Belen Rodriguez e Stefano De Martino, relax al parco con Santiago. E Iannone che fa?

Un riavvicinamento fra Belen Rodriguez e Stefano De Martino? Forse è troppo definirlo così, ma nonostante il mancato ritorno di fiamma tra i due regna la pace. La coppia è stata sorpresa da Chi mentre trascorre una tranquilla giornata al parco, assieme al figlio Santiago.

3968840_1558_belen_rodriguez_stefano_de_martinoIl piccolo gioca, i due siedono su una panchina e discutono allegramente mentre Stefano legge “Le Monde”.
Intanto il fidanzato di Belen, il pilota Andrea Iannone sembra aver fatto buoni investimenti nel campo della ristorazione: “Il sushi bar e il ristorante – svela “Chi” nelle “Chicche di gossip” – sono un successo, tanto che il pilota è alla ricerca di personale all’altezza per aprire altri locali”.

Playboy al capolinea? La rivista potrebbe sparire dalle edicole. “Resterà soltanto il marchio”

Playboy al capolinea? La rivista per soli uomini creata nel 1953 da Hugh Hefner potrebbe fermare le rotative e sparire dai newsstands americani. La morte di Hefner, scomparso a settembre dello scorso anno all’età di 91 anni, a quanto pare è destinata a innescare un processo che porterà la Rizvi Traverse, una società di investimenti, a far valere il proprio ruolo di azionista di maggioranza.

1024px-Hefner2006«Vogliamo concentrarci su quello che chiamiamo ‘il mondo di Playboy’, molto più vasto di una piccola pubblicazione che è un’eredità del passato», ha detto Ben Kohn, esponente di spicco di Rizvi Traverse, al Wall Street Journal. La società sarebbe intenzionata a rilevare il 35% in mano agli eredi di ‘Hef’. Il 2018, quindi, può diventare l’anno che segnerà la trasformazione di Playboy da un «attività imprenditoriale del settore media» ad una «compagnia che gestisce il marchio» celebre in tutto il mondo.

Secondo il WSJ, il magazine negli ultimi anni ha chiuso ogni esercizio con perdite attorno ai 7 milioni di dollari. I sei numeri che vengono pubblicati ogni 2 mesi raggiungono livelli di vendite ovviamente lontanissimi rispetto ai record toccati negli anni d’oro, con i 5,6 milioni di copie venduti nel 1975. Negli ultimi anni, infatti, è raro superare il mezzo milione complessivo. «Potremmo giustificare le perdite facendo riferimento al valore di mercato, ma bisogna comunque guardare avanti. Non sono sicuro che la carta stampata sia il modo migliore per comunicare con i nostri fruitori», ha aggiunto Kohn.

Nel 2016, come è noto, Playboy aveva preso la rivoluzionaria decisione di eliminare le foto di nudo dalle proprie pagine. Lo scorso anno, però, è arrivata la marcia indietro. «Il nudo non è mai stato il problema, perché il nudo non è un problema», sentenziò in un tweet Cooper Hefner, figlio del fondatore dell’impero. «Ci riprendiamo la nostra identità e ci teniamo a ricordare chi siamo». Forse, però, tutto questo non basterà per sopravviver.

La regina Elisabetta finisce nei Panama Papers: milioni di sterline alle isole Cayman. Nella lista anche Bono, Madonna, Rania di Giordania e Soros

ROMA – Ci sono anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta fra gli investimenti offshore di ricchi e potenti svelati dalle nuove carte dei Panama Papers. La regina risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. La rivelazione è riportata con evidenza dal Guardian. Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore.3347815_1928_regina_elisabettaI dettagli arrivano da un nuovo leak dei Panama Papers, ottenuto da alcuni server provider di 19 paradisi fiscali: da qui il nome di Paradise Papers.
Bono, Madonna, Rania di Giordania, il finanziere George Soros, un ministro di Donald Trump sono alcuni dei personaggi famosi che compaiono nella nuova lista ‘nerà dei paradisi off-shore. Oltre 13,4 milioni di documenti riservati ottenuti dal tedesco Suddeutsche Zeitung che li ha condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists e i suoi partner tra i quali il Guardian, la Bbc, il New York Times e l’Espresso pubblica in esclusiva per l’Italia insieme con Report, la trasmissione d’inchiesta di Raitre.
Il segretario al Commercio di Donald Trump, Wilbur Ross, coinvolto nella nuova inchiesta sui paradisi off-shore svelata dai Panama Papers gestisce affari che hanno legami con il genero del presidente russo Vladimir Putin. Si tratta in particolare di una società di navigazione nella quale Ross ha interessi e con la quale ha effettuato una serie di investimenti offshore, secondo le nuove rivelazioni.

Gianluca Vacchi contro Maurizio Crozza: “Non vivo di rendita e tu non fai vita francescana…”

“Fare la parodia su di me è diventato uno sport nazionale”. A Gianluca Vacchi non è piaciuta l’imitazione che gli ha fatto Maurizio Crozza durante la trasmissione “Crozza nel Paese delle Meraviglie” e ha risposto con un lungo video su Facebook dal titolo: “A proposito di figantropia: tira piu’ un pelo di satira di un carro di buoi”: “A proposito di figantropia – ha spiegato –  tira più un pelo di satira di un carro di buoi. Sembra quasi che l’unico fine della ricchezza sia la filantropia, io non credo che sia il caso di fare del moralismo gratuito, soprattutto da parte di chi non è noto per aver avuto una vita francescana“.

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Poi ha parlato del comico: “L’unica esperienza che ho avuto con Crozza è stata quando l’abbiamo ingaggiato all’IMA per intrattenere i nostri ospiti, per l’alto compenso ricevuto non c’è stato detto di bonificarlo ad un conto corrente di una Onlus o di un’associazione di beneficenza. Parlare della filantropia altrui è dunque una cosa inutile”.
L’imitazione conta diversi errori e lui non vive di rendita: “Io non vivo di rendita oggi, io vivo dei proventi che la mia condizione di azionista mi consente di avere, sostenendo il rischio di essere azionista. Ho fatto investimenti in dodici settori diversi. Questi investimenti mi hanno consentito di pagare i debiti dell’IMA, che prima era un 20% di quello che è oggi. E’ corretto che ci sia la satira, ma a patto che si basi su aspetti reali.”