Carmen Di Pietro, le foto del tradimento a Domenica Live: “Simona Izzo lo sapeva e non mi ha avvisato”

ROMA – Lite in studio, a Domenica Live, tra Carmen Di Pietro e Simona Izzo. Galeotte, le foto che mostrano il marito di Carmen Di Pietro – la coppia è separata – mentre bacia un’altra donna. Nella Casa, Simona Izzo, giocando a fare la veggente, aveva predetto alla Di Pietro il tradimento.

carmen-2«Tra donne bisogna essere solidali», le grida contro Carmen Di Pietro.
«Carmen non lo sapevo, te lo giuro, l’ho detto solo nell’ambito del gioco in cui facevo la veggente», si difende Simona Izzo.
La Di Pietro non le crede e continua: «Simona tu lo sapevi».
«Non lo sapevo – assicura Simona Izzo, difesa anche da Barbara D’Urso – se lo avessi saputo te lo avrei detto. Esiste una cosa che si chiama bugia sociale».
Le foto erano state mostrate alla Di Pietro – non al pubblico – nelle puntate precedenti proprio da Barbara D’Urso e il marito della Di Pietro, in quell’occasione presente in studio, aveva negato la relazione, definendo il bacio “casto”.
«Tu sei innamoratissima di tuo marito – conclude Simona Izzo – e non hai capito che è grazie a quello che ho fatto che tornerete insieme, se è quello che vuoi».

Elisa Isoardi, dietro le quinte spunta… Matteo Salvini

Matteo Salvini non perde di vista la sua Elisa nemmeno al lavoro. Invece di vederla in tv, il leader della Lega è andato a trovare la Isoardi direttamente in studio ma è stato pizzicato dietro le quinte dall’obiettivo del fotografo.

C_2_fotogallery_3082761_6_imageDurante una pausa lei si avvicina, i due si scambiano qualche parola e ci scappa anche il bacio. Superati i nuvoloni estivi, la coppia appare adesso più affiatata e più innamorata che mai.

Greta Zuccarello, la ballerina italiana che ha stregato Victoria’s Secret

Greta ha gli occhi a forma di sogno. Eccola in un caffè qualsiasi nei dintorni di Union Square, seduta su uno sgabello alto quasi quanto le sue gambe di pantaloncini da calcio blu.
Così, in vetrina, a guardare lo scorrere delle auto e ad immaginare la sua America. È nata a Treviso ed è proprio lì che ha iniziato a studiare danza, in una scuola della sua città, quando era ancora una bambina.

