Isola, Rosa Perrotta, proposta di matrimonio in diretta da parte di Pietro Tartaglione. Boom di like per il selfie di Mara Venier

Finale dell’isola dei Famosi all’insegna del romanticismo. Dopo Alessia Mancini e il marito Flavio Montrucchio è il momento di Rosa Perrotta.
La bella naufraga fa il suo ingresso in studio fasciata in un lungo abito porpora: “Quest’Isola mi ha fatto capire che ho il diritto anche io di cadere come tutti e di avere qualcuno che mi aiuti ad alzarmi nel momento del bisogno” confessa ad Alessia. Poi entra a sorpresa prima un enorme trono bianco, omaggio a “uomini e donne”, la trasmissione della de Filippi dove ha conosciuto Pietro Tartaglione, il suo fidanzato.

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Pietro ha qualcosa da dirle: “Io avrei un’infinità i cose da dirti. Ho dimenticato tutto, l’emozione è indescrivibile, nemmeno quando c’è stato il momento della scelta. In questi mesi, stando lontano da te, questo vuoto incolmabile che mi sono portato, mi conferma che sei tu tutto quello che voglio e tutto quello di cui ho bisogno, e soprattutto che nulla ha senso se non ci sei tu accanto a me. Ed è per questo che… Rosa mi vuoi sposare? Rosa: “Tu sei pazzo. Ma è uno scherzo? Certo che sì”,poi abbraccia e bacia il suo futuro marito.
Emozioni forti che Mara Venier vuole immortalare sul suo account Instagram, il post fa boom di like oltre 200 mila in pochissimi minuti.

Romina Carrisi choc: “Aspettavo Ylenia, non è più tornata”

Romina Carrisi parla per la prima volta del rapporto tra i genitori e della scomparsa della sorella maggiore Ylenia. Lo fa in un’intervista pubblicata dal settimanale Chi.
La pace per la coppia più famosa della canzone italiana è arrivata quando la giovane ha cominciato a essere adulta e indipendente. Resta però difficile lasciarsi il passato alle spalle. 3647942_1856_romina_carrisi_intervista (1)“Quando i miei si sono lasciati avevo 12 anni e non ho avvertito subito il cambiamento perché continuavano a viaggiare mentre io vivevo a Cellino. Fu una maestra, a scuola, a renderlo vero, a farmi sentire come se fossi ‘diversa’ solo perché i miei genitori si erano lasciati. Nell’Italia di quegli anni il divorzio non era previsto, si sentivano tutti in diritto di giudicare. Il peso del mio cognome l’ho sentito con l’arrivo di Internet, quando ho letto gli insulti di gente che non conoscevo, per il resto ho sempre saputo di dover dividere i miei genitori con gli altri. Un giorno, avevo 16 anni, ero con mio padre a Roma, in un parco. Non lo vedevo da due settimane e volevo parlare con lui, ma le persone continuavano a fermarlo. Lì ho imparato a essere delicata con la vita degli altri”.
“Hanno fatto pace quando ho deciso di farmi una mia vita e di uscire dallo ‘status’ di figlia. Capisco che la loro storia sia anche la proiezione di un sentimento popolare e che rivederli insieme regali l’illusione di rivivere il passato, ma ho provato a combattere la nostalgia dopo esserne stata schiacciata e non mi piace glorificare la sofferenza. Di certo sono contenta che siano tornati a lavorare insieme, ritrovare il sereno dopo anni di guerra è come quando spunta il sole dopo il diluvio, in quel momento ringrazi gli angeli e gli dei”.
Quando la sorella è scomparsa aveva sei anni: “I miei genitori portarono me e Cristèl a vivere in Svizzera a casa di amici per un mese e mezzo perché dovevano andare a cercare Ylenia. Ricordo i collage di fotografie che facevamo per dirle ‘bentornata’. Ma non è mai tornata”.

