Madre in carcere, papà marittimo: dodicenne molestata dal nonno. La confessione durante i colloqui

Sorrento. La madre è in carcere, il papà marittimo è imbarcato e il nonno abusa della nipote di appena 12 anni. I fatti risalgono al 2015 e si sarebbero verificati in un appartamento della Penisola Sorrentina. «Mi toccava dappertutto, mentre facevo i compiti e mentre dormivo» ha raccontato la ragazzina dopo aver subito molestie per un anno intero.

Violentata-per-3-anni-500x281Quel racconto è stato riferito in aula stamattina dalla madre (testimone al processo) che, dopo un colloquio telefonico con la figlia, decise di denunciare direttamente dal carcere.

A processo, dinanzi al tribunale di Torre Annunziata, c’è il nonno della ragazzina, insieme alla nonna – che avrebbe nascosto gli abusi – e al papà, che non sarebbe intervenuto in tempo per bloccare le orrende attenzioni dell’anziano genitore sulla adolescente.

Marco Castellano, il personal trainer di “Amici” costringeva le allieve a prostituirsi “per aumentare la loro autostima”

Marco Castellano è finito in manette. Il 46enne personal trainer romano, noto nell’ambiente del fitness della Capitale, è accusato di sfruttamento della prostituzione. Trainer di una nota palestra romana è stato anche allenatore di molti concorrenti di trasmissioni televisive tra cui i ragazzi del talent “Amici” e “Volevo Volare”.

cast-780x450Molto seguito sui social prometteva di prendersi cura del fisico di chi lo avrebbe scelto come allenatore e proprio in questa trappola sono cadute diverse ragazze. Castellano organizzava festini a base di droghe dove costringeva le giovani a prostituirsi per cifre che andavano dai 130 ai 300 euro. Il trainer aveva un forte ascendente sulle sue “allieve”: dopo averle sedotte le spingeva a fare sesso a pagamento con la scusa che in questo modo avrebbero ottenuto maggiore sicurezza in loro stesse e avrebbero quindi ottenuto maggiori risultato nell’allenamento acquistando la forma fisica perfetta a cui ambivano.
Per ora sono 3 le vittime che sono cadute nella rete di Castellano, costruita grazie anche alla complicità di un’altra donna. Il sospetto, però, è che possano essere molte di più le ragazze costrette a prostitursi e a dare il ricavato del loro lavoro al trainer. L’uomo è stato incastrato dagli agenti proprio mentre riscuoteva le somme guadagnate dalle 20enni nel suo ufficio ed è stato portato a Regina Coeli. Intanto la Questura di Roma invita chiunque abbia informazioni, o voglia denunciare, a contattare il commissariato San Paolo al numero di telefono 06.55501.

D’Addario e Montereale: «Ti sfregio, fai una brutta fine». Finisce in tribunale la lite tra le fiamme di B.

«Ti devo sfregiare, ti devo distruggere, ti faccio fare una brutta fine» e, dopo averla minacciata, l’avrebbe colpita con calci, pugni e graffi sul viso. Patrizia D’Addario, la escort più famosa delle feste di Silvio Berlusconi, sarà processata dinanzi al giudice di pace di Bari per minacce e lesioni personali nei confronti di Barbara Montereale, un’altra delle ragazze di quelle serate ad Arcore e Palazzo Grazioli.

