Gigi D’Alessio, il figlio Claudio a processo: botte e lesioni alla domestica

Il figlio di Gigi D’Alessio a processo. Il 30enne Claudio D’Alessio è stato rinviato a giudizio dal gip Clementina Forleo con la doppia accusa di lesioni e violenza privata ai danni della donna che lavorava nella sua casa dei Parioli, a Roma.

gigi_d_alessio_claudio_d_alessio_rinvio_a_giudizio_nicole_minetti_11124140 (1)L’episodio risale al novembre 2014: dopo un litigio con la compagna di allora, Nicole Minetti, D’Alessio avrebbe picchiato la domestica, una 40enneLa donna aveva denunciato l’aggressione poche ore dopo. Secondo la ricostruzione del pm, Mario Dovinola, D’Alessio avrebbe avuto diversi diverbi con la domestica, che ha denunciato di essere stata aggredita in più occasioni solo per aver chiesto il pagamento dell’ultimo stipendio. «Ha provato a lanciarmi una sedia, poi mi ha strattonato e sbattuto contro il muro e infine ha lanciato la mia valigia fuori dall’appartamento», aveva denunciato la donna.
Claudio D’Alessio ha sempre respinto ogni accusa: «Non l’ho mai sfiorata con un dito, vuole denunciarmi solo per i soldi». Il gip ha però deciso di dare il via al processo. Dopo l’aggressione di quel novembre 2014, la donna, assistita dall’avvocato Francesco Di Ciollo, aveva avuto tre giorni di prognosi, poi aumentati a 23 per gli stati d’ansia. Come riporta Il Messaggero, la domestica, che si è costituita parte civile, aveva denunciato: «Ero costretta a lavorare in nero, dovevo essere a disposizione sempre ma non potevo mangiare in casa e dovevo dormire in una mansarda senza porta né armadio». ucraina, per poi cacciarla via di casa ancora in ciabatte.

Pamela Mastropietro, la famiglia della 18enne romana: «Ancora niente funerali dopo due mesi e mezzo, perché?»

La famiglia di Pamela Mastropietro, la 18enne romana che dopo essersi allontanata da una comunità di recupero è stata uccisa e fatta a pezzi a Macerata, continua a chiedere giustizia.
A circa due mesi e mezzo dal tragico ritrovamento del corpo smembrato e chiuso in due trolley, a Pollenza il 31 gennaio scorso, la famiglia della ragazza, ancora in attesa del nulla osta della magistratura per poter celebrare i funerali, ha organizzato per venerdì 13 aprile, a Roma, una fiaccolata in memoria della giovane.

3656177_1303_pamela_mastropietro_fiaccolataAppuntamento alle 19 in via Saluzzo per raggiungere, in corteo, piazza Re di Roma. «La fiaccolata nasce per tenere alta l’attenzione sulla vicenda di Pamela, da intendersi come simbolo di tutte le vittime che sono state dimenticate e che stentano ad avere giustizia – spiega all’Adnkronos lo zio di Pamela e legale della famiglia, l’avvocato Marco Valerio Verni – Vogliamo che gli inquirenti restino attenti sulla vicenda, come crediamo siano stati finora, e vogliamo che vadano a fondo».

I parenti della ragazza, che era nel maceratese in cura in una comunità di recupero, vogliono anche raccontare a tutti la vera Pamela, diversa da quella troppo spesso descritta dopo l’omicidio: «Vorremmo si smettesse di parlare di Pamela, come ha fatto qualcuno, come di una drogata facendo passare il messaggio che quasi se la sia andata a cercare».

«Pamela non era una drogata come qualcuno si ostina a far credere per offuscare il giudizio delle persone – continua – Pamela era ricoverata nella comunità terapeutica perché soffriva di un disturbo della personalità grave che, come effetto secondario, la portava a usare stupefacenti come automedicamento, che è cosa diversa». Secondo la famiglia, Pamela non ha raggiunto i Giardini Diaz di Macerata per comprare droga ma perché voleva tornare a tutti i costi a Roma: «A noi risulta che era lì perché c’è la stazione di pullman diretti a Roma. Voleva tornare a Roma, dalla sua famiglia. In precedenza era andata alla stazione dei treni dove si era rivolta con insistenza per avere informazioni sulle partenze per tornare a Roma, ma uno per la Capitale era passato pochi minuti prima». «Si dà tutto troppo per scontato», continua Verni secondo il quale «non è corretto neppure dare per vero tutto quello che dice Innocent Oseghale», in carcere con le accuse di occultamento e vilipendio di cadavere e «che ha più volte cambiato versione».