Greta,P2007_10131635.jpg.pagespeed.ce.dpnEj9a3z6«Avevo 11 anni. Si inizia sempre per gioco quando sei ragazzina. Poi, all’età di 14 anni, ho vinto un concorso alla Opus Ballet di Firenze e mi hanno dato una borsa di studio per intraprendere un percorso di formazione in danza contemporanea. Così, mi sono trasferita lì in collegio ed ho continuato a fare il liceo linguistico».
A Firenze ha continuato a studiare francese, spagnolo e inglese.
E a ballare.
«La sera facevo danza per ore ed ore finché, a 16 anni e mezzo, ho fatto un’audizione a Roma per la Peridance. Subito dopo, un’altra audizione, questa volta per la San Francisco Ballet School: mi hanno presa per la Summer Intensive. Da lì catapultata direttamente a New York»
Ancora un successo, ancora una borsa di studio.
Ed è proprio alla Peridance che balla ora.
«A 17 anni ho preso il visto da studente, ho lavorato sodo per completare il mio percorso di formazione e, non appena diplomata, mi hanno presa. Essere principal dancer di una famosa compagnia newyorkese di danza mi sembrava una sorta di sogno irrealizzabile fino a qualche anno fa. E invece».
Ore ed ore di allenamento ogni singolo giorno. E una valanga di spettacoli, tra cui il famoso “Season” tra le mura del Salvatore Capezio Theater. Ma non solo: Greta ne ha fatti tanti e tanti ancora ne farà.
«Abbiamo il nostro teatro dentro la Peridance e siamo fortunati per questo perché, avendo un nome così importante alle spalle, in tantissimi ci vengono a vedere. Poi, abbiamo ballato a Saint Louis, a Miami e facciamo tour negli States e dappertutto nel mondo: Israele, Corea, anche nella nostra amata Italia. In estate balliamo alla Summer Union Square Dance Festival, al Battery Park Dance Festival e ci esibiamo un po’ ovunque».
Impossibile non chiederle che cosa le piaccia di più di New York.
«Tutto. Semplicemente tutto. New York mi ha ispirata da sempre. Insomma, New York è New York, è il centro di tutto. Mi piace la gente, mi piace questo mix folle di tutte le culture del mondo e poi c’è sempre qualcosa di nuovo da fare, la noia non è ammessa, mai».
Ormai la sua città. La città in cui fa quello che ama.
«A me ha dato tanto», afferma risoluta.
E con i suoi passi, leggeri e forti di passione, Greta ha fatto un salto pazzesco senza neanche rendersene troppo bene conto.
«È successo di colpo, hanno chiamato la scuola per chiedere l’autorizzazione mia e loro a girare dei video. Ho fatto un casting, eravamo più di 500 a partecipare e, come ballerina, hanno scelto solo me. Ah, sto parlando di Victoria’s Secret».
Così, quasi inaspettatamente, si ritrova anche ad essere una delle protagoniste della linea sportiva del marchio che a queste latitudini (e non solo) è già leggenda.
«Uno dei miei video più noti è “Pink Active”, girato con Victoria’s Secret al Brooklyn College; mentre, qualche mese fa, sono andata alle Bahamas 4 giorni per girare uno spot , sempre per Victoria’s Secret, in cui mi esibisco come ballerina nel video Spring Break 2017. Coreografie e natura con indosso i capi sportivi del brand che amo di più in assoluto».
Ma non c’e’ solo la nota linea di abbigliamento femminile nel ricco bagaglio di esperienze di Greta: in un lasso di tempo molto breve, è divenuta infatti la principal dancer per tutti gli spot di Pryma Sonus Faber, una marca di cuffie del settore lusso, rigorosamente Made in Italy, che opera sotto il noto brand Macintosh.
Ma l’Italia è lì, ben salda al centro del suo cuore, assieme alla sua famiglia.
«Però la cosa che mi manca di più è il cibo», e sbotta in un sorriso d’incanto che sa di sincerità.
«La mia famiglia è il mio pilastro. Mi hanno lasciato andar via di casa a 14 anni, spingendomi a fare quello che volevo. Mi sono vicini sempre, li vedo addirittura spesso. E poi ho la fortuna di poter tornare a casa, eventualmente: la loro porta è sempre aperta e questo mi trasmette un gran senso di sicurezza».
Riguardo alla meta, Greta non ha dubbi.
«Voglio fare esattamente quello che sto facendo adesso. Voglio farlo in una dimensione ancora più grande, voglio ballare ogni weekend in tour con le migliori compagnie d’America. Io non credo nel destino, io credo nella fatica, nel sudore della fronte. Alcuni appuntamenti importanti sono già in programma: su tutti il Fare Island Dance Festival, per gli altri, invece…stay tuned!».
Chissà se c’è ancora spazio per l’Italia anche nel suo orizzonte oltre che nel suo cuore.
«L’Italia potrebbe essere perfetta. Tutti i teatri che ci sono rappresentano dei veri e propri gioielli. Trasudano storie e volti, sono stati immaginati per davvero e non, come accade qui in America, tirati su ex novo. Per quanto, ovviamente, se vai al Metropolitan, vieni proiettato in uno spazio bellissimo ed enorme. Noi, però, abbiamo la ricchezza, quella che non esiste in nessun altro luogo al mondo».
C’è un altro però. Ed è colossale.
«In Italia, tuttavia, c’è davvero poco da fare. Non si investe abbastanza nell’arte, quando viceversa potrebbe (dovrebbe!) essere la nostra punta di diamante. Francamente, in questo momento non immagino di tornare. Chissà, magari più in là».
Risponde d’impatto, con la sicurezza tipica dei suoi anni.
E quindi? Il famoso sogno americano esiste ancora?
«Si, certo che esiste. Eccolo, ci siamo tutti un po’ dentro. Io il mio ce l’ho bello e chiaro e mi dò da fare in ogni istante per far sì che si materializzi».
Saluta, sorride e sprizza quell’energia positiva che rappresenta al meglio la magia di questa città. Il miracolo di una ragazza “qualsiasi” che da un angolo altrettanto qualsiasi della nostra Italia si ritrova a calcare lo scenario a stelle e strisce e a volteggiare, tra gli altri, per Victoria’s Secret.
Ed eccola che allunga il passo, di ritorno verso la palestra. Pronta a rituffarsi nel suo mondo di sacrifici e di flash, nella sua New York.
Si volta ancora un istante.
Greta ha gli occhi a forma di sogno. Di sogno americano.