Infine, parla anche del suo desiderio di intraprendere la carriera di attrice: “Ai provini non mi prendevano, mentre venivo invitata continuamente ai talk show. Mi destabilizzava essere riconosciuta, ma non per quello che sapevo o volevo fare”.

Addio Ruffini, Diana Del Bufalo “parte” con Cristiano Caccamo

E’ finita la storia d’amore tra Diana Del Bufalo e Paolo Ruffini. Dopo alti e bassi, conferme e smentite la coppia si è detta addio. Ora l’attrice è partita per un viaggio con gli amici alle Maldive e dagli scatti e dai video social pare si diverta parecchio.

C_2_articolo_3130918_upiImageppCon lei c’è il collega Cristiano Caccamo. Tra i due dolci parole… d’amicizia: “Essere felici è un diritto dell’essere umano” cinguetta lei postando una foto sull’altalena con lui.
“Il paradiso esiste” scrive ancora Diana (parlando delle Maldive?) e ringraziando Cristiano per la foto con un “TVB”. La complicità tra i due attori che hanno lavorato insieme è evidente, ma chissà se c’è qualcosa oltre l’amicizia. Intanto stando a quanto racconta il settimanale Chi Paolo Ruffini non l’ha presa benissimo…

“Isola dei Famosi”, la prima notte di Elena Morali

Sull’ “Isola dei Famosi” da qualche ora è sbarcata anche Elena Morali. L’ex Pupa ha passato la sua prima notte insieme agli altri naufraghi e sembra aver già legato con i compagni di avventura: “Mi hanno accolto tutti benissimo. Non vedevo l’ora di iniziare perché è un’esperienza forte”.

C_2_fotogallery_3085614_5_imageElena è entrata in gioco con la squadra mejor e ha ricevuto istruzioni da Bianca e dalla capitana Alessia su dove accamparsi per la notte
La Mancini si è guadagnata il titolo di mejor e il diritto di soggiornare per una settimana sull’isola più “comoda” insieme ai suoi prescelti. In questo modo è anche riuscita ad evitare la nomination: “Se non avessi preso la collana la testa da tagliare sarebbe stata la mia. Sono contenta di questo nuovo gruppo che si è creato, vorrei passare una bella settimana in serenità”.
SIMONE, IL NAUFRAGO SEGRETO – Sull’Isola ha passato la sua prima notte anche Simone Barbato. Il cabarettista di Zelig è il naufrago segreto e vivrà il reality all’insaputa degli altri concorrenti. Sull’isola dei Peor dovrà rimanere nascosto nella giungla, rubando dai peggiori tutto ciò che gli serve per sopravvivere. Un’impresa non facile per lui, ma nemmeno per gli altri che dovranno fare i conti con le misteriose sparizioni di cibo.

In tribunale col velo, la 25enne praticante: “Sconvolta ma contenta. È una battaglia giuridica”

«Quando il giudice mi ha detto no ero davvero sconvolta, ma sono contenta di quello che ho fatto». Così Asmae Belkafir, la praticante marocchina di 25 anni, torna sull’episodio di ieri al Tar di Bologna, dove un giudice le ha detto che non poteva stare in aula col velo islamico. Lei si è rifiutata di toglierselo ed è uscita. La ragazza ne ha parlato con l’ANSA al tribunale ordinario di Bologna, dove è arrivata per un’udienza di diritto del lavoro. Si è detta «molto colpita» dai tanti messaggi di solidarietà ricevuti.

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«Ci sono rimasta molto male, ho partecipato a tante udienze e una cosa del genere non mi era mai successa. Il cartello e la norma affissa sulla porta del giudice da ieri è su tutti i social network e sotto ci sono tanti commenti che dicono che il giudice ha ragione, ma non è così», aggiunge la ragazza. «Le norme – ha aggiunto – vanno lette, conosciute e interpretate. Uno prima si informa, legge, studia e poi si discute».
Si tratta, ha detto in tribunale a Bologna «di una battaglia giuridica». Bisogna «capire bene cosa deve fare una donna musulmana che porta il velo e vuole fare l’avvocato e il giudice». Si aspettava delle scuse? «No, non ne vedo il motivo», ha risposto all’ANSA la ragazza che oggi indossa un velo hijab rosa, mentre ieri ne aveva uno azzurro.

