Omicidio Varani, Marco Prato suicida in carcere: il killer ha infilato la testa in un sacchetto

Il pr romano Marco Prato, autore dell’omicidio di Luca Varani dello scorso 4 marzo, si è tolto la vita. È accaduto ieri verso l’una di notte, nel carcere di Velletri dov’era detenuto in attesa di essere processato con il rito ordinario per il brutale omicidio compiuto assieme all’amico e complice Manuel Foffo (quest’ultimo già condannato in abbreviato a 30 anni). Omicidio Varani, Marco Prato accusa Foffo: “Ha fatto tutto lui, io succube. Voleva sbarazzarsi del corpo” Forse schiacciato dai sensi di colpa e per l’aver recentemente scoperto una grave malattia, Prato ha deciso di farla finita.

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Così si è recato in bagno, ha infilato la testa in un sacchetto di plastica e ha inalato il gas contenuto nella bombola che è in dotazione ai detenuti per cucinare. Di fianco al cadavere un biglietto d’addio con cui il pr romano ha spiegato le ragioni del gesto. “Su di me sono state dette tante menzogne”, si legge nel foglietto in cui il ragazzo denuncia quello che ha vissuto come un vero e proprio “assedio mediatico”.
Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sul cadavere del giovane. L’udienza del processo a carico di Prato era prevista per domani. Omicidio per il quale il trentenne pr si era sempre professato innocente e succube dell’amico. Il legale della famiglia Varani, l’avvocato Alessandro Cassiani, ha dichiarato: “è una tragedia nella tragedia e mi riferisco al povero Luca e ai suoi genitori. Non penso che il giovane pr si sia tolto la vita per rimorso e pentimento. Da quel punto di vista nè lui nè Manuel Foffo si sono comportati bene con i genitori di Luca. Credo piuttosto che alla base del suicidio ci siano piu’ fattori: fermo restando che il carcere era l’unica strada che lui e Foffo hanno meritato per la gravità del fatto loro attribuito, ritengo che abbiano pesato su Prato la lunga detenzione, l’estenuante attesa del processo che ha dovuto subire due rinvii per lo sciopero degli avvocati quando si sarebbe potuto chiudere in fretta optando per il rito abbreviato, come ha fatto l’altro imputato, e soprattutto il fatto che in udienza avrebbe deposto, su citazione della procura di Roma, lo stesso Foffo, che avrebbe scaricato sull’ex amico ogni responsabilità”. Omicidio Varani, i biglietti di Prato lasciati in hotel per i genitori: “C’è qualcosa di torbido dentro me” Sulla vicenda è intervento anche Michele Andreano, ex difensore di Manuel Foffo, incarico revocato appena tre mesi fa, che ha dichiarato: “è una notizia tragica ma io per mesi ho mandato fax e prodotto istanze con cui avevo segnalato il rischio a cui poteva andare incontro anche Manuel Foffo. Questa vicenda riapre la questione del controllo che alcuni detenuti devono necessariamente avere all’interno delle carceri. Attualmente Foffo è detenuto a Rebibbia in una struttura sorvegliata. Per Prato non so qualche fosse il regime a cui era sottoposto ma i controlli sono assolutamente necessari”. Il giovane aveva scelto di farsi processare con il rito ordinario, mentre il complice Foffo era già stato condannato a trenta anni di carcere con l’abbreviato. Il processo nei confronti di Prato è iniziato ad aprile scorso. In carcere Prato aveva scoperto di essere sieropositivo. Continuava a professarsi innocente dicendosi succube di Foffo. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per istigazione al suicidio. I magistrati intendono, inoltre, verificare se il regime di detenzione a cui era sottoposto il pr romano, che in passato aveva già manifestato tendenze suicide, fosse quello adeguato al caso.

Infila la testa nella bocca del coccodrillo: azzannato davanti agli spettatori

Prima di iniziare lo spettacolo aveva mostrato al pubblico quel dito mancante. Una sorta di rito scaramantico prima di sfidare, come ogni giorno, quel gigantesco coccodrillo che pensava di aver ammaestrato completamente.

