Sarkozy indagato e in libertà condizionata, interrogato per 25 ore

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale del 2007 che segnò il suo trionfale ingresso all’Eliseo.

download (36)Lo scrive Le Monde. L’ex capo dello Stato è stato posto anche «sotto controllo giudiziario», una misura coercitiva simile alla libertà condizionata. Secondo il diritto francese questo può comportare restrizioni nei movimenti o un obbligo di informare il giudice sui propri spostamenti, come anche il divieto di andare all’estero o il divieto di contattare o incontrare determinati individui. Sarkozy è stato interrogato per 25 ore a Nanterre, dove c’è il polo anticorruzione della polizia francese. L’interrogatorio era stato interrotto per consentire all’ex capo dello stato di rientrare per la notte a casa.

La guerra in Libia e lo spettro del colonnello libico Muammar Gheddafi risvegliano dunque i peggiori incubi di Sarkozy. Le accuse sono state sempre respinte con vigore da Sarkozy, come nel novembre 2016, durante il confronto in tv tra i candidati alle primarie del centrodestra. Al giornalista David Pujadas che dinanzi a milioni di telespettatori lo interrogò sull’ipotesi mazzette, l’ex presidente sbottò: «Tutto questo è indegno, siamo sulla rete pubblica». Poi, riferendosi a Ziad Takieddine, il faccendiere franco-libanese che nello stesso periodo dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007, alla vigilia della corsa all’Eliseo: «Non si vergogna a dar eco a un uomo che ha scontato il carcere, pluricondannato per diffamazione e che è un bugiardo?».

Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava le presunte
tangenti, le indagini dei magistrati sono molto progredite, rafforzando i sospetti. Nelle varie ricostruzioni viene evocato un finanziamento di quasi 50 milioni di euro tra Tripoli e Parigi. I giudici sarebbero inoltre in possesso di un misterioso quaderno con le note manoscritte di un ex responsabile del regime libico: queste indicherebbero una serie di bonifici occulti a favore dell’ex presidente da parte di Gheddafi.

Transazioni, precisa Mediapart, che sarebbero state realizzate al momento della sua elezione nel 2007 per un totale di oltre 6,5 milioni di euro. Secondo il giornale on-line, il documento apparteneva a Choukri Ghanem, ex capo del governo (2003-2006) e ministro del Petrolio (2006-2011) della Libia, il cui cadavere venne ritrovato nel 2012 a Vienna, nel Danubio: un giallo nel giallo. Già condannato per sottrazione di fondi pubblici, indagato, Claude Gueant, l’ex direttore generale dell’Eliseo e fedele ministro dell’Interno di Sarkozy ha dichiarato oggi di «non aver mai visto un centesimo di finanziamento libico». È la prima volta che l’ex uomo forte dei Républicains, ancora molto influente nella sua famiglia politica nonostante l’ufficiale addio alla politica dopo la sconfitta alle primarie, viene interrogato su queste accuse dall’apertura dell’inchiesta nel 2013.

Lo scorso ottobre, i giornalisti di Mediapart, Fabrice Arfi e Karl Laske, pubblicavano ‘Avec les compliments du Guidè, sintesi potenzialmente esplosiva di un’inchiesta durata sei anni. «Accuse minuziose, documentate, argomentate, che lasciano senza parole sui retroscena nauseabondi della Republique», commentò Le Monde, parlando di documento «spaventoso». Quanto alle sessanta domande rivolte dai due cronisti, l’ex presidente non ha mai risposto.

Nel dicembre 2007 Sarkozy, eletto da poco, accolse con tutti gli onori Gheddafi a Parigi – le immagini della sua tenda piantata nei sontuosi giardini della presidenza fecero il giro del mondo – salvo poi volerlo abbattere a tutti i costi nella campagna militare che quattro anni dopo, nel 2011, a un anno dalla fine del suo primo (e ultimo) quinquennato, promosse a tambur battente in Europa e alle Nazioni Unite. Evocando il suo rapporto di «rispetto» con l’ex presidente, l’attuale premier ed ex membro del centrodestra Edouard Philippe non ha voluto commentare, mentre un suo ministro, l’ex socialista Stéphane Travert, ha ritenuto «utile che la giustizia faccia luce».