Poliziotta ustionata dall’ex fidanzato ora è anche «vittima del dovere»

Una donna che è bersaglio della violenza di un uomo, se indossa una divisa è anche una «vittima del dovere».

3389478_1216_violenzaL’ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza pubblicata ieri, vigilia della Giornata internazionale del 25 novembre, a conclusione (forse) della ventennale battaglia amministrativa e giudiziaria combattuta da una poliziotta che vive e lavora in Veneto.
Dopo essere rimasta gravemente ustionata per mano dell’ex fidanzato, la dipendente del ministero dell’Interno ha dovuto trascinare più volte in giudizio proprio il Viminale, per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere i benefìci previsti dalla legge.

Ratajkowski posa senza veli contro Trump: e lo scatto fa impazzire i fan

Emily Ratajkowski, modella, posta un nuovo scatto in topless su Instagram e si scaglia contro l’amministrazione Trump: «Il mio corpo, la mia scelta», dice.

IMG_20171008_205241_08205919.jpg.pagespeed.ce._HOj5_567XLo fa per la decisione presa dal nuovo presidente americano in merito al controllo delle nascite: i datori di lavoro potranno decidere di non fornire la copertura assicurativa alle donne necessaria per avere libero accesso ai contraccettivi di emergenza, se mossi da «motivi religiosi» o «morali».
Era stato Obama a voler eliminare invece i costi a carico delle donne. «Il diritto di una donna al controllo delle nascite non deve essere basato sul reddito. Il controllo delle nascite fa parte dell’assistenza sanitaria, che è un diritto», scrive la modella 26enne.

“Sei razzista”. Attacco a Simona Ventura, ecco chi l’accusa

ROMA – Archiviata l’esperienza con “Selfie”, Simona Ventura si confessa a “Carta Bianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer. Super Simo si commuove parlando del periodo in cui conduceva l’Isola dei Famosi su Rai2: “Avevo subodorato che la Rai volesse chiudere l’Isola, ma non volevo che la scusa che avrebbero usato fossero i bassi ascolti, così ho preso e sono andata là. I reality sono un genere che funziona ancora in tutto il mondo. Adesso qualche politico di sinistra lo prenderei. Potrebbe fare una grande Isola, se la facessi ancora…”.

2512978_1703_gracia_de_torres_contro_simona_ventura (1)Ma a qualcuno non sono andate giù le parole di Simona. Secondo il sito Il Giornale, Gracia de Torres – la sexy naufraga dell’edizione in cui l’ex conduttrice del reality ha partecipato come concorrente – avrebbe parlato sui social di alcuni episodi accaduti in Honduras: “Dovresti averglielo spiegato un anno fa quando faceva la vera razzista. Essere stata una ‘star delle televisione’ non le da’ il diritto di trattare le persone come le pare. Tutto ci ritorna e poi ci lamentiamo. Fate cose che vi rendano orgogliosi e non quelle che poi ci si rivolgono contro. A volte è meglio aspettare che fare delle cose che non ti rendono migliore”. Lo scontro tra le due prime donne dell’Isola è aperto. Cosa risponderà Super Simo?

Gigi D’Alessio verso il processo: evasione fiscale da 6 milioni

Un’evasione fiscale milionaria porta il cantante Gigi D’Alessio a un passo dal banco degli imputati. Il pm Saverio Francesco Musolino ha infatti firmato una richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’artista che, insieme ad altre quattro persone, rischia ora di finire a processo. Per la procura, D’Alessio e soci non avrebbero dichiarato i redditi di una società del cantante, la “GGD Productions srl”, occultando o distruggendo le scritture contabili relative all’anno 2010. Il fatturato “nascosto” sarebbe pari a più di 6 milioni. L’evasione contestata dagli inquirenti, invece, ammonterebbe a 997mila e 581 euro per quanto riguarda l’Ires e 770mila e 613 euro in relazione all’Iva.

