Manda foto e video hot a un uomo, lui la ricatta: l’incubo di una donna, “gli ha versato 3600 euro”

Manda foto e video hot a un uomo conosciuto online, che però minaccia di pubblicare tutto e chiede soldi per non farlo. La vicenda si è conclusa con l’arresto di Antonio Verdicchio, 29 anni, residente in provincia di Firenze. La vittima, una donna della Bassa Padovana, ha versato 3.600 euro in meno di un mese e alla fine si è rivolta ai carabinieri di Este.

b1ed3ba3b78645aa567e1139b8e423c3_w877_h500_crpTutto è iniziato nel dicembre del 2017, quando la donna e Verdicchio ha stretto amicizia su un social network e si sono scambiati i numeri di cellulare; lui sembrava gentile e affettuoso, tanto che i due sono arrivati a scambiarsi foto e video in pose erotiche.

La donna ha accettato anche di pagare tre ricariche telefoniche, due da 20 euro e una da 100, tutte sulla carta prepagata di Verdicchio; quando lei si è rifiutata di eseguire il quarto pagamento, Verdicchio ha iniziato a accompagnare le richieste con la minaccia di pubblicare foto e video.

A febbraio, dopo aver versato ben 3.600 euro, la donna ha denunciato l’estorsione; i carabinieri hanno monitorato il profilo, il cellulare e la carta prepagata di Verdicchio, che era pluripregiudicato ed è finito in manette.

Nicole, verginità all’asta: “Uno scherzo, ora mi hanno offerto 1 milione per fare sesso”

Nicole ora non sa più come uscirne. «Ho capito quanto fossi dentro questa storia quando è arrivata l’offerta da un milione di euro e l’agenzia mi ha chiesto di consultare un economista per scegliere come essere pagata. Allora mi sono spaventata. Più passa il tempo e più sembra tutto vero».

nicole-18enne-modella-italiana-verginita-asta_16085718_17105055_21094115Così al Corriere della Sera la 18enne che ha messo all’asta la sua verginità chiedendo un milione di euro. «Mi dispiace molto, chiedo scusa a tutti, per primi a mio padre e a mia madre. È iniziata come una provocazione, volevo vedere se qualcuno era davvero disposto a spendere dei soldi per una cosa così».
La giovane modella racconta come è nata l’iniziativa. «Un’idea idiota. Avevo letto di alcune ragazze che lo avevano fatto e volevo vedere se qualcuno sarebbe stato disposto a pagare anche per me. Ho contattato diverse agenzie straniere, mi hanno chiesto il certificato del ginecologo e ho mandato quello della visita fatta a settembre. I più seri mi sono sembrati questi di “Elite Models Vip” e li ho autorizzati a pubblicare le mie foto».
Poi la bugia, dalla sorella agli studi. «Così è nata la storia che dovessi pagarmi gli studi a Cambridge, aiutare mia sorella e comprare casa ai miei genitori. Ma la verità è che sono figlia unica e non voglio nemmeno intraprendere studi economici».
«La seconda cosa stupida che ho fatto è stata, proporre io stessa l’intervista al Sun quando è arrivata l’offerta da un milione. A quel punto volevo uscirne, ma dall’agenzia mi hanno detto che avrei dovuto dichiarare di aver venduto la verginità, ne andava della loro credibilità. Così ho preso tempo. Però la notizia era già arrivata in Italia, a scuola mia lo sapevano tutti».
Poi il confronto con la famiglia. «Ne ho parlato prima con mamma, mi veniva più facile. Non ci poteva credere, non si era accorta di nulla, nemmeno della puntata di Porta a porta. Insieme lo abbiamo detto a mio padre, che non l’ha presa bene. Si sono vergognati molto, erano dispiaciuti di tutto, ma in particolare del fatto che nell’intervista al Sun io avessi detto che era una cosa a cui pensavo da quando avevo sedici anni. Non è vero, lo giuro. Non ho mai pensato di farlo sul serio, credevo di potermi fermare in qualunque momento, senza problemi. Ma adesso è diventato un incubo. L’agenzia continua a chiamarmi, mi chiede dove voglio che venga accreditato il bonifico, dicono che è arrivata un’offerta da un milione e sei».

Dalla famiglia alla scuola. «Non l’ho fatto per mettermi in mostra. Ora voglio solo che la smettano di dire che ho messo in vendita la mia verginità. L’ho ripetuto pure ai miei compagni di classe che mi hanno chiesto se era vero: no, non è vero, non ho mai pensato seriamente di farlo».

