Anna Falchi a Vieni da me: «Sono stata vigliacca, l’ho lasciato nel momento di difficoltà». Caterina Balivo reagisce così

Su Leggo.it le ultime novità. Anna Falchi a Vieni da me: «Vigliaccamente l’ho lasciato…». Caterina Balivo reagisce così. Oggi, l’attrice di origine finlandese è stata ospite nel salotto di Rai1 e si è raccontata a cuore aperto. Tra carriera e vita privata. Anna Falchi ha ripercorso anche il momento definito da lei stessa «il più buio della mia vita», quello dell’arresto di Stefano Ricucci nel 2006, all’epoca suo marito.

anna-falchi-min

Ecco le parole di Anna Falchi: «Il caso esplose mentre eravamo in viaggio di nozze. Quando l’hanno arrestato chiesi alle autorità di non mettergli le manette e di non farlo uscire dalla porta principale. Era pieno di fotografi. Non volevo che quella foto in manette rimanesse e gli facesse del male. La stampa mi ha messo in mezzo, ma io non c’entravo niente. Sono stata vicina a Stefano per tutto il primo periodo, poi vigliaccamente non mi sono sentita di portare avanti questa storia. Rinunciare a me stessa per un’altra persona, non ero sicura. Ho fatto bene, anche se nutro ancora affetto per lui. È stato il momento più buio della mia vita». Caterina Balivo commenta: «Sei rimasta lucida e hai chiesto che non gli fossero messe le manette, per lui. E gli sei stata vicina per tutto il primo periodo».

Poi si passa a parlare di calcio. Anna Falchi, storica tifosa laziale, compie una piccola gaffe che ai supporter biancocelesti non passa inosservata: «La Supercoppa? L’abbiamo giocata a Doha (in realtà era a Riad, ndr)». Poi l’attrice promette: «Se rivinciamo anche stasera, faccio un’altra foto sexy».

Manuel Frattini è morto. Il divo del musical ha avuto un malore prima di andare in scena, aveva 54 anni

Manuel Frattini è morto. Il divo italiano della musica aveva 54 anni. Manuel Frattini ha avuto un malore che gli ha provocato un arresto cardiaco irreversibile, nonostante i soccorsi tempestivi dei presenti e del personale medico chiamato immediatamente. L’artista si trovava a Milano per fare quello che più amava nella vita, il musical: aveva voluto essere presente, insieme ad altri performer, ad una serata di beneficenza. Era felice e circondato da tutti gli amici e colleghi più cari.

LA CARRIERA Dopo aver mosso i primi passi come primo ballerino e coreografo in numerose produzioni Rai e Mediaset, Manuel inizia a farsi notare nel 1991, quando viene chiamato dalla Compagnia della Rancia, diretta da Saverio Marconi, per interpretare il ruolo di Mike Costa nel musical ‘A Chorus Linè. Nella stagione 1996/1997 ricopre il ruolo di Cosmo Brown in ‘Cantando sotto la pioggià. La consacrazione arriva nella stagione 1998/1999 con il musical ‘Sette spose per sette fratellì, nel quale interpreta, al fianco di Raffaele Paganini e Tosca, il ruolo di Gedeone.

Le stagioni 1999/2000 e 2000/2001 lo vedono dividere il palcoscenico con Christian De Sica, Lorenza Mario, Monica Scattini e Paolo Conticini nel fortunato ‘Tributo a George Gershwin – Un Americano a Parigì, con la regia e le coreografie di Franco Miseria. Contemporaneamente realizza un piccolo sogno: debuttare come protagonista assoluto in un musical inedito, ‘Musical, Maestro!’, coreografato e diretto da Fabrizio Angelini e ideato da lui stesso in collaborazione con Angelini e Giovanni Maria Lori.

4795046_frattini

Nella stagione 2001/2002 interpreta il ruolo di Seymour, con Rossana Casale e Carlo Reali, nel musical della Compagnia della Rancia ‘La Piccola Bottega degli Orrorì, con regia di Saverio Marconi. Nel marzo 2003 debutta come protagonista nel musical-kolossal ‘Pinocchiò, prodotto dalla Compagnia della Rancia, con la regia di Saverio Marconi e le musiche dei Pooh. A fine 2006 Manuel Frattini si trasforma in Peter Pan con le musiche di Edoardo Bennato, la tournèe sfiora 300 repliche sold out fino alla primavera del 2008, risultando il musical più visto e vincendo il prestigioso premio Biglietto d’Oro. Successivamente è il protagonista di ‘Robin Hood’ nelle stagioni 2008/2010. Il 2010 è anche l’anno di ‘Aladin’ il nuovo musical scritto da Stefano D’Orazio con le musiche dei Pooh. A ottobre Manuel sbarca in America con ‘Pinocchiò, che viene rappresentato a New York nel prestigioso Danny Kaye Playhouse in occasione del Columbus Day a testimonianza della creatività italiana. Nelle stagioni teatrali 2011/2012 e 2012/2013 è in tournée con ‘Peter Pan’. Nell’estate 2012 mette in scena ‘Sindrome da musical’, uno spettacolo scritto da Lena Biolcati con la regia di Alfonso Lambo. Nelle stagioni 2013/2015 interpreta Rodrigo, nello spettacolo della Compagnia della Rancia dal titolo ‘Cercasi Cenerentolà con la regia di Saverio Marconi, il testo e le liriche di Stefano D’Orazio, mentre a settembre 2015 ritorna nelle vesti di Pinocchio che debutta a Milano in occasione di Expo.

