Belen Rodriguez chiede scusa a Michelle Hunziker:«Mi vergogno come una ladra, andrò in terapia»

Belen Rodriguez pubblica una stories si Instagram per chiedere scusa a Michelle Hunziker per una cattiveria detto in un momento di rabbia. “Voglio chiedere umilmente scusa a Michelle, perché in preda a un momento di nervosismo che ormai non riesco più a gestire ho detto una cattiveria colossale che non penso”.

3707345_1806_belen_scusemichelle_instagramNei giorni scorsi la showgirl argentina ha avuto un duro scontro con alcuni paparazzi che la inseguivano, urlando: “Sono 15 anni che mi accompagnate a casa mia, non ne posso più” e quando un fotografo le ha fatto notare che altri personaggi del mondo dello spettacolo come la Hunziker sono molto più gentili ha detto: “Michelle? A lei piace, lei va in depressione se non ha i paparazzi fuori, lei c’ha sempre il sorriso”.
Proprio queste parole contro la collega con cui ha condiviso il bancone di Striscia la notizia le hanno fatto capire di essere sull’orlo di una crisi di nervi e di aver bisogno di un aiuto.”Sono stata trascinata da un malessere che ho da parecchi anni ormai, che non riesco più a gestire – si legge nelle stories – purtroppo non posso più accettare di essere pedinata 24 ore su 24 dai paparazzi, e questo mi crea uno scompenso mentale, ed è per questo motivo che viaggio tanto, e cerco di stare lontana da casa. Ma dopo questo episodio dovrò sicuramente fare un percorso di terapia perché così faccio male solo a me stessa. Ho chiamato Michelle mortificata, e ho trovato una persona che invece di essere arrabbiata mi ha abbracciata e capita, e anche se non ci sono giustificazione all’accaduto, la ringrazio, perché mi ha dato un’ulteriore lezione di vita. Me ne vergogno come una ladra, chiedo scusa ancora e ancora, e mi dispiace davvero tanto”.

Micol Olivieri, da “I Cesaroni” a mamma bis: «Dopo la nascita di Samuel momenti di ansia e panico»

“Io ho vissuto la maternità in maniera totalmente differente con Arya e con Samuel nonostante avessi 21 anni con la prima figlia e 24 con il secondo”. A parlare Micol Olivieri, la Alice Cudicini della celebre serie de “I Cesaroni” e oggi, come riportato da Leggo.it, mamma felice di due figli a 25 anni.

micol_olivieri_marito_figli_instagram_645La maternità per Micol la seconda volta non è stata semplice: “Forse crescendo si acquista maggiore consapevolezza. A me, personalmente – ha spiegato a “Vero” – sono venute molte paure in più, le stesse che riscontro nelle mamme che hanno dei figli in età adulta. Essendo più coscienti di ciò che è la vita, con le sue gioie e i suoi dolori, forse è inevitabile avere dei timori”.
Con Samuel infatti sono arrivate le paure: “Da giovani c’è quel velo di incoscienza che in qualche modo ti aiuta a vivere la maternità con più leggerezza. Dopo la nascita di Samuel ho vissuto dei momenti di ansia e di panico, cose che non mi appartengono. Il parto scatena delle emozioni che possono’ poi sfociare nella depressione post partum”. Lei ha chiesto aiuto: “Certo, è importante che le donne non abbiano timore di chiedere aiuto. Anche durante la prima gravidanza mi sono rivolta a uno psicologo infantile per capire come porsi con i figli”.

Antonella Mosetti: «Ho dovuto affrontare due aborti»

«Racconterò tutto, voglio mettermi a nudo».
Antonella Mosetti, a Domenica Live insieme alla figlia Asia, racconta i suoi amori e le difficoltà affrontate nella vita.
Il primo capitolo di questa “confessione” è la storia con il padre di Asia, con cui si sposò ai tempi di “Non è la Rai”.

Antonella-Mosetti-3-1000x600«Era l’amore della diciottenne, quello che si crede per tutta la vita – racconta la Mosetti, visibilmente commossa – Ci presentò una ragazza che lavorava con me in trasmissione e dopo la prima cena fu subito amore».
Dopo la fine del matrimoni, due anni da single, poi l’incontro con Davide Lippi.
«Mi fece una corte serratissima, bravissimo ragazzo, dolcissimo, ancora ci sentiamo. C’erano i mondiali in Germania, io per alcuni periodi lo lasciavo da solo, avevo Asia, la casa ecc… Scoprii un tradimento. Mi arrivò una macchinetta fotografica, un amico spinse un pulsante e vidi l’immagine di una bischerata. Sono andata via subito, il tradimento non lo perdono, non riesco a superarlo. Eravamo bambini».
Successivamente, l’amore con Aldo Montano, cinque anni insieme, la prospettiva del matrimonio, poi un aborto e la rottura.
Non l’unico aborto di Antonella Mosetti, che sognava una famiglia numerosa.
«Ho avuto un secondo aborto, ho detto una ciste ovarica. Sono entrata in depressione, mi hanno aiutato Asia e le mie amiche».

