Resta con il pene incastrato nel piatto di un bilanciere: la foto finisce sul web

Chissà con quale vergogna sta assistendo al ritorno dirompente della notizia che quasi due mesi fa aveva fatto il giro del mondo. Dopo essersi dovuto presentare in ospedale per far rimuovere il piatto di un bilanciere incastrato nel pene, non aveva potuto far nulla contro il propagarsi a macchia d’olio della sua storia nel web. Adesso, come se non bastasse, c’è un nuovo capitolo che si aggiunge alla vicenda, già abbastanza imbarazzante: la foto del pene, scattata e destinata a rimanere chiusa in un cassetto dell’ospedale, sta impazzando sui social, finendo per diventare virale.

3360716_Schermata_2017-11-11_alle_16_43_41Ma ricapitoliamo. I vigili del fuoco di Worms, in Germania, avevano dato la notizia del delicato intervento, effettuato lo scorso 15 settembre, sulla loro pagina Facebook: un uomo, visibilmente imbarazzato, si era presentato in ospedale per un incidente accaduto mentre faceva gli esercizi di routine in palestra. È bastato dare un’occhiata ai medici per capire che, chissà per quale motivo, l’uomo si era cimentato in un’operazione a dir poco bizzarra. Constatata la situazione, ai dottori non è rimasto che chiamare i vigili del fuoco che hanno lavorato per tre ore prima di riuscire a liberare il pene dal disco da 2.5 chili. «Siamo intervenuti in ospedale per un’operazione delicata il 15 settembre, presso il pronto soccorso. Una persona aveva il pene intrappolato nel buco di un piatto da 2,5 kg. Con l’aiuto di una sega elettrica siamo riusciti a liberarlo dopo tre ore di intervento. Per favore, non imitate simili azioni».
Un’impresa a dir poco rischiosa e di cui, sicuramente, il malcapitato avrebbe preferito non si parlasse più, sotterrando per sempre la vicenda e la vergogna. Sfortunatamente per lui, della notizia si è tornato a parlare nelle scorse ore, dopo che il risultato della sua azione sconsiderata è finito sotto gli occhi di tutti: l’immagine del pene incastrato, infatti, è stata pubblicata on line diventando presto virale. La foto sarebbe dovuta rimanere relegata negli archivi, ma è diventata pubblica: adesso i dirigenti dell’ospedale hanno aperto un’indagine interna per capire chi, e perché, l’abbia fatta trapelare.

“Vergogna, voglio giustizia!”: Corona furioso in aula, il giudice lo caccia. Poi le scuse

«Vergogna, voglio giustizia». Sono solo alcune delle parole urlate in aula da Fabrizio Corona all’ inizio dell’udienza del processo che lo vede imputato per quei 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto in parte in Austria e nel quale oggi è prevista la requisitoria del pm Alessandra Dolci.

Corona-800x445Dopo le grida dell’ex ‘re dei paparazzi’, nervoso a causa di una produzione di atti da parte dell’accusa, il presidente del collegio Guido Salvini ha deciso di interrompere momentaneamente l’udienza e di disporre che l’ex agente fotografico venisse portato fuori dall’aula. Il pm, tra l’altro, dopo alcune osservazioni dei difensori di Corona, aveva deciso di rinunciare alla produzione dei nuovi atti perché, ha spiegato, «io voglio concludere oggi» con la requisitoria e la richiesta di pena. Il giudice Salvini, prima di interrompere l’udienza, aveva detto: «Corona questa è un’ udienza importante per lei, stia tranquillo». L’imputato, invece, da tempo ormai lamenta errori da parte della polizia e della Procura nell’inchiesta.
Già in molte udienze Corona aveva spesso alzato la voce, ma i giudici erano sempre riusciti a tenerlo a freno e non era mai arrivato al punto di gridare, come ha fatto oggi, contro il pm e contro gli investigatori. Ad un certo punto, tra l’altro, si è anche divincolato per un attimo dagli agenti di polizia penitenziaria che cercavano di farlo smettere di urlare e di muoversi. Il pm avrebbe voluto produrre degli atti relativi a celle telefoniche, ma poi ha rinunciato date le osservazioni delle difese e il nervosismo di Corona, «perché io oggi voglio concludere». Già nelle scorse udienze l’ex ‘fotografo dei vip’ se l’era presa spesso con alcuni investigatori della polizia – che hanno redatto anche la relazione che il pm voleva produrre – perché, a suo dire, avrebbero indagato soltanto su di lui, cercando anche contatti con la criminalità organizzata, ma non sulla bomba carta che esplose sotto casa sua lo scorso agosto.
RIAMMESSO IN AULA È stato riammesso in aula Fabrizio Corona, dopo che era stato allontanato a causa di urla e altre «intemperanze», e ora potrà ascoltare la requisitoria del pm Alessandra Dolci che inizierà a breve e terminerà con le richieste di pena dopo circa un’ora di intervento. Al presidente del collegio Guido Salvini, che ha chiesto alla difesa se l’imputato «volesse assistere ora tranquillamente e rispettosamente alla discussione» del pm, il legale Ivano Chiesa ha risposto: «Sì, lui si scusa, si è scusato, ha perso la pazienza, purtroppo è il suo carattere e gli è già costato caro». Il giudice ha ricordato ai difensori che se si renderà necessario un altro allontanamento, «l’espulsione a quel punto sarà definitiva». Oggi, oltre al pm, parlerà anche uno dei due legali di Corona, l’avvocato Luca Sirotti, mentre Chiesa interverrà l’8 giugno, così come il legale di Francesca Persi (collaboratrice dell’ex agente fotografico e imputata), l’avvocato Cristina Morrone. La sentenza, invece, è prevista per il 12 giugno.

