Pamela Mastropietro, la famiglia della 18enne romana: «Ancora niente funerali dopo due mesi e mezzo, perché?»

La famiglia di Pamela Mastropietro, la 18enne romana che dopo essersi allontanata da una comunità di recupero è stata uccisa e fatta a pezzi a Macerata, continua a chiedere giustizia.
A circa due mesi e mezzo dal tragico ritrovamento del corpo smembrato e chiuso in due trolley, a Pollenza il 31 gennaio scorso, la famiglia della ragazza, ancora in attesa del nulla osta della magistratura per poter celebrare i funerali, ha organizzato per venerdì 13 aprile, a Roma, una fiaccolata in memoria della giovane.

3656177_1303_pamela_mastropietro_fiaccolataAppuntamento alle 19 in via Saluzzo per raggiungere, in corteo, piazza Re di Roma. «La fiaccolata nasce per tenere alta l’attenzione sulla vicenda di Pamela, da intendersi come simbolo di tutte le vittime che sono state dimenticate e che stentano ad avere giustizia – spiega all’Adnkronos lo zio di Pamela e legale della famiglia, l’avvocato Marco Valerio Verni – Vogliamo che gli inquirenti restino attenti sulla vicenda, come crediamo siano stati finora, e vogliamo che vadano a fondo».

I parenti della ragazza, che era nel maceratese in cura in una comunità di recupero, vogliono anche raccontare a tutti la vera Pamela, diversa da quella troppo spesso descritta dopo l’omicidio: «Vorremmo si smettesse di parlare di Pamela, come ha fatto qualcuno, come di una drogata facendo passare il messaggio che quasi se la sia andata a cercare».

«Pamela non era una drogata come qualcuno si ostina a far credere per offuscare il giudizio delle persone – continua – Pamela era ricoverata nella comunità terapeutica perché soffriva di un disturbo della personalità grave che, come effetto secondario, la portava a usare stupefacenti come automedicamento, che è cosa diversa». Secondo la famiglia, Pamela non ha raggiunto i Giardini Diaz di Macerata per comprare droga ma perché voleva tornare a tutti i costi a Roma: «A noi risulta che era lì perché c’è la stazione di pullman diretti a Roma. Voleva tornare a Roma, dalla sua famiglia. In precedenza era andata alla stazione dei treni dove si era rivolta con insistenza per avere informazioni sulle partenze per tornare a Roma, ma uno per la Capitale era passato pochi minuti prima». «Si dà tutto troppo per scontato», continua Verni secondo il quale «non è corretto neppure dare per vero tutto quello che dice Innocent Oseghale», in carcere con le accuse di occultamento e vilipendio di cadavere e «che ha più volte cambiato versione».

La famiglia di Pamela chiede di indagare a 360 gradi. «Ci auguriamo anche che qualcuno abbia disposto indagini e ispezioni nella comunità, perché tutto nasce da lì». «Perché Pamela si è allontanata con quelle modalità? A noi non risultano verifiche – prosegue il legale della famiglia – Ma chiediamo di approfondire tutto il tema di indagine: dal primo fatto, ossia l’allontanamento dalla comunità, all’ultimo ossia l’omicidio». I parenti di Pamela aspettano poi di poter celebrare i funerali della ragazza. «Ci sono ancora accertamenti in corso – conclude lo zio di Pamela – E per quanto il fatto di non aver ancora potuto celebrare i funerali aumenti il dolore della famiglia e dei genitori in particolare, è comunque meglio si faccia tutto adesso piuttosto che dover tornare su quel che rimane del corpo di Pamela in futuro».

Brucia il cadavere della ex, si scatta foto vicino la bara e finisce sui social: “Tormentato dal suo fantasma…”

“Ero tormentato dal suo fantasma, così mi sono rivolto a una maga e mi ha consigliato di bruciare il suo cadavere”. È la storia choc che vede protagonista un ragazzo di 30 anni, Yuriy Golovin, che ha preso per buono il consiglio della fantomatica maga, si è recato al cimitero, ha bruciato il cadavere della ex e si è fatto fotografare accanto alla bara.

collage_27102320Proprio l’immagine lo ha incastrato. La polizia è risalita a lui attraverso i social network e lo ha arrestato. La ragazza, Olga Gileva, aveva solamente 17 anni quando lui la lasciò. E per quel motivo cinque anni fa si tolse la vita impiccandosi. Da quel giorno sono nati i tormenti nella mente del giovane al punto di credere di essere perseguitato dal fantasma di Olga. Ora Golovin rischia 5 anni di carcere.

