare un riferimento per tante altre persone».

“La banda di Jeremy Meeks ha ucciso mio figlio 16enne, vederlo ricompensato mi fa male”

Eric Castillo aveva 16 anni e un’unica, grande passione: quella del basket, giocato in ogni playground della sua città. Il ragazzo fu, nel 2004, una vittima innocente di uno scontro tra gang: fu ucciso, probabilmente per errore, da David Lewis, che all’epoca aveva 17 anni e faceva parte dei Crips, una delle più violente gang criminali della California e di cui faceva parte anche Jeremy Meeks, il detenuto sexy diventato ricchissimo modello.

jeremy-meeks_10113430La mamma di Eric, Carmen, si è lasciata andare ad un duro sfogo, riportato dal Mirror. «Fa male vedere uno come Meeks ricompensato dopo quello che la sua gang ha commesso, mi riempie di rabbia e disgusto» – ha dichiarato la donna – «Siamo certi che quell’uomo abbia abbandonato la banda? Non capisco perché uno così debba essere premiato e non punito».
Dal canto suo Jeremy Meeks, che ora frequenta ricche milionarie e star dello showbusiness statunitense, assicura di aver cambiato vita: «Non è facile sapere che la mia storia è di dominio pubblico, temo la possano leggere anche i miei figli e magari tentare di emularmi. Non è niente di cui vantarsi e i tatuaggi fanno parte di un passato che sto tentando di cancellare». Tra tutti, infatti, ce ne sono alcuni che richiamano all’adesione alla banda dei Crips: ‘Crip Life’, ‘NC’ (Northern Crips) e un tatuaggio a forma di lacrima sotto l’occhio sinistro che simboleggia una uccisione tra gang rivali.

Decapita la figlia di 3 mesi, mette il coltello nelle mani della piccola e dice: “Si è tolta la vita da sola”

Uccide, decapitandolo, la figlia di 3 mesi, oggi è arrivata la condanna per la giovane mamma orco. Deasia Watkins, 22enne dell’Ohio, ha decapitato la sua bambina nel marzo del 2015, poi nel tentativo di scagionarsi avrebbe messo il coltello nelle mani della pupa con l’intenzione di far credere che si fosse uccisa da sola.

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La donna, secondo la stampa locale, dopo una lunga cura psichiatrica obbligatoria perché dichiarata affetta da psicosi post partum, è stata dichiarata giudicabile e quindi processata e condannata a 15 anni di carcere per omicidio aggravato. La donna stava assumendo dei farmaci per la sua depressione post parto e la bimba le era stata tolta e affidata a una zia per paura che potesse farle del male. La zia avrebbe però commesso la leggerezza di lasciare la madre sola con la figlia e colta da una crisi di rabbia a causa del pianto della piccola l’avrebbe uccisa.

Fanno sesso all’autolavaggio. La rabbia dei residenti: “Basta con questo degrado”

Sesso all’aria aperta, un camionista e una prostituta sorpresi sull’autolavaggio in posizione inequivocabile alla luce della luna: «Non ne possiamo più» il grido di Fonte di Mare.

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«Ieri sera ho accompagnato una persona a casa a mezzanotte e venti – riferisce un uomo della zona – al distributore dell’Agip ho notato un movimento strano, c’era un autotreno parcheggiato male e una persona di colore ferma, in piedi, subito ho pensato a un furto e quello in piedi pensavo facesse il palo, mi sono avvicinato e ho illuminato la scena, non lo avessi mai fatto, appoggiata sul lavello nella zona degli aspiratori c’era una donna. I due stavano facendo sesso». Questo è uno dei tanti racconti vissuti in presa diretta dai malcapitati residenti nella zona che ne registrano di tutti i colori a Fonte di Mare, nell’area del distributore di carburante che è punto d’incontro tra prostitute e clienti e spesso è la zona scelta dalle lucciole per cambiarsi d’abito, prima di mettersi al lavoro. «Siamo stanchi, sdegnati per tutto questo degrado, l’indifferenza regna sovrana» riferisce il testimone oculare della scena di sesso all’aperto.

Saviano e la scorta, la rabbia dello scrittore: “Sono questi gli alleati di Renzi? Vergogna”

ALFANO: SCORTA NON IN DISCUSSIONE «La scorta a Roberto Saviano non è in discussione». Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sottolineando di voler «chiudere la polemica». «La scorta – ha spiegato in un incontro di Area Popolare sulla famiglia – viene concessa a seguito di valutazioni tecniche sulla base dei profili di rischio. Negli anni, tali profili di rischio non sono venuti meno».

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Quindi, «vorrei chiudere la polemica dicendo che tali valutazioni non competono all’interessato ma ad organismi tecnici di valutazione».
“POLVERONI INUTILI” «Gli inutili polveroni sollevati in queste ore non ci distoglieranno dal perseguire, con tenacia e determinazione, l’affermazione di Ala e di Valeria Valente a Napoli». Lo affermano i senatori di Ala Vincenzo D’Anna, Pietro Langella e Antonio Milo, all’indomani delle polemiche per le parole di D’Anna su Saviano e Capacchione. «La battaglia elettorale necessita di sintonia ed unità». «Tutto il resto è strumentale e marginale e non ci distoglierà dal raggiungimento degli obiettivi prefissati», concludono.