Valon Behrami, nuovo amore: è la sexy sciatrice svizzera Lara Gut

Valon Behrami ha un nuovo amore: il ‘love affair’ che sta facendo parlare tutta la Svizzera approda anche su Leggo. La nuova fiamma del centrocampista dell’Udinese è una sua connazionale: si tratta della 26enne sciatrice Lara Gut. La storia, fino ad oggi, era stata oggetto di voci e indiscrezioni circolate in Svizzera. Ora, però, dalla sciatrice proveniente dal Canton Ticino è giunta una conferma ufficiale, in un lungo post di riflessione pubblicato su Facebook.

173624098-83f201e1-89ba-4f14-bb50-b8135c611533Lara Gut, dopo un promettente avvio di carriera, culminato con una vittoria in Coppa del Mondo nel 2016 e un bronzo alle Olimpiadi invernali di Sochii, ha vissuto una stagione deludente, tra infortuni e piazzamenti mancati per pochi centesimi di secondo. La ragazza, però, dimostra di essere determinata, non solo grazie agli insegnamenti del padre, ma anche per le piacevoli novità nella vita privata.

«Negli anni passati ho spesso avuto l’impressione che mi mancasse un pezzo, era una sensazione di incompletezza e ho sempre pensato che fosse legato al mondo dello sci. Quest’inverno ho scoperto quale fosse il tassello mancante e non aveva nulla a che vedere con lo sport: si chiama amore» – spiega la sciatrice, parlando del 32enne centrocampista di origini kosovare – «Con Valon ho scoperto la forza di essere in due e di avere una persona accanto che ti tiene per mano e non ti lascia mai sola».
Le prime indiscrezioni sulla relazione erano giunte nei mesi scorsi, dopo la separazione di Behrami dalla moglie Elena Bonzanni. Fino ad oggi, però, né Valon, né Lara avevano lasciato trapelare il minimo indizio attraverso i social. Ora che è arrivata la conferma ufficiale, nel mondo dello sport e del gossip elvetico non si parla d’altro: la storia ricorda un po’ quella tra Tiger Woods e Lindsey Vonn, ma restituisce agli svizzeri un’immagine nuova di una sportiva che in passato era stata giudicata troppo presuntuosa e protetta dalla famiglia.

Morandi fa pipì all’Autogrill: fan posta la foto e lui si arrabbia

Gianni Morandi immortalato da una fan in bagno all’Autogrill che diffonde la foto. Il cantante prima si arrabbia poi ci ride sopra, scrivendo lui stesso sui social.

29101777_10157495335613438_1537502544262070272_n«Questa foto sta circolando sul web – ha scritto oggi Morandi postando la foto su Facebook -. Qualche giorno fa, nella toilette di un Autogrill, “Gianni!”, una voce mi chiama, mi giro e vedo una signora sui cinquant’anni, con un cellulare in mano. Dopo un attimo di sorpresa la mando a quel paese. Luisa, una fan un po’ invadente, ha postato questa foto su Facebook – continua il cantante – scatenando commenti di ogni tipo. All’inizio mi sono arrabbiato – conclude Morandi – ma poi mi sono fatto una bella risata! Ci sono cose più gravi nella vita».

Fabrizio Corona pubblica foto e video su Instagram: “Violate prescrizioni”, ma niente carcere

Fabrizio Corona, niente carcere. Il giudice della Sorveglianza di Milano Simone Luerti ha respinto la richiesta di revoca dell’affidamento terapeutico concesso nei giorni scorsi a Fabrizio Corona che, dunque, non dovrà tornare in carcere.
Lo ha comunicato il legale Ivano Chiesa, precisando che Corona è stato solo formalmente ‘diffidato’ dal giudice ad attenersi alle prescrizioni che ha violato e, in particolare, a quella di non usare i social e non diffondere video e foto come ha fatto. È probabile che venga convocato dal giudice per la diffida.