A giugno 2017 Frattini è stato protagonista del musical di George Gershwin Crazy for you, che ha debuttato al Teatro Duse di Bologna per la regia di Mauro Simone con i giovani talenti della Bernstein School of Musical Theatre nell’ambito del «A Summer Musical Festival». Nella stagione 2017/2018 è tornato a interpretare il musical ‘Robin Hood’, con la regia di Mauro Simone, accanto a Fatima Trotta nel ruolo di Lady Marian. Nella stagione 2018/2019 è stato protagonista del musical ‘Priscillà nel ruolo di Bernadette. Nel corso della sua carriera Manuel Frattini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: il Premio Bob Fosse, il Premio Danza&Danza come Miglior interprete italiano della stagione 1996/1997 per Cantando sotto la Pioggia; il Primo Premio Nazionale Sandro Massimini (Festival Internazionale dell’Operetta di Trieste 1997). Nel 2004 riceve il premio Musical Award come migliore protagonista del della stagione; nel 2011 gli viene consegnato il Premio alla Carriera, nel corso della rassegna «Musical Day» e nel 2013 riceve lo stesso premio dalla rassegna «Tip Tap Show». Nel 2016 vince il prestigioso Premio Flaiano per la sezione Musical. Accanto alla sua attività di performer, Manuel Frattini si è dedicato all’insegnamento, tenendo corsi di perfezionamento e stage nelle più prestigiose Accademie italiane.

Foto hot e ricatto: «Sono minorenne». Cade in una trappola che gli costa il bar e il patrimonio

Il copione è sempre lo stesso: si conoscono in chat, prendono confidenza, si scambiano foto intime, e poi scatta il ricatto. E nonostante questo, ci cascano sempre. E’ successo anche a un 49enne proprietario di un bar a Montebelluna, in provincia di Treviso, che sulla chat di Facebook, è caduto nella tela di una donna residente in Liguria.4633628_1003_montebelluna

L’amicizia e le foto hot, poi il ricatto: “Sono minorenne”
E’ febbraio del 2016. La confidenza, gli ammiccamenti, e poi le foto a sfondo sessuale. Peccato che, dopo qualche setitmana, la donna lo ha contattato via chat e gli ha rivelato di essere minorenne, chiedendo seimila euro in cambio del suo silenzio. Il 49enne ha accettato e pagato, tramite paysafecard.

L’hacker per ripulire il pc
Qualche giorno l’uomo ha raccontato l’episodio ad un’altra amica di Facebook, da lui conosciuta come “Laura”, anch’ella residente in Liguria, che si è resa disponibile ad aiutarlo presentandogli un hacker che, da remoto, avrebbe ripulito dalle foto e dai dati compromettenti, sia il suo computer che quello della fantomatica minorenne. Il giorno successivo all’operazione “di pulizia” effettuata dall’hacker, il 49enne però è stato nuovamente contattato dalla minorenne che gli ha chiesto ulteriori quattromila euro, dato che si era era accorta di un tentativo di intrusione sul suo computer, che riconduceva a lui.

Nuovo pagamento
Impaurito per la nuova richiesta di denaro, il barista montebellunese ha ricontattato l’hacker spiegandogli l’accaduto. L’hacker, ovviamente, si è reso disponibilissimo ad andare fino a Montebelluna, prendere in consegna il denaro (più duemila euro di compenso personale per la fatica) e chiudere la faccenda con la presunta ragazzina. Il barista, ancora una volta, ha accettato, consegnato i soldi, e sperato che fosse finita.

Il finto arresto e le minacce
Dopo qualche mese, nell’autunno del 2016, l’hacker ha contattato il barista e gli ha chiesto la somma di 10.000 euro, poiché si trovava in difficoltà economiche per il pagamento di spese legali conseguenti ad un arresto che, asseriva di avere subito in Venezuela. Al tentativo di resistenza da parte del 49enne, l’hacker ha minacciato di denunciarlo all’A.G., facendogli presente che dopo avere “ripulito” il suo computer, aveva salvato tutto il materiale pedopornografico su una chiavetta USB.

