Selvaggia Lucarelli contro Andrea Preti: “Ha usato Amatrice per far parlare di sé”

MILANO – Una dura reprimenda di Selvaggia Lucarelli ad Andrea Preti, modello, ex isolano e attuale fidanzato di Claudia Gerini. Selvaggia infatti ha utilizzato il suo account Facebook per illustrare quanto accaduto fra Amatrcie, paracadutismo e raccolte fondi: “Il mio ambiente è pieno di mitomani, di gente che inventa vite che non, con tentativi patetici di farsi auto-promozione – ha scritto sul social – Ci sono cose però che superano il limite della decenza. Per esempio usare la beneficenza. Per esempio usare AMATRICE e il dramma di un paese per farsi fighi e avere due articoletti di giornale. (il sindaco la sapeva questa storia, per dire?)

Selvaggia-Lucarelli-Andrea-preti-instagramParliamo di Andrea Preti, uno che nella vita ha fatto un po’ tutto per poi finire all’isola dei famosi non si sa come.
Da qualche tempo il tizio posta sulle sue pagine instagram e fb foto di paracadutismo. Riprende sulla sua pagina articoli di Novella 2000 in cui lui viene descritto come istruttore non solo di paracadutismo ma uno che si lancia con la tuta alare da 4000 metri. Dice che è perfino pilota di Cessna. Ne possiede addirittura uno a Roma, non si sa parcheggiato dove, se in giardino o nelle strisce gialle davanti casa.
Quindi annuncia dalla sua pagina fb che lui a settembre organizzerà “una giornata a scopo benefico per raccolta fondi per Amatrice e paesi limitrofi che hanno perso tutto… una giornata di lanci…base e para’ delta e parapendio scrivetemi sto organizzando! No chiacchieroni! E’ una cosa seria. Consegnerò personalmente i soldi al sindaco di Amatrice in una cerimonia pubblica” .
Si lancerà con la sua fidanzata Claudia Gerini, dice. Alla faccia, direte voi. Che figo ‘st’Andrea Preti, direte voi. Peccato che il mondo del paracadutismo sia molto molto molto piccolo. E che alcuni noti paracadutisti, nel vedere le sue foto e leggere i suoi annunci, si siano parecchio sorpresi perché nessuno, questo Andrea Preti, lo aveva mai sentito nominare. Mai visto lanciarsi, mai avvistato su un aereo.
Morale: scavo un po’ e viene fuori che molte delle foto di paracadutismo postate da Preti sui suoi social sono state scippate dalla pagina di Ratmir, un jumper russo morto con la sua tuta alare in montagna nel 2016.
Viene fuori che non esiste mezza foto in cui si veda Preti lanciarsi o in aria.
Gli chiedono chiarimenti e lui comincia a cancellare alcune foto, post e i commenti di chi si è insospettito.
A quel punto cosa fa per arginare la faccenda?
Va in un centro di paracadutismo, si infila una tuta, sale su un aereo con altri paracadutisti dichiarando alla telecamera “Ready to fly!” con l’aria dell’uomo che non deve chiedere mai. Posta il video sul suo instagram. Novella 2000 lo riprende. Peccato che: a) nel video si vedono gli altri lanciarsi. GLI ALTRI. Tutti tranne lui. b) posti una foto di lui in tuta ma i paracadutisti esperti (per esempio Carlo Dipi Dipietro e Omar Pinato) gli facciano notare che ha un paracadute da allievo e con quello manco si può lanciare. Ha gli occhiali sopra al caschetto, e se ti lanci così volano via. Infine, gli spiegano che i casciali sulle cosce sono malamente annodati e non fissati.
I paracadutisti esperti, inoltre, riconoscono il centro in cui è andato, che è a Nettuno. Chiamano Nettuno. Da lì confermano che Preti è andato dicendo che voleva farsi un giro in aereo per fare EVENTUALMENTE un volo in tandem a settembre.
Insomma, Andrea Preti non è un istruttore di un cazzo di niente.
Se lo è, mostri LA LICENZA ENAC e il libretto di lanci. Se vuole mostrarci anche il brevetto di volo (pilota di Cessna no?) e il suo aereo gli crediamo ancora di più.
E infine, ci racconti cosa vuole fare ad AMATRICE, a quale titolo e perché inventa tutte queste cazzate facendosi pubblicità sulla pelle di gente che ha già avuto abbastanza sciacalli intorno.
Attendo risposte. Tanto dice che è pure esperto di arrampicata. Ecco, vediamo come se la cava con quella sugli specchi. (Qui il video buffonata in cui NON si lancia ma si dice che lo faccia: http://www.novella2000.it/news/andrea-preti-amatrice/).