Margherita Zanatta: “Così vi parlo di perversioni e sex toys, senza vergogna”

Sin dai tempi del “Grande Fratello”, Margherita Zanatta è sempre stata “libera”. Il sesso non è mai stato un tabù, tanto che ha deciso di raccontare le sue esperienze, e quelle delle conoscenti, in un blog, “Un’amica in affitto”, che ogni giovedì si trasforma in una diretta web, direttamente su Facebook. A Tgcom24 l’ex gieffina sottolinea: “Non mi vergogno a parlare di perversioni e vibratori, anzi mi diverto…”.

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Margherita, come nasce questo progetto Un’amica in affitto?
Una sera mi sono ritrovata a bere quei due-trecento prosecchi con un’amica in preda ad una crisi sessuale. Mi è venuto spontaneo raccontarle la storia di una conoscente che era passata attraverso un periodo simile… Così è nato ‘Un’Amica in Affitto’: l’intento è condividere storie vere di sesso, amore, scappatelle, matrimoni o relazioni storiche e solide offrendo uno spunto di riflessione con le due ‘SS’: sentimental-sessuale. Non a caso il logo raffigura un paio di mutande appese. Della serie ‘provo a mettermi nei vostri panni…’
 
Perché il sesso ti sta particolarmente a cuore?
Hanno aperto milioni di blog sulla moda e cucina. Io ho pensato al sesso. Ho girato il mondo parlando apertamente di crisi sessuali, posizioni preferite, sexy shops, vibratori, giochi stimolanti e perversioni. Sono rientrata in Italia ritrovandomi facce disgustate davanti a discorsi sulla tipologia di vibratori che ho nel cassetto (il mio preferito è il Rabbit) o riportando aneddoti su voli effettuati nei panni di assistente di volo nei quali ho visto davvero la qualunque.
 
Perché secondo te?
Spesso le persone che giudicano non hanno orgasmi da anni, non conoscono il proprio corpo, o peggio ancora predicano male e razzolano bene: magari guardano i film porno di nascosto dal marito. Invece non c’è niente di cui vergognarsi.

Sin dai tempi della Casa del Grande Fratello sei sempre stata libera, come trasferisci la tua esperienza sul blog? Racconti anche storie personali?
Libera… Ahahahahah non è male come definizione! In realtà penso di esser stata semplicemente me stessa. L’ho fatto senza pormi troppi problemi sulla presenza delle telecamere. Le storie che riporto sono di amici, conoscenti, sconosciuti e… mie! Ma come tendo a salvaguardare le identità dei protagonisti dei racconti allo stesso modo nessuno potrà risalire a me leggendo le mie disavventure, fatta eccezione per i diretti interessati.
 
Perché è difficile parlare di sesso soprattutto per le donne?
Il problema non sussiste solo per le donne. Ci sono uomini che vantano prestazioni da sogno e si ritrovano con un gingillino format Ken, impotenti o dalla felicità Pic-Indolor: un minuto, manco li hai sentiti e pensano di averti donato emozioni da mille e una notte! Molte donne, invece, vorrebbero condividere le proprie esperienze ma subiscono la presenza di questo fitto velo di finto bigottismo e si comportano di conseguenza: ‘Masturbarmi, io? Ma che schifo, dai…’ poi vengono a sfogarsi sul web dietro profili fittizi.