La famiglia di Pamela chiede di indagare a 360 gradi. «Ci auguriamo anche che qualcuno abbia disposto indagini e ispezioni nella comunità, perché tutto nasce da lì». «Perché Pamela si è allontanata con quelle modalità? A noi non risultano verifiche – prosegue il legale della famiglia – Ma chiediamo di approfondire tutto il tema di indagine: dal primo fatto, ossia l’allontanamento dalla comunità, all’ultimo ossia l’omicidio». I parenti di Pamela aspettano poi di poter celebrare i funerali della ragazza. «Ci sono ancora accertamenti in corso – conclude lo zio di Pamela – E per quanto il fatto di non aver ancora potuto celebrare i funerali aumenti il dolore della famiglia e dei genitori in particolare, è comunque meglio si faccia tutto adesso piuttosto che dover tornare su quel che rimane del corpo di Pamela in futuro».

Jamie Luner, star di “Melrose Place” accusata di aver molestato un minorenne

Jamie Luner, la Lexi Sterling di “Melrose Place”, è stata citata in giudizio dal 35enne Anthony Oliver che accusa essere stato drogato e molestato sessualmente dopo un party a Los Angeles. I fatti risalgono al 1998, quando il ragazzo aveva 16 anni. Secondo la denuncia, Jamie gli avrebbe fatto bere whiskey e somministrato alcune metanfetamine per poi portarlo in una stanza per girare un video mentre la donna ha iniziato a praticargli del sesso orale.

920x920Oggi, a vent’anni di distanza, Oliver ha deciso di denunciare formalmente l’attrice presentandosi al dipartimento di polizia di Los Angeles. Come scrive TMZ, l’uomo avrebbe deciso di parlare incoraggiato dal suo terapista, che sta frequentando per via dei suoi problemi di alcolismo.

Intanto il manger della Luner ha dichiarato: “Tutte queste accuse sono completamente infondate e le riteniamo parte di uno schema di estorsione mirata”. Aggiungendo che “Anthony Oliver ha una storia di cause legali e ha presentato 27 cause federali negli ultimi 8 anni”.

La vicenda finita nei verbali della polizia si sono svolte proprio negli anni in cui la Luner è entrata nel cast “Melrose Place”, nel corso della sesta stagione. Nella serie ambientata in un complesso residenziale di West Hollywood e che racconta storie, sogni, aspirazioni e quotidianità di un gruppo di giovani, l’attrice interpretava “Lexi” Sterling, conturbante e manipolatrice moglie di Brett Cooper, ruolo affidato a Linden Ashby.

Nuovi guai per Diprè, usa il volto di Benedetta Parodi per video con droga e sesso: a giudizio

Nuovi guai per Andrea Diprè, l’ex avvocato ed ex fidanzato di Sara Tommasi. Il gup di Trento Marco La Ganga ha deciso l’imputazione coatta per un trentino che ha montato immagini di una trasmissione televisiva di cucina di Benedetta Parodi con altre che simulano l’assunzione di cocaina in una sorta di festino del protagonista – il trentino stesso – con donne in biancheria intima.

parodi_dipre_pollo_cocaina_video_25123639Il video, intitolato ‘Pollo e cocainà, ha superato le 88.000 visualizzazioni e, come riportano i quotidiani locali del Trentino, ha portato Parodi a denunciare per diffamazione l’autore, Andrea Diprè. La procura di Trento aveva chiesto l’archiviazione, ma il legale di Parodi si era opposto e ora il gup ha invitato la procura a formulare l’imputazione.

