Robin Williams, le rivelazioni segrete sugli ultimi giorni di vita: «Quella diagnosi sbagliata»

«Sapeva di non essere più lui, soffriva perché non riusciva più a farsi apprezzare dal pubblico». È questa una delle rivelazioni sugli ultimi mesi e giorni di vita di Robin Williams, l’indimenticato attore morto suicida l’11 agosto 2014 all’età di 63 anni. A raccoglierle, in un libro dal titolo Robin, è stato Dave Itzkoff, giornalista del New York Times e scrittore.
La rivelazione più importante, raccolta grazie alla testimonianza di Susan Schneider, terza e ultima moglie di Robin Williams, riguarda la malattia che aveva colpito l’attore. Tutti i medici che lo avevano visitato, infatti, gli avevano diagnosticato il morbo di Parkinson, ma solo pochi mesi prima della morte un esperto di neuropatologie era riuscito a individuare la vera natura del male: si trattava della demenza a corpi di Levy, simile all’Alzheimer, con cui l’attore ha dovuto convivere per lungo tempo.

1518192962644.JPG--il_suicidio_di_robin_williams_avrebbe_provocato_un_aumento_di_suicidi_in_americaCheri Minns, truccatrice del cast del film Una notte al museo, è una delle persone intervistate da Itzkoff. La sua testimonianza è una delle più importanti: «Faceva fatica a camminare, ma le condizioni peggiori riguardavano il suo stato mentale. Non riusciva a ricordare le battute ed era demoralizzato, piangeva spesso tra le mie braccia, era una situazione terribile. Io gli suggerii di tornare al cabaret, ma lui mi disse: “Non posso, non so più essere divertente”. Piangeva ogni giorno, al termine delle riprese, io però ero solo una truccatrice, non una psicologa, e per questo consigliai al suo entourage di farlo seguire da uno specialista, ne aveva bisogno».

La malattia, di fatto, aveva cambiato Robin Williams fino a renderlo irriconoscibile a se stesso e alla sua famiglia. La moglie Susan ha dichiarato a Itzkoff: «Aveva un’andatura lenta e claudicante e a volte non riusciva a muoversi, ma la cosa peggiore era quando si bloccava perché parlando non riusciva a trovare le parole: si notava benissimo quanto fosse frustrante per lui. Aveva anche problemi di vista, non riusciva a valutare bene la distanza e la profondità. Era spesso confuso, prima che gli diagnosticassero la malattia pensavamo fosse ipocondriaco, ma non era così. Lui era perfettamente cosciente del male che lo aveva colpito, ma cercava sempre di controllarsi. Nell’ultimo mese non ce la faceva più, ed è così che si è arrivati alla caduta finale. La nostra famiglia ha sofferto tanto per la sua morte, ma l’ho perdonato, non posso rinfacciargli nulla. Lui è stato il miglior uomo che abbia conosciuto in tutta la mia vita».

Meghan Markle, così ha lasciato l’ex marito: tutti i segreti in una biografia non autorizzata

Il 19 maggio Meghan Markle e il principe Harry d’Inghilterra convoleranno a giuste nozze al Castello di Windsor, con un matrimonio da 35 milioni di sterline: su tabloid già da tempo sono trapelati dettagli sulla cerimonia, dai bozzetti dell’abito di lei alla torta (al sambuco e limone), fino all’identità della damigella d’onore, Jessica Mulroney, migliore amica della sposa che rischia di oscurarla con la sua bellezza (sulla stampa si parla già di effetto-Pippa).

3649964_1554_meghan_markle_ex_marito_segreti_biografia_5_aprile_2018Ci ha pensato però il biografo di Lady D., Andrew Morton, a svelare segreti ancora più scabrosi sul passato della bella Meghan nella autobiografia (ovviamente non autorizzata) della futura principessa, Meghan: A Hollywood Princess.

Norton ha scavato nel passato di Meghan e soprattutto nel suo primo matrimonio: come tutti sanno infatti l’attrice è stata già sposata, dal 2011 al 2103, con il produttore americano Trevor Engelson. Un matrimonio celebrato sulle spiagge della Giamaica e mai vissuto a pieno, dal momento che Meghan è sempre stata impegnata nelle riprese di suits a New York e in Canada e lui a Los Angeles.

Secondo Morton, nonostante ci fossero già problemi fra di loro, fu Meghan a decidere improvvisamente di tagliare i ponti con Trevor e lo fece con freddezza, restituendogli l’anello di diamanti per posta raccomandata. “Trevor è passato dall’essere in cima ai pensieri di Meghan a sentirsi come se fosse un pezzo di qualcosa appiccicato alla suola della sua scarpa”, ha dichirato un amico di lui al biografo.

