Meghan Markle, così ha lasciato l’ex marito: tutti i segreti in una biografia non autorizzata

Il 19 maggio Meghan Markle e il principe Harry d’Inghilterra convoleranno a giuste nozze al Castello di Windsor, con un matrimonio da 35 milioni di sterline: su tabloid già da tempo sono trapelati dettagli sulla cerimonia, dai bozzetti dell’abito di lei alla torta (al sambuco e limone), fino all’identità della damigella d’onore, Jessica Mulroney, migliore amica della sposa che rischia di oscurarla con la sua bellezza (sulla stampa si parla già di effetto-Pippa).

3649964_1554_meghan_markle_ex_marito_segreti_biografia_5_aprile_2018Ci ha pensato però il biografo di Lady D., Andrew Morton, a svelare segreti ancora più scabrosi sul passato della bella Meghan nella autobiografia (ovviamente non autorizzata) della futura principessa, Meghan: A Hollywood Princess.

Norton ha scavato nel passato di Meghan e soprattutto nel suo primo matrimonio: come tutti sanno infatti l’attrice è stata già sposata, dal 2011 al 2103, con il produttore americano Trevor Engelson. Un matrimonio celebrato sulle spiagge della Giamaica e mai vissuto a pieno, dal momento che Meghan è sempre stata impegnata nelle riprese di suits a New York e in Canada e lui a Los Angeles.

Secondo Morton, nonostante ci fossero già problemi fra di loro, fu Meghan a decidere improvvisamente di tagliare i ponti con Trevor e lo fece con freddezza, restituendogli l’anello di diamanti per posta raccomandata. “Trevor è passato dall’essere in cima ai pensieri di Meghan a sentirsi come se fosse un pezzo di qualcosa appiccicato alla suola della sua scarpa”, ha dichirato un amico di lui al biografo.

Tutto questo concorre a dipingere Meghan Markle come una donna decisa (e un po’ cinica?), intenzionata ad essere la nuova Lady D., un personaggio da lei amatissimo fin dall’infanzia, soprattutto per il suo impegno umanitario.

Morton nel libro scrive anche che Meghan ha lasciato il suo numero di telefono a Donald Trump, quando era ancora soltanto il miliardario presentatore del reality The Apprentice, ma poi si è opposta duramente alla sua campagna elettorale: il Presidente e sua moglie non sono stati neanche invitati al Royal Wedding.

Quanto c’è di vero nelle parole di Andrew Morton? Per ora Meghan gode di grande seguito fra i sudditi della Regina Elisabetta e, a quanto apre, è simpatica anche a Her Majesty in persona.

Elettra Lamborghini esplosiva con il suo “Pem Pem”

Bella, prorompente, esplosiva. Elettra Lamborghini debutta come cantante. E il primo singolo “Pem Pem” ha già realizzato oltre 4 milioni di streaming su Spotify. Nipote di Ferruccio Lamborghini, ha 23 anni e conta oltre 2 milioni di follower su Instagram. Grazie alla partecipazione a vari programmi tv è diventata molto popolare sui social, in tutto il mondo.

C_2_articolo_3124427_upiImagepp (1)Il brano è nella Top Viral 50 in ben 20 paesi. Il video ha raggiunto oltre 4 milioni di visualizzazioni su YouTube in meno di una settimana. Dopo aver duettato con Guè Pequeno e Sfera Ebbasta nel remix del singolo “Lamborghini” – tratto dall’ultimo album del Guè – ed aver partecipato al video del brano, Elettra si presenta nella veste di cantante.
Il singolo è stato interpretato per la prima volta dal vivo durante l’halftime show Nba allo Staples Center di Los Angeles il 22 gennaio. La Lambroghini è ormai un personaggio conosciuto anche all’estero: reclutata dal management americano Cash Money (etichetta che ha lanciato artisti quali Nicki Minaj e Drake), deve in particolare la sua popolarità alla partecipazione ai reality di Mtv “Super Shore” e “Riccanza”.

