“Ecco come l’ansia può rovinarti la vita”, il post di una 23enne su Facebook diventa virale

L’ansia è spesso sottovalutato come stato d’animo, ma in alcune persone arriva ad essere un problema patologico. Il malessere è spesso insidioso, difficile da individuare e da capire, per questo la 23enne americana Brittany Nichole Morefield, ha deciso di raccontare il suo punto di vista, quello di una donna che ogni giorno combatte contro l’ansia.

e5ca21fd-ec9b-4745-9d35-a49e733994cf.format_jpeg.inline_yesLa ragazza ha postato su Facebook una foto in cui mostra quanto sia difficile conviverci. «L’ansia è svegliarsi alle 3 di notte mentre si dorme profondamente, perché il tuo cuore batte all’impazzata», racconta sul social network, «L’ansia è stressarsi per cose che potrebbero non accadere mai. È farsi domande sulla propria fede, sul perché il Creatore permette che mi senta in questo modo. L’ansia è chiamare tua sorella 3 ore prima che si svegli per andare al lavoro, nella speranza che ti risponda e permetta alla tua mente di non rimanere sotto attacco».

f6bdc570793f436eab21988c9ee310eeIl post, diventato virale, vede ritratta la 23enne dentro la doccia, nel tentativo di calmarsi da un attacco di ansia. «L’ansia è il tuo umore che cambia radicalmente nel giro di pochi minuti. […] L’ansia è piangere, è avere la nausea, è rimanere paralizzata. L’ansia è oscura. È dover inventare scuse su scuse per il tuo comportamento. L’ansia è paura, è preoccupazione».
Moltissimi utenti l’hanno sostenuta e altrettanti si sono rivisti nelle sue parole, ringraziandola per essere stata capace di esprimere quello che provano ma non riescono a comunicare a chi gli sta intorno.

“Sono un dinosauro”: adolescente ricoverata con una malattia rara

Sette settimane in ospedale per una ragazza di 18 anni, Lucy Evans, che ha scoperto di essere affetta da una malattia rara, un disturbo al cervello che le provoca terribili allucinazioni.

Lucy having treatment (Collect/PA Real Life)

La ragazza pensava di essere un dinosauro o una scimmia. Le terribili illusioni di un’adolescente si sono rivelate dovute a un raro disturbo del cervello. La situazione era così grave che la ragazza era convinta che i capelli fossero la coda e di dover andare a vivere in uno zoo.
Diventata paranoica, ha aggredito anche un uomo innocente accusandola di averla assalita sessualmente. I suoi repentini cambi di umore hanno ingannato i medici, i quali pensavano fosse bipolare. Quando la sua salute ha cominciato a peggiorare, la ragazza aveva conati di vomito fortissimi.
La madre Liza Jackson non si è arresa e ha chiesto più pareri. Come riporta Metro, un medico ospedaliero ha diagnosticato un’encefalite recettoriale anti-NMDA, una condizione incredibilmente rara che colpisce solo uno a due milioni di persone in tutto il mondo, in cui gli anticorpi del corpo attaccano il cervello.

Vedove allegre: senza più il marito si vive in piena salute e più a lungo

Vedove (o single) allegre, o quasi. Stando ad uno studio tutto veneto parrebbe proprio che il non essere più sposate contribuisca  a migliorare lo stato di salute e di umore. La ricerca, che non dovrebbe far molto piacere ai maschietti,  è stata condotta dall’Università di Padova in collaborazione con l’Istituto di Neuroscienze del Cnr ed è stata pubblicata sul Journal of Women’s Health.

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I ricercatori, senza ombra di dubbio, hanno verificato che tra le 2mila signore over 65 reclutate nell’ambito di un progetto, quelle che erano rimaste sole correvano meno rischi di cadere in problemi cognitivi e di essere stressati.
Il motivo? Il non dover prendersi cura di un marito malato. Insomma, l'”effetto badante” che  alungo andare logora.
Autrice dello studio la ricercatrice padovana  Caterina Trevisan che  ha sottolineato che «Dal momento che le donne vivono più a lungo dei maschi possono anche soffrire di effetti da carico di lavoro, in quanto spesso si dedicano alla cura dei loro mariti nella vita adulta». In effetti per i maschi il risultato è decisamente opposto: il matrimonio a lungo andare ha un effetto benefico.