Tiziana Cantone, la mamma: “Femminicidio virtuale. ‘Stai facendo un video? Bravo’ ovunque, aberrante e vergognoso”

Sono passati quasi due anni e mezzo da quando la sua storia è finita, in maniera tragica, con un suicidio. Tiziana Cantone aveva 33 anni quando si è tolta la vita nel settembre del 2016, dopo mesi di inferno dovuti ad un video hard girato e messo sul web e che le aveva rovinato il nome e la reputazione.

462a31a4-f8c3-4a35-80e5-c321f75dc323La mamma di questa giovane e bella ragazza, uccisa dalla crudeltà di chi ha messo in giro quelle immagini togliendole la dignità, ha raccontato la storia a La Vita in Diretta. «Non mi sembra vero siano passati oltre due anni – dice – Continuo a combattere per mia figlia perché mi sento in dovere di far capire chi era davvero Tiziana Cantone, che è la vittima di quello che chiamo femminicidio virtuale e che sta prendendo sempre più piede nella nostra società».
«Tiziana sentiva molto la mancanza di suo padre, che non ha mai conosciuto e che non l’aveva mai cercata – continua – Lei soffriva doppiamente, perché sentiva il bisogno di quella protezione che solo un padre poteva darle, e io non ero in grado di farlo. Era una ragazza dolce e sensibile, ha sofferto tanto quando è morto mio padre, suo nonno, al quale era molto legato».

«Sergio, il suo compagno, a me non era mai piaciuto. La misi in guardia, le dissi che non mi piaceva, percepivo in lui qualcosa che non andava – dice ancora la mamma – quando quel video ha iniziato a girare su internet, non fu Tiziana a dirmelo ma lui. Mi disse di non preoccuparmi, di non prendere iniziative e di cancellarci da Facebook: affermò di aver individuato un responsabile».
Le indagini, racconta ancora, hanno poi accertato altro sull’uomo: «Era iscritto ad alcuni siti di scambisti, aveva amici di Forlì da cui si recava spesso insieme a mia figlia – conclude – Ciò che mi fa pensare è che spesso si dice che bisogna denunciare, non bisogna avere paura, ma mia figlia aveva presentato tre denunce. La Polizia Postale e gli inquirenti sono stati disponibili, ma l’attività investigativa è stata carente, anche perché i loro mezzi sono limitati: spesso questi siti sono registrati all’estero, bisogna fare delle rogatorie, e i tempi si allungano».
«Quello che è capitato a mia figlia non è cyberbullismo, ma un crimine. Questo della pornografia non consensuale è una violenza, una nuova forma di femminicidio: quella frase, “stai facendo un video? bravo”, è finita ovunque su internet, anche in alcune fiction, in televisione si sentiva di continuo, una cosa vergognosa, aberrante».

Asia Argento contro Giulia Bongiorno: “Ha difeso un mafioso e non vuole tutelare le donne”

Giulia Bongiorno è finita in queste ore al centro di polemiche anche all’interno della Lega per la sua candidatura nel partito di Salvini. Anche Asia Argento si scaglia contro di lei sui social. “L’avvocato Bongiorno aveva difeso il mafioso #Andreotti (“Assolto! Assolto!

asia_argento_giulia_bongiorno_difeso_mafioso_andreotti non_vuole_tutelare_le_donne 20 gennaio 2018_20204648Assolto!”) ma si è rifiutata di tutelare alcune vittime di violenza sessuale nell’industria cinematografica… #DoppiaDifesa? Dissociazione totale”: scrive su Twitter l’attrice.
A chi, via Twitter, ha chiesto all’attrice di “spiegarci meglio o segnalarci qualcuno con cui approfondire”, Asia Argento ha risposto: “Sarebbe bello conoscere l’opinione delle altre attrici italiane, visto che fino ad oggi sono state mute riguardo la rivoluzione #metoo”.