Valeria Golino e Alba Rohrwacher, bacio saffico sul red carpet nel segno della Sardegna

Con un delicato bacio saffico Valeria Golino e Alba Rohrwacher hanno catalizzato i flash dei fotografi sul red carpet della 68ma edizione del Festival di Berlino (15-25 febbraio). Le due attrici sono le protagoniste dell’unico film italiano in concorso, “Figlia mia”, opera seconda della regista Laura Bispuri, una sinfonia al femminile nel nome della Sardegna.

C_2_articolo_3124107_upiImageppE’ nella calda luce della terra sarda infatti che si svolge la storia raccontata dalla Bispuri per la seconda volta in concorso a Berlino dopo il suo film d’esordio “Vergine giurata” (nomination per l’Orso d’oro nel 2015). Realizzato tra Cabras, Riola Sardo, San Vero Milis e Oliena, nella parte occidentale dell’isola, “Figlia mia” ha debuttato in prima mondiale alla kermesse cinematografica il 18 febbraio. “Racconto ancora una volta le femminilità imperfette, personaggi femminile forti, ma che non hanno paura della loro complessità”, ha detto la regista romana.
La trama – Il film vede protagoniste due donne madri di una stessa bambina. Da una parte c’è Tina (Valeria Golino), madre amorevole, ansiosa e affidabile che vive solo per la sua piccola Vittoria (Sara Casu) di dieci anni e, dall’altra, Angelica (Alba Rohrwacher), madre naturale, alcolizzata, fragile, in preda di se stessa e della sua vita scombinata. Venuto meno il patto che le lega sin dalla nascita di Vittoria, le due donne si troveranno a contendersi l’amore di questa bambina. Tina, sposata con il silenzioso Umberto (Michele Carboni), lo farà perché quella creatura la sente sua, il suo naturale prolungamento, l’essere che ha cresciuto; Angelica, invece, perché potrebbe essere il suo riscatto, la sua cura. La piccola Vittoria dovrà così combattere con le sue due anime: quella libera e adulta, ma senza rete che vuole segua Angelica nelle sue folli e pericolose escursioni nelle grotte, e quella rassicurante di Tina la sola capace di poterle far vivere la normalità.

La scelta della Sardegna nasce proprio da qui, da questa doppia identità tutta femminile, che è anche peculiarità dell’isola: “Una terra che ha un paesaggio con un’identità fortissima, ma che allo stesso tempo è alla ricerca di una nuova identità, proprio come i miei personaggi”, spiega la Bispuri. E dice ancora la regista sulla sua mission creativa: “Non vorrei strumentalizzare troppo, ma il mio percorso al femminile è un piccolo atto politico. Mi sono stufata di vedere film con donne aspettano il marito in casa, vedere il mondo femminile così banalizzato”.
Del suo personaggio tuttavia Alba Rohrwacher ha detto: “Mi dicevo non lo posso fare questo personaggio, è troppo difficile. La spregiudicatezza di Angelica mi spaventava”. Mentre Valeria Golino ha aggiunto: “Il cinema può permettersi la spregiudicatezza che si vede nel film, come anche il fatto di andare al di là del bene e del male. Il mio personaggio è una donna che che si annulla eroticamente e si specchia solo nel suo prolungamento, la figlia Vittoria. Queste tre donne – conclude – alla fine in questo confronto sono destinate necessariamente ad evolversi”.