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Nel capo d’imputazione notificato nei giorni scorsi al musicista, si legge che, in concorso con altre quattro persone, il cantante «al fine di consentire alla società “GGD Productions srl” di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto» avrebbe «alienato con atto notarile del 21 aprile 2010» le quote dell’azienda a un prestanome che, con un atto successivo, «alienava simulatamente tali partecipazioni a una società di diritto americano con sede in Delawere, cui apparentementemente veniva consegnata la documentazione contabile e amministrativa». Per il pm Musolino e per i finanzieri del Nucleo tutela entrate, in questo modo, le «scritture» sarebbero state «distrutte o comunque occultate». Il tutto per non consentire la ricostruzione del volume d’affari della società. L’azienda avrebbe così evitato di denunciare redditi per più di 6 milioni, presentando un’infedele dichiarazione fiscale.
Uno dei soci del cantante è anche accusato di simulazione di reato. In una denuncia presentata ai carabinieri il 17 marzo 2014, infatti, ha dichiarato che i documenti contabili della società erano all’interno di una macchina che gli era appena stata rubata. Per la procura, si tratterebbe di una menzogna. Ora, la decisione passa nelle mani del gup.

La zia suora muore negli Usa a 111 anni e lascia un tesoro al nipote italiano

Lo zio d’America esiste, almeno per un fermano di 48 anni che si è trovato erede di due vecchi buoni del tesoro per un valore stimato di 34 mila euro. E ritrovarseli grazie a una eredità del tutto inaspettata di una prozia suora, morta negli Usa lo scorso febbraio, alla veneranda età di 111 anni, è qualcosa che non ha lasciato indifferente Giovanni Ripoli che ha intentato causa alla Banca d’Italia per vedersi riconosciuto il diritto a incassare la somma derivante da due buoni del tesoro acquistati dalla cara estinta nel lontano 1947.

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La storia inizia lo scorso febbraio quando suor Maria Cecilia, all’anagrafe Antonia Maria Amore, originaria di Pietracatella in provincia di Campobasso, muore negli Usa a 111 anni. Giovanni Ripoli, pronipote, è l’unico erede e a seguito della morte della prozia, ovviamente nubile e senza figli, ha ereditato, tra le altre cose, una casa in Molise dove lo scorso settembre, riordinando alcuni effetti di famiglia, ha ritrovato, tra le tante cose, due certificati di debito pubblico dello Stato italiano appartenuti alla prozia suora. Uno di 5 mila lire e uno di mille lire. L’uomo si è recato alla Banca d’Italia per il rimborso ma gli è stato detto che il titolo era andato in prescrizione dopo 30 anni dalla sua emissione.
Così ha deciso di agire legalmente. I legali che lo assistono hanno fatto stimare il titol ,e si è raggiunta una cifra, dalla data di emissione alla data del 30 settembre 2016 di 34.250,00 euro. Per quanto concerne la prescrizione, il titolo per i legali di Ripoli non è affatto prescritto. Infatti al termine naturale di trenta anni stabilito per il rimborso, vanno aggiunti i dieci anni di prescrizione ordinaria. I dieci anni, inoltre – secondo Ripoli e i suoi legali – non decorrono dal giorno successivo alla scadenza del trentesimo anno ma da quando il titolare è in grado di far valere il proprio diritto. In questo caso i dieci anni decorrono da settembre 2016, periodo del ritrovamento del certificato di credito pubblico. Sarà il tribunale con un’azione giudiziaria civile di accertamento del credito, patrocinata dagli avvocati De Angelis e Morelli, a pronunciarsi sul diritto di Giovanni Ripoli ad ottenere la restituzione con gli interessi e la rivalutazione della somma.