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Finisce così in Tribunale il litigio fra le due donne, risalente al 12 maggio 2014, nel pieno del processo «escort» che in primo grado si è concluso con quattro condanne fino a 7 anni e 10 mesi di reclusione nei confronti dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e altri tre imputati accusati di reclutamento e favoreggiamento della prostituzione. Il processo è attualmente sospeso in secondo grado in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità della legge Merlin.
Nel maggio 2014 erano in corso le udienze dinanzi ai giudici baresi del processo di primo grado nelle quali sfilarono decine di ragazze portate a quelle feste. Una sera, dopo un incontro casuale a casa di amici comuni, Barbara Montereale e Patrizia D’Addario litigarono in strada, finendo entrambe in ospedale. L’ostilità tra le due arrivò al punto che quando il giudice dovette citarle come testimoni nel processo «escort», nel dicembre successivo, le convocò in orari diversi perché non si incontrassero.
«Dal 2009 subivo le incessanti mortificazioni da parte della signora D’Addario che in più occasioni mi ha denigrata e offesa» raccontava Montereale, la quale accusava la ex amica di averle rovinato la vita, coinvolgendola nel processo. «La mia vita era stata distrutta dalle sue vicende. Lei mi aveva rovinato la vita e lo sapeva benissimo che non sono mai stata pagata per prestazioni sessuali e che il presidente Berlusconi mi aveva fatto un regalo (diecimila euro dopo una notte passata in sua compagnia, ndr)».
Stando alla denuncia, D’Addario l’avrebbe prima insultata dicendole «sei una p… hai preso diecimila euro grazie a me, ti devo sfregiare», poi l’ avrebbe presa per i capelli, strattonata, fatta cadere, colpita con calci e pugni e anche tentato di strangolarla dinanzi alla figlia di pochi anni, fermata solo dall’intervento di alcune persone. Montereale si fece medicare in ospedale, dove i sanitari le riscontrarono traumi a testa, spalla e addome. Anche Patrizia D’Addario finì in ospedale quella sera, denunciando di essere stata a sua volta aggredita da Barbara Montereale, la quale però è stata prosciolta nei mesi scorsi per remissione tacita della querela in quanto D’Addario non si è presentata all’udienza. A raccontare quella serata sarà la stessa Montereale, citata come testimone all’udienza del prossimo 20 giugno, nel processo in cui è parte offesa.

La escort che conosce i segreti di Trump: Anastasia, arrestata in Thailandia, e il giallo dell’oligarca russo

Sul suo nome, e la sua vita, c’è un alone di mistero: la escort bielorussa Anastasia Vashukevich, conosciuta come Nastya Ribka sui suoi profili social, arrestata a febbraio in Thailandia contro un presunto «guru del sesso» russo, è comparsa oggi per la prima volta al tribunale di Pattaya. Anastasia conoscerebbe – a sentire le sue parole – segreti che proverebbero un coinvolgimento russo nelle operazioni per influenzare le elezioni statunitensi, operazioni che avrebbero poi portato Donald Trump alla vittoria e quindi alla Casa Bianca.

3675562_1301_escort_conosce_segreti_trumpVashukevich, arrestata assieme ad altre persone durante una sessione del corso sessuale che il ‘guru’ Alexander Kirillov teneva a Pattaya, è accusata di lavorare senza permesso ma anche di complotto e istigazione alla prostituzione. La donna ha detto di temere per la propria incolumità se verrà rimessa in libertà in Russia, date le informazioni compromettenti di cui sarebbe a conoscenza.
La ragazza sostiene di essere entrata in possesso di queste informazioni (che non vuole però rivelare) grazie alla sua frequentazione dell’oligarca russo Oleg Deripaska, in passato socio d’affari di Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Trump e indagato per riciclaggio di denaro nell’ambito dell’inchiesta di Robert Mueller sulle presunte interferenze russe nelle elezioni del 2016. In particolare, la 21enne sostiene di essere stata testimone di un incontro tra Deripaska e tre americani di cui non ha rivelato l’identità.

«Abbiamo filmato tutto per tua moglie»: ricatto ai clienti delle squillo

Dopo l’amplesso con la lucciola scattava l’estorsione. Condito dalla minaccia più raggelante: «Abbiamo filmato tutto. Paga o facciamo vedere il video a tua moglie». E il cliente, immancabilmente, sottostava alla richiesta dei tre uomini pur di salvare il matrimonio e pure la faccia. Solo che il pagamento non era una tantum. Anzi. Non bastava svuotare il portafogli o vedersi sottrarre il bancomat.