Gloria Giacosa, un calendario… fatto col cuore

Forme conturbanti, lunghi capelli biondi e un sorriso contagioso e travolgente. Lei è Gloria Giacosa, modella savonese, 36 anni e un ampio seguito sui social. Bella, affascinante e molto impegnata. All’attivo ha due calendari fatti… col cuore. Il primo contro la violenza sulle donne a favore dell’associazione Doppia Difesa, il secondo a favore dei malati di tumore. Per il 2018 ne è arrivato un altro, il terzo.

C_2_fotogallery_3085278_0_image“Questo non coinvolge direttamente associazioni benefiche”, spiega Gloria: “Ma è sempre fatto col cuore, perché è in memoria del mio migliore amico. Morto tre mesi fa per un malore. Si chiamava Franco Recchia. Soprannominato “Frenk” dagli amici. Era una persona piena di vita. Era la vita. Spensierato positivo solare e sensibile. Amava le donne. Per questo, per “accontentarlo “ in questo calendario “ho osato “ un po’ di più rispetto ai precedenti”. E così eccola, sensuale e sinuosa, ardita e irresistibilmente sexy… per Frenk e non solo.

Dietro l’obiettivo un fotografo di classe, Enrico Ricciardi, che l’ha immortalata anche nei precedenti calendari. Un amico, ma soprattutto un vero professionista, grazie al quale in ogni scatto dei dodici mesi a parlare non è solo la bellezza inconfutabile di Gloria, ma anche il suo cuore.

Tiziana Cantone, “per il suicidio nessun colpevole”: il Tribunale archivia l’inchiesta

Nessuno ha istigato Tiziana Cantone al suicidio. La 31enne di Mugnano si è uccisa seguendo la sua specifica volontà. Questa, in sintesi, la motivazione del gip che ha archiviato in maniera definitiva l’indagine sull’istazione al suicidio della bella Tiziana che si è tolta la vita nel settembre del 2016 dopo la diffusione sul web, senza il suo consenso, di video hot che la ritraevano. Una storia difficile, quella di Tiziana, fatta di «condivisioni» in rete di un filmato che lei non aveva autorizzato a diffondere.

11ad_219464773-1Dopo la sentenza che la condannava alle spese per una causa civile intentata contro i colossi del web da Tiziana nel settembre di un anno fa – Facebook, Google e Youtube – la ragazza si legò un foulard al collo lasciandosi morire, vittima di una nuova forma di «violenza» che corre in rete.
Nel fascicolo aperto dalla procura di Napoli Nord ad Aversa non c’era nessun iscritto, anche se circa 20 amici, parenti e due ex fidanzati erano stati ascoltati in qualità di persone informate dei fatti. Fra questi, anche l’ex ragazzo Sergio Di Palo, indagato in un altro procedimento a Napoli. Inchiesta piena di ostacoli. Alla fine, il pm Rossana Esposito ha deciso di chiedere l’archiviazione. Oggi, il gip ha depositato il provvedimento di archiviazione. Gli avvocati difensori avevano presentato ricorso alla richiesta del pubblico ministero.

Francesca Giuliano, la ‘Anni 50’ di Bonolis: “Natale da sola, la mia ultima storia mi ha segnata in negativo”

Sembra il titolo di un cine-panettone ma è la realtà che vive Francesca Giuliano, la bellezza Anni ’50 del programma televisivo “Avanti un Altro” di nuovo in onda da Gennaio su Canale 5. Ancora single, sembra proprio che non riesca a trovare la sua anima gemella e confessandosi ai microfoni di Alex Achille in Radiochat.it, ha raccontato per la prima volta di aver subito, in passato, una violenza.

