Il giudice ‘grazia’ la modella ladra: “Troppo intelligente per andare in carcere”

Troppo intelligente e talentuosa per finire in carcere. Con questa motivazione un giudice di Londra, Grant McCrostie, ha risparmiato una pena detentiva alla 28enne Natalia Sikorska, arrestata il 5 luglio scorso mentre cercava di rubare nel supermercato di lusso Harrods abiti per un valore di quasi 1000 sterline.

2601644_2113_collage_2017_08_04L’avvenente modella polacca, che dal 2015 studia alla University of Westminster, è riuscita a cavarsela con una condanna a 12 mesi però sospesa con la condizionale e un ammonimento del magistrato che le ha intimato di non rubare più in futuro.
Un caso simile è accaduto lo scorso maggio. Lavinia Woodward, una studentessa inglese di 24 anni, nonostante avesse malmenato e accoltellato ad una gamba il proprio ragazzo mentre era ubriaca e drogata, non era stata condannata al carcere. Il giudice Ian Pringle l’aveva definita molto intelligente e promettente e non ha voluto rovinarle la carriera di cardiochirurgo.

Blue Whale, il messaggio con il numero di telefono: cosa fare se lo ricevete

Il fenomeno della Blue Whale ha colpito molto l’opinione pubblica italiana, diventando prima motivo di dibattito a partire dall’inchiesta realizzata dalle Iene e andata in onda su Italia1, poi spaventosa realtà con l’arrivo dei primi casi in Italia.

suicidi-blue-whale“Sono arrivato alla prova numero 10”. Dodicenne vittima del “Blue Whale” Il “gioco del suicidio”, che sarebbe all’origine della morte di molti giovanissimi, ha spinto anche la Polizia a sensibilizzare sull’argomento anche attraverso i social network: questo l’ultimo messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale per smentire una bufala che aveva cominciato a circolare sul web e vede coinvolta l’ignara sede di un supermercato, che ovviamente nulla ha a che vedere con il “gioco maledetto”.
Blue Whale, la polizia salva una 14enne: “Facevo il gioco del suicidio”
“Il messaggio in immagine è stato viralizzato sui social pur essendo privo di qualsiasi fondamento” – si legge nel post della Polizia. “CREATO DA QUALCHE BURLONE PUBBLICIZZANDO UNA UTENZA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE*. Collaboriamo tutti ad un’informazione di sensibilizzazione e prevenzione consapevole e mirata”.

“Ecco cosa ho trovato nell’ovetto Kinder di mia figlia”, la denuncia choc della mamma

Una giovane, mamma di una bimba di nome Isabelle, ha denunciato di aver trovato qualcosa di disgustoso e molto pericoloso all’interno dell’ovetto Kinder Sorpresa che aveva comprato alla figlia.

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Vikki Maguire-Grant, inglese di Sunderland, ha infatti postato su Facebook la foto di un piccolo ago ‘conficcato’ nella parte interna dell’ovetto, quella al latte. «Ho il voltastomaco. Ero seduta ad aprire l’ovetto preferito di Isabelle e ho trovato quest’ago all’interno, la cosa spaventosa è che le ho lasciato mordere prima la parte esterna. Ho chiamato il supermercato e spedito già l’ovetto per sapere come c’è potuto finire. Spero sia solo un difetto di fabbricazione isolato e non qualche malato che vuole far del male ai bambini. Per favore, controllate questi ovetti!» – ha scritto la donna – «Questo è un post che deve allertare le persone a controllare uova e ovetti di Pasqua per la sicurezza dei loro figli. I commenti negativi o inappropriati saranno cancellati e gli idioti bloccati. Lasciamo che siano i professionisti a svolgere le ricerche».
L’ovetto Kinder è stato portato da Vikki al supermercato della catena Asda, che poi l’ha inviato alla Ferrero per controlli in laboratorio. La divisione britannica dell’azienda piemontese ha dichiarato a Unilad: «Siamo venuti a conoscenza di un caso isolato di un cliente che ha segnalato un corpo estraneo trovato in uno dei nostri prodotti. Il prodotto attualmente si trova presso la sede di Asda a Leeds e l’abbiamo già richiesto per poter avviare un’indagine. Vorremmo rassicurare tutti i nostri clienti che il nostro orgoglio sono la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti, garantite da controlli costanti».

Video hard manipolato con la sua immagine: ricatto da 2000 euro al commerciante

Sono infiniti i pericoli della rete, anche quando viene utilizzata per lavoro. Com’è successo al titolare di un supermercato a Capaccio in provincia di Salerno che, essendo in cerca di una persona da far lavorare nel suo negozio, ha risposto a una richiesta su Facebook e dopo un po’ si è visto recapitare un video porno montato ad arte con la sua faccia e con una richiesta di 2000 euro per non pubblicarlo.

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«Mi è arrivata una richiesta di amicizia strana e non l’ho accettata. – ha spiegato – Poi la stessa persona mi ha contattato in privato dicendo di stare a Capaccio e di essere in cerca di lavoro. Io l’ho invitata a venire al supermercato per parlarne. A quel punto mi ha chiesto il contatto Skype per vedere se effettivamente fossi io e ingenuamente glie l’ho dato. Dopo due ore mi è arrivato un video montato ad arte con una richiesta di 2000 euro e la minaccia di diffonderlo in rete. A quel punto ho immediatamente sporto denuncia». Nel frattempo ai suoi contatti, nelle ore successive, sono arrivate richieste di amicizia da nominativi molto simili al suo da cui si poteva facilmente essere tratti in inganno. «E’ bene che si sappia che succedono queste cose. Anche perché magari un altro, al posto mio, per paura di queste persone o di non essere creduto, potrebbe decidere di pagare!»