baby-squilloA pochi giorni di distanza da quello che non doveva essere che un incontro a luci rosse con una prostituta, un cliente ha ricevuto un’ulteriore richiesta di denaro da parte dei tre che fin dal primo momento lo avevano tenuto in pugno. «Ci servono altri mille euro a testa», gli hanno detto. Ma lui questa volta ha solo finto di stare al gioco: ha chiamato i carabinieri e ha fatto scattare, a sua volta, una trappola. All’appuntamento per la consegna del denaro si sono infatti presentati anche i militari dell’Arma che hanno stretto le manette ai polsi dei tre malviventi: un 30enne kosovaro e due albanesi di 22 e 33 anni. Sono accusati a vario titolo di rapina aggravata, estorsione, lesioni e indebito utilizzo di bancomat…

Cristina Parodi, frecciatina a Barbara D’Urso: «Una tv urlata io non saprei farla»

Cristina Parodi dopo mesi di critiche risponde a tono contro chi l’accusa di essere protagonista di una Domenica in da completo flop. Ma il volto della domenica di Rai Uno non manca l’occasione per lanciare una frecciatina velenosa a Barbara D’Urso, ai suoi programmi televisivi e al suo modo di fare tv: cosa dichiara sulla conduttrice e sulle trasmissioni di Canale 5.
La sorella di Benedetta Parodi difende Domenica In con le unghie e con i denti, respingendo al mittente le accuse che si tratti di un flop. E prendendosela in maniera pacata ma ad effetto contro Barbara D’Urso.

1522661946035.jpg--barbara_d_urso__cristina_parodiSull’audience, ha detto ai microfoni della rivista Io Donna, “gli ascolti sono del tutto in linea con le ultime edizioni di Domenica In”. Nessun insuccesso da imputare a lei, dunque, che afferma addirittura che “chi parla di flop è in malafede”.

Cristina Parodi e la frecciatina velenosa a Barbara D’Urso: le accuse per la conduttrice di Domenica Live
Ma qual è invece l’accusa a Carmelita? Cristina Parodi non si sbottona più di tanto ma, in maniera quasi sussurrata, lancia una frecciatina velenosa alla rivale e ai suoi programmi.

“Dall’altra parte, su Canale 5 – continua l’ex conduttrice de La Vita In Diretta nella suddetta intervista – la D’Urso viaggia con uno share ben diverso. Ma lì siamo dentro una tv commerciale dove si può fare spettacolo con cronaca nera e gossip e le urla sono un format… detto che io, una tv urlata, non saprei nemmeno farla. Il nostro programma è curato, elegante, e di sicuro risponde alle richieste della Rai, che ci chiede intrattenimento da servizio pubblico, con valori, sentimenti, qualità”.

Un’accusa sicuramente velenosa ai danni della Barbara nazionale. Chissà se la conduttrice di Pomeriggio Cinque e Domenica Live risponderà a queste parole o se, invece, preferirà far parlare un giudice insindacabile: lo share.

Manda foto e video hot a un uomo, lui la ricatta: l’incubo di una donna, “gli ha versato 3600 euro”

Manda foto e video hot a un uomo conosciuto online, che però minaccia di pubblicare tutto e chiede soldi per non farlo. La vicenda si è conclusa con l’arresto di Antonio Verdicchio, 29 anni, residente in provincia di Firenze. La vittima, una donna della Bassa Padovana, ha versato 3.600 euro in meno di un mese e alla fine si è rivolta ai carabinieri di Este.

b1ed3ba3b78645aa567e1139b8e423c3_w877_h500_crpTutto è iniziato nel dicembre del 2017, quando la donna e Verdicchio ha stretto amicizia su un social network e si sono scambiati i numeri di cellulare; lui sembrava gentile e affettuoso, tanto che i due sono arrivati a scambiarsi foto e video in pose erotiche.

La donna ha accettato anche di pagare tre ricariche telefoniche, due da 20 euro e una da 100, tutte sulla carta prepagata di Verdicchio; quando lei si è rifiutata di eseguire il quarto pagamento, Verdicchio ha iniziato a accompagnare le richieste con la minaccia di pubblicare foto e video.

A febbraio, dopo aver versato ben 3.600 euro, la donna ha denunciato l’estorsione; i carabinieri hanno monitorato il profilo, il cellulare e la carta prepagata di Verdicchio, che era pluripregiudicato ed è finito in manette.