La paura, i pagamenti e il bar a Montebelluna che vola via
Decisamente impaurito per tale eventualità e dietro continue pressioni da parte dell’hacker, il barista, nel periodo compreso tra settembre 2016 e settembre 2017, gli ha corrisposto l’intera cifra, in varie tranche da 500 fino 1.000 euro e sempre tramite paysafecard, un totale di circa 25.000 euro. E per far fronte a tali ingenti richieste di denaro, si è visto costretto a cedere la sua attività.

L’ultima goccia e la denuncia
Agli inizi del mese di ottobre 2017, a fronte di un’ulteriore richiesta di 6.000 euro pervenutagli da un sedicente appartenente alla polizia postale che lo ricattava rappresentandogli di essere in possesso di una chiavetta USB contenente materiale pedopornografico per lui compromettente, che avrebbe trasmesso all’A.G. se non avesse pagato la somma richiesta, il 49enne finalmente si è deciso a sporgere denuncia al Nucleo Operativo della Compagnia di Montebelluna.

Chi erano davvero la minorenne, l’amica Laura, l’hacker e il poliziotto
Le indagini hanno consentito di identificare una 25enne residente a Ventimiglia, per la fantomatica minorenne e per la famosa “Laura” che aveva messo in contatto il barista con l’hacker, a sua volta identificato per il suo convivente di anni 36. Entrambi gravati da pregiudizi per delitti contro la persona ed il patrimonio, nonché in materia di armi e sostanze stupefacenti. L’attività investigativa ha acconsentito di accertare che tutti i pagamenti effettuati tramite paysafecard, erano stati riscossi dalla coppia.

Altresì veniva acclarato che la telefonata effettuata dal sedicente agente della polizia postale, era stata effettuata proprio dall’utenza telefonica del 36enne. L’esito delle indagini è stato refertato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, con una denuncia per estorsione in concorso. Venerdì 19 luglio 2019 i Carabinieri della Compagnia di Ventimiglia, su delega della citata A.G., hanno eseguito la misura cautelare sottoponendo la coppia agli arresti domiciliari.

Marco Carta, lʼarresto in mezzo ai fan che chiedevano selfie | Chi è la fan/amica che era con lui

Ci sono ancora dettagli da scoprire nell’arresto di Marco Carta, avvenuto venerdì sera a Milano. Un arresto, secondo quanto riporta il “Messaggero”, ostacolato involontariamente dai fan che, mentre il cantante veniva fermato dalla polizia municipale, si accalcavano attorno a lui per chiedere selfie e autografi. Insieme a Carta c’era Fabiana Muscas, infermiera 53enne di Cagliari, giunta a Milano proprio venerdì per trovare il suo amico Marco.

C_2_articolo_3212424_upiFoto1F

E’ il “Corriere della Sera” a raccontare chi sia l’accompagnatrice del cantante, individuata come l’esecutrice materiale del furto, tanto che per lei, a differenza di quanto avvenuto per Carta, è stato convalidato l’arresto. Infermiera professionale, è da anni una fan accanita del cantante sardo, con il quale ha sviluppato un’amicizia diretta dopo la vittoria al Festival di Sanremo, nel 2009. Pare che di recente avesse manifestato ai colleghi l’intenzione di andarsene a vivere altrove, tanto che ha partecipato alla selezione per un posto nell’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea di Roma.

Con quelli che sono riusciti a parlare con lei, la donna continua a professarsi innocente, ma le sei magliette trovate nella sua borsa la mettono in un posizione complicata. Tanto più che, secondo la ricostruzione del “Messaggero”, quando la polizia ha trovato le magliette e il cacciavite usati per togliere le placchette antitaccheggio, Carta si sarebbe difeso dando la colpa alla donna: “E’ stata lei – avrebbe detto -, è tutto nella sua borsa, io non ho fatto nulla, non ho rubato”. Proprio il fatto di non essere in possesso delle magliette al momento del fermo ha salvato il cantante, che sarà processato il 20 settembre, in virtù di una sentenza della Cassazione del 2016 sulla detenzione della refurtiva.

«Ho ucciso mia moglie», 30enne si costituisce alla polizia portando con sé la testa della donna

Uccide la moglie e va dalla polizia per costituirsi, portando con sé la testa della donna. Abhijit Das si è recato nella stazione di polizia di Patharpratima, nel Bengala Occidentale, a circa 100 km da Kolkata, dicendo di aver ucciso sua moglie. Inizialmente gli agenti non gli hanno creduto, così ha mostrato loro le prove.

