Naike Rivelli da Paola Perego: «Non so chi sia mio padre, sei anni fa lo choc»

Scoprire di non aver in comune neanche un gene con l’uomo che credeva suo padre è stato uno choc per Naike Rivelli. La figlia di Ornella Muti è stata intervistata da Paola Perego per il programma “Non disturbare” e ha raccontato di essere venuta a conoscenza della verità sei anni fa.

1676022Nel secondo appuntamento della trasmissione in onda in seconda serata su Rai Uno, Naike Rivelli ha raccontato molto di sé, del suo rapporto con i social e con il sesso, della presenza della madre e della sua famiglia.
«Mio padre non so chi sia e non lo voglio sapere. C’è stato Federico Facchinetti, il genitore dei miei fratelli, e ho chiamato sempre lui papà… Per tanti anni pensavo di conoscerlo ma poi abbiamo scoperto che non era mio padre. L’ho scoperto sei anni fa, è stato uno shock».

Fino a sei anni fa l’attrice, infatti, ha spiegato di aver frequentato in maniera costante il produttore spagnolo De Castro che credeva suo padre, poi quest’ultimo le ha chiesto la prova del Dna. «Gli ho dato una ciocca dei capelli e, dopo aver fatto le analisi, abbiamo scoperto che non avevamo legami di parentela. Siamo rimasti tutti spiazzati, anche mio figlio. A mamma ho detto che non ne volevo sapere più nulla. La mente ti mente. Uno si convince di cose… Quando l’ho saputo mi sono chiesta di sono».

Gerry Scotti si racconta a Domenica Live: «Ho pagato per far lavorare mio figlio»

«Sono nato su un tavolo da cucina, in campagna. Quando la levatrice ha visto mia mamma e la scala su cui avrebbe dovuto farla salire, ha detto: facciamolo nascere qui. Sono stato uno degli ultimi a nascere su un tavolo da cucina. Ho la cucina nel DNA».
Gerry Scotti si racconta a Domenica Live, tra vita privata e carriera.

3673093_1243_jerry_scotti_dimagrito_sessoUna delle prime domande di Barbara D’Urso è sul suo peso, o meglio sul suo dimagrimento.
«Sì, ho perso dieci chili, ho raddoppiato la mia attività sessuale, prima era una volta ogni sei mesi, ora due ogni sei mesi – scherza Scotti – No, in realtà, ho dovuto perdere peso. Sono un uomo di un quintale che si porta in giro il suo quintale con disinvoltura ma ho sempre amato giocare a calcio e ora ho qualche problema alle ginocchia. È successo anche a Maldini, che è magrissimo, vuoi che non accada a me alla mia età?».
Si parla poi del figlio di Scotti, Edoardo, e di quando ha debuttato in televisione, lavorando come inviato nella trasmissione condotta dal padre sui Guinness dei Primati, “Lo show dei record”.
«Mio figlio era in America per studiare regia. In ottica economica, la produzione disse: perché dobbiamo pagare un inviato, quando il figlio di Scotti è già in America? Facciamo lavorare lui, tanto, hanno detto, paga Gerry. Ed era vero, pagavo io, ma a mio figlio è piaciuta molto quell’esperienza, è stata importante».
Si parla anche del presunto screzio tra Scotti e Barbara D’Urso che aveva tenuto banco sui social.
«Una volta questa signora che è notoriamente esaurita per la mole di lavoro, ha chiuso la trasmissione, senza lanciare la mia trasmissione. Sui social è partito subito il tormentone: non lo ha lanciato, hanno litigato. No, tre minuti dopo, mi ha telefonato Barbara, chiedendo scusa. Barbara è proprio una brava persona».

La moglie fugge, lui stupra la figlia per 22 anni. “Nati otto bambini, lei era una schiava”

Ventidue anni di stupri, violenze continue, umiliazioni e minacce di morte. Antonia era piombata in quell’inferno quando aveva solo 15 anni. La madre era appena fuggita da casa lasciando marito e tre figli, e lei, che già era stata violentata dal padre quando aveva nove anni, a quel punto rimase in balìa del genitore diventandone la schiava sessuale e partorendo otto bambini, tutti figli dell’orco che l’aveva generata.