foto_679051_550x340Il giudice, ha spiegato l’avvocato Chiesa, «ha respinto l’iniziativa della Procura generale che mi appariva decisamente sproporzionata, ma d’altro canto quando si tratta di Corona la Procura di Milano non manca mai di intervenire con assoluta tempestività e con la messa in campo di tutte le ‘armì a disposizione». Qualche giorni fa il sostituto pg Antonio Lamanna aveva chiesto che Corona tornasse in carcere perché, malgrado nelle prescrizioni dell’affidamento il giudice avesse vietato all’ex agente fotografico di usare i social e anche di diffondere immagini o autorizzare altri alla diffusione, pochi giorni dopo l’uscita dal carcere sono comparsi sui profili Facebook e Instagram dell’ex ‘re dei paparazzì una foto che lo ritraeva all’uscita dal carcere con una felpa rossa addosso. E soprattutto un video montato di alcuni minuti con colonna sonora rap che mostrava le fasi dell’uscita da San Vittore, comprese alcune sue effusioni, sempre dopo la scarcerazione, con Silvia Provvedi, sua fidanzata. Inoltre, sempre in quei giorni era stato pubblicato un servizio fotografico su ‘Chi’ che ritraeva Corona a passeggio con la fidanzata dopo la scarcerazione.

«La richiesta d’arresto per una pubblicazione su Instagram, che peraltro io ritengo non fosse violazione della prescrizione, ma di questo parleremo con il magistrato, mi è apparsa da subito esagerata». Lo ha spiegato il legale di Fabrizio Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, comunicando la decisione del giudice Simone Luerti che ha respinto l’istanza di revoca dell’affidamento terapeutico per l’ex agente fotografico della Procura generale, diffidandolo però formalmente ad attenersi alla prescrizione «numero 10», ossia a quella che vieta l’uso dei social e la diffusione di immagini da parte sua e anche di autorizzare altri a diffonderle. «Mi chiedo infatti – ha aggiunto Chiesa – quale avrebbe potuto essere mai la sanzione qualora vi fosse stata una grave violazione della prescrizione». Il legale ha chiarito, inoltre, che è anche possibile che il giudice convochi più avanti Corona per ‘ammonirlò anche verbalmente.

“Corona ha postato foto sui social”: secondo il pg deve tornare in carcere

La Procura generale di Milano ha chiesto la revoca dell’affidamento terapeutico concesso a Fabrizio Corona nei giorni scorsi, perché l’ex agente fotografico, subito dopo essere uscito dal carcere, ha violato le prescrizioni dell’affidamento postando sia sul suo profilo Facebook che su quello Instagram foto e video.

3587727_1658_corona_contentoIl sostituto pg Antonio Lamanna ha chiesto, dunque, che l’ex re dei paparazzi torni in carcere e sull’istanza dovrà decidere il giudice della Sorveglianza Simone Luerti.

Loredana Lecciso minaccia di querelare Romina Power: ecco il post della bufera

E’ scontro aperto tra Loredana Lecciso e Romina Power per un post pubblicato e poi cancellato dalla compagna di Al Bano Carrisi. Tra le due volano parole grosse sulla presunta gravidanza di Cristel Carrisi e la faccenda potrebbe concludersi malissimo. Le due oramai si sfidano senza esclusione di colpi e non è escluso un approdo in tribunale. Ecco cosa è successo…

guerra-tra-Loredana-Lecciso-e-Romina-Power-01-@-instagramÈ sempre più guerra tra Loredana Lecciso e Romina Power. Lo scontro tra l’ex moglie e l’attuale compagna di Al Bano Carrisi sta raggiungendo vette sempre più alte, scatenandosi su livelli che hanno quasi dell’inverosimile. Stavolta di mezzo c’è un post che ha scatenato la bufera. Ma cosa sarà mai successo?
Sul web era da qualche giorno trapelata la notizia di una possibile gravidanza di Cristel Carrisi, figlia di Al Bano e Romina. Una news che non era stata confermata, ma che sembrava data per vera da Loredana Lecciso.
In un post Facebook firmato col suo nome è comparsa la didascalia: “Sì, è vero. E’ incinta di un maschietto, nascerà ad aprile. Ditelo ai giornalisti, fare girare la foto e la notizia. Io non vi ho detto nulla”.