Violenza-sulle-donne-cosa-scatta-nella-mente-dello-stupratore

I poliziotti hanno creduto in un primo momento che si trattasse di una persona con disturbi mentali, vista la calma con cui parlava dell’episodio. Dopo qualche minuto di dialogo però il 30enne ha detto di voler mostrare le prove di quanto stava affermando: ha così aperto una borsa dalla quale ha estratto la testa sanguinante della donna. Come riporta la stampa locale, ha spiegato di aver legato le mani e i piedi della donna e di averla poi decapitata. Il corpo lo avrebbe messo poi in una cella prima di andare a costitursi.

La polizia ha subito proceduto all’arresto e si è recata in casa dell’omicida, trovando la donna priva di vita in una pozza di sangue. Secondo le testimonianze la coppia, che aveva anche una bimba di 3 anni, andava d’accordo, solo da qualche tempo pare ci fossero state delle discussioni dopo che i genitori di lei avevano chiesto al marito del denaro. Una discussione sul tema sarebbe stata la causa dello screzio, degenerato poi con l’omicidio.

Fabrizio Corona, le prime parole dal carcere: «Avevo bisogno di uno stop…»

4398253_0920_fabrizio_corona_arrestato_prime_parole_carcereFabrizio Corona, le prime parole dal carcere di San Vittore: «Avevo bisogno di uno stop. Avevo bisogno di fermarmi». A sei giorni dal nuovo arresto l’ex re dei paparazzi è tornato a parlare attraverso il suo legale Ivano Chiesa e ha rilasciato la prima dichiarazione, pubblicata attraverso un video apparso sul sito Edicola Nazionale. «Sono appena stato a trovare Fabrizio in carcere, mi ha detto che non intende commentare il provvedimento del giudice, ha detto “non voglio esprimermi”».

Poi l’avvocato precisa: «”Avevo bisogno di uno stop, avevo bisogno di fermarmi”, questo mi ha detto e questo io dico a voi». Fabrizio Corona è tornato a San Vittore lo scorso lunedì su decisione del magistrato del tribunale di Sorveglianza che ha sospeso l’affidamento terapeutico che gli era stato concesso per curarsi dalla dipendenza psicologica dalla droga. Due giorni fa lo staff di Corona Magazine aveva raccontato i dettagli dell’arresto, dell’ingresso degli agenti di polizia in borghese in casa sua. Il suo saluto a Nina Moric, alla mamma e al figlio Carlos Maria.

Un arresto che Corona sembrava attendesse, come se fosse consapevole di quanto stesse avvenendo. Già prima dell’arrrivo degli agenti aveva rilasciato un’intervista a Telelombardia in cui di dichiarava che avrebbe «rifatto tutto, perchè Corona non cambia mai, morirà così». Uno dei motivi fondamentali, ha spiegato, «per cui ho pagato nella mia vita è stato perché ho manifestato sempre un’identità di pensiero, una libertà di pensiero diversa da tutti gli altri senza preoccuparmi di chi avevo di fronte», disse Corona.

Laura si opera al naso per essere più bella, ora è in coma e lotta tra la vita e la morte

laura-avilaSi opera al naso per essere più bella, ora lotta tra la vita e la morte. Laura Avila, 36enne di Dallas, negli Usa, è andata in arresto cardiaco per 4 minuti mentre si trovava sul tavolo operatorio in una clinica in Messico, dove si era recata per poter effettuare una rinoplastica. Oggi si trova in coma farmacologico, indotto dai medici per limitare ulteriori danni neurologici, ma le previsioni non sono certo ottimistiche.

Come riporta la stampa locale Laura ha subito un grave danno cerebrale. I medici le hanno fatto un’anestesia alla colonna vertebrale, ma a quando pare qualcosa è andato storto e il liquido ha come bloccato il suo cervello. Adesso la famiglia deve scegliere se staccare la spina o meno, ma Laura di fatto potrebbe già trovarsi in una condizione di morte cerebrale che non le permetterebbe di vivere lontano dai macchinari a cui è legata. I suoi cari hanno aperto una pagina Go Found Me per poter affrontare le spese mediche e legali: «I medici hanno recentemente iniziato a rimuovere lentamente i farmaci per portarla fuori dal coma. Tuttavia a causa delle lesioni cerebrali, è troppo presto per conoscere lo stato in cui si troverà al momento del risveglio. Laura è ancora in condizioni critiche e attualmente sta vivendo crisi epilettiche che indicano come abbia subito una lesione cerebrale».

Laura aveva pagato l’intervento 1800 dollori, sembrava essere una procedura molto semplice e comune, ma qualcosa è andato per il verso sbagliato e le conseguenze per lei potrebbero essere delle peggiori. La donna è rimasta 8 giorni in Messico dopo “l’incidente”, poi trasferita in un ospedale della sua città. Ora le autorità stanno indagando sul caso.