Ruby Ter, Berlusconi a giudizio: “Pagò il pianista di Arcore per dire il falso”

SIENA – L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio a Siena con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Il Gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura nell’ambito dell’inchiesta Ruby ter giunta a Siena da Milano per competenza territoriale. A Siena, infatti, si sarebbe compiuto il reato secondo cui Berlusconi avrebbe pagato Danilo Mariani, pianista delle feste di Arcore, per indurlo a falsa testimonianza sul caso “olgettine”.

photo_verybig_144295 (1)Il procedimento a Siena che vede Silvio Berlusconi rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari è fissato per il primo febbraio. Nell’udienza di oggi il Gup Roberta Malavasi ha respinto le eccezioni preliminari presentate dalla difesa dell’ex premier, gli avvocati Franco Coppi del foro di Roma, Federico Cecconi di Milano e Enrico De Martino di Siena, sull’incompetenza territoriale e sull’inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche. A giudizio con l’accusa di falsa testimonianza anche il pianista di Arcore Danilo Mariani, senese, difeso dagli avvocati Salvatore Pino del foro di Milano e Fanni Zoi di Siena. Secondo l’accusa i bonifici mensili da 3mila euro effettuati da Berlusconi a Mariani come ‘rimborsi spesà sarebbero invece dei pagamenti per indurre il pianista di Arcore a falsa testimonianza sul caso olgettine. Berlusconi era assente oggi in aula.

Selvaggia Lucarelli condannata: “Ha diffamato Barbara D’Urso su Twitter e Instagram”

Condannata. Selvaggia Lucarelli è «colpevole del reato di diffamazione aggravata ai danni di Barbara D’Urso, per un post pubblicato nel 2014 su alcuni social network (twitter e Instagram) in cui la blogger – commentando un’intervista resa dalla d’Urso a Daria Bignardi – aveva affermato: ‘l’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebkè». Lo ha stabilito ieri il tribunale di Milano, sezione X penale, in composizione monocratica, nella persona del giudice dott. La Rocca.

selvaggia-lucarelli-barbara-durso-769213Lo fa sapere in una nota il legale della D’Urso. «Il tweet, ultimo di una serie di commenti al vetriolo e sovente di pessimo gusto – afferma il legale della conduttrice di Canale 5, Salvatore Pino – aveva indotto Barbara d’Urso a sporgere una querela che, dopo le indagini svolte dal pm dott. Gobbis, aveva portato la Lucarelli a giudizio. Nel corso del processo l’imputata si è sempre rifiutata di porgere le proprie scuse alla persona offesa. Barbara d’Urso aveva evidenziato come il commento della Lucarelli fosse gratuitamente offensivo, basato su fatti falsi e manifestamente incontinente, travalicando i limiti della libera manifestazione del pensiero per ledere direttamente l’altrui reputazione».
«Al termine del processo, il tribunale, accogliendo le richieste della parte civile, ha riconosciuto l’esistenza della contestata diffamazione aggravata ed ha pertanto condannato Selvaggia Lucarelli alla pena di 700,00 euro di multa, oltre al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese legali sostenute dalla persona offesa. Il giudice – rileva ancora il legale di Barbara D’Urso – ha dunque colto la falsità del fatto posto alla base dell’affermazione offensiva (»l’applauso di cui trattasi era obiettivamente caloroso«) e la conseguente gratuità e strumentalità dell’attacco della Lucarelli». Le motivazioni saranno pubblicate tra 30 giorni. Barbara d’Urso, conclude la nota, «devolverà il risarcimento ad una delle battaglie sociali che le stanno più a cuore, quella contro la violenza sulle donne».

Ruby Ter, chiesto il processo per Berlusconi: è indagato per corruzione insieme ad una ex Miss

Una richiesta di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è stata depositata dalla Procura di Torino. Il procedimento è uno dei filoni della cosiddetta inchiesta ‘Ruby ter’ ed è stato originato dalla decisione presa il 29 aprile 2016 da un gup di Milano di ‘spacchettare’ il processo principale e di trasferire gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale.

Combo Berlusconi-BonasiaBerlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Roberta Bonasia, 32 anni, di Nichelino, ex infermiera e concorrente a Miss Italia 2010, poi diventata modella.
Secondo le indagini, svolte originariamente dalla procura di Milano, l’ex premier destinò somme di denaro alla Bonasia, che poi avrebbe reso testimonianze non veritiere nei procedimenti sulle cene di Arcore. Per la donna si è così aggiunta un’ipotesi d’accusa di false dichiarazioni.