In qualità di testimone, è stato interrogato anche l’eurodeputato fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux. In una nota, i Républicains difendono il «principio di presunzione di innocenza» e forniscono «pieno sostegno» all’ex presidente. Mentre il capogruppo del partito all’Assemblea Nazionale, Christian Jacob, denuncia un «incomprensibile accanimento».

Senzatetto trova un’auto aperta con all’interno oltre 500 euro, quello che fa dopo vi scalderà il cuore

James John McGeown è un senzatetto dal cuore d’oro. L’uomo si è imbattutto in un’automobile con il finestrino aperto e si è accorto che sul sedile c’erano una banconota da 50 euro e una borsa contenente altri 450 euro. A quel punto James fa qualcosa che scalda il cuore…

untitled-collage-37Accade a Glasgow, in Scozia. Come riporta il sito Metro.co.uk, James decide di fare “la guardia” alla borsa e aspetta vicino all’automobile aperta. Ma dopo aver atteso per oltre due ore e mezza sotto la pioggia battente, l’uomo prende la borsa e la porta in un vicino ufficio di avvocati, per lasciarla in custodia.
Grande è la sorpresa del proprietario dell’auto John McMonagle quando, al suo ritorno con la collega Alyshia Orford, trova un biglietto da parte di James in cui gli spiega che la borsa con i soldi è al sicuro. John regala a James 50 euro e lancia una raccolta fondi in Rete dedicata al senzatetto dal cuore d’oro. La pagina ha già raccolto oltre 4mila euro in meno di 24 ore.
“Pensare che quel ragazzo stanotte dormirà in strada – conclude John – mentre se avesse preso i soldi avrebbe un posto dove dormire, mi fa pensare che esistono ancora persone buone, soprattutto a Natale”.

Ha il maxi-seno e lancia un crowdfunding per la riduzione: “Ho paura di soffocare mio figlio”

Danielle Matier, mamma 31enne, ha un grande problema. Il seno gigante le avrebbe impedito di allattare il figlio Jack, temendo di soffocarlo con il prosperoso décolleté. La donna, che dall’adolescenza patisce il dramma di un seno che non smette di crescere, ha deciso di lanciare un crowdfunding destinato a un’operazione di riduzione.

collage-2017-11-23 (5)_23193938Accade a Derby, nel Regno Unito. Come riporta il Mirror, la mamma vorrebbe operarsi in Polonia dove l’intervento costa circa 4mila euro, contro i 7mila dell’Inghilterra.
Danielle combatte contro il suo seno gigante dall’età di 11 anni. “Da allora – dice – non ha mai smesso di crescere. Ho forti problemi alla schiena per il peso che devo sostenere”. Ma quando è nato il figlio Jack – oggi 6 anni – il problema è divenuto ancora più urgente: “Ho dovuto comprare il biberon, perché avevo paura di soffocarlo”. E neanche con la figlia Willow è riuscita ad allattare al seno.
Oggi Danielle, stanca del suo décolleté extralarge ha deciso di rimediare con una raccolta fondi. “So che sarebbe meglio operarsi in Inghilterra – conclude – ma sono talmente disperata che andrei ovunque pur di ridurre il seno”.

Lorella Cuccarini a sostegno dei bimbi epilettici

Ben 800 progetti realizzati dal 1994 ad oggi, a favore di oltre 60 associazioni no profit di tutto il territorio nazionale e sempre con un’attenzione particolare ai più piccoli. E proprio ai bambini, quelli affetti da epilessia, è dedicata l’edizione 2017 di Trenta Ore per la Vita, la maratona di raccolta fondi – attraverso il numero solidale 45546, attivo da oggi al 17 ottobre – ideata e portata avanti da Lorella Cuccarini.