Sotto la gonna della Clerici e i vestiti rubati di Orietta: il revival di Ciacci, aspettando Sanremo

Per entrare in clima Sanremo, chi meglio di Giovanni Ciacci, costumista per ben nove volte del Festival della canzone italiana? Dato che i dietro le quinte dell’Ariston non hanno segreti per lui, abbiamo voluto interpellarlo sulle questioni di look delle star: ci ha risposto con la sua solita ironia sorniona e un po’ cattivella…

C_2_box_53989_upiFoto1FCiacci, che Sanremo sarà questo del 2018?
Sicuramente Baglioni ci darà grosse sorprese a livello mediatico, per via del duetto con un personaggio molto famoso.
Io ho amato molto i Sanremo di Carlo Conti. Questa volta sto a guardare, apetto: la cosa che non mi convince è che ci siano solo quattro donne, perché sanremo dev’essere metà donne, metà uomini!

Quante volte hai lavorato a Sanremo?
Io ho firmato 9 Sanremo: due con Antonella Clerici (2005 e 2010), uno con Fabio Fazio, uno con Orietta Berti (1999). Poi ho seguito Loredana Bertè… Un Sanremo da “vera diva”? Quello con Valeria Marini (1997): mi sono molto divertito con Valeria…

Raccontaci qualche aneddoto
L’esperienza più divertente è stata quando mi hanno rubato in treno i vestiti di Orietta Berti. Lei faceva il Dopofestival. Io dormivo in wagon-lit con Don Lurio: ci hanno narcotizzato e hanno portato via i vestiti di Orietta. E lei ha fatto tutto il festival con le spille dietro!

Incidenti dietro le quinte?
Vi ricordate il famoso vestito rosa della Clerici? Io ero sotto per allargare la gonna. Mentre si apriva il sipario, io sono sgattaiolato fugacemente da dietro. Antonella ancora oggi me lo ricorda!
Quell’abito rosa, stile “Via col vento” di Antonella Clerici, nessuno lo voleva, nemmeno lei: sono stato io a impormi. Pensa che lo stilista non voleva realizzarlo perché lo trovava eccessivo e troppo colorato. Quell’abito oggi è storia della Tv.

Cosa ci dobbiamo aspettare dai look di Sanremo?
Mi aspetto tanto da i look degli uomini! Spero di non vedere la solita parata nero-blu, blu- nero, nero-blu, blu- nero: perché se nò sarà una noia mortaleeeee…

Quando un outfit può definirsi azzeccato?
I look devono strabiliarmi, colpirmi. Non dev’essere un vestito fine a se stesso: ogni abito deve avere un’idea. A Sanremo vincono le idee, non i vestiti e le canzoni.

Come sarà Michelle Hunziker?
Spero che porti il glamour sul palco di Sanremo. La Hunziker non è proprio tra le donne meglio vestite d’Italia quindi non so cosa potermi aspettare…

Favino?
Lo preferisco in mutande.

Morta Irina Sanpiter: fu la Magda moglie di Furio in “Bianco Rosso e Verdone”

«Non ce la faccio piùùùù»: quel grido strozzato di Magda nella disperazione di sostenere la pesantezza del marito Furio, preciso, puntiglioso, snervante fino all’esasperazione, quasi un mantra per caricarsi alla definitiva ribellione resterà ancora a lungo, persino un simbolo dei rapporti coniugali. Intanto oggi a 60 anni l’attrice russa Irina Sanpiter che del personaggio di Bianco Rosso e Verdone è stata interprete si è spenta al Policlinico Umberto I di Roma dove era ricoverata da tempo, a lungo malata.