Sesso in auto, italiani campioni d’Europa: lo fanno il doppio rispetto agli altri

Quanto tempo trascorrete all’interno della vostra auto? Ma soprattutto: quali sono i vostri riti, le vostre azioni, oltre a quella di guidare? Citroen ha voluto indagare nelle abitudini degli automobilisti di sette Paesi d’Europa (Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Regno Unito) e i dati che sono venuti a galla sono molto curiosi.

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La studio lanciato dalla casa francese si chiama ‘La mia vita in auto’ e ha incentrato il proprio focus su come trascorrono il loro tempo all’interno dell’abitacolo gli automobilisti.
Gli europei trascorrono in media 4 anni e 1 mese della loro vita a bordo di un’auto: tra i sette Paesi, gli italiani si attestano primi con ben 5 anni e 7 mesi (di cui 3 anni e 6 mesi al posto di guida e oltre 2 anni da passeggeri).  L’attività che gli italiani preferiscono mentre sono al volante è senza ombra di dubbio quella di ascoltare la musica (in media 5.762 volte), oltre al canto, bere e, addirittura, parlare da soli rivolgendosi al cruscotto. Tra i più vanitosi c’è l’abitudine di guardarsi allo specchietto retrovisore (per le donne si tratta di ritoccare il trucco), per pettinarsi.
Ma un dato su tutti strappa un sorriso: gli italiani amano fare sesso in auto e si concedono momenti di libido quasi il doppio delle volte rispetto ai cugini del resto d’Europa. Le antiche abitudini non si devono dimenticare, mai.

Hai un lato b pronunciato? Sei più sana della media

Le forme generose sono sinonimo di buona salute. Avere un fondoschiena alla Kim Kardashian io alla Jennifer Lopez indica ch si è più sane della media.

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Almeno è quanto sostiene uno studio, condotto dalla Oxford University e dal Churchill Hospital. “Avere un lato B più formoso potrebbe dipendere da un eccesso di grassi Omega 3” dicono dall’ateneo inglese all’Independent. “Chi ha un sedere più grande quindi ha livelli più bassi di colesterolo, di glucosio e meno probabilità di ammalarsi di diabete”.

La candidata a sindaco di Roma Virginia Raggi infiamma lo studio, sexy minigonna in tv

Virginia Raggi non è certo passata inosservata durante l’intervista a SkyTg24 di Maria Latella. La candidata per il Movimento 5 Stelle come sindaco di Roma ha indossato una minigonna che è stata molto apprezzata dal pubblico, dai social e dalla stessa regia (viste le inquadrature).La candidata non ha certo perso la concentrazione e ha parlato dei problemi di Roma, dallo scandalo “Roma Capitale” ai problemi delle amministrazioni precedenti.

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Poi parla di Renzi e delle sue affermazioni: «Adesso Renzi minaccia di far fallire Roma se il sindaco non è Giachetti? La trovo una manovra elettorale bassa e bieca». Difende poi la Meloni e la decisione di volersi candidare anche se incinta: «Io quando ero incinta ho lavorato fino alla settimana prima del parto. Credo sia una decisione personale di ogni donna sulla quale nessuno, tranne il suo ginecologo, deve mettere bocca. Se lei sente che questo va bene per lei, va bene così».