Rendendo pubblica l’indiscrezione della dolce attesa di Cristel, Loredana ha però causato l’ira di qualcuno. Riprendendo il post della Lecciso, infatti, la Power ha scritto su Instagram un velenoso “Post interessante…”

Sicuramente le avrà dato fastidio il fatto che a dare la notizia della gravidanza fosse la compagna di Al Bano, prima ancora dei genitori della futura mamma. Il post è però subito scomparso, anche se la Lecciso ha fatto in tempo a notarlo. E a decidere di agire legalmente contro Romina.
“In data odierna – si legge nel comunicato dei suoi legali – sul profilo della sig.ra Romina Power è apparso un post a contenuto altamente e gravemente diffamatorio e lesivo della persona e dell’immagine della sig.ra Loredana Lecciso. Tale post, verosimilmente ascrivibile ad ignoti, si è esplicato nella divulgazione di notizie false non provenienti dalla sig.ra Lecciso, con l’aggravante dell’indebita appropriazione della sua identità. La sig.ra Loredana Lecciso, turbata e legittimamente infastidita dall’accaduto, rende noto che per il tramite dei propri avvocati porrà in essere ogni azione idonea alla tutela dei propri interessi, a tal fine riservandosi di adire tutte le vie legali, sia in sede civile che in sede penale”.

Insomma, è grande gelo tra le due, che potrebbe concludersi anche con una citazione in tribunale. Come andrà a finire? Loredana avrà realmente scritto quelle frasi? O avrà invece ragione Romina Power?

Bimba di un anno sbranata nel passeggino dal rottweiler comprato da suo padre solo 5 giorni prima

Un sabato pomeriggio come tanti. Una passeggiata per raggiungere la casa della nonna, ad appena un isolato di distanza, e trascorrere un pomeriggio in famiglia. Ma Kamilla Jones, 12 mesi, e sua madre non sono mai arrivate in quella casa di Inverell, in Australia: mentre la donna spingeva il passeggino, la piccola è stata attaccata e sbranata da un rottweiler che, dopo aver scavalcato il recinto di una casa, si è scagliato contro Kamilla non lasciandole alcuna speranza di sopravvivenza.
La mamma ha tentato di tutto per salvare la figlia, ma ogni sforzo si è dimostrato inutile: la furia di quel cane si è portata via la sua piccola proprio sotto i suoi occhi. A nulla è valsa la corsa in ospedale: l’ambulanza è stata chiamata intorno alle 14.20 e i medici hanno tentato tutto il possibile per mantenerla in vita.

3585625_Schermata_2018-03-04_alle_14_05_52«Hanno cercato instancabilmente di rianimarla all’Inverell District Hospital – ha raccontato Mindy Davis, una testimone che si trovava in ospedale – Eravamo anche noi al pronto soccorso ed è stato straziante sentire le urla di disperazione dei genitori quando hanno capito che la piccola non ce l’aveva fatta». Sotto choc la famiglia e la comunità di Inverell. «Stavano passeggiando per strada – ha scritto su Facebook Ida Boney, la zia di Kamilla – Non ci sono parole per descrivere lo strazio di una madre che ha combattuto con ogni muscolo del suo corpo per salvare la figlia. La nostra famiglia ha perso un angelo a cui non è stato permesso di vivere la sua vita». Intanto alcuni amici hanno aperto una pagina su GoFundMe per aiutare i genitori a pagare le spese per il funerale: «Un bellissimo piccolo angelo ha aperto le sue ali troppo presto. Era una bambina amata da tutti e stiamo cercando di raccogliere fondi per aiutare la sua famiglia per il funerale. È una spesa inaspettata che la famiglia non avrebbe mai voluto sostenere e che al momento non riesce ad affrontare per difficoltà economiche. Puntiamo a raccogliere fondi per darle l’addio che si merita».