3527361_1525_morta_irina_sanpiter_magda_verdone«Me la ricorderò sempre ragazza, dolce, con guegli occhioni grandi malinconici. Quando – racconta Carlo Verdone sinceramente addolorato – me la presentò Sergio Leone ai provini, parente dello sceneggiatore Giorgio Arlorio, non ebbi dubbi, quello sguardo era perfetto per Magda succube di Furio. Oggi sono molto triste, devo dire che della malattia non sapevo. Capitava – prosegue – di incontrarci ai festival, alle arene estive come quella all’isola Tiberina, oppure alla Festa di Roma, era una volta l’anno ma ogni volta un incontro affettuoso, conserverò sempre il suo ricordo». La Sanpiter, che era nata a Mosca il 27 settembre 1957, aveva cominciato con il teatro e il cinema in Russia, era arrivata in Italia subito scelta da Verdone per quel personaggio cui rimase legata (schiacciata?) per sempre.
Nel film venne doppiata con forte accento torinese da Solvejg D’Assunta. Nel film ad episodi Magda e Furio con i bambini da Torino in autostrada vanno verso Sud. Mentre in auto il marito logorroico e pedante interviene su ogni cosa, durante una sosta la donna riceve l’attenzione di un play boy (Infanti), un ‘principe azzurrò al quale finirà per andare incontro. Nello stesso 1981 la Sanpiter girò Lacrime napulitane di Ciro Ippolito. Costretta a diradare gli impegni per la malattia, con il marito musicista Toni Evangelisti era diventata negl tempo organizzatrice di eventi musicali. «Ora di Bianco Rosso e Verdone – prosegue commosso all’ANSA – non è rimasto davvero più nessuno. Mario Brega, Elena Fabrizi, Angelo Infanti e ora Irina Sanpiter, tutti i protagonisti scomparsi». «Quel film – dice – ha una sua eternità, ancora oggi è in testa al gradimento dei miei film e io ci sono molto legato, mi ricorda una certa Roma che non c’è più, ha una carica poetica, piena di malinconia. All’inizio i critici non lo apprezzarono: dopo Un sacco bello quando uscì Bianco Rosso e Verdone si affrettarono a scrivere – tutti tranne uno, Valerio Caprara del Mattino – che era un “Verdone minore”, ma secondo me sbagliavano perché quel film aveva una sua potenza come dimostra la popolarità che ha ancora oggi».

Marina Ripa di Meana morta a 76 anni, da anni lottava contro il tumore

E’ morta a 76 anni Marina Ripa di Meana, noto personaggio televisivo, stilista e scrittrice. Da oltre 16 anni combatteva contro il cancro, come lei stessa aveva raccontato in una confessione shock a Barbara d’Urso a Pomeriggio 5 a maggio. Ai suoi amici – scrive Dagospia – aveva detto: “Sarà il mio ultimo Natale”. Era conosciuta anche per i matrimoni con Alessandro Lante della Rovere, prima, e con Carlo Ripa di Meana, poi.
Marina Ripa di Meana si è spenta nella sua casa di Roma tra l’abbraccio dei cari dopo aver combattuto una lunga malattia. Per suo volere – spiegano fonti della famiglia – non sono previste cerimonie funebri.

640x360_C_2_video_793268_videoThumbnailLA FIGLIA LUCREZIA: “HA LOTTATO COME UNA GUERRIERA” – “Mia madre ha combattuto la malattia come una guerriera e sarà un grande esempio per me, per le mie figlie e per tutti noi. Mamma, mi mancherai!”. Così Lucrezia Lante della Rovere ricorda la madre.

REGINA DELLA VITA MONDANA – Nata a Reggio Calabria il 21 ottobre del 1941 come Maria Elide Punturieri, è stata personaggio tv, scrittrice, trasgressiva e provocatrice. Dopo gli studi comincia a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, a Roma, insieme con l’amica Paola Ruffo di Calabria, divenuta poi regina del Belgio. In quegli anni diventa una delle protagoniste della vita mondana della Capitale. Sale alla ribalta della cronaca sposando il 10 giugno 1964 Alessandro Lante della Rovere, appartenente all’importante famiglia aristocratica romana, da cui ha avuto Lucrezia.

GLI AMORI TORMENTATI – Fu amica di Alberto Moravia e degli artisti Mario Schifano e Tano Festa. Negli anni Settanta ha avuto una tormentata relazione con il pittore Franco Angeli, sulla quale scriverà un libro, “Cocaina a colazione” (2005), nel quale racconta di essere arrivata a prostituirsi per poter comprare