Pamela, tutti i misteri ancora irrisolti sulla morte della giovane

Il delitto di Pamela Mastropietro, la 18enne romana morta, fatta a pezzi e chiusa in due trolley, non ha soltanto sconvolto la cittadina di Macerata e l’opinione pubblica italiana in piena campagna elettorale, ma ha anche minato la fiducia nella medicina legale, nel responso dell’autopsia che ancora oggi tarda ad arrivare.

download (11)Tanti i punti oscuri in questa vicenda, a partire dall’impossibilità delle indagini da laboratorio di stabilire la causa effettiva della morte della ragazza.
LE CONDIZIONI DEL CORPO I nigeriani sotto accusa avrebbero pulito le ossa della giovane con la candeggina così bene da cancellare le tracce? Il corpo sarebbe stato tagliato in modo scientifico e meticoloso al punto da eliminare legamenti e cartilagini. La ragazza, inoltre, è stata trovata con la lingua fra i denti. Quello che è stato fatto sul corpo ha irrimediabilmente complicato il lavoro dei medici legali che hanno e stanno esaminando il cadavere.

LE INDAGINI Attesa anche per i risultati dei Ris: sui reperti raccolti si stanno analizzando impronte e tracce biologiche lasciate nel corso della pulizia effettuata dai responsabili del massacro. Tre i nigeriani sotto accusa ed è notizia di poche ore l’iscrizione nel registro degli indagati di un quarto loro connazionale. Le celle telefoniche e i tabulati indicano con precisione che Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Lucky Awelima erano in via Spalato nel pomeriggio di martedì 30 gennaio e si sono sentiti spesso nel pomeriggio: 17 le chiamate tra i due. Desmond e Oseghale negano entrambi di essere gli esecutori materiali della morte della ragazza, ma sono stati visti mentre acquistavano della candeggina.

LA DROGA Tra i misteri legati alla morte di Pamela c’è anche la presenza di alcuni buchi sul polso della 18enne. La ragazza era in una comunità da ottobre perché si stava disintossicando ma – come detto più volte dalla mamma – odiava le siringhe e il suo rapporto con le sostanze stupefacenti si limitava al fumo e alla cocaina molto probabilmente.
La procura di Macerata ha fatto sapere che le indagini non sono ancora chiuse.

Arrestata Paola Catanzaro, da santona a showgirl. “Milioni di euro per guarire i fedeli”

Dal misticismo alla truffa, dalle visioni della Madonna al raggiro con riflessi devastanti nelle singole vite private, il passo è breve. Tanto breve quanto difficile è risalire al raggiro, specie se il denaro viene dato in contanti. Dopo decine di denunce e fiumi di inchiostro è stata tratta in arresto e portata in carcere dai militari della guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria, Paola Catanzaro, ex veggente 42enne che dopo aver cambiato sesso (da uomo a donna) ed essersi trasformata in una transgender showgirl e attrice con nome d’arte Sveva Cardinale, è assurta agli onori delle cronache (del caso se ne sono occupate anche Le Iene) per aver ingannato, stando alle accuse mosse, diverse persone approfittando della loro necessità di affidarsi al sovrannaturale.

C_47_lancioApertura_215_upiImageAperturaOgnuno per le proprie vicissitudini.
Paola, o Sveva che dir si voglia, risponde di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe in concorso con il marito, Francesco Rizzo, che si trova ai domiciliari e con altre sette persone, alcune delle quali suoi parenti, che sono indagate a piede libero. Nei loro confronti è stato eseguito un provvedimento restrittivo che porta la firma del gip Giuseppe Biondi e che è stato richiesto dal pm Luca Miceli che ha coordinato le indagini.
Nove sono le vittime fino a questo momento “accertate” dagli investigatori, sulla base delle denunce formulate. Nove persone disposte a rivelare dettagli delle proprie vite, ansie, angosce, dolori e aspettative, una volta resesi conto di aver versato denaro invano. Si attendevano miglioramenti, avevano aderito a un gruppo di preghiera per ottenere dei benefici spirituali, hanno finito, sostengono, per perdere denaro per un totale stimato di 4 milioni di euro. Somme su cui sono in corso ulteriori accertamenti patrimoniali da parte delle Fiamme gialle che hanno apposto i sigilli per il momento a una polizza assicurativa.
È emerso che Paolo il mistico, il ragazzino che sosteneva di avere visioni celestiali nella chiesetta di Uggio, tra Brindisi e San Donaci, poi diventato Paola, avrebbe reimpiegato il denaro in viaggi, gioielli, beni mobili e immobili.
Il “tesoretto” sarebbe stato accumulato in almeno dieci anni, dal 2007 in poi. Nei gruppi di preghiera si sarebbe fatto leva su una sorta di suggestione su gente comune, anche professionisti stimati, in stato di soggezione psicologica perché provati da vicende personali particolarmente tristi.