La polizia sta indagando sulla morte di Kamilla, mentre il cane è stato preso in custodia dall’Inverell Shire Council, che nelle prossime ore deciderà se abbatterlo. Come riporta The Sydney Morning Herald, nel New South Wales, nel 2017 sono stati segnalati 3430 attacchi di cani. In 310 casi gli attacchi sono stati contro bambini sotto i 16 anni.

“Cara prof che vuoi la morte di mio padre”: la lettera è virale

È diventata virale la lettera destinata alla professoressa che ha augurato la morte ai poliziotti intervenuti durante gli scontri a Torino. A scrivere è la figlia di uno degli agenti.
“Cara professoressa, ti parla la figlia di un appartenente alle forze dell’ordine”: inizia così la lettera pubblicata dalla pagina Facebook di ex agenti e simpatizzanti delle forze dell’ordine ‘Noi poliziotti per sempre’. Centinaia le condivisioni e oltre 14mila like.

3577653_1959_prof_torino“Tu che gli urli ‘dovete morire’ – si legge nel post -, vedi ogni volta che mio padre si allaccia gli anfibi e si chiude il cinturone ho davvero paura che qualcuno lo faccia morire. Forse tu non sai cosa vuol dire. Tu non sai cosa vuol dire vivere di turni, vivere di imprevisti, di compleanni in cui nelle foto ci sono tutti: tranne lui. Del pranzo di Natale che diventava freddo a forza di aspettarlo. Del cuscino vuoto accanto a mia madre. Del freddo, del sonno, del sangue sulla strada, degli insulti che gente come te ogni giorno rivolge a chi indossa una divisa”.
“Cara professoressa – scrive ancora la pagina -, hai mai provato ad accarezzare la stoffa della giacca di un poliziotto o di un carabiniere? Sai non è di un cotone morbido, non è il lusso che tutti credono che lo Stato regali a quegli uomini e a quelle donne in divisa. Cara professoressa, tu sai che mentre auguravi a quei ragazzi la morte a casa c’erano i loro bambini che si erano appena addormentati che si aspettavano di vedere i loro papà il giorno dopo come tutti i giorni? Lo sai che c’erano madri, fidanzate e mogli che in quel preciso momento stavano pensando a loro? E stavano pensando se magari potevano avere troppo freddo là fuori?”, domanda.

“Non sono dei mostri come li dipingete. Ma sono persone. Le stesse persone – sottolinea ancora la lettera – che chiamate a tutte le ore se avete bisogno di aiuto, e loro anche se voi gli augurate le morte vengono ad aiutarvi: perché hanno giurato di esserci, e quella divisa che tanto odiate rappresenta anche questo”. Una rabbia e un augurio di morte, spiega ancora la lettera, che non trova giustificazioni nonostante l’operato di alcune ‘mele marce’ fra le forze dell’ordine: “C’è chi della propria divisa ne fa un abuso – si legge -, come ovunque c’è la mela marcia e sono concorde nel punirlo adeguatamente secondo le leggi, ma non per questo bisogna augurare il male a tutti coloro che indossano una divisa. Perché io nonostante tutto non auguro del male a nessuno e mai lo farò, perché mi hanno insegnato il rispetto per la vita di tutti. Così, cara prof, ora vai e guarda negli occhi tuo padre e tuo marito/compagno/ fidanzato che sia (se ne hai uno), guardali negli occhi e cerca solo di immaginare cosa si possa provare: a sapere che tanta gente come te augura la morte a quegli uomini che per noi – conclude il post – sono la vita”.