Ha mal di denti da giorni, quando va dal dottore fa una scoperta choc

Aveva da diversi giorni un forte dolore ad un morale, ma quando si decide ad andare dal dentista fa una scoperta choc. Un uomo di 36 anni, del Taiwan, ha visto estrarre dalla sua bocca un dente che non era solamente cariato, ma su di esso era persino nato un germoglio.dente-germoglio_30154629

La notizia è stata diffusa dal San Francisco Globe e ripresa da 9GAG e ha lasciato tutti senza parole. Probabilmente il paziente non curava molto la sua igiene orale e il prolificare di batteri ha fatto in modo che nascesse anche altro. Il germoglio era rimasto bloccato proprio dove doveva essere il dente del giudizio, e dove quindi aveva trovato terreno fertile per crescere. Il dentista ha rimosso il dente e con questo il dolore, affermando che date le dimensioni del germoglio, presumibilmente era nella bocca del suo paziente da almeno 10 giorni.

Sesso durante un party, 22enne viene filmata dagli “amici” e il video diventa virale

Ripresa di nascosto mentre fa sesso con un uomo durante una festa della birra il video viene pubblicato online. La storia di Marissa Sonkur, 22enne di Hawick, in Roxburghshire, è una triste storia che si ripete: la giovane fa sesso con un ragazzo, alcuni “amici” li filmano e il video finisce in rete.

sesso-parco_22170929Le immagini in breve tempo sono diventati virali. Alcune persone vicine alla ragazza hanno ammesso che la donna ha dormito per almeno una settimana da un amico, per paura di dover affrontare il giudizio del padre se fosse tornata a casa sua. La ragazza sta cercando di reagire a quanto accaduto, hanno detto le stesse persone al Sun, ha anche cercato di ironizzare sulla cosa, ma certo condurre una vita normale ore è più difficile. Marissa si frequentava da diverso tempo con il ragazzo con cui è stata immortalata, sono andati insieme a degli amici di lui alla festa e a un certo punto si sono allontanati per cercare un po’ di privacy, è stato allora che i ragazzi hanno approfittato di un tendone per spiarli e registrarli.

“Datemi un giudizio sincero”, modella star di Instagram insultata su Reddit

I social network non sono tutti uguali, ma i troll sì. È quello che ha imparato una modella statunitense, tra le più apprezzate di Instagram.
Niece Waidhofer, di Houston, in Texas, da lungo tempo ammalia i follower con scatti decisamente sexy. Ha però deciso di partecipare all’ultima, folle moda social: il ‘Roast me’, che in questi giorni sta spopolando su Reddit.

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Gli utenti più coraggiosi possono scegliere di caricare un selfie con il foglio che ufficializza la ‘candidatura’ e sottoporsi ad un giudizio sincero da parte di altri. Ma dal momento che la gente, specialmente dietro lo schermo di un pc, sa essere spietata, non sempre i commenti sono positivi e c’è il rischio di pentirsi.
È quello che è accaduto anche alla bella Niece, che invece sperava in apprezzamenti, come accade su Instagram. Gli utenti di Reddit, però, hanno dimostrato di essere meno superficiali e decisamente più cattivi.
Lo riporta Unilad, dal momento che alla fine la modella ha rimosso tutti i contenuti e cancellato l’account di Reddit. «Sei superficiale, vanesia e rifatta. Dovresti cercarti un lavoro invece di cercare attenzioni e complimenti sui social, anche perché su Reddit difficilmente li troverai», scrive un utente. «Puoi servire giusto a qualche segaiolo, con quelle foto», commenta in modo volgare un altro.
E ancora: «Avrai impiegato due ore per truccarti e una per scattare il selfie perfetto da postare qui». C’è anche un sedicente ex fidanzato: «Volevi essere una grande attrice per non far vedere alla gente il tuo interiore. Sei solo un’arrampicatrice sociale, in cerca di ricchi da cui farsi mantenere. Per farlo non fai altro che richiamare l’attenzione sui social, ma l’unico che ti sarà fedele è il tuo cane da borsetta. Hai i capezzoli storti e quei tatuaggi delle pistole intorno alla vagina per indirizzare tutti quelli che ti porti a letto. Ma tanto morirai sola».
Commenti decisamente pesanti, che hanno indotto Niece a rimuovere l’account di Reddit. Su Instagram invece la ragazza lo ha annunciato senza dare troppe spiegazioni, ma incolpando i troll: «Siete bravissimi, ma il migliore è quello che dice di essere il mio ex senza neanche saper scrivere correttamente il mio nome».