Suicida a 22 anni a La Maddalena, indagati tre amici: la ricattavano per un video hard

Istigazione al suicidio, diffamazione aggravata e tentata estorsione. Sono tre gli indagati per il suicidio di Michela Deriu, barista di 22 anni di Porto Torres (Sassari), avvenuto tra il 4 e il 5 novembre sull’isola della Maddalena.

3393163_1925_micheladeriuSecondo le indagini dei carabinieri di Olbia e Porto Torres, cordinati dal procuratore Gianluigi Dettori, la ragazza sarebbe stata ricattata dai tre amici che minacciavano di diffondere un suo video hard. Immagini ritrovate dai militari.
Michela si era tolta la vita in casa di un’amica, che la ospitava nell’isola de La Maddalena nel nord della Sardegna. Pochi giorni prima del suicidio aveva denunciato una rapina, mentre alcuni testimoni avevano raccontato agli inquirenti che la ragazza si sentiva minacciata e a grande disagio per un video che circolava. Le indagini riguardano anche la scomparsa di 500 euro che Michela avrebbe avuto con sé, potrebbero essere serviti a pagare una rata del ricatto.

Modella strangolata dal fratello, il religioso musulmano che aveva chiesto di sposarla torna libero

Vende la sua verginità al migliore offerente per potersi pagare l’università e viaggiare. Giselle, vive negli Usa, e ha deciso di mettere all’asta la sua virtù usando il sito “Cinderella Escort”, società tedesca che si occupa di mediazione di affari.

Giselle2Grazie alla sua iniziativa ha guadagnato quasi 3 milioni di euro, cifra che le ha permesso di realizzare i suoi sogni. Ad offire la ricompensa record è stato un uomo d’affari di Abu Dhabi, il secondo un celebre attore di Hollywood che avrebbe offerto 2.8 milioni di dollari e avrebbe superato un politico russo. Ora Giselle, che lavora come modella, ha annunciato, come riporta il Daily Mail, che con quei soldi ha intenzione di pagarsi le tasse universitarie, comprare una casa e viaggiare molto.
«Sono felice di aver deciso di vendere la mia verginità attraverso Cinderella Escorts. Non avrei mai immaginato che avremmo raggiunto i 2,5 milioni di euro. Questo è un sogno divenuto realtà». La decisione di vendere la sua verginità è stata presa con estrema consapevolezza e praticità: «Se voglio trascorrere la mia prima volta con qualcuno che non è il mio primo amore, questa è la mia decisione. Quanti probabilmente rinuncerebbero alla loro prima volta se potessero avere almeno 2,5 milioni di euro?», ha concluso.

Vende Playstation e giochi per salvare il suo cane ma viene criticato: ecco cosa è successo

Era disposto a tutto pur di salvare la sua cagnolina, Brenda, e per aiutare la famiglia a pagare le spese di un’operazione veterinaria urgente, aveva pubblicato un annuncio in cui vendeva la sua Playstation 3 insieme a nove videogiochi per una cifra pari a circa 195 euro. Quello che questo ragazzo argentino, Gonzalo Barreiro, non poteva certo immaginare erano le reazioni del web al suo post su Twitter, che nel giro di pochi giorni ha superato i 30mila ‘Mi piace’ e i 77mila ‘retweet’.

3341355_1354_vende_playstation_pagare_cure_caneMolti, infatti, commossi dalla motivazione del ragazzo, gli avevano chiesto di fornire coordinate bancarie o dati di carte prepagate per poter fare delle donazioni per aiutare Brenda senza che fosse costretto a vendere la consolle e i videogame. Gonzalo, però, ha rifiutato le generose offerte di tanti utenti altruisti, sostenendo di voler solo vendere la consolle e fare la sua parte per salvare la vita al suo cane.
Non tutti, però, si sono fidati del suo post e alcuni lo hanno apertamente accusato di non voler specificare la malattia che ha colpito Brenda e sostengono che si tratti di una messinscena per racimolare qualche soldo da parte di utenti generosi. A questo punto, il ragazzo ha reagito così alle tante critiche: «Non mi abbasso a rispondere a chi mi dice che è tutto un ‘fake’ o una ‘truffa’. La vita della mia cagnolina vale più di una ‘Play’ di m…a».

Urla il nome dell’ex marito durante una notte d’amore: il nuovo fidanzato la uccide

Aveva chiamato piangendo la polizia per dire che la sua ragazza si era sentita male, non riusciva a respirare, aveva vomitato ed era morta. E quando gli agenti arrivarono in casa sua lo trovarono disperato e in lacrime sul corpo della donna che amava. La realtà, però, non era quella che lui aveva cercato di delineare: Maria Nemeth, 31enne della Florida, era stata uccisa e sbudellata dal suo fidanzato, il 26enne Fidel Lopez, che aveva anche infierito sul cadavere.