Filippa Lagerback: “Con Daniele abbiamo attraversato lʼinferno, ma ora ci sposiamo”

Filippa Lagerback racconta in un’intervista esclusiva a “Chi” il dramma che ha vissuto con il compagno Daniele Bossari e che si è concluso con il commovente lieto fine della richiesta di matrimonio fatta in diretta al Grande Fratello Vip. “Stiamo insieme da 16 anni – spiega – e abbiamo attraversato l’inferno. Ora però, anche per merito del reality, Daniele ha vinto la depressione ed è rinato. Io lo aspetto più innamorata che mai”.

Filippa_LagerBack_MonteSantaMaria_copertina“Daniele ha vissuto due vite – prosgeue – La prima era quella di un ragazzo genuino, spontaneo, che forse ha bruciato le tappe. In seguito, quando ha fatto il salto da presentatore, si è chiuso in se stesso. Poi alcuni lavori sono andati bene, altri male. E lui si è spento. Oggi al Grande Fratello Vip è tornato il Daniele che ho sempre conosciuto e amato. Per questo ho accettato la sua proposta di matrimonio nella casa di GfVip. Mi sembra un miracolo rivedere il mio Daniele di un tempo”.
Filippa parla anche del loro privato: “Abbiamo una figlia, Stella, abbiamo iniziato a convivere da subito e io, quando ho conosciuto Daniele, ho lasciato tutto per lui. Siamo nati insieme. Sa, io nella mia vita ho avuto pochi uomini e non mi sono mai pentita di aver scelto lui come l’amore della mia vita e per la vita. Anche se siamo stati all’inferno insieme. Partiamo dal presupposto che voi lo avete ascoltato attraverso lo schermo, io l’ho vissuto. Il periodo non è stato breve, ma lunghissimo, duro, eravamo in mezzo a una tempesta. Ed è stato difficile. In quel momento Daniele non era lui, ma io non ho mai perso fiducia e positività. Sono sicura di poter dare del bene a chi mi sta accanto. Ho provato a stargli vicino, a esserci sempre. Non ho mai mollato. Mai. Però, a volte, anche se sei carica delle migliori intenzioni, serve che la persona abbia consapevolezza del proprio malessere. Lui non voleva affrontare il mondo fuori, preferiva la solitudine. Io andavo agli eventi, ai party, alle cene di lavoro sempre da sola. Mostravo sorrisi, ma dentro ero spenta, morta. Daniele non c’era, non c’era mai. Fino a quando non si è creato il corto circuito perfetto: un aiuto professionale, ovvero uno psicologo, l’amore della famiglia e, per finire, il Grande Fratello Vip. Tutte queste cose insieme lo hanno fatto tornare l’uomo che ho conosciuto”.
La Lagerback racconta le radici profonde del male che tormentava Bossari: “Daniele aveva paura di tornare a vivere la vita. Per rinascere ha dovuto affrontare i giudizi degli altri, le sue paure, ma nonostante tutto è riuscito a mettersi a nudo. Ha fatto ciò che ha sempre odiato. E le paure, al contrario, lo hanno fortificato. Non finirò mai di dire grazie a Franchino Tuzio (manager di Daniele, scomparso il 14 ottobre scorso, ndr). È stato lui ad avere l’idea e a proporre a Daniele il Grande Fratello Vip. E pensi: un gioco in tv ha salvato il mio compagno e gli ha ridato, ci ha ridato, nuova linfa”.

Charlize Theron: “La mia giovinezza è stata turbolenta a causa delle droghe”

Charlize Theron ha confessato di aver avuto un passato “turbolento” a causa delle droghe. L’attrice, ora dedita a una vita tranquilla, ha spiegato che intorno ai vent’anni, appena si svegliava, fumava “subito marijuana. Ad un certo punto non sono più riuscita a farlo: un giorno mi sono seduta sul divano e non riuscivo più a muovermi”. La 41enne ha poi aggiunto: “Ho provato la cocaina e anche l’ecstasy. Non molta, ma l’ho presa”.