“Questa è la sorella dell’attentatore di Manchester”, ma non è come sembra

La sorella dell’attentatore di Manchester, Jomana Abedi, postava spesso sul suo profilo Facebook foto di modelle famose. Questo ha tratto in inganno numerosi media che hanno pubblicato le foto delle modelle modelle attribuendo loro una falsa identità.

14717189_256593058076207_1328333114593315771_nMaya Ahmad e Janice Joostema sono popolarissime, hanno entrambe un milione di followers su Instagram e si dicono sconvolte dall’accaduto.
Maya Ahmad, contattata da Selvaggia Lucarelli ha dichiarato: “Sapevo tutto e mi sto muovendo legalmente. È folle che si utilizzino foto di ragazze inconsapevoli per fare clickbating. Lo hanno fatto con me e anche con Nadine, un’attrice indiana. È assurdo e inaccettabile.”
L’avvenenza delle due modelle ha dato luogo a insulti e a tutta una serie di luoghi comuni sulla “doppia vita” della sorella dell’attentatore che erano privi di alcun fondamento.

Selvaggia Lucarelli contro gli agenti: “Non sono eroi…”

Selvaggia all’attacco anche a Natale. “Per quello che mi riguarda, un poliziotto che chiede i documenti a una persona per effettuare un banale controllo e si trova, imprevedibilmente, a dover rispondere al fuoco, non è un eroe.

13232944_10153653493230983_1487716843384991846_n

È un uomo che svolge il suo lavoro e lo fa esattamente come gli altri 300.000 poliziotti in Italia che si assumono i medesimi rischi e magari vanno in pensione senza essersi mai trovati nella drammatica situazione di dover sparare a qualcuno. Parole come “orgoglio” ed “eroi” mi lasciano perplessa. Era un controllo casuale. Hanno avuto prontezza nella reazione. Bravi. Fine”. Selvaggia Lucarelli commenta così, su Facebook, le tante reazioni alla sparatoria di ieri a Sesto San Giovanni che ha visto coinvolti due agenti italiani.
“Per il resto, quello che ha ammazzato Amri – attacca la blogger riferendosi ai post e alle immagini pubblicate sui social dai due poliziotti – è uno che scriveva cagne alle donne, che si faceva fotografare mentre faceva il saluto romano, che rimpiangeva Mussolini e così via. Ecco, facciamo che è al massimo un poliziotto coraggioso e con dei buoni riflessi. Per il resto, dal bussolotto degli eroi del Natale, per quel che mi riguarda c’è altro da pescare”.

Selvaggia Lucarelli contro Lapo Elkann: “Dal sequestro lampo… A quello Lapo”

Lapo Elkann è finito di nuovo nei guai con la notizia del finto rapimento lampo di10mila euro. La notizia ha fatto rapidamente dall’America il giro del web e quindi del mondo e sull’argomento è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli dalla sua pagina “Facebook” con un lungo post dal titolo “Dal sequestro lampo a quello Lapo”: “Allora. Ricapitoliamo – scriva Selvaggia su Facebook –  Lapo va a New York per la festa del ringraziamento e uno pensa: ah che bello, è uno che ama le tradizioni, vorrà riunire gli amici oltreoceano per un pranzo col tacchino a centrotavola.

1418126513031.jpg--

No, per “ringraziamento” lui intende che ringrazia uno spacciatore portoricano e chiama un escort transgender. Ora, non è ben chiaro il perché si faccia un volo intercontinentale quando a Cesano Boscone o a Bucarest ci sono transgender di tutto rispetto, ma vai a capì, magari gli mancavano delle miglia per avere il trolley freccia alata.
Comunque, a quanto pare i due si drogano che Pete Doerthy in confronto è un nazivegano, finiscono la droga, l’escort acquista 10 000 euro di droga e siccome il giorno del ringraziamento è finito Lapo gli dice “Grazie!” ma quello gli risponde “Grazie un cazzo, mi devi 10 000 euro.”. E qui viene il bello. Il transgender non ha il pos, Lapo scende giù sulla quinta strada a prelevare ma scopre che la famiglia gli ha tagliato la prepagata con le cesoie da siepe. La paghetta se l’è pippata tutta. A quel punto che fa? Si inventa un sequestro, tanto le manette erano già lì. E qui il genio. Chiama lui la famiglia e già qui sarebbe il primo caso di sequestrato a chiedere un riscatto per il suo sequestro, ma vabbè. Dice che un tizio non lo lascia andare se non pagano 10000 euro, roba che un qualsiasi sequestratore chiederebbe di più pure per il sequestro di Adriana Volpe, capirai se uno rapisce un Agnelli per due spicci. Il fratello ovviamente mette giù il telefono, chiama Ginevra e fa: “Il cazzaro ne ha combinata un’altra”.

