Gb, a 60 anni sposa un 26enne e gli compra una casa, ma il ragazzo viene ucciso

Dopo aver dato tutto quello che aveva per amore, si è ritrovata all’improvviso senza un marito, piena di debiti e senza soldi in tasca, neanche quelli che le servirebbero a curarsi e a tornare a Edimburgo dallo Sri Lanka, dove è bloccata attualmente.

3804979_Schermata_2018-06-18_alle_19_08_53Diane De Zoysa, che oggi ha 60 anni, nel 2012 pensava di aver dato una svolta alla sua vita, fino a quel momento non particolarmente felice: aveva conosciuto un 26enne straniero, Priyanjana De Zoysa, se ne era innamorata e sette mesi dopo lo aveva sposato.

Per quel ragazzo aveva poi lasciato tutto, nel 2016 aveva venduto la sua casa di Edimburgo e si era trasferita da lui, nello Sri Lanka: con 100mila sterline aveva comprato una casa intestata alla famiglia del marito, con altre 31mila gli aveva finanziato un’impresa di minibus.
La favola di Diane venne però interrotta bruscamente il 30 maggio, quando un clan criminale, che puntava al denaro di suo marito, uccise Priyanjana con tre colpi di pistola. Da quel giorno la vita di questa donna generosa è diventata un incubo.

Avrebbe bisogno di tornare a Edimburgo e di curarsi per varie malattie legate al caldo, ma ormai non ha più soldi: pur di mantenere la famiglia del marito, infatti, ha accumulato debiti per migliaia di sterline. Per uscire da questa situazione vorrebbe vendere la casa che aveva comprato per loro, ma i suoi suoceri, proprio quelli che lei ha aiutato privandosi di tutto, glielo impediscono.

«Mi sento impazzire – dice Diane – Sento di essere intrappolata qui per sempre, sento che morirò qui. Per lasciare lo Sri Lanka avrei bisogno dei soldi per un volo e per riportare indietro tutte le mie cose: ma non ho più una sterlina. E i miei risparmi sono tutti in quella casa che i miei suoceri mi impediscono di vendere: ma io non voglio lasciarli qui a loro, visto come si sono rivoltati contro di me.

Le autorità britanniche alle quali mi sono rivolta non stanno facendo nulla: l’unica cosa che hanno fatto è stato inviarmi una lista di avvocati che parlano inglese». Il Foreign and Commonwealth Office ha assicurato di aver avviato le procedure per aiutarla: si spera in qualcosa di più consistente di una lista di legali.

Grande Fratello choc, Ken derubato mentre era nella casa: svuotato il conto corrente, aveva affidato il bancomat allo staff

Una beffa. Derubato nella casa più sorvegliata d’Italia. Quella del Grande Fratello, dove le telecamere sono in ogni angolo. Angelo Giuseppe, meglio noto come Angelo Sanzio (il Ken italiano del GF), ha visto il suo conto corrente svuotato. Prelievi continui, giornalieri, per tutto il periodo in cui il ragazzo era chiuso nella casa di Cinecittà: 1400 euro totali.

angelo_sanzio_gf15_cs_2018_thumb660x453La ricostruzione dell’accaduto l’ha fatta con la stazione dei carabinieri dell’Appia-Caffarella. Al momento dell’entrata negli studi blindati Angelo ha dovuto lasciare tutti gli effetti personali alla produzione Endemol Italia: telefonino, documenti, portafogli, denaro e il bancomat. Ed è proprio con il bancomat che il suo conto è stato svuotato: tra il 15 aprile ed il 22 maggio 2018 (giorno dell’eliminazione dal programma) sono stati effettuati prelievi continuati per un totale di 1.400 euro.

La scoperta è avvenuta per caso, una volta ritirati tutti i suoi effetti personali. Al momento di pagare, infatti, sul pos di un negozio dove voleva fare acquisti appariva la frase più odiosa: transazione non eseguita. Angelo, però, convinto di avere i soldi sul conto ha chiamato la banca per lamentarsi. Qui l’amara sorpresa: «Signore, ma lei sul conto ha solo 3,90 auro, cosa vuole da noi?». Al Ken italiano sono tremate le gambe.
Arrivato a casa si è stampato l’estratto conto e ha notato l’anomalia: lui non poteva di certo aver prelevato, visto che era blindato nella casa più spiata d’Italia. Ora i carabinieri che stanno seguendo il caso dovranno analizzare tutti i filmanti degli sportelli dove sono avvenuti i prelievi col bancomat del ragazzo e provare a dare l’identità al ladro.