Tutto questo concorre a dipingere Meghan Markle come una donna decisa (e un po’ cinica?), intenzionata ad essere la nuova Lady D., un personaggio da lei amatissimo fin dall’infanzia, soprattutto per il suo impegno umanitario.

Morton nel libro scrive anche che Meghan ha lasciato il suo numero di telefono a Donald Trump, quando era ancora soltanto il miliardario presentatore del reality The Apprentice, ma poi si è opposta duramente alla sua campagna elettorale: il Presidente e sua moglie non sono stati neanche invitati al Royal Wedding.

Quanto c’è di vero nelle parole di Andrew Morton? Per ora Meghan gode di grande seguito fra i sudditi della Regina Elisabetta e, a quanto apre, è simpatica anche a Her Majesty in persona.

Chrissy Teigen incinta cucina in topless

Ennesimo scatto hot per Chrissy Teigen. Rossetto rosso fuoco, sorriso smagliante ed il suo corpo semi nudo, con pancione in evidenza, la moglie di John Legend ha raccolto oltre 1.4 milioni di like su Instagram con una foto in cui si mostra intenta a preparare un’insalata in topless. In attesa del secondo figlio, ironica e provocatoria, la modella ha coperto il seno con le icone di due insalate.

C_2_articolo_3122860_upiImageppLa cucina è una delle sue passioni più grandi, tanto che un suo libro di ricette del 2016 (“Cravings”) ha ottenuto notevole successo di critica. Ma ora Chrissy Teigen, dal 2013 moglie del cantante soul John Legend e già mamma di una bambina, ha raggiunto un altro grande obiettivo, quello di sentirsi veramente libera di vivere la propria vita così come viene, naturalmente, anche quando il proprio corpo cambia.

E’ questo infatti il messaggio che la modella americana, in attesa del secondo figlio, ha voluto lasciare ai suoi follower sui social network con uno scatto che la ritrae coperta solo da due emoticon sul seno mentre prepara un’insalata.

Non solo, ma la Teigen ha voluto anche lanciare un altro appello, quello di sapersi apprezzare così come si è, nonostante i cambiamenti. “Ci sono state volte in cui ho pianto davanti a John, momenti in cui mi sentivo inadeguata rispetto al mio corpo” ha confessato di recente. Ma ora non è più tempo di piangersi addosso.

Amanda Knox pagata migliaia di euro per parlare del processo nelle università: la rabbia della famiglia di Meredith

Amanda Knox sale in cattedra: la giovane americana arrestata e poi scagionata per l’omicidio di Meredith Kercher parlerà agli studenti dei college per raccontare la sua esperienza processuale per un compenso di quasi ottomila euro.

Amanda Knox prepares to leave the set following a television interview, Friday, Jan. 31, 2014 in New York. Knox said she will fight the reinstated guilty verdict against her and an ex-boyfriend in the 2007 slaying of a British roommate in Italy and vowed to "never go willingly" to face her fate in that country's judicial system . "I'm going to fight this to the very end," she said in an interview with Robin Roberts on ABC's "Good Morning America." (AP Photo/Mark Lennihan)

La Knox, 30 anni, ha firmato un contratto con un’agenzia che prevede questo cachet più un rimborso spese per tenere una serie di conferenze nelle università, come riportano i giornali anglosassoni. “Sono stata additata come il diavolo”, ha raccontato proprio in una di queste conferenze, al Roanoke College, in Virginia.
La notizia ha suscitato non poche polemiche e indignato la famiglia di Meredith, colpita dalla tragedia dieci anni fa. Uno dei legali ha dichiarato: “Amanda Knox dovrebbe pensare alla sua vita senza continuare a parlare di questa triste vicenda da cui lei è l’unica a trarre profitto, in termini sia di fama che di soldi”.
Amanda ha anche scritto un libro sulla sua storia ed è spesso ospite nei salotti dei programmi televisivi. L’esperienza passata è una fonte di guadagno in più di qualche occasione.