Lorella-Cuccarini-43Perché proprio l’epilessia?
«Perché è una patologia che si conosce poco, eppure sono 30.000 i nuovi malati ogni anno, di cui il 60% sono bambini e il 40% farmacoresistenti: numeri importanti che non corrispondono ad una risposta da parte delle istituzioni. Noi siamo un’associazione atipica, amiamo dar voce a chi di solito voce non riesce ad averla».
Quali saranno i progetti di quest’anno?
«Saranno due: uno a favore della FIE-Federazione Italiana Epilessie, che mira a trovare una terapia “su misura” per alcuni tipi di epilessia attraverso la mappatura del DNA di 150 bambini e dei loro genitori; l’altro invece punta alla diagnosi precoce, dotando il Bambin Gesù di Roma di nuovi macchinari all’avanguardia per il monitoraggio a lungo termine».
Come sarà strutturata la campagna?
«Da oggi fino all’8 ottobre sarà ospitata sulle reti Rai, la settimana prossima su La7 e anche in alcuni programmi di Tv2000. In alcune trasmissioni andrò io, in altre saranno i conduttori a portare avanti la sensibilizzazione. Racconteremo alcune storie, come quella di un papà che, quando si accorto che con un certo tipo di alimentazione poteva migliorare le condizioni del figlio, si è reinventato cuoco creando ricette per rendergli appetibili alcuni cibi».
Spicca l’assenza delle reti Mediaset.
«Trenta Ore per la Vita è nato in Mediaset ma ad un certo punto evidentemente hanno pensato che non ci fosse più spazio per questo evento. Peccato, perché non ci dovrebbero essere bandiere su questi temi».
A parte la maratona benefica, quando la rivedremo in tv?
«Per ora sono molto impegnata a teatro, dal 18 ottobre al 12 dicembre con la commedia Non mi hai più detto ti amo con Gimpiero Ingrassia, da metà novembre alla fine di febbraio anche con il musical La regina di ghiaccio e da marzo di nuovo con la commedia. Sarebbe impossibile fare altro».

Selvaggia Lucarelli contro Andrea Preti: “Ha usato Amatrice per far parlare di sé”

MILANO – Una dura reprimenda di Selvaggia Lucarelli ad Andrea Preti, modello, ex isolano e attuale fidanzato di Claudia Gerini. Selvaggia infatti ha utilizzato il suo account Facebook per illustrare quanto accaduto fra Amatrcie, paracadutismo e raccolte fondi: “Il mio ambiente è pieno di mitomani, di gente che inventa vite che non, con tentativi patetici di farsi auto-promozione – ha scritto sul social – Ci sono cose però che superano il limite della decenza. Per esempio usare la beneficenza. Per esempio usare AMATRICE e il dramma di un paese per farsi fighi e avere due articoletti di giornale. (il sindaco la sapeva questa storia, per dire?)