2601468_Schermata_2017-08-04_alle_14_16_23Era il settembre 2015: Fidel e Maria, che avevano passato una serata in casa a base di alcol e sesso, stavano facendo l’amore quando lei ha urlato per due volte il nome dell’ex marito. «È stato questo che mi ha fatto diventare pazzo» avrebbe confessato molto tempo dopo Fidel. Folle di gelosia e ubriaco, il ragazzo l’ha uccisa e ha abusato sessualmente del cadavere. Quando ha realizzato quello che aveva fatto, era troppo tardi: Maria era morta. Da lì la telefonata alla polizia e il tentativo di far passare quell’omicidio come una disgrazia, negando ostinatamente qualsiasi accusa.
A quasi due anni dalla tragedia, però, è arrrivata la confessione piena: a luglio Fidel ha ammesso di aver ucciso la propria fidanzata e ora è stato condannato all’ergastolo. «Sono stato un mostro – ha detto Fidel, che si è scusato con la famiglia di Maria – Oggi sono felice di dover affrontare questa condanna perché so che devo pagare per quello che ho fatto ed è giusto così: pago con la mia vita per quello che ho portato via. Alla famiglia di Maria chiedo perdono».
«Se dovessi riassumere la vita di Maria, avrei difficoltà a farlo in poche righe – ha detto il padre della ragazza – Voglio solo dire a tutti che mia figlia continuerà a essere un modello di perseveranza e di amore per l’umanità».

La cantante Tosca racconta su Facebook la sua disavventura e la ricoprono di insulti

«Pensavo di fare un servizio segnalando un malcostume e mi sono ritrovata sommersa da insulti pubblici e privati». Titti Donati
«Amici, un messaggio lungo ma vi prego di leggere fino in fondo perché quello che mi è capitato è assurdo e potrebbe esservi molto utile». Il post su fb di Titti Donati, in arte Tosca, è la cronaca di una notte delirante tra multe e carroattrezzi. Finiscono male, la notte e il post. I fatti, in breve.

Tosca-cantanteIl 30 luglio a mezzanotte e quaranta a Trastevere viene rimossa l’auto della cantante, «è parcheggiata sul marciapiede», ammette lei. I vigili sono ancora lì, le dicono dove è stata portata. «Se vado subito la trovo?». Sì, è la risposta. Il deposito è dalle parti dell’Ostiense.
Verso l’una Tosca è lì, ma la sua macchina no. «Signo’, sta a arriva’». L’una e trenta, niente. Al deposito c’è la fila, una signora infuriata perché non trova l’auto chiama i carabinieri. «Signo’, sta a arriva’». Le due. Qualcuno la riconosce. Le due e trenta. «Signo’, sta a arriva’».
Alle due e quaranta finalmente la macchina. La cantante va a pagare, controlla il verbale. C’è qualcosa che non torna con gli orari: sia quello della multa che della rimozione sono posticipati. All’una meno dieci l’auto non c’era più da un bel po’ di minuti. Perché indicare orari sbagliati?, si chiede la cantante. E come mai ci mettono così tanto per portare le macchine in deposito? C’è da farsi qualche domanda, a voler essere buoni. Il post ha tante condivisioni, ma il primo agosto sparisce. «Ho deciso di non renderlo più visibile per porre fine a questo “vomitatoio”. Mi sono trovata sommersa da insulti per aver parcheggiato male….chi ti credi di essere… ti vuoi fare pubblicità…per colpa di quelli come te l’Italia va a rotoli…..». Non le resta da chiedersi qual è stato il prezzo più alto pagato: la multa o le offese.

Ariana Grande sconvolta dopo l’attentato: “Vorrei pagare i funerali delle vittime”

Un giorno di terrore per tutto il mondo, l’attentato di Manchester ha riacceso una paura mai sopita sul terrorismo internazionale, ma in questo clima di dolore e spavento arriva un messaggio di solidarietà da parte di Ariana Grande, l’artista che si stava esibendo quando è avvenuta la deflagrazione.

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Ariana si è offerta di pagare i funerali delle vittime dell’attacco di Manchester. Secondo quanto si legge sul ‘Mirror’, la notizia è apparsa su un account social dedicato alla star pop 23enne, che a poche ore dalla strage si era detta “distrutta dal dolore”fino a decidere di sospendere il tour.

Corona interrogato in carcere: “Mai un euro illecito, volevo pagare le tasse”

«Quel denaro è frutto del mio lavoro, in tutta la mia vita non ho mai preso nemmeno un euro di provenienza illecita». Fabrizio Corona si difende e nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip racconta la sua verità: quanti soldi possiede, da dove vengono, perchè una parte era occultata nel controsoffitto del salotto della sua socia Fracesco Persi e un’altra è stata depositata presso una banca austriaca.