“Selvaggia Lucarelli lavora in tangenziale”: spunta la pagina Facebook, lei reagisce così

Selvaggia Lucarelli è furiosa dopo aver scoperto l’esistenza di una pagina Facebook intitolata a suo nome. La blogger viene fatta passare per una prostituta che lavora in tangenziale con tanto di fotomontaggi.

2064809_lucarelli

E lei ha pubblicato un post sui social per annunciare un’azione legale.”Per far rimuovere pagine come queste – si legge sul suo profilo – io posso solo andare da un avvocato. Amici di Facebook, il giorno in cui dovrete cominciare ad assumervi le vostre responsabilità è sempre più vicino. E i suicidi (anche) sulla vostra coscienza sono solo all’inizio, fidatevi. Peccato. Con una policy seria e responsabile sarebbe il social network più bello di sempre”.

“C’è una trans a Miss Italia”: Selvaggia Lucarelli condannata per diffamazione

“C’è una trans a Miss Italia”, a causa di questa frase Selvaggia Lucarelli è stata condannata a un’ammenda di 500 euro per diffamazione ai danni di Alessia Mancini, miss Lazio nel 2010.

223851_10150253999475983_7477108_n-e1421069526972-715x356

Durante Miss Italia , condotta da Milly Carlucci, la Lucarelli aveva scritto sul suo blog che tra le fila delle Miss c’era una trans, successivamente identificata con la Mancini per via della sua notevole altezza.
Una diceria che arrivò anche all’orecchio della numero 53 che sciolse in un pianto a dirotto proprio durante la diretta tv.
Da qui la denuncia per diffamazioni conclusasi anche con il pagamento di 5.000 euro come risarcimento danni.

Selvaggia Lucarelli: “Ho fatto violenza a Belen con il video hard, ero stupida”

Tra Selvaggia Lucarelli e Belen Rodriguez non corre certo buon sangue e sono tanti gli episodi di reciproca antipatia che negli anni si sono susseguiti tra le due. Il tutto è riconducibile ad un episodio scatenante: nel 2010 la giornalista fu tra le prime persone a parlare e diffondere il video hard (privato) della showgirl, contrubuendo a renderlo di pubblico dominio.

belen selvaggia lucarelli-2

Ieri sera, durante la prima puntata della nuova trasmissione di Michele Santoro, “Italia”, la Lucarelli si è scusata per quanto accaduto sei anni fa rispondendo a una domanda del padrone di casa: “Sei famosa per essere stata tra quelli che diffusero quel famoso video hard di Belen. La diffusione è stata una forma di violenza eppure non hai avuto esitazioni nel parlarne. Che differenza c’è con il caso di Tiziana Cantone?”.  Selvaggia non si è nascosta dietro a un dito e ha ammesso il suo errore: “Non c’è alcuna differenza. Sei anni fa ero stupida io, ero ignorante rispetto ai meccanismi della Rete. Avevo sottovalutato quello che era capitato a Belen. Venivamo dai video di Paris Hilton e Kim Kardashian. Sembrava tutto un grande gioco in cui non si capiva il confine tra la complicità di chi si faceva filmare e la popolarità che ne derivava. Ciò non toglie che io sei anni fa –  è una colpa che sento di dovermi portare dietro –  ho capito di aver fatto una violenza su Belen. Negli anni ho capito la violenza della rete. All’epoca non avevo una grande notorietà, oggi che sono più esposta devo convivere con la ferocia dei commenti sui social. So che in questo momento, mentre sono qui, sui social staranno piovendo centinaia di messaggi contro di me”.

Il seno incontenibile di Emily Ratajkowski

Dopo un’estate che sembrava non finire mai tra acque cristalline e spiagge paradisiache, Emily Ratajkowski ha deciso di chiudere i bikini nell’armadio.
Ma coi vestiti addosso l’attrice non è certo meno bollente, anche perché gli abiti che sceglie Emily sono fatti con davvero pochi pezzi di tessuto.

14292395_988760581235436_6240433465671752439_n

Al party Bazaar Icons durante la New York Fashion Week ce n’era di carne in evidenza. Se Chiara Ferragni ha lasciato tutti a bocca aperta mostrando interamente il sedere tra le trasparenze, Emily Ratajkowski ha fatto parlare il lato A.
La creazione di Julien MacDonald copriva a malapena il décolleté con due sottili bande di paillettes rivelando un seno sodo e perfetto.
La gonna nera sarà anche lunga fino alle caviglie ma questo look non è certo monacale. Se ci aggiungiamo l’espressione imbronciata di Emily Ratajkowski con make up marcato e i lunghi capelli scuri e sensuali, l’effetto bomba sexy è garantito.