La scrittrice Debora Attanasio: “Volete davvero la verità su Moana Pozzi?”. Smentite le nuove rivelazioni

“Rivelazioni su Moana Pozzi? Mi dispiace ma non ne ho. E non voglio appagare chi ne vorrebbe, creando ad arte uno scoop su un vecchio ricordo che ho voluto condividere di nuovo con la stampa”. La scrittrice e giornalista di Marie Claire Debora Attanasio è stupita per l’inaspettata moltiplicazione di articoli in cui le vengono attribuite clamorose dichiarazioni inedite su Moana Pozzi, deceduta il 15 settembre del ‘94.

moanapozzi“Non ho fatto nessuna nuova dichiarazione su di lei. Sono passati più di 20 anni da quei tempi, un piccolo periodo della mia lunga vita professionale, che sicuramente mi ha arricchita molto. Ancora mi capita che mi venga chiesto di raccontare aneddoti e curiosità sulle pornostar e su Schicchi, di cui sono stata la segretaria per 9 anni. Ultimamente ho rilasciato un’intervista di questo tipo in cui mi è stato chiesto di parlare un po’ di me, di cosa facevo allora, di Schicchi e del libro che ho scritto su di lui e di Moana. Col collega giornalista abbiamo rievocato una puntata di Domenica Live di un paio di anni fa, in cui io e Eva Henger abbiamo raccontato che il povero Schicchi, negli ultimi giorni di vita, aveva detto che Moana era viva”, prosegue Debora.
“Ero molto entusiasta di quella possibilità, perché è quello che ho sempre sperato. Ma Riccardo in quei giorni non era più in sé per il diabete che lo tormentava da decenni: Eva mi ha raccontato che una sera lui le parlava di me come se fossi ancora la sua segretaria, ma non lo ero più da quasi due decenni. Non immaginavo che quella curiosità sulle sue ultime parole sarebbe diventato ancora un tema caldo, una notizia inedita. In realtà è solo una storia “bollita”, come diciamo in gergo giornalistico. Io e Eva Henger abbiamo già dato per scontato da tempo che non fosse vera, per cui non ho lanciato alcun “un appello” a Eva intimandole di dire la verità su Moana. Eva deve averlo immaginato subito: noi non abbiamo bisogno di lanciarci appelli dalle riviste, quando abbiamo qualcosa da dirci ci telefoniamo”.
Invece Debora si è ritrovata protagonista di decine di altri articoli che ribattono quel vecchio racconto televisivo come un scoop. “Alcuni siti hanno anche rubato le mie foto personali, di cui avevo dato l’esclusiva a D di Repubblica, Vanity Fair e Marie Claire, e le hanno pubblicate senza chiedermi l’autorizzazione. Sto cercando di capire in quali modi siano stati violati i miei diritti”. Ma allora, di tutto quello che si dice su Moana Pozzi, cosa dobbiamo credere? “Ormai non penso più che sia viva, mettiamoci tutti l’anima in pace”, conclude la scrittrice. “Questo mistero continuerà ad affascinare la mia generazione finché non ci saremo più, e giornali e blog continueranno a riproporre periodicamente l’ipotesi che sia viva, come Jim Morrison. A volte la speranza rifà capolino, penso a un mio amico molto dimagrito col cancro, come lei, che è poi sopravvissuto. Ma più passa il tempo, più capisco quanto sarebbe stato difficile inscenare una finta morte”.
“No, sono convinta che Moana non ci sia più. Però, come ho detto in altre interviste, mi piacerebbe almeno sapere se c’è un sepolcro dove lasciare un fiore. Io per lei e con lei ho pianto mesi, continuando a sognare di notte la sua presenza, come tutti coloro che le hanno voluto bene e che sentono la sua mancanza. L’idea che quella ragazza così bella, luminosa, appariscente fosse stata stroncata da una malattia e che non l’avrei mai più rivista mi era sembrato impossibile da tollerare. Niente in confronto a quello che poi, diventando amica del marito, ho capito che stava provando lui. Ora lasciamo in pace chi la piange ancora. Quello che per tutti era un personaggio virtuale, per chi la conosceva era una persona a cui voler bene. Moana non tornerà. Ricordatela per quello che era: una donna che faceva un lavoro controverso, e che nonostante ciò si è fatta apprezzare così tanto, con la sua intelligenza ed eleganza, da far piangere una nazione intera, e da rubare la scena anche al povero Moschino, scomparso tre giorni dopo di lei”.

