“Cara prof che vuoi la morte di mio padre”: la lettera è virale

È diventata virale la lettera destinata alla professoressa che ha augurato la morte ai poliziotti intervenuti durante gli scontri a Torino. A scrivere è la figlia di uno degli agenti.
“Cara professoressa, ti parla la figlia di un appartenente alle forze dell’ordine”: inizia così la lettera pubblicata dalla pagina Facebook di ex agenti e simpatizzanti delle forze dell’ordine ‘Noi poliziotti per sempre’. Centinaia le condivisioni e oltre 14mila like.

3577653_1959_prof_torino“Tu che gli urli ‘dovete morire’ – si legge nel post -, vedi ogni volta che mio padre si allaccia gli anfibi e si chiude il cinturone ho davvero paura che qualcuno lo faccia morire. Forse tu non sai cosa vuol dire. Tu non sai cosa vuol dire vivere di turni, vivere di imprevisti, di compleanni in cui nelle foto ci sono tutti: tranne lui. Del pranzo di Natale che diventava freddo a forza di aspettarlo. Del cuscino vuoto accanto a mia madre. Del freddo, del sonno, del sangue sulla strada, degli insulti che gente come te ogni giorno rivolge a chi indossa una divisa”.
“Cara professoressa – scrive ancora la pagina -, hai mai provato ad accarezzare la stoffa della giacca di un poliziotto o di un carabiniere? Sai non è di un cotone morbido, non è il lusso che tutti credono che lo Stato regali a quegli uomini e a quelle donne in divisa. Cara professoressa, tu sai che mentre auguravi a quei ragazzi la morte a casa c’erano i loro bambini che si erano appena addormentati che si aspettavano di vedere i loro papà il giorno dopo come tutti i giorni? Lo sai che c’erano madri, fidanzate e mogli che in quel preciso momento stavano pensando a loro? E stavano pensando se magari potevano avere troppo freddo là fuori?”, domanda.

“Non sono dei mostri come li dipingete. Ma sono persone. Le stesse persone – sottolinea ancora la lettera – che chiamate a tutte le ore se avete bisogno di aiuto, e loro anche se voi gli augurate le morte vengono ad aiutarvi: perché hanno giurato di esserci, e quella divisa che tanto odiate rappresenta anche questo”. Una rabbia e un augurio di morte, spiega ancora la lettera, che non trova giustificazioni nonostante l’operato di alcune ‘mele marce’ fra le forze dell’ordine: “C’è chi della propria divisa ne fa un abuso – si legge -, come ovunque c’è la mela marcia e sono concorde nel punirlo adeguatamente secondo le leggi, ma non per questo bisogna augurare il male a tutti coloro che indossano una divisa. Perché io nonostante tutto non auguro del male a nessuno e mai lo farò, perché mi hanno insegnato il rispetto per la vita di tutti. Così, cara prof, ora vai e guarda negli occhi tuo padre e tuo marito/compagno/ fidanzato che sia (se ne hai uno), guardali negli occhi e cerca solo di immaginare cosa si possa provare: a sapere che tanta gente come te augura la morte a quegli uomini che per noi – conclude il post – sono la vita”.

Monica Lewinsky: “Con Bill Clinton sesso consensuale, ma fu abuso di potere”

«Il sesso con Bill Clinton fu consensuale, ma solo ora che ho 44 anni inizio a capire che si è trattato di un vero e proprio abuso di potere». A distanza di 20 anni dal ‘Sexgate’, Monica Lewinsky torna a parlare dello scandalo che travolse l’allora presidente degli Stati Uniti e lo fa appoggiando il movimento #MeToo, quello contro le molestie sessuali fondato dalle stelle dello showbiz a stelle e strisce. L’ex stagista della Casa Bianca, infatti, ha spiegato di aver iniziato a capire solo ora un aspetto della vicenda, grazie ad un incontro con una delle attiviste.

monica-lewinsky-bill-clinton-sesso-consensuale-molestie-metoo_27114143«Mi ha fatto capire e considerare le reali implicazioni di uno squilibrio di potere che può esserci tra il presidente degli Stati Uniti, forse l’uomo più potente al mondo, ed una semplice stagista» – ha spiegato la Lewinsky a Vanity Fair – «Ammisi subito che il rapporto era consensuale, ma in determinate situazioni il consenso è affievolito proprio per la possibilità di abusare del maggior potere. Oggi che ho 44 anni sto iniziando a capire tutto su quella vicenda».
Oggi, finalmente, qualcosa sta cambiando. «Se ci fosse stato un movimento come il #MeToo, forse non mi sarei sentita così isolata vent’anni fa. Uno degli aspetti migliori di questo movimento è l’incredibile solidarietà femminile: molte donne hanno parlato a difesa delle altre» – ha dichiarato l’ex stagista della Casa Bianca – «Weinstein? Ci sarebbe da ringraziarlo, perché è stato la miccia di uno scandalo che è diventato globale e sociale».