3426403_1920_ant_0401_1“Passerò le feste di Natale in famiglia accanto a mia madre ma non vi nascondo che inizio a sentire la mancanza dell’affetto di un vero uomo che si prenda cura di me. In realtà, potrei averne a decine ma trovo soltanto ragazzi che vogliono divertirsi mentre io cerco una storia seria”.
“Non sono stata molto fortunata nei rapporti e in particolare la mia ultima storia sentimentale, ha segnato in negativo la mia esistenza. Non voglio per il momento dirvi altro, posso soltanto aggiungere che da sempre e a maggior ragione dopo questa brutta esperienza, combatto la violenza sulle donne”.

Poliziotta ustionata dall’ex fidanzato ora è anche «vittima del dovere»

Una donna che è bersaglio della violenza di un uomo, se indossa una divisa è anche una «vittima del dovere».

3389478_1216_violenzaL’ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza pubblicata ieri, vigilia della Giornata internazionale del 25 novembre, a conclusione (forse) della ventennale battaglia amministrativa e giudiziaria combattuta da una poliziotta che vive e lavora in Veneto.
Dopo essere rimasta gravemente ustionata per mano dell’ex fidanzato, la dipendente del ministero dell’Interno ha dovuto trascinare più volte in giudizio proprio il Viminale, per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere i benefìci previsti dalla legge.

Picchiava e maltrattava i bambini: in manette maestra dell’asilo nido

TARANTO – A denunciarla erano stati i genitori dei bambini e la stessa dirigente scolastica della XXV Luglio, scuola materna di Taranto, dove una maestra era solita maltrattare e picchiare i bambini. Così, sulla base degli elementi acquisiti nel corso di attività di indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Taranto, anche con registrazioni audio e video disposte all’interno delle aule, gli agenti della Squadra Mobile di Taranto hanno arrestato nel pomeriggio di oggi una maestra 50enne ritenuta gravemente indiziata del reato di maltrattamento in danno dei propri alunni, piccoli di età inferiore ai tre anni.

maestra-picchia-allievi-2L’osservazione delle immagini videoregistrate e l’ascolto audio, in un periodo di circa 40 giorni, hanno consentito di accertare ripetute condotte violente (spinte, schiaffi, strattonamenti, urla) tenute dalla maestra, denotando incapacità nel gestire i piccoli alunni durante l’orario scolastico, nonché assenza totale di metodo educativo, mancanze cui la stessa ha tentato di sopperire con aggressività e violenza, sia fisica che psicologica. Alcuni episodi di violenza erano stati opportunamente segnalati dalle stesse sue colleghe e portate a conoscenza dell’autorità inquirente dal dirigente scolastico.
Importanti sono risultate pure le dichiarazioni rese dai genitori di due dei bambini che a causa di quanto accadeva in aula avevano manifestato per primi uno stato di disagio e malessere. Nessuna delle condotte accertate è apparsa tesa in qualsiasi maniera ad educare i piccoli, i quali pure quando, subita una prima aggressione fisica, tentavano di riavvicinarsi alla maestra, cercando di essere in qualche modo consolati, venivano dalla stessa ignorati oppure nuovamente afferrati con forza.
Molte sono state le situazioni di pericolo create dalla maestra con le proprie azioni, rischiando di provocare ben più gravi conseguenze in danno dei minori. Spesso, con furbizia, la stessa ha cercato di tenere nascosto tale comportamento vessatorio, soprattutto agli occhi degli altri operatori scolastici, cercando talvolta di addossare le colpe dei singoli episodi agli stessi alunni.

Bimba di 11 anni in ospedale: «Ha la pancia gonfia» e scoprono che è incinta. Arrestato il vicino di casa 35enne

Incinta, dopo una violenza sessuale, a soli 11 anni. Un uomo di 35 anni è stato arrestato dalla polizia, a Torino, perché accusato di aver abusato della figlia di una vicina di casa di cui si prendeva cura quando i genitori non c’erano.