Meghan Markle, l’ex amica rivela: “È un’arrampicatrice, ha sempre voluto entrare nella famiglia reale”

LONDRA – A pochi giorni dal fidanzamento ufficiale tra il principe Harry e Meghan Markle, iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni. Il settimanale Chi riporta le dichiarazioni di Ninaky Priddy, ex migliore amica di Meghan e le sue affermazioni non sarebbero proprio lusinghiere…

Sul numero di Chi in edicola mercoledì 6 dicembre le eccezionali immagini private di Meghan Markle, da quando era bambina fino ad oggi, e i racconti della sua ex amica del cuore Ninaky Priddy, che ha testimoniato l'ambizione della promessa sposa del principe Harry di entrare a far parte della famiglia reale britannica fin dall'adolescenza. ANSA/UFFICIO STAMPA MONDADORI +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++

“Ottiene esattamente quello che vuole e Harry si è innamorato della sua recita. Meghan è sempre stata affascinata dalla famiglia reale. Vuole essere la principessa Diana 2.0. Lei interpreterà il suo ruolo molto bene, ma il mio consiglio per Harry è di andarci con i piedi di piombo”, avrebbe rivelato senza mezzi termini l’ex amica, che conosce la futura sposa da quando aveva 2 anni.
Anche la sorellastra di Meghan stava per pubblicare un libro dal titolo emblematico: “La principessa arrampicatrice”. Insomma, la futura sposa nel mirino delle critiche, ma per il momento gli inglesi sono dalla sua parte. Continuerà così? Staremo a vedere. Lo riporta il sito ilGiornale.

Rocco Siffredi: “Molestie? Se vuoi lavorare la devi dare”. E attacca Asia Argent

Rocco Siffredi, si sa, non ha peli sulla lingua e anche lui dice la sua sullo scandalo delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo scoppiato con Harvey Weinstein. Il regista e attore a luci rosse lancia parole di fuoco contro chi ha accusato di molestie i vari registi e attacca pesantemente Asia Argento: ecco cos’ha detto sull’attrice figlia d’arte.

8_20171115095505Intervistato da Alessandra Menzani di Libero, l’attore e regista non nega le accuse mosse da un numero quotidianamente crescente di attrici, in Italia e nel mondo:
“Tutti sanno, tutti hanno sempre saputo. Oggi, purtroppo, se vuoi lavorare nel mondo dello spettacolo a qualcuno la devi dare, prima, dopo o durante. Tutti ci provano. A un regista tante la sbattono in faccia”.
Una prassi comune che, secondo Siffredi, non riguarderebbe solo il mondo del cinema:
“Mi ha appena chiamato una mia amica pugliese che ha scritto un libro. Mi ha detto: per fare questo libro ho fatto un pomp*** all’ editore. E’ un editore importante, ne avevo bisogno”.
Ma per la pornostar italiana non si tratta di violenze sessuali:
“Le violenze sono un’ altra storia. Qui parliamo di una normale compravendita. Condivido l’ opinione del sessuologo Morelli. Ogni donna, anche mia moglie, potenzialmente è una prostituta. La prostituzione non è solo quella legata ai soldi e al sesso. C’ è anche una prostituzione morale: fare cose controvoglia per ottenere vantaggi. Lo fanno tutti, molti ci stanno male”.
Siffredi se la prende con Asia Argento:
“Fa la paladina di sto ca**o quando per la carriera ha fatto quello che ha fatto, per perversione personale, con Weinstein ha girato quattro film ma non è riuscita a sfondare. Tante l’hanno data e non hanno ricevuto nulla quindi adesso parlano”.
A modo suo, Siffredi difende Fausto Brizzi e Giuseppe Tornatore, accusati entrambi di molestie:
“Brizzisi è preso le sue responsabilità, il mondo è pieno di Brizzi. (…) Colpiscono Brizzi per non colpire i più potenti. Tornatore magari ci avrà pure provato, ma lo sputtani perché ti ha toccato un seno?”.
Al che la cronista gli ha domandato: non teme di offendere le donne?
“Le uniche donne per cui penso “poveracce” sono quelle che per fare mangiare i figli fanno le web cam porno di nascosto. Ne conosco molte. Le campagne contro la violenza sulle donne sono fondamentali. E’ una mancanza di sensibilità per chi è stata veramente stuprata parlare di violenza in alcuni casi”.

Michelle Hunziker: “Mio padre era un alcolizzato, una ferita incredibile”

Michelle Hunziker ospite di Silvia Toffanin a Verissimo ha raccontato dei dettagli molto intimi della sua vita, e in particolare del rapporto con il padre. La conduttrice televisiva racconta del suo rapporto con il papà: «Ho avuto un’infanzia difficile, come tante persone, con un papà che amavo tantissimo ma che purtroppo era alcolizzato. Poi, crescendo, ho iniziato a giudicarlo».