Qualcuno a un certo punto ha rotto il muro di silenzio. Ha parlato. Dapprima con la procura di Bari dove sono sorti dei procedimenti penali. Poi con i militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi al comando dapprima del tenente colonnello Giuseppe Maniglio e poi del successore, il tenente colonnello Gabriele Gargano. Una trasmissione televisiva aveva fatto irruzione nella vita di Catanzaro, cercando delle risposte. E lei aveva strenuamente professato la propria estraneità ai fatti, sfuggendo alle domande sul passato da veggente.
Alla fine, prima di un presunto viaggio in Messico, motivato sul pericolo di fuga, è giunto il provvedimento restrittivo. La misura più rigida è stata disposta proprio per lei, già reginetta di un atelier a Fasano e in procinto di rifarsi una vita come attrice. Quella meno afflittiva per il marito.
Entrambi dovranno comparire dinanzi al gip, nelle prossime ore, per sottoporsi se lo riterranno all’interrogatorio di garanzia. Potranno decidere se parlare o se avvalersi della facoltà di non rispondere. Non prima di aver letto approfonditamente i capi d’accusa e il materiale investigativo raccolto nell’ordinanza di custodia cautelare, una mole di accertamenti che include anche attività tecnica e intercettazioni telefoniche. Quanto ai sequestri, per il momento, sono state “bloccate” polizze per circa 125 mila euro. Ma l’inchiesta prosegue.

Sara, la modella morta nel mistero: il corpo trovato smembrato dentro due valigie

Morta in condizioni misteriose Sara Zghoul, modella e attrice 28enne americana. Il corpo senza vita della giovane è stato trovato giovedì notte decapitato e smembrato dentro due valigie all’interno del bagagliaio di un’auto di lusso, una BMW nera, parcheggiata in una strada residenziale di Aloha, in Oregon. Per l’omicidio sarebbe stato fermato un uomo.

modelo-Sara-Zghoul-1078x808Fonti riferiscono, si legge su ‘Oregon Live’, che il sospetto avrebbe cercato di uccidersi , tagliandosi la gola e i polsi, prima di essere arrestato dalla polizia giovedì notte. Zghoul, che aveva lavorato come attrice, modella e doppiatrice, lascia un figlio, secondo quanto riferisce il ‘Dailymail’, che riporta anche le dichiarazioni sulla giovane di un amico di famiglia: “Sara era divertente, gentile e una grande madre”.
In un comunicato stampa pubblicato su Facebook dall’ufficio dello sceriffo della contea di Washington si legge che un uomo di Aloha è in custodia dopo che il corpo di una donna di 28 anni, Sara Zghoul, è stato trovato lo scorso giovedì all’interno di un’auto in una strada residenziale vicino all’incrocio tra Southwest Sarala Street e Southwest Hargis Road.

Durante le loro indagini i detective hanno identificato il sospetto. Poco dopo le 23, gli agenti del dipartimento di polizia di Beaverton lo hanno localizzato vicino a Southwest Murray Boulevard e Southwest Teal Boulevard e lo hanno fermato. La sua identità, si legge nel comunicato, verrà resa nota in un secondo momento. L’ufficio dello sceriffo della contea di Washington invita infine chiunque abbia informazioni a contattare gli investigatori.