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Domenica scorsa si era presentato al pubblico dello zoo dell’isola turistica Ko Samui, in Thailandia, e aveva iniziato il suo spettacolo davanti a quel gruppo di curiosi che non avevano resistito a filmare ogni attimo dello show. Dopo i primi numeri, l’addestratore si stava apprestando a mettere in scena la prova più difficile: inserire la testa all’interno delle fauci del coccodrillo. Dopo una breve preparazione, si è inginocchiato e ha dato il via a quell’ultimo numero: è riuscito a rimanere in posa per qualche secondo, poi qualcosa è andato irrimediabilmente storto. Improvvisamente il coccodrillo ha chiuso le fauci e ha iniziato a scuoterlo per la testa come un fuscello al vento: l’uomo ha iniziato a urlare per il dolore sotto lo sguardo atterrito dei turisti che non sapevano cosa fare. Fortunatamente l’animale ha mollato la presa abbastanza in fretta e si è dileguato, immergendosi in acqua. L’addestratore è rimasto qualche minuto a terra in preda al dolore prima di essere soccorso e portato in ospedale. I turisti che hanno ripreso quei momenti scioccanti hanno pubblicato il video su internet che, nemmeno a dirlo, è diventato immediatamente virale.

Paura per Silvio Berlusconi: “Ha battuto la testa”. Ricoverato in ospedale, tre punti di sutura

Paura per Silvio Berlusconi a causa di un incidente accaduto la notte scorsa a Portofino.
In via precauzionale ha deciso di rientrare a Milano subito e di farsi medicare alla clinica Madonnina, dove gli sono stati applicati tre punti di sutura. A quanto si apprende, le sue condizioni sono buone. «Niente di grave, è una sciocchezza» ha commentato il suo medico curante, professor Alberto Zangrillo.

Former Italian Prime Minister Silvio Berlusconi leaves the Madonnina clinic in Milan, Italy, after receiving three stitches, 29 April 2017. Berlusconi has been treated by a doctor after a fall in Portofino on the Ligurian coast. Ansa/Daniel Dal Zennaro

APPLICATI PUNTI AL LABBRO A MILANO Per precauzione Silvio Berlusconi é stato trasportato in nottata a Milano, alla clinica ‘La Madonnina’, dove gli sono stati applicati punti di sutura al labbro. Arrivato in ospedale intorno alle 4 di questa mattina, Berlusconi sarà dimesso già in tarda mattinata.
BERLUSCONI INCIAMPATO FUORI DA UN LOCALE Silvio Berlusconi non è inciampato in casa, come riportato in un primo momento, ma all’esterno di un locale dove era andato a cena con i figli per festeggiare il compleanno del figlio Piersilvio. Lo hanno precisato esponenti di Forza Italia. Nel frattempo davanti alla clinica La Madonnina di Milano, dove a Berlusconi sono stati applicati due punti di sutura, oltre a fotografi e cameraman, si sono radunati anche alcuni curiosi.
DIMESSO ALLE 13.30 DALLA CLINICA LA MADONNINA Silvio Berlusconi ha lasciato poco dopo le 13:30 la clinica La Madonnina di Milano, dove è stato medicato al labbro superiore, suturato con un paio di punti dopo una caduta a Portofino. Il leader di Forza Italia è salito in auto senza rilasciare dichiarazioni tenendo davanti alla bocca una medicazione bianca, probabilmente con del ghiaccio. Dall’auto si è limitato a fare un cenno di saluto con la mano a fotografi e cameraman in attesa. Ad accompagnare fuori dalla clinica, Berlusconi, oltre alla scorta, c’era Licia Ronzulli, che fa parte del comitato di presidenza di Forza Italia. La Madonnina fa parte del gruppo San Donato, che è proprietario anche dell’ospedale di San Raffaele dove l’ex premier è stato operato al cuore nel giugno dello scorso anno.