640x360_C_2_video_772531_videoThumbnailSiamo abituati a vederla sempre sorridente e solare, ma nella sua vita Michelle ha attraversato momenti molto difficili, riuscendo per fortuna anche a superarli. La svizzera racconta del periodo in cui era prigioniera di una setta e spiega come la pranoterapeuta Clelia e il suo clan avessero fatto leva su di lei proprio sfruttando questa sua debolezza nei confronti dei problemi con la figura paterna: «A 14 anni ho smesso di parlare con lui. Avevo una ferita incredibile dentro che non volevo ammettere», la setta ha approfittato di questo: «Lei mi ha portato da lui e poi dopo un anno è morto, questa cosa mi ha destabilizzato e io avevo bisogno di risposte», risposte che la donna l’aveva convinta le avrebbe dato.
Di questo, e molto altro, Michelle parla nel suo libro “Una vita apparentemente perfetta”. Il suo, spiega, è un racconto: «pieno di sofferenza ma con un lieto fine». A salvarla da tutto, ammette, è stato «l’amore puro».

Fiorello in diretta su Facebook: «Anche io fui vittima di Weinstein»

Anche Rosario Fiorello tra le vittime di Harvey Weinstein. A raccontarlo è lo showman durante la prima puntata della sua nuova trasmissione “Il socialista”, in diretta audio su facebook. Tra il serio e il faceto, tra una gag e una canzone, Fiorello rivela di essere in possesso di una lettera «vera» in cui il produttore, dopo avere incassato un no ad un copione di un suo film, gli scriveva, minaccioso, che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le sue porte.

fiore«Tutti parlano di Weinstein – esordisce Fiorello – ma su questa storia, qualunque cosa si dica, si viene attaccati». Del resto, aggiunge, il cliché è sempre quello, raccontato anche in un libro intitolato “Il sofà del produttore”. Nel caso di Fiorello l’incontro avvenne quando lo showman partecipò alle riprese del film “Il talento di Mr.Ripley”, uscito nel 1999 e prodotto dallo stesso Weinstein, con la regia di Anthony Minghella e con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow nel cast.
All’epoca, racconta Fiorello, la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, «con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante». Alcuni anni dopo la parentesi cinematografica con “Il talento di Mr.Ripley”, lo showman venne ricontattato per il film “Nine”, un musical diretto da Rob Marshall, ma per un ruolo marginale, quello di «un elegante cantante italiano che si esibisce mentre i protagonisti parlano tra loro in una sala da ballo».
Fiorello racconta che non ci pensò due volte e rifiutò l’offerta valutando, tra l’altro, che era agosto e che, conoscendo gli americani, lo avrebbero trattenuto 25 giorni per girare una sola scena. Fu a quel punto – rivela – che Harvey Weinstein, produttore del film, gli inviò una lettera a sua firma. «Mi scrisse che non potevo non accettare – ricorda ancora Fiorello – e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli avesse detto no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo “come osi rifiutare” e “tu forse non hai capito a chi hai detto no”, con una conclusione del tipo: “Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America”. «Se non mi avete visto in Guerre stellari e in Rocky 6 – conclude Fiorello sorridendo – ora sapete che è colpa di Weinstein».

L’incidente imbarazzante di Selvaggia Lucarelli: “Ecco perché sono rimasta seduta tutto il tempo”

Un incidente in pubblico decisamente imbarazzante per Selvaggia Lucarelli, che con tutta la sincerità del mondo, e in maniera esilarante, ha deciso di confessare e spiegare perché venerdì scorso, a Brescia, durante una presentazione del suo ultimo libro, è rimasta seduta per tutta la serata, compresi i momenti dell’incontro con i fan per il ‘firmacopie’.

22281801_10154953773525983_6449807377052424796_n_09123543La giornalista e scrittrice ha infatti ammesso di aver gravemente sottovalutato alcune avvisaglie ormonali, e di non essersi accorta dell’arrivo del ciclo. Giunto, ironia della sorte, nel momento in cui Selvaggia parlava dell’odiosa e autoritaria suora che aveva avuto alle scuole medie. Per sua fortuna, i pantaloni indossati erano scuri, ma il cuscino che era presente sulla sua poltroncina era bianchissimo e inevitabilmente macchiato.
La Lucarelli è rimasta quindi seduta per tutto il tempo, e non si è alzata neanche al termine dell’evento. È riuscita in qualche modo a chiamare il compagno, Lorenzo Biagiarelli, che con un escamotage è riuscito a girare il cuscino senza dare nell’occhio, proprio mentre Selvaggia si alzava e si allontanava dal palco velocemente. Il suo racconto dell’episodio, in un post su Facebook, è impareggiabile ed esilarante.