Italian paparazzo in LisbonSI’ ALLA ROGATORIA
Dopo tre giorni di isolamento in una cella di San Vittore, riferisce il suo avvocato Ivano Chiesa, il fotografo “sta meglio, è meno abbattuto e molto rattivo quando si tratta di difendere il suo lavoro”. Come la sua collaboratrice Francesco Persi risponde alle domande del gip Paolo Guidi, a cominciare dall’entita’ del suo tesoretto. Oltre al milione e 760 mila euro sequestrato venerdi’ scorso, ci sono altri “900 mila euro suddivisi in due conti aperti alla Bank für Tirol und Vorarlberg di Innsbruck”. Si tratta di quel denaro che, in base agli atti dell’inchiesta, la Persi avrebbe portato oltre confine in contanti, nascosti “in buste bianche contenute in un borsone”. Corona, dice l’avvocato, ha ricostruito i flussi di denaro, ha dato il suo consenso alla rogatoria austriaca avviata dai magistrati e ha ribadito che quei soldi “sono il frutto di un lavoro frenetico, incessate, cominciato un anno fa con l’affidamento in prova ai servizi sociali”. Insomma, “è palesemente un’evasione fiscale e il paradosso e’ che e’ tutt’ora nei termini per essere sanata”.

TENTATA ESTORSIONE
Certo le modalità con cui custodiva il denaro appaiono singolari: oltre un milione e mezzo suddiviso in quindici mazzette, accuratamente avvolto nella plastica e murato a casa della Persi, il resto portato in Austria con metodi da spallone. “Problemi di sicurezza”, e’ la spiegazione del paparazzo per quelle somme occultate nel salotto della socia. La scorsa estate infattj Corona ha sporto denuncia per tentata estorsione. Secondo quanto ricostruito dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare, la notte del 16 agosto scorso poco lontano dalla casa milanese del fotografo e’ scoppiato un ordigno che aveva distrutto i vetri del suo appartamento. Agli agenti Corona ha riferito che “nei giorni precedenti aveva incontrato nel vicino corso Como due soggetti di origine calabrese” i quali “gli avevano chiesto di consegnargli la somma di denaro di euro cinquantamila”. Due personaggi sospetti che, ha aggiunto il paparazzo, “si erano anche presentati presso la palestra da lui frequentata pretendendo di nuovo la consegna di tale somma, a suo dire assolutamente non dovuta”. Da qui l’idea di nascondere il denaro nell’insospettabile appartamento (nella zona periferica di Niguarda) della Persi e di spedire altri 900 mila euro cash oltre frontiera. “Ma avevo intenzione di riportare i soldi in Italia. Una volta superato lo scoglio dell’udienza del Tribunale di Sorveglianza, che il 21 settembre doveva decidere sulla conferma del mio affido ai servizi sociali, volevo dare una svolta alla mia vita, mettere i soldi su conti in Italia, pagare le tasse e spenderli”. Insomma, “l’affaire Corona”, sotiene il diretto interessato, si riduce “a un banalissimo caso di evasione fiscale”.

RICORSO DELLA PROCURA
Intanto la Procura di Milano ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di annullare il provvedimento con cui il gip Ambrogio Moccia alla fine di settembre aveva evitato a Fabrizio Corona di ritornare in cella riconoscendo la continuazione tra i reati di estorsione, tentata estorsione e bancarotta, per i quali è stato condannato in via definitiva. L’istanza è stata depositata l’altro ieri, il giorno dopo l’arresto del fotografo per attribuzione fittizia di beni. I pm dell’esecuzione Nunzia Gatto e Nicola Balice hanno ravvisato nel provvedimento del gip una “macroscopica violazione” del codice di procedura penale che “impone al giudice del rinvio l’obbligo di uniformarsi alla sentenza della Cassazione” che aveva già accolto un primo ricorso contro il riconoscimento della continuazione da parte di un altro gip nel 2014, cosa che aveva fatto uscire dal carcere Corona.

Calendario hot per pagare trasferta ai Mondiali, le atlete italiane: “Non abbiamo soldi”

Un calendario sexy per raccogliere il denaro necessario alla trasferta dei Mondiali di Broomball. La nazionale delle atlete italiane si è prestata a diversi scatti hot per pagarsi il viaggio.

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Le sedici azzurre che praticano uno sport simile all’hockey su ghiaccio sono ricorse a un espediente particolare per potersi permettere il viaggio in Canada in occasione del campionato della loro disciplina. Foto provocanti raccolte in un calendario che sarà messo in vendita nei circuiti degli appassionati.