3387761_2132_bambina_incinta_leggoLa piccola, lo scorso 17 novembre, è stata accompagnata all’ospedale dalla mamma perché «aveva la pancia gonfia». I medici le hanno spiegato che, in realtà, aspettava un bimbo.
Al momento l’uomo, difeso dall’avvocato Wilmer Perga, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sesso con lo studente 17enne, professoressa arrestata: ecco cosa rischia

Per oltre un mese e mezzo avrebbe avuto una relazione con un suo studente 17enne: con questa accusa la polizia ha arrestato, tre giorni fa, una giovane professoressa di un liceo di Concord, nello stato della Carolina del Nord.

katherine-ross-ridenhour-mugshotLa 23enne Katherine Ridenhour, che da un anno lavorava presso la Cox Mill High School, è stata denunciata. La donna, sposata, nella scuola ricopriva un duplice incarico: insegnante di scienze e coordinatrice delle cheerleader delle squadre del liceo.
Come riportano diversi media locali e internazionali, la giovane ora sarà probabilmente processata: per le leggi vigenti nello stato il rapporto tra i due, anche se consenziente, è considerato violenza sessuale. Il sesso con minorenni, ma maggiori di 16 anni, è considerato consenziente solo se non ci sono più di cinque anni di differenza tra i partner (lo riporta il sito di informazione legale ‘Age of Consent’): non è questo il caso, ora la professoressa rischia da dieci mesi a tre anni e mezzo di carcere.

Tea Falco su Instagram racconta le molestie subite da un regista italiano: “Avevo 21 anni…”

Il caso Weinstein ha dato coraggio a tante attrici. Dopo Asia Argento e decine di altre donne in tutto il mondo anche Tea Falco ha raccontato di aver subito molestie da parte di un regista all’inizio della sua carriera di attrice. “Questa storia che mi è capitata quando avevo solo 21 anni”, scrive su Instagram l’attrice di ‘1992’, che ringrazia Asia Argento per aver “sollevato il polverone”.

volti_e_profumi_di_primavera_donna_015_tea_falco“Mi ero appena trasferita a Roma, un giorno – ricorda Tea che ha parlato dell’episodio anche a ‘Le Iene’ – tra i vari contatti di Facebook mi aggiunge un regista che vede un video dove imito Robert De Niro in Taxi Driver. Mi dice di venire nel suo studio e di portare le mie fotografie non d’attrice ma le mie fotografie artistiche in bianco e nero e i miei video arte”.
Il luogo dove il regista dà appuntamento a Tea è però non un ufficio ma il suo appartamento. “Quando arrivo nel suo studio – spiega – mi accorgo che era casa sua. Guarda i miei lavori e mi dice che non dovrei fare l’attrice ma la regista”.
La situazione ad un certo punto precipita. “Ho mal di stomaco e gli dico che devo andare – scrive Tea – lui dice che è pranoterapeuta e mi dice che me lo fa passare. Ma dalla pancia però scende più giù e io ad un certo punto mi rendo conto e gli dico ‘no questo no ‘ e lui ‘ah questo no ok ‘ e si ferma. Poi usciamo dallo studio e mi dice che mi vuole fare un regalo e mi compra un libro di fotografie che poi ho buttato”.
Un episodio che ha segnato Tea e ha cambiato il suo modo di rapportarsi nel mondo dello spettacolo. “Non ho mai più detto a nessun regista che volevo fare l’attrice, dicevo che ero una fotografa, facevo i provini con la mia agenzia senza dire niente a nessuno”, spiega. “Io sono stata forte perché ho detto no ma alcune ragazze di 19, 20 anni – sottolinea – non sono così forti, non hanno avuto la giusta educazione. Bisognerebbe educare in famiglia e a scuola alla difesa”.
A distanza di anni dalle molestie subite, Tea, oggi 30enne, scrive: “Questi sono atti di violenza che ti segnano. Quando succede bisogna denunciare subito, io non lo sapevo e non l’ho fatto. Se siamo in tante a farlo tutto questo finirà. Quando sei debole e ingenua – conclude – non riesci a dire di no”.