Mariah Carey mostra sul palco le sue forme curvy

Durante il concerto al Caesar’s Palace di Las Vegas è apparsa con qualche chilo in più senza rinunciare ai suoi body sexy

C_2_articolo_3085613_upiImagepp (1)Per Mariah Carey sembra che la forma non sia più quella di una volta. La star americana si è esibita al Caesar’s Palace di Las Vegas con un body molto audace e sgambato, fatto di lustrini e paillettes, con una profonda scollatura, apparendo più abbondante del solito. Ha cantato i suoi successi senza troppi movimenti, lasciando ai ballerini il compito di animare le coreografie…
Nonostante abbia raggiunto i 47 anni, la cantante non ha avuto paura di mettere in mostra le sue forme più arrotondate, dimostrando di andare fiera della sua fisicità. Sul web molti hater l’hanno accusata di aver offerto un’esibizione pigra e sfogliata. E così il video in cui accenna un balletto senza troppo entusiasmo è diventato virale.

“Le Iene Show”, Ilary Blasi e Teo Mammucari chiudono la stagione

Per “Le Iene Show” mercoledì 31 maggio in prima serata su Italia 1 si chiude una stagione ricca di successi. Ultimo appuntamento dunque con Ilary Blasi e Teo Mammucari e tanti servizi e inchieste. Stasera si parlerà dello scandalo del sangue infetto, di una 14enne bloccata in Tunisia da tre anni a causa del padre mentre l’Uomo Gatto, uno dei concorrenti di “Sarabanda” più amati, è il protagonista dello scherzo di Alessandro Onnis e Stefano Corti.

C_2_articolo_3074353_upiImageppInchiesta di Roberta Rei sullo scandalo del sangue infetto scoppiato negli Anni 70, 80 e 90, quando alcune case farmaceutiche hanno immesso sul mercato flaconi di plasma ed emoderivati contagiati con i virus dell’HIV e dell’HCV (Epatite C). In quegli anni il plasma e gli emoderivati utilizzati negli ospedali provenivano prevalentemente dagli Stati Uniti. Il sangue veniva preso da donatori mercenari a rischio, come tossicodipendenti. Successivamente veniva liofilizzato ed esportato in tutto il mondo, Italia inclusa. I controlli, però, non sarebbero stati fatti, così centinaia di migliaia di persone, ignare del pericolo ed entrate in ospedale per curarsi e fare trasfusioni, ne sono uscite infettate da epatite o HIV. Roberta Rei intervista i parenti di alcuni malati deceduti e alcune persone contagiate e le battaglie legali intraprese per essere risarcite. I malati ricevono un indennizzo di 700 euro al mese. Per quanto riguarda i danni biologici e morali, sono tantissimi i casi in cui i giudici hanno condannato il Ministero della Salute a risarcire, per gli omessi controlli, le persone infette. In molti, però, raccontano alla Iena di come, tra prescrizioni, appelli e ricorsi del Ministero della Salute, non avrebbero ancora ricevuto il risarcimento dovuto. Per avere spiegazioni in merito, l’inviata si reca, quindi, dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Marco Maisano racconta la storia di una quattordicenne, cittadina italiana e figlia di genitori di origini tunisine, bloccata in Tunisia da ormai tre anni a causa del padre. Ai microfoni della Iena, la sorella maggiore ricorda di come l’uomo, denunciato dalla madre per maltrattamenti, avrebbe portato lei e sua sorella contro la loro volontà da Messina, dove vivevano, a Tunisi. Compiuti i 18 anni, la più grande è, però, riuscita, dopo poco tempo, a ottenere i documenti necessari per tornare in Italia. La più piccola, invece, ancora minorenne, tuttora non riesce lasciare la Tunisia perché, nonostante la madre abbia vinto la causa per l’affidamento, necessita del permesso di entrambi i genitori. Sebbene la giovane abbia più volte espresso al padre la volontà di tornare a casa a Messina, quest’ultimo continua, infatti, a negarle il consenso. L’inviato, dopo essere partito per Tunisi insieme alla sorella maggiore per incontrare l’uomo, si reca presso l’ambasciata italiana del luogo per provare a sbloccare definitivamente la situazione.
L’Uomo Gatto, uno dei concorrenti di “Sarabanda” più amati dal pubblico, è il protagonista di uno scherzo realizzato da Alessandro Onnis e Stefano Corti. Le due Iene gli propongono di partecipare a dei casting per diventare il co-conduttore di una fantomatica versione albanese del quiz musicale. Cosa succederà durante il lunghissimo viaggio in macchina per arrivare in Albania? E cosa accadrà una volta arrivati a destinazione?

Rocco Siffredi si confida: “Che figuraccia la prima volta su un set porno”

Ai giorni nostri siamo abituati a considerare Rocco Siffredi come lo stallone italiano per antonomasia, ma ne ha dovuta fare di gavetta per arrivare sul tetto del porno italiano. Come ha raccontato il buon Rocco nel corso di un’intervista su Il Fatto Quotidiano, infatti, la sua carriera non è stata caratterizzata solo da successi, ma anche da figuracce sul set.Ha parlato in particolare modo della sua prima volta, sul set francese del film ‘Belle D’Amour’, prodotto da Marc Dorcel: “Mi aveva dato una sola scena da interpretare – ha raccontato il pornodivo al Fatto Quotidiano – Dovevo aprire la porta di un meraviglioso appartamento parigino nel XVI arrondissement e pronunciare poche battute.

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Ma appena entrato, vidi le attrici francesi e austriache in lingerie e tacchi a spillo e persi la testa. Erano fiche inaudite e il cervello andò in ebollizione. Era come se tutti i lunghi anni di masturbazione nello scantinato di Ortona e le seghe a milioni che mi ero fatto si fossero materializzati all’improvviso. Temendo il peggio mi chiusi in bagno per toccarmi, ma fu inutile. Una volta in scena venni in meno di 2 minuti”. “Ricaud provocava: ‘Non vale niente’. Dorcel era furibondo. Ripeteva: ‘Mi hai rovinato il film’ e intanto investiva Pontello al telefono: ‘Ma chi mi hai mandato? E questo sarebbe lo stallone italiano? E’ un dilettante’. Dalla fantasia di un giornaletto ero passato a un mondo in movimento. Non c’era più una fotografia fissa, era tutto vero. Veri i mugolii, vere le cosce, vero il pelo. Non ci capii niente, incassai senza fiatare gli insulti di Pontello: ‘Mi hai fatto fare una figura di merda’ e pregai Dorcel di concedermi un’altra opportunità: ‘Vediamo stasera ma solo se non finisco troppo tardi’ rispose. Cercai di calmarmi, scesi alla brasserie per bere 4 camomille e quando perdonato tornai sul set, finalmente, ogni cosa andò per il verso giusto. All’epoca la bellezza non era diprimente. Potevi essere brutto e grasso, ma ti si doveva drizzare. Solo quello contava. Sono stato fortunato”.