Selvaggia Lucarelli e le modelle curvy a Miss Italia: “Ai maschi non vanno bene, vanno benissimo!”

Sulla questione Miss Italia e modelle curvy si è apertto un dibattito a cui hanno partecipato attivamente in molti. Sul tema è intervenuta Selvaggia Lucarelli, che ha poco ghrdito tasnta attenzione per l’argomento: “ La questione curvy relativa a Miss Italia – ha scritto sulla sua pagina Facebook – mi ha aulicamente stramazzato i coglioni.

selvaggiamissitalia-8

Dal mio punto di vista la miss curvy non meritava la fascia più per il viso (che non era un granchè) che per le dimensioni totalmente ininfluenti del suo culo. Voglio però dire una cosa all’agente delle miss che al momento della proclamazione ha urlato : “Evvai! L’Italia non vuole ‘ste cazzo di curvy!”. Amico, senti a me. Intanto “l’Italia” la sera di Miss Italia faceva altro.
C’è chi cenava fuori, chi leggeva un libro, chi guardava altro in tv, chi giocava con i propri figli.
Qualcuno ha anche guardato Miss Italia, per carità, ma credo che l’attenzione del paese intero al momento si concentri su altro, stia sereno. Ma soprattutto amico mio, sai chi senz’altro faceva altro di sabato sera? Quei maschi che al contrario tuo non selezionano Miss come giumente da mungere quei due giorni di gloria, ma quei maschi che il sabato sera invitano le donne a cena o al cinema o magari a casa loro per fare cose più interessanti che non prevedono fasce e costumi interi ma biancheria assai più interessante.
E ti garantisco, amico mio, che all’Italia di quei maschi lì le curvy non vanno bene, vanno benissimo. Lei è sintonizzato sui gusti dei selezionatori di giumente, degli stilisti e delle giornaliste di moda, non sui gusti degli italiani. Quelli, se lo lasci dire, li conosco meglio io.
E da curvy le dico che le potrei presentare parecchi italiani che le garantisco, ad oggi non mi hanno proprio schifata aggiungendo pure che a un sacco di secche come la prima classificata, da ragazzetta curvy, j’ho fregato il fidanzato. Tiè”.

Mastella querela Selvaggia Lucarelli: “Ha offeso i beneventani”

A rappresentare legalmente Clemente Mastella, ma «soprattutto i cittadini beneventani» nel giudizio che il sindaco attiverà nei confronti di Selvaggia Lucarelli, sarà un consigliere comunale esponente dell’opposizione, Vincenzo Sguera.

mastella-contro-selvaggia-lucarelli

A lui Mastella si è affidato per querelare la blogger che, su facebook, denunciando l’errore compiuto nell’individuare la meta delle sue vacanze (Bangkok), ha tirato in ballo l’esito delle amministrative in città. «Se 18 milioni di persone all’anno ci vengono – ha scritto la Lucarelli – non sarà mica masochismo di massa. Se Bangkok è la città più visitata al mondo dopo Londra e New York ci sarà una ragione. Ve la dico io la ragione: è la stessa per cui Mastella è stato eletto sindaco a Benevento. Ovvero: libertà di voto e di viaggio concesse con troppa facilità. Io sequestrerei tessera elettorale e passaporto ad una buona metà del paese». La replica di Mastella è al cianuro: «Che Selvaggia Lucarelli stando al sole della Thailandia, di certo più forte e pericoloso per gli effetti che produce sulle persone, parli male di me è oltremodo accettabile. Ho letto negli anni tante valutazioni cretine, una in più o una in meno lasciano il tempo che trovano, ma è inaccettabile e insopportabile che lei offenda Benevento, la democrazia elettorale e la mia gente. Chiedo all’Ordine dei giornalisti di valutare se esistano condizioni deontologiche superate con incredibile banalità, tali da richiederne l’intervento. Nel frattempo ho dato mandato al mio avvocato di querelare la Lucarelli per tutelare non il mio nome, ma quello della mia città». La questione è stata ripresa sia da Raffaele Del Vecchio che da Fausto Pepe: «A nessuno è consentito offendere in maniera del tutto gratuita una città. Mastella – commenta l’ex sindaco – ha fatto bene a dare mandato ad un legale per tutelare la dignità sua e dei beneventani».