Charlize-Theron_o_su_horizontal_fixedAl programma radiofonico dell’americano Howard Stern, Theron ha spiegato di non aver più alcun rapporto con la droga: “Non posso più fumare erba perché divento immediatamente poco interessante, mi spengo e non voglio più parlare, non ho più nulla da dire”. Solo “all’età di trent’anni ho capito che ne avevo avuto abbastanza: quando ne avevo venti, invece, pensavo che qualora avessi avuto dei figli mi sarei persa molte cose della vita. Ora, alla sera, vado a dormire alle nove meno un quarto e mi sveglio alle sei e mezza”, ha concluso.
Theron e i suoi ruoli “movimentati”L’attrice, che vive insieme ai figli Jackson e August, prende dunque le distanze dalla sua giovinezza movimentata, ma non rinuncia sul set a ruoli tutt’altro che semplici. Per “Tully” – film in uscita nel 2018 in cui ha interpretato una madre (Marlo) con tre figli – la 41enne è “caduta in una forte depressione” perché dopo aver aumentato il proprio peso per recitare in quel ruolo, ha fatto molta fatica a dimagrire. “Ho temuto veramente per la mia salute. La mancanza di zuccheri mi ha fatto veramente star male. Ricordo di aver chiamato il dottore e di avergli detto che stavo morendo”, ha detto a Variety.

Blue Whale, servizio choc delle Iene. Il gioco dell’orrore ha ucciso 157 ragazzi (e forse è già in Italia)

Blue Whale, il gioco del suicidio ha un solo obiettivo, la morte. Un “challenge” macabro che ha sconvolto gli spettatori de “Le Iene” nella puntata del 14 maggio mettendoli di fronte a una realtà che coinvolge ragazzi sempre più giovani attraverso regole dettate da sconosciuti tramite i social network.

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Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche gli adolescenti, sobillati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Se la regola generale è quella di non dire nulla ai genitori, pena pesanti ritorsioni sui propri cari, l’ultima sfida, quella finale, è il suicidio, ovviamente facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza.
Anche ‘Le Iene’ si sono interessate al fenomeno e Matteo Viviani si è recato in Russia, dove i casi di suicidi tra adolescenti che avevano partecipato a questo ‘gioco’ social hanno raggiunto picchi difficilmente immaginabili e comprensibili. Diverse indagini hanno portato all’arresto di un 22enne studente di psicologia, ritenuto l’ideatore del ‘gioco’. Tra le vittime, centinaia di bambini e ragazzi di età compresa tra i nove e i 16 anni.
La ‘Iena’ ha deciso di intervistare le mamme e i parenti di alcune adolescenti che, per salire al terzo livello del ‘Blue Whale’, si sono lanciate nel vuoto dai tetti di vari edifici e grattacieli. «Sembravano tranquille, anche il giorno in cui hanno deciso di suicidarsi hanno fatto quello che facevano tutte le mattine» – spiegano in lacrime alcune mamme – «Ci sono persone che garantiscono ai ragazzi di ‘salvarli’ dai problemi che li affliggono, ma i nostri figli non soffrivano di depressione, erano giovani, solari e pieni di vita. Partecipare a quel ‘gioco’ li ha cambiati e portati alla morte».
Il macabro gioco della balena blu si è già diffuso a macchia d’olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra. In Italia, il caso di un ragazzino suicida a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano del grattacielo cittadino, fa temere che la Blue Whale sia arrivata anche qui: Matteo Viviani ha intervistato un compagno di classe del 15enne, che ha raccontato di come l’amico fosse apparentemente non intenzionato a togliersi la vita, ma che raccontava di avere abitudini strane, come andare a correre in piena notte, e l’abitudine di guardare film dell’orrore per adempiere a delle “missioni” dettate dalle regole di un gioco online.
Il pericolo è tangibile e da non sottovalutare: nella sola Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell’ultimo anno. E’ molto importante utilizzare computer e social network in compagnia dei prorpi figli, e fare attenzione a segnali che sembrerebbero trascurabili, come la scoperta di disegni di balene tra i quaderni dei ragazzini.

Brad Pitt e il divorzio da Angelina: «Lasciarla è stato come morire»

«Lasciare Angelina è stato come morire». Brad Pitt parla per la prima volta del divorzio dalla moglie in un’intervista a GQ Style Usa.

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Il sex symbol racconta di essere entrato in depressione dopo la separazione, complici le accuse di maltrattamento e di alcolismo che gli sono state rivolte. Ora Brad, dopo un anno e mezzo di terapia, ha sconfitto la dipendenza da alcol ma ricorda ancora quei momenti in cui era ubriaco piangeva sul pavimento per aver perso la sua famiglia. L’attore si pente di non aver «saputo preparare i figli a questo divorzio: sono così delicati, assorbono tutto».