Jo Squillo è stata pagata con il soldi destinati ai poveri: la denuncia choc

Alcuni soldi e beni alimentari destinati ai poveri del Comune di Trecate, in provincia di Novara, sarebbero serviti per pagare il cachet di Jo Squillo ospite della ‘Festa del riso’ lo scorso settembre. La denuncia arriva dal profilo Facebook di Marco Uboldi, consigliere Pd di Trecate.

jo-6“Il Consiglio comunal – scrive Uboldi dopo che la vicenda è stata riportata dal “Secolo XIX” – è convocato per dare risposte ai cittadini sulla gestione dei 500 pacchi alimentari destinati alle famiglie bisognose… la maggioranza, gli assessori ed il sindaco non si presentano”.

La vicenda parte dall’aggiudicazione alla Markas di Bolzano dell’appalto per la mensa scolastica, un affare da 9,1 milioni per 12 anni che includeva proprio i 500 pacchi alimentari all’anno da destinare ai bisognosi e 22 servizi di catering in occasione di eventi. L’amministrazione comunale, secondo le accuse dei democratici, avrebbe monetizzato una parte di questi servizi e usato i soldi per saldare il compenso di Jo Squillo, Johnson Righeira e Papa Winnie, gli artisti invitati alla Festa del riso. Da qui l’istanza Pd depositata il 5 febbraio scorso ed il Consiglio comunale straordinario disertato.

Ballando, Gessica Notaro sarà tra i concorrenti. Selvaggia: “Non ti dirò che sei Carla Fracci…”

Gessica Notaro, la ragazza sfregiata con l’acido da un suo ex, sarà nel cast di Ballando con le stelle. Il suo nome è stato fatto dal sito Altrospettacolo.it, secondo il quale Gessica «prova a voltare pagina e a tornare nel mondo dello spettacolo con questa partecipazione a Ballando con le stelle».

0004942B-gessica-notaroFra i primi a fare gli auguri a Notaro, on line, Selvaggia Lucarelli, già giudice del talent e confermata nel ruolo anche in questa edizione, che su Facebook ha scritto: «Lo sapevo da un po’ ma non potevo raccontarlo». «Non posso promettere che dirò a Gessica che è Carla Fracci se sarà Angela Favolosa cubista (e credo che lei neppure lo vorrebbe), ma posso prometterle di stimarla incondizionatamente sempre, perchè se io fossi lei, probabilmente, volteggerei su piste più scivolose – quella del livore, della vendetta – anzichè su quella gioiosa di Ballando con le stelle. Benvenuta Gessica!», conclude Lucarelli.

“Dottoressa, avanti! Si cali le mutande”. Cristiana, perquisita e umiliata al concorso per magistrati

“Agli scritti del concorso di Magistratura succede che alcune agenti della Polizia penitenziaria decidano improvvisamente (senza alcun indizio e indistintamente) di rinchiudere una concorsista alla volta in un angolo del bagno e perquisirla”.
Inizia così il racconto di Cristiana Sani, 30 anni, laureata in Giurisprudenza e volontaria in un centro antiviolenza a Massa Carrara.

19050145_2263037580588621_5643466346952916992_nIl suo post su Facebook ha provocato reazioni e sdegno, tantissime le condivisioni e tantissimi i commenti. Cristiana racconta della perquisizione subita prima del concorso per Magistrati svoltosi a Roma, l’umiliazione avvenuta in bagno di fronte agli agenti della Polizia Penitenziaria.
“La perquisizione richiede di togliersi la maglia, allentare il reggiseno, calarsi i pantaloni. E tirarsi giù le mutande”, scrive la giovane. “Dottoressa, avanti! Si cali le mutande. Ancora più giù, faccia quasi per togliersele e si giri. Cos’è? Ha il ciclo, che non se le vuole tirare giù?!”.
Una “violenza”, come la definisce Cristiana, che avrebbe colpito anche altre concorsiste come lei. “Questo è quello che oggi è successo a me e ad altre mie colleghe. Ed ha solo un nome: VIOLENZA”.