Selvaggia-Lucarelli-Andrea-preti-instagramParliamo di Andrea Preti, uno che nella vita ha fatto un po’ tutto per poi finire all’isola dei famosi non si sa come.
Da qualche tempo il tizio posta sulle sue pagine instagram e fb foto di paracadutismo. Riprende sulla sua pagina articoli di Novella 2000 in cui lui viene descritto come istruttore non solo di paracadutismo ma uno che si lancia con la tuta alare da 4000 metri. Dice che è perfino pilota di Cessna. Ne possiede addirittura uno a Roma, non si sa parcheggiato dove, se in giardino o nelle strisce gialle davanti casa.
Quindi annuncia dalla sua pagina fb che lui a settembre organizzerà “una giornata a scopo benefico per raccolta fondi per Amatrice e paesi limitrofi che hanno perso tutto… una giornata di lanci…base e para’ delta e parapendio scrivetemi sto organizzando! No chiacchieroni! E’ una cosa seria. Consegnerò personalmente i soldi al sindaco di Amatrice in una cerimonia pubblica” .
Si lancerà con la sua fidanzata Claudia Gerini, dice. Alla faccia, direte voi. Che figo ‘st’Andrea Preti, direte voi. Peccato che il mondo del paracadutismo sia molto molto molto piccolo. E che alcuni noti paracadutisti, nel vedere le sue foto e leggere i suoi annunci, si siano parecchio sorpresi perché nessuno, questo Andrea Preti, lo aveva mai sentito nominare. Mai visto lanciarsi, mai avvistato su un aereo.
Morale: scavo un po’ e viene fuori che molte delle foto di paracadutismo postate da Preti sui suoi social sono state scippate dalla pagina di Ratmir, un jumper russo morto con la sua tuta alare in montagna nel 2016.
Viene fuori che non esiste mezza foto in cui si veda Preti lanciarsi o in aria.
Gli chiedono chiarimenti e lui comincia a cancellare alcune foto, post e i commenti di chi si è insospettito.
A quel punto cosa fa per arginare la faccenda?
Va in un centro di paracadutismo, si infila una tuta, sale su un aereo con altri paracadutisti dichiarando alla telecamera “Ready to fly!” con l’aria dell’uomo che non deve chiedere mai. Posta il video sul suo instagram. Novella 2000 lo riprende. Peccato che: a) nel video si vedono gli altri lanciarsi. GLI ALTRI. Tutti tranne lui. b) posti una foto di lui in tuta ma i paracadutisti esperti (per esempio Carlo Dipi Dipietro e Omar Pinato) gli facciano notare che ha un paracadute da allievo e con quello manco si può lanciare. Ha gli occhiali sopra al caschetto, e se ti lanci così volano via. Infine, gli spiegano che i casciali sulle cosce sono malamente annodati e non fissati.
I paracadutisti esperti, inoltre, riconoscono il centro in cui è andato, che è a Nettuno. Chiamano Nettuno. Da lì confermano che Preti è andato dicendo che voleva farsi un giro in aereo per fare EVENTUALMENTE un volo in tandem a settembre.
Insomma, Andrea Preti non è un istruttore di un cazzo di niente.
Se lo è, mostri LA LICENZA ENAC e il libretto di lanci. Se vuole mostrarci anche il brevetto di volo (pilota di Cessna no?) e il suo aereo gli crediamo ancora di più.
E infine, ci racconti cosa vuole fare ad AMATRICE, a quale titolo e perché inventa tutte queste cazzate facendosi pubblicità sulla pelle di gente che ha già avuto abbastanza sciacalli intorno.
Attendo risposte. Tanto dice che è pure esperto di arrampicata. Ecco, vediamo come se la cava con quella sugli specchi. (Qui il video buffonata in cui NON si lancia ma si dice che lo faccia: http://www.novella2000.it/news/andrea-preti-amatrice/).

“Il se.no è enorme e continua a crescere”, 21enne lancia un appello online

Ha un seno così grande che non riesce a farsi nemmeno un bagno nella vasca. Kya Granito, ragazza britannica di 21 anni ha lanciato una raccolta fondi online in cui chiede un aiuto economico per un intervento chirurgico che le diminuisca le dimensioni del seno.

nintchdbpict000281304618_10190626 Kya ha un seno molto grande, che negli anni continua a crescerle, ma il sistema sanitario nazionale inglese non ritiene che possa causarle problemi di salute, o che possa condizionarle la vita, così non le fornisce alcuna agevolazione fiscale nell’operazione che lei però ritiene indispensabile per avere una vita migliore.La ragazza ha una settima di reggiseno e trova grandi difficoltà a trovare un intimo che le stia bene, come se non bastasse, i reggiseni fuori misura sono molto più cari e per lei è diventato un problema anche acquistare la giusta biancheria. La continua crescita del seno le crea problemi anche per i vestiti, che è continuamente costretta a ricomprare: «Non posso permettermi un reggiseno, compro abiti nuovi ogni due settimane, la schiena mi fa male al punto che a volte non posso uscire dal mio letto o scendere dal divano e un paio di volte sono rimasta bloccata nel vasca da bagno», ha raccontato la ragazza al Sun.
Le dimensioni del seno sono un problema per lei anche da un punto di vista psicologico: soffre di ansia, si vergogna ad uscire di casa. Dopo il rifiuto dal sistema nazionale sanitario sta cercando di risparmiare per mettere da parte le 8 mila sterline che servono per l’operazione, ma è difficile visto che vive e si mantiene da sola, così ha lanciato una raccolta fondi in rete nella speranza di poter ottenere l’aiuto che le serve.