Keith Urban, auguri a Nicole Kidman: “11 anni e sembri ancora la mia ragazza”

“Undici anni di matrimonio ed è come se fossi ancora la mia ragazza…”. Con un toccante e romantico post sui social Keith Urban, 49 anni, augura alla sua “Babygirl”, l’attrice Nicole Kidman, un felice anniversario di nozze. Tanti i commenti dei fan che definiscono la coppia un esempio per tutti: “Voi due siete un’ispirazione per un matrimonio basato sul vero amore”…

C_2_fotogallery_3080168_9_imageE sul vero amore sembra davvero basarsi la relazione tra la Kidman, che pochi giorni fa ha compiuto 50 anni, e Urban. I due si sono sposati a Sydney, in Australia nel 2006 e hanno due figlie, Sunday Rose, 8, e Faith Margaret, 6. In occasione del suo compleanno l’attrice si era detta fortunata e felice della sua vita professionale, ma soprattutto di quella familiare, accanto a Keith e alle loro figlie.
Una famiglia di celebrities, che sembra davvero voler sfidare le dure leggi dello showbiz, dove le relazioni naufragano e le coppie scoppiano con estrema facilità.
Per Nicole non è la prima volta però. Il matrimonio con Tom Cruise era durato lo stesso tempo, ovvero 11 anni, dal 1990 al 2001, poi il divorzio, retto apparentemente con impeccabile aplomb, e quindi il nuovo matrimonio con il cantante Keith Urban, conosciuto nel 2005 durante il G’Day, un evento hollywoodiano in onore degli australiani. Pochi mesi di fidanzamento poi le nozze con una cerimonia cattolica a Sydney il 25 giugno 2006. Il 20 ottobre dello stesso anno Urban, che aveva firmato un contratto prematrimoniale in base al quale avrebbe perso ogni diritto sui beni della moglie se avesse fatto abuso di droghe e alcol, entra in una clinica per disintossicarsi dall’uso di cocaina. La coppia ha avuto due figlie biologiche: Sunday Rose, nata il 7 luglio 2008 e Faith Margaret, nata tramite madre surrogata il 28 dicembre 2010. La nascita della bambina è stata tenuta in gran segreto dalla coppia fino all’annuncio ufficiale il 17 gennaio 2011.

Angelina Jolie vuole Jennifer Aniston come testimone contro Brad Pitt

Non c’è pace tra Angelina Jolie e Brad Pitt e ad affilare i coltelli è ancora l’attrice. In questo nuovo capitolo della saga che li vede protagonisti entra in gioco anche Jennifer Aniston. Sarebbe lei, secondo Radaronline, l’arma segreta di Angelina, che la vorrebbe come testimone chiave nella causa contro il marito.

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L’ex moglie dell’attore statunitense lasciata proprio per unirsi con la Jolie, conoscerebbe fin troppo bene il caratteraccio di Pitt e le sue idee sull’educazione dei figli, alla base delle quali sarebbe intentata la causa di divorzio. L’obiettivo, secondo gli avvocati che affiancano Angelina Jolie, è una testimonianza relativa all’abuso di alcol e droga dell’attore.
Tutte cause che avrebbero portato alla prima separazione con la Aniston ed alla seconda con la Jolie. Al momento Brad Pitt può vedere i figli solo sotto la supervisione di un assistente sociale. È inoltre sottoposto a diversi test antidroga.

Filmò l’amico che stuprava ragazzina 17enne in diretta su Periscope: ora rischiano 40 anni

Con applicazioni come Periscope o Streamago, ma anche con YouTube e Facebook, per chiunque di noi è attualmente possibile trasmettere in diretta sui social, come fossimo tutti dei piccoli broadcaster. Questa libertà è stata sfruttata in modo macabro da una coppia di ragazzi negli Stati Uniti, Marina Lonina e Raymond Gates, 18 anni lei, 29 lui.

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Secondo le accuse, lui avrebbe violentato una ragazzina di 17 anni, mentre lei filmava tutto in diretta proprio su Periscope: la polizia avrebbe scoperto tutto dopo che uno dei suoi amici, dopo aver visto il video in live streaming, è andato a denunciarla. Lo racconta il Mirror.  I due sono accusati di stupro, sequestro di persona e abuso di minore, mentre su di lei grava anche l’accusa di produzione di materiale pornografico con un minorenne. Entrambi si difendono dicendo che la ragazza era consenziente, e che si trattava solo di una serata da amici in cui tutti avevano bevuto un po’ troppo. Rischiano 40 anni di carcere.