Oltre al blog c’è anche un live, su un divano con degli ospiti, cosa ti chiede la gente?
Un progetto nuovo, del tutto innovativo. Coucheroes ha messo gli occhi sul mio blog e ha proposto di mandarlo in onda su web proprio così: senza freni, inibizioni o ansie di alcun tipo. Sul canale di Coucheroes si può virtualmente sedere chiunque abbia voglia di raccontarsi e condividere le proprie esperienze siano esse sessuali, sentimentali, grondanti di cinismo o affette dalla sindrome del traditore seriale: ce n’è davvero per tutti i gusti. Basta dare un’occhiata ogni giorno a margheritazanatta.urbanpost.it per scoprire data e location delle prossime dirette.

Durante la diretta su Facebook nei vari social il tuo hastag è balzato sui trend topic, si trasformerà in un format tv?
L’hashtag #unamicainaffitto ha trionfato durante la primissima diretta piazzandosi primo in classifica nei trend topic, è vero. Cosa del tutto inaspettata, ancora stento a crederci. Se si trasformerà in un format tv non sta a me dirlo. Posso dirti però che per il momento questo nuovo modo di fare tv mi piace parecchio e ci siamo ritrovati subissati da mail.

Fabrizio Corona torna a parlare dopo 3 anni: “In galera mi è successo di tutto”

Corona torna a parlare. “Oggi credo nuovamente nella giustizia e nelle persone che ricoprono ruoli importanti nella magistratura italiana”. Dopo oltre tre anni dal suo arresto, Fabrizio Corona rilascia la sua prima intervista al settimanale ‘Chi’ in edicola domani. Condannato a 14 anni e due mesi per reati come estorsione, bancarotta, corruzione, è uscito dal carcere di Opera il 18 giugno del 2015. Il re dei paparazzi è stato poi affidato per quattro mesi alla comunità di don Mazzi.Il suo racconto parte dall’arresto, dopo la fuga in Portogallo: “Non volevo che la mia vita finisse in galera.

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Ho cercato una soluzione. Volevo salvarmi”, confessa a ‘Chi’. “Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente. Non era una semplice custodia cautelare la mia. Era una condanna definitiva. In totale quattordici anni e due mesi”, ricorda Corona. “Da quando sono uscito dal carcere – rivela durante l’intervista – non ho mai raccontato la mia vita tra le sbarre. Provo vergogna, mi fa male, il ricordo lacera la mente e il cuore. Lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all’improvviso e di non credere che sia finita. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione”. Eppure Corona svela di aver tenuto duro. “Non ho mai pensato di togliermi la sacra vita che in quelle condizioni diventa ancora più sacra”. Corona parla poi del figlio Carlos, avuto dall’ex moglie Nina Moric. “L’ho lasciato bambino, l’ho trovato un ometto. Mi ha stretto forte. E mi ha dato la forza di andare avanti. Aveva capito tutto. Per la prima volta mi sono sentito io figlio, lui padre. Per la prima volta non ero più solo al mondo”.  Della sua ex, Belen Rodriguez, Corona dice: “Ho visto le sue nozze a ‘Verissimo’ e le ho lette su ‘Chi’. L’ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l’evolversi la sua carriera. Negli alti e nei bassi. Ho seguito il tutto con molta indifferenza. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente”.  Infine parla del padre Vittorio, scomparso nel 2007 dopo una lunga malattia. “Ho sognato mio padre Vittorio quasi tutte le notti. Era con me. Mi proteggeva. Era come se fosse lì. Mi ha salvato, sostenuto, dato una forza inspiegabile. Lui c’era. Andarlo a trovare al cimitero? No. Mai. Per pudore, per vergogna, per averlo deluso”.

Lacey ha due bimbi al seno mentre allatta, la foto scatena le polemiche: ecco perché

Sceglie di aiutare le mamme che non possono allattare al seno e scoppia la polemica. Quello che è uno dei “mestieri” più antichi e nobili del mondo, quello della balia, sembra dover essere oggi motivo di scandalo e vergogna.

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Lacey Dangerstone ha due bambini e dopo la nascita della sua primogenita, Luna, nel 2012 ha deciso di aiutare altre mamme. Tutto è iniziato con il figlio di un’amica che andava fuori per il week end e le ha lasciato il figlio, ora ha ben 12 “figli di latte”. «E’ un’esperienza dolce. Do da mangiare a Luna e poi all’altro bambino, la mia produzione di latte è aumentata in modo naturale. Con il mio lavoro aiuto le donne a tornare alle loro abitudini quotidiane», così racconta la donna al Daily Mail. Il gesto più naturale e generoso del mondo però non è stato da tutti apprezzato e molti hanno parlato di un’abitudine “disgustosa” e “poco igienica”. Ma Lacey spiega che non c’è nulla di pericoloso e con il suo gesto vuole incoraggiare le mamme all’allattamento al seno.