«Prima di entrare nella Casa del Grande Fratello – racconta Angelo Sanzio, il Ken italiano – i concorrenti vengono portati per 4 giorni in hotel e affidati ad una persona che prende tutti gli effetti personali, sigillandoli in una busta gialla. Ho lasciato anche le mie carte di credito, convinto che venissero custodite in cassaforte».
Invece?
«Due settimane dopo la mia uscita dal GF, ho fatto un acquisto con il bancomat ma sul conto avevo solo 3,90 euro».
Come ha reagito la produzione del reality?
«Vogliono vederci chiaro, sono dalla mia parte».
Come giudichi l’esperienza in tv?
«Sono felicissimo del calore della gente e, soprattutto, di aver fatto ufficialmente coming out. Ero preoccupato della reazione della mia famiglia: ma, grazie al team del GF, ho avuto il coraggio di mettermi a nudo».
Nella casa hai stretto rapporti molto forti con Baye, Filippo e Lucia Bramieri.
«Baye è l’unico che ha davvero voglia di conoscermi fuori dal programma, la Bramieri mi aspetta a Milano, con Filippo c’è un po’ di amarezza: mi è dispiaciuto vedere sui social che si incontra a Roma con gli altri ragazzi».
E Aida?
«Si è offesa e mi ha bloccato su Whatsapp perché ho pubblicato lo screen della chat – che abbiamo con tutti gli altri gieffini – in cui lei abbandonava il gruppo».

Così Sara Andretta minacciava l’amante: «Sono diabolica». Tra lussi e shopping, forse altre vittime

Con i suoi soldi faceva la bella vita, ma la scorsa settimana è stata arrestata dai carabinieri per estorsione: la “Circe” trevigiana, Sara Andretta, la 42enne che ricattava un ricco uomo d’affari minacciandolo di rivelare alla moglie la sua relazione clandestina, era una amante diabolica, una seduttrice spregiudicata.

image (2)Sara è finita in manette dopo essersi fatta consegnare 20mila euro, una prima tranche dei 150 che aveva chiesto all’imprenditore per tacere sulla loro storia. La vittima del ricatto aveva denunciato il tutto ai carabinieri di Cittadella: «Mi perseguita con messaggi minacciosi e richieste di denaro – aveva detto – vivo in un perenne stato di ansia e timore». Lei nega l’estorsione e dà tutt’altra versione di quanto è accaduto.
Al giudice di Padova – che le ha revocato i domiciliari negandole però di avvicinarsi all’uomo – ha replicato smentendo tutto. «Ma quale estorsione – avrebbe detto – dopo essere rimasta senza lavoro mi aveva detto che mi avrebbe aiutata ma non lo ha fatto». Ma il Corriere della sera rivela il resto, ciò che la donna non ha detto ai magistrati: lettere anonime alla moglie, email, messaggi di intimidazione. «Sesso per tutti questi mesi a soli 1500 euro mensili? Ti ho fatto una richiesta lavorativa specifica e te ne sei fottuto, ride bene chi ride ultimo», si legge in uno dei suoi messaggi.
«Il 30 marzo il contratto è terminato per sua volontà – dice lui – Lei si era impegnata a non prendere altro dalla mia società». «Da ottobre era nata una relazione al di fuori dell’ambito lavorativo, ma a dicembre le cose sono degenerate perché lei diceva che avrei dovuto lasciare mia moglie». L’uomo ha dovuto poi confessare il tradimento alla moglie per non cedere al ricatto: ma la consorte non ha reagito nei confronti di Sara. Che nel frattempo non mollava: «Può darsi che non ti voglia perdere – scriveva in una mail – Sono molto intelligente, oltre che bella, almeno così dicono. Io invece preferisco definirmi diabolica, ho sempre avuto ben chiaro il mio obiettivo».

L’imprenditore, Paolo P., le ha poi chiesto un incontro registrando la conversazione: «Mi disse che percepisce soldi dai suoi uomini – le sue parole – mai mi aveva detto che voleva essere pagata per il nostro rapporto». Lei gli aveva mostrato un block notes dove aveva scritto: «150mila euro entro il 5/6 giugno». Inoltre per i carabinieri la sua vita e le sue abitudini stridono con il suo lavoro ufficiale (risulta essere socia di una ditta di investigazione privata): tra auto di lusso, vestiti e scarpe firmate, agli occhi della Procura si sta facendo largo l’ipotesi che Paolo non sia l’unica vittima e che, nella sua stessa situazione, ci siano anche altri uomini.

La escort che conosce i segreti di Trump: Anastasia, arrestata in Thailandia, e il giallo dell’oligarca russo

Sul suo nome, e la sua vita, c’è un alone di mistero: la escort bielorussa Anastasia Vashukevich, conosciuta come Nastya Ribka sui suoi profili social, arrestata a febbraio in Thailandia contro un presunto «guru del sesso» russo, è comparsa oggi per la prima volta al tribunale di Pattaya. Anastasia conoscerebbe – a sentire le sue parole – segreti che proverebbero un coinvolgimento russo nelle operazioni per influenzare le elezioni statunitensi, operazioni che avrebbero poi portato Donald Trump alla vittoria e quindi alla Casa Bianca.

3675562_1301_escort_conosce_segreti_trumpVashukevich, arrestata assieme ad altre persone durante una sessione del corso sessuale che il ‘guru’ Alexander Kirillov teneva a Pattaya, è accusata di lavorare senza permesso ma anche di complotto e istigazione alla prostituzione. La donna ha detto di temere per la propria incolumità se verrà rimessa in libertà in Russia, date le informazioni compromettenti di cui sarebbe a conoscenza.
La ragazza sostiene di essere entrata in possesso di queste informazioni (che non vuole però rivelare) grazie alla sua frequentazione dell’oligarca russo Oleg Deripaska, in passato socio d’affari di Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Trump e indagato per riciclaggio di denaro nell’ambito dell’inchiesta di Robert Mueller sulle presunte interferenze russe nelle elezioni del 2016. In particolare, la 21enne sostiene di essere stata testimone di un incontro tra Deripaska e tre americani di cui non ha rivelato l’identità.

«Abbiamo filmato tutto per tua moglie»: ricatto ai clienti delle squillo

Dopo l’amplesso con la lucciola scattava l’estorsione. Condito dalla minaccia più raggelante: «Abbiamo filmato tutto. Paga o facciamo vedere il video a tua moglie». E il cliente, immancabilmente, sottostava alla richiesta dei tre uomini pur di salvare il matrimonio e pure la faccia. Solo che il pagamento non era una tantum. Anzi. Non bastava svuotare il portafogli o vedersi sottrarre il bancomat.

baby-squilloA pochi giorni di distanza da quello che non doveva essere che un incontro a luci rosse con una prostituta, un cliente ha ricevuto un’ulteriore richiesta di denaro da parte dei tre che fin dal primo momento lo avevano tenuto in pugno. «Ci servono altri mille euro a testa», gli hanno detto. Ma lui questa volta ha solo finto di stare al gioco: ha chiamato i carabinieri e ha fatto scattare, a sua volta, una trappola. All’appuntamento per la consegna del denaro si sono infatti presentati anche i militari dell’Arma che hanno stretto le manette ai polsi dei tre malviventi: un 30enne kosovaro e due albanesi di 22 e 33 anni. Sono accusati a vario titolo di rapina aggravata, estorsione, lesioni e indebito utilizzo di bancomat…

Stormy Daniels: “Trump, ti ridò i soldi e racconto tutto”. La pornostar fa tremare la Casa Bianca

«Restituisco i soldi a Trump e dico tutto». Stormy Daniels non vede l’ora di parlare sulla presunta relazione avuta nel 2006 con l’attuale presidente degli Stati Uniti. La 38enne pornostar, all’anagrafe Stephanie Clifford, è passata all’azione con una lettera che -come riferisce la Nbc- è stata inviata a Michael Cohen, legale di Trump. Proprio l’avvocato nell’ottobre 2016, ad un mese dalle elezioni, avrebbe versato 130.000 dollari all’attrice in cambio del silenzio sulla vicenda.

f-stormy-a-20180216-870x620Adesso, però, Stormy vuole liberarsi dall’intesa e vuotare il sacco, magari diffondendo anche messaggi e foto. La risposta deve arrivare in tempi brevi: a quanto pare, la deadline è fissata per le 12 di domani. La lettera è stata mandata anche ad un legale rappresentante di Cohen e alla società che 17 mesi fa avrebbe effettuato il pagamento. L’attrice chiede al presidente di indicare un conto sul quale versare il denaro. In cambio, la signora Daniels/Clifford potrà «parlare apertamente e liberamente della sua precedente relazione con il presidente e dei tentativi di farla tacere» e sarà autorizzata «ad utilizzare e pubblicare messaggi, foto e video relativi al presidente che potrebbero essere in suo possesso».
«Tutto questo non ha mai avuto a che fare con il denaro – dice Michael Avenatti, legale della pornostar, a Nbc News – Si è sempre trattato di permettere alla signora Clifford di dire la verità. Il popolo americano dovrebbe avere la possibilità di giudicare da solo chi si sta comportando in maniera lineare e chi sta ingannando le persone. La nostra offerta punta a far sì che questo accada». Ma perché il denaro viene offerto a Trump e non a Cohen? «Perchè non pensiamo ci siano dubbi sulla provenienza originaria dei soldi».
La vicenda, che la Casa Bianca ha sempre bollato come bufala, si arricchisce ogni giorno di nuovi episodi e dettagli. L’attrice avrebbe dovuto essere la protagonista di un segmento di ’60 Minutes’, storico rotocalco della Cbs che va in onda la domenica sera. L’intervista, però, non è stata trasmessa. Secondo BuzzFeed, è stato decisivo l’intervento dei legali del presidente che «stanno preparando un’ingiunzione legale per evitare la messa in onda». La Cbs tace e Stormy Daniels, in una email al Washington Post, scrive: «Tutto quello che posso dire è che» l’intervista «non sarebbe mai andata in onda stasera. Suppongo che staremo a vedere cosa succede».

Il nuovo passo dei legali di Trump si aggiungerebbe a quello reso noto recentemente dalla Nbc. Il presidente, attraverso i propri avvocati, avrebbe ottenuto un ordine restrittivo in un arbitrato privato nei confronti della pornostar, che rischierebbe sanzioni se dovesse parlare pubblicamente di ciò che è avvenuto -o non avvenuto- nel 2006. Ora, la contromossa con l’offerta di rimborso integrale: «È una proposta più che equa, spero che accettino», dice Avenatti. La sua cliente, intanto, monetizza esibendosi come ha sempre fatto negli ultimi 18 anni. In un locale della Florida si è presentata nel weekend con assistente e security: «Sono uno dei registi di maggior successo nel business dei film per adulti. Ho un contratto da diversi anni. L’ho appena rinegoziato e ne ho ottenuto uno nuovo, con un aumento», ha detto alla Cnn.

L’albergatore rifiuta l’influencer, poi le manda il conto: “Ecco quanto mi devi per la pubblicità”

Una storia che è apparsa «in 114 articoli in 20 Paesi diversi, raggiungendo potenzialmente 450 milioni di persone». Ecco perché Paul Stenson, il proprietario del White Moose Café e del Charleville Lodge Hotel di Dublinom, ha presentato alla vlogger 22enne inglese Elle Darby un conto di 5.289.000 euro per la «pubblicità» che la storia in questione ha portato alla youtuber.

3507112_2103_influencer_fattura_hotel_2Darby aveva infatti inviato una mail all’albergatore chiedendogli di ospitarla gratis insieme al suo ragazzo per un weekend in cambio di menzioni sui social network. Una richiesta alla quale Stenson ha risposto con un deciso rifiuto per poi pubblicare lo scambio di mail su internet, pur senza citare la ragazza in questione.

Quest’ultima però, dopo il clamore suscitato dalla storia, ha realizzato un video in cui ammetteva che l’influencer in questione era lei, cercando di chiarire l’accaduto. Se in molti hanno preso le parti dell’albergatore, molti altri utenti sui social network si sono scagliati contro l’hotel, che è stato sommerso di recensioni negative. Cosa che ha spinto la direzione dell’albergo a vietare espressamente il soggiorno a tutti blogger.

Il nuovo atto della vicenda, e chissà se sarà l’ultimo, è appunto la provocatoria richiesta di denaro da parte dell’albergatore, che nella fattura inviata alla ragazza, scrive espressamente che «le menzioni nei video non sono da intendersi come pagamento».

Corona, due amici nei guai: indagati per riciclaggio sull’acquisto della casa del fotografo dei Vip

Due amici ed ex collaboratori di Fabrizio Corona, l’avvocato Tommaso Delfino e Marco Bonato, sono indagati, assieme ad altre persone, dalla Procura di Locri (Reggio Calabria) per riciclaggio in relazione ad una parte del denaro che venne usato quasi dieci anni fa per acquistare la casa del valore di circa 2,5 milioni di euro dove viveva l’ex agente fotografico in via De Cristoforis, a Milano, e che è stata sequestrata un anno fa.

3366516_1457_corona1È emerso oggi nell’udienza davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese che dovrà decidere appunto se confiscare o meno l’appartamento, assieme agli ormai noti 2,6 milioni in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria. Il pm Alessandra Dolci, infatti, ha spiegato ai giudici di aver depositato agli atti nei giorni scorsi l’avviso di conclusione indagini dei pm di Locri a carico di Delfino, Bonato ed altri per fatti del marzo 2008. L’ipotesi è che parte della somma servita ad acquistare la casa fosse stata distratta dalla fallita Coronàs, società dell’ex ‘re dei paparazzì.

Clarissa Marchese, l’ex miss Italia a Domenica Live: «Un noto regista mi ha molestata. Ecco cosa è successo…»

«Era il 2015, dopo che ho vinto Miss Italia. Insieme all’agenzia che mi seguiva, si era pensato di iniziare un percorso come attrice. Un percorso lungo. C’è stata poi la possibilità di fare un provino con un famoso regista italiano di cui si sta parlando in questo periodo. Io non sapevo fosse casa sua. Sapevo di dovermi preparare per questo provino, lui si era offerto di darmi le ultime lezioni per prepararmi al provino».

clarissa-3Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, racconta a Domenica Live le molestie subite da un regista noto di cui non vuole ancora fare il nome.
«Io venivo da due settimane di corso intensivo a pagamento. Il regista voleva incontrarmi. Così è stato organizzato l’incontro. Pensavo fosse direttamente il provino, invece erano altre lezioni, che lui si era offerto di farmi gratis. Era il mio primo provino, pensavo fosse un teatro, invece era una casa-ufficio. Ci è stato detto che sarebbe durato diverse ore. Il mio accompagnatore se ne è andato».
Il primo giorno le lezioni sono andate avanti per più di quattro ore.
«Le prime ore passano come vere e proprie lezioni. Verso la fine, si parla di possibili parti che avrei potuto interpretare, lui mi dice che di solito una ragazza con la mia fisicità viene scelta per fare ruoli di bella e deve essere disposta a fare anche scene un po’ più spinte. Mi dice: se io ti chiedessi di spogliarti completamente nuda davanti a me lo faresti? Lui era molto più grande di me. Io avevo vent’anni, lui circa quarantacinque. Quando ho detto no, con la stessa naturalezza con cui me lo ha chiesto, ha detto: Come mai?».
Clarissa gi ha risposto che in casa, da soli, non lo avrebbe fatto. In un provino, con altre persone, avrebbe valutato la possibilità.
«Il giorno dopo, come d’accordo, torno e si riprende la lezione come se nulla fosse. Erano ancora più ore. Io non avevo ancora detto nulla. Verso la fine, mi ha chiesto con la stessa naturalezza, di spogliarmi nuda. Mi sono arrabbiata. Mi sono immaginata la scena: una ragazza di vent’anni, nuda, davanti a un uomo, poteva succedere di tutto. Ho detto di no e me ne sono andata. Il terzo giorno non sono andata e non mi sono mai più presentata. Io non ne ho parlato con nessuno, mi vergognavo»
E il film?
«Dopo qualche mese, mi chiama la mia agente che aveva effettivamente speso risorse, denaro per prepararmi e mi ha detto che lui voleva darti la parte, è successo qualcosa e non vuole più dartela. Il mio messaggio è per tutte le ragazze che vogliono fare questo mestiere e tutti gli altri mestiere, si può dire no».

Centro massaggi appena aperto a Bressanone era un locale a luci rosse

BOLZANO – I carabinieri della compagnia di Bressanone hanno messo i sigilli ad un centro massaggi della città. L’ipotesi d’accusa è che dietro all’attività si nascondesse lo sfruttamento della prostituzione. Aperto da circa 20 giorni il centro massaggi aveva attirato le attenzioni dei militari che avevano notato un significativo numero di clienti che vi si erano riversati subito dopo l’inaugurazione.

1460658985893_1460659025.jpg--blitz_in_un_centro_massaggi_cinese__scoperte_ragazze_irregolariPer questo hanno deciso di svolgere per giorni alcuni servizi di osservazione ed infine di ispezionare il locale domenica sera, intorno a mezzanotte. I militari al loro ingresso hanno subito notato alcune massaggiatrici in abiti molto succinti, ma soprattutto la presenza di letti matrimoniali in alcune sale che dovevano essere deputate a massaggi. All’interno del locale i carabinieri hanno identificato tre donne di origine cinese che non erano in grado di produrre alcuna licenza o autorizzazione all’esercizio dell’attività. Ma insieme alle donne sono stati identificati anche alcuni clienti, che sono stati invitati in caserma e ascoltati dai militari per chiarire quali prestazioni fossero state loro offerte. I carabinieri hanno apposto i sigilli al locale e sequestrato anche il denaro contate rinvenuto nella disponibilità di una delle donne. La loro posizione sarà ora rimessa al vaglio dell’autorità giudiziaria di Bolzano.