Gigi Hadid, il dramma: “Sto male, faccio i conti ogni giorno con la mia malattia”

« Ho la tiroide di Hashimoto, un disturbo della tiroide. Ormai sono due anni che devo fare i conti con questa malattia e per questo cerco di allenarmi in maniera giusta in modo da non perdere troppo peso e avere tutti i muscoli al posto giusto». Questa è stata la dichiarazione choc di Gigi Hadid: la fidanzata di Zayn Malik, ex cantante degli One Direction, e sorella della nota modella Bella.

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Ad  Elle America ha confessato: «Il mio metabolismo è cambiato in modo assurdo nell’ultimo anno». La tiroide di Hashimoto  è un problema del sistema immunitario che attacca cellule e organi del suo stesso organismo. Questo disturbo porta a rallentare le funzioni della tiroide e del metabolismo e può manifestarsi in diversi modi: dalla fragilità di capelli, alla perdita di peli, dall’irregolarità nelle mestruazioni a stati di ansia e depressione.

Lisa Lynn Masters, attrice di ‘Gossip Girl’ e ‘Ugly Betty’, trovata impiccata: “Soffriva di depressione”

Si è tolta la vita Lisa Lynn Masters, 52 anni, attrice americana apparsa in molte serie tv di successo come ‘Gossip Girl’, ‘Ugly Betty’, ‘Law and Order’ e ‘Unbreakable Kimmy Shmidt’.
Si trovava in una stanza d’albergo durante un viaggio in Perù, dove si trovava per realizzare una campagna fotografica di alta moda. Lo rivela “Deadline”.

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Sembra che l’attrice si sia impiccata perché da tempo soffriva di depressione. Il marito, William Brooks, è tutt’ora sotto shock, mentre la polizia afferma di aver trovato due lettere. Dopo la sua morte, è stata aperta una pagina di beneficienza online per raccogliere fondi per pagare le spese del funerale e aiutare il marito rimasto vedovo.
L’agente della star, Christopher D Silveri, ha confermato la sua morte e ha detto: ”In questi giorni bui, speriamo che coloro che abbiano avuto il piacere di conoscere Lisa, vedano quanto risplende luminosa nel cielo e che continuino a ricordarla nei propri cuori”.
Lisa Lynn Masters era nata ad Omaha, nel Nebraska e cresciuta ad Ashevill, nel North Carolina. Ha cominciato la carriera come giornalista in piccole emittenti locali per poi studiare recitazione.

Altro che maledizione del 27: “Questi artisti sono stati uccisi dalla CIA”

Gli autorevoli esponenti del ‘Club 27’, ma anche altri artisti tragicamente scomparsi a età diverse. Lo scrittore John Potash lancia accuse molto pesanti alla CIA nel suo ultimo libro, ‘Drugs as Weapons Against Us’ (‘Le droghe usate come armi contro di noi’). E sostiene che non si tratti di tragiche scomparse dovute a depressione o a una vita di eccessi.

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Potash era andato giù duro già alcuni anni fa, quando pubblicò un libro in cui sosteneva che le uccisioni di alcuni rapper, tra cui Tupac Shakur, non fossero dovute a scontri tra le fazioni della West e della East Coast, ma bensì ad un disegno perfettamente orchestrato dall’FBI, con lo scopo di reprimere il consenso dell’opinione pubblica nei confronti delle istanze rivendicate dagli afroamericani (e di cui i rapper erano i migliori ‘megafoni’ davanti al pubblico).
Ora, però, nuove ombre vengono gettate sulle morti di altri personaggi celebri: da John Lennon a Amy Winehouse, passando per Jimi Hendrix. Il caso più eclatante, tra quelli citati da Potash, riguarda però Kurt Cobain. Ufficialmente, il leader dei Nirvana è morto suicida a causa della depressione che lo aveva portato a cadere di nuovo nelle droghe pesanti. Una versione che sarebbe smentita dall’autore, che nel libro spiega: «Si era disintossicato, in quel periodo era pulito ed era pronto a fare da testimonial contro la dipendenza da eroina. All’inizio degli anni ’90, però, era la stessa CIA a pubblicizzare quella droga, così come fece trent’anni prima con gli acidi». Per Potash non si tratta di un suicidio: «Fu ucciso, e l’omicidio fu orchestrato alla perfezione della CIA. Era un personaggio scomodo, in quanto ex tossicodipendente pronto a influenzare i giovani e perché aveva una visione del mondo considerata troppo di sinistra per l’establishment americano». Accuse indubbiamente pesanti, ma tutte da verificare.