743459-Violenza_donneSolamente a 37 anni, nel gennaio 2016, Antonia trovò la forza di denunciare l’incubo nel quale aveva vissuto fino a quel momento, svelando quello che per 22 anni era accaduto nella casa fatiscente in cui abitava, nella provincia di Santiago del Estero, nell’Argentina settentrionale. L’occasione si presentò quando il medico dal quale aveva portato il figlio più piccolo le chiese chi fosse il padre e lei rivelò la scioccante verità, scoperchiando il vaso di Pandora che portò, dopo un mese e mezzo di ricerche, all’arresto dell’uomo, un 56enne noto come “Vernacho”, che era andato a nascondersi come un vigliacco in casa di alcuni parenti a Loreto, a oltre 40 km. da casa. Parenti che, dopo la denuncia, hanno ripetutamente minacciato Antonia per farle ritirare le accuse.
Ora, dopo le accuse, l’esame del Dna ha fugato qualunque dubbio sull’autenticità delle dichiarazioni di Antonia: quegli otto bambini sono tutti figli dell’orco. Il processo è stato avviato è proseguirà la settimana prossima. Antonia, che è completamente analfabeta, vuole che il padre, dopo averle rovinato la vita, marcisca in galera per il resto dei suoi giorni. «Da quando mamma ci ha lasciati – aveva raccontato all’epoca dell’arresto – sono diventata la moglie di mio padre, che già mi violentava da quando avevo nove anni. Mi picchiava in continuazione con un bastone appena mi vedeva parlare con qualche vicino di casa oppure quando voleva abusare di me. E molte volte mi stuprava davanti ai miei figli. Mi minacciava costantemente e io avevo sempre paura di essere uccisa: mi diceva che mi avrebbe ammazzata se avessi raccontato a qualcuno quello che succedeva in casa. Anche ora ho paura per la mia vita e per quella dei miei figli, perché sto ricevendo minacce dai fratelli di mio padre che vorrebbero obbligarmi a ritirare la denuncia contro di lui: a loro non importa nulla di quello che è successo in questi anni, vogliono solo che ritiri la denuncia. Ma io voglio che lui marcisca in galera. Voglio che sia fatta giustizia».
La vicenda di Antonia richiama alla mente quella di Elizabeth Fritzl, la ragazza tenuta prigioniera per 24 anni, fino al 2008, dal padre Josef nel seminterrato della grande casa di famiglia ad Amstetten, in Austria. Una storia, anche quella, di terrore e stupri che portarono alla nascita di sette figli e a un aborto: il padre fu condannato all’ergastolo. Ma casi orrendi come questi non sono unici. Nel 2013, negli Usa, Ariel Castro si uccise in carcere dopo essere stato condannato a una pena di mille anni per aver tenuto prigioniere per un decennio tre donne nella sua casa di Cleveland: le aggrediva e violentava in continuazione ed ebbe un bambino da una delle vittime. E nel febbraio 2014 la polizia della Repubblica Dominicana arrestò un uomo accusato di aver rapito un’adolescente e di aver concepito con lei otto figli durante i 12 anni in cui l’aveva tenuta prigioniera.

“La Terra deve essere avvisata”, poi l’astronauta tenta il suicidio e entra in coma

Claudie Haigneré è la prima donna europea ad aver messo piede, nel 2001, sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’astronauta francese ha provato ad uccidersi con una overdose di sonniferi nel 2008, ma prima di svenire e cadere in coma avrebbe pronunciato una frase che ha sollevato l’interesse dei fautori della teoria del complotto.

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“La Terra deve essere avvisata”, queste le parole pronunciate in uno stato confusionale sulle quali sta speculando il canale YouTube UFOMania. Nelle parole della Haigneré ci sarebbeil desiderio di mettere in guardia l’umanità su una imminente minaccia aliena. Nel video, della durata di sei minuti e del quale si è occupato anche il New York Post, sostiene la tesi di una cospirazione per cui la donna, che aveva avuto un contatto con gli alieni e lavorava in un laboratorio segreto in cui si combinava Dna umano a quello alieno, sia stata seda ta e messa a tacere.
Haigneré all’epoca era la direttrice della Cité des Sciences et de l’Industrie – il più grande museo della scienza in Europa, e spiegò che il suo tentativo di suicidio fu dettato da un esaurimento nervoso legato allo stress.