Conosce una ragazza in chat, per raggiungerla fa 2mila chilometri con il cadavere della moglie nel bagagliaio

Ha viaggiato per 1.850 chilometri con il cadavere della moglie nel bagagliaio della macchina: un viaggio lungo 17 ore per andare a trovare quella che ormai considerava la sua nuova fiamma, una donna che aveva conosciuto on line e per la quale aveva perso la testa.

2571525_1607_texasDequalan Harris, 35enne di Cedar Hill, Texas, era in procinto di divorziare da Tamara Harris, 33 anni. Da tempo la relazione era degenerata e la donna aveva più volte segnalato episodi di violenza domestica. Un matrimonio alla deriva che aveva portato l’uomo a intraprendere una relazione con Demika Rucker, una donna che aveva conosciuto on line e che abitava a Mansfield, in Ohio, a 1.850 chilometri da casa sua. L’allarme è scattato venerdì scorso, quando la famiglia di Tamara ha chiamato la polizia allarmata dal fatto che non riusciva a mettersi in contatto con lei. Gli agenti si sono messi immediatamente sulle tracce del marito che, insieme al figlio della coppia, era partito con l’auto della moglie verso l’Ohio in quella che, come ha raccontato lui stesso, rappresentava una fuga d’amore. Quando la polizia ha raggiunto Dequalan a casa della nuova compagna, l’uomo, in un primo momento, ha raccontato di aver visto l’ultima volta Tamara il giorno prima, quando era andato a prendere il figlio. Poi, incalzato dalle domande, ha tentato di fuggire: gli agenti lo hanno arrestato e, ispezionando la macchina che l’uomo aveva sottratto alla moglie, hanno scoperto il cadavere di Tamara stipato nel bagagliaio.
Dequalan è ora detenuto alla Richland County Jail, in Ohio: la sua cauzione è stata fissata a un milione di dollari. In attesa dell’autopsia che chiarirà le cause della morte di Tamara, l’uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ostacolo all’attività della giustizia e occultamento di cadavere. Il figlio della coppia, intanto, è stato affidato ai Servizi di assistenza per i bambini dell’Ohio.

Topless e pelli di struzzo, la protesta choc dell’ex gieffina Daniela Martani

La Protesta choc di Peta questa mattina a Milano, di fronte alla sede di Prada di via Fogazzaro. Mentre all’interno si svolgeva un meeting, Daniela Martani, la pasionaria dell’Alitalia, ex concorrente del Grande Fratello e candidata alla lista dei Verdi per Roma, si è mostrata vestita con un abito che ricordava il cadavere di uno struzzo, in segno diprotesta contro Prada “per gli accessori in pelle di animali esotici prodotti con crudeltà”.

Epa: la protesta contro Prada per dire no al maltrattamento degli animali

I rappresentanti di Peta, che dicono di essersi visti negare l’accesso alla sala riunioni del consiglio di amministrazione, hanno chiesto a Prada di cessare la vendita di prodotti fatti con pelli di animali esotici. In aprile, Peta Usa ha comprato azioni Prada con l’obiettivo – spiegano dall’associazione – di spingere al cambiamento dall’interno del consiglio di amministrazione. Questo dopo un’inchiesta sull’industria del macello di struzzi, che mostra come “giovani animali subiscano scariche elettriche prima di essere sgozzati”. “Ogni borsa Prada coi bozzi significa che un giovane e intelligente struzzo è stato messo a testa in giù, ucciso e spennato in un orribile mattatoio” dice la direttrice della Peta Mimi Bekhechi, che chiede a Prada “di abbandonare definitivamente le pelli di animali esotici”. Secondo l’indagine realizzata da Peta “questi giovani struzzi sono tenuti in recinti aridi e sporchi fino a quando non vengono trasportati al macello ad un solo anno di età, mentre la naturale aspettativa di vita di uno struzzo è di ben 40 anni. All’interno dei macelli, questi uccelli sono messi a testa in giù dentro uno storditore, sgozzati e le loro piume vengono strappate – creando la superficie ‘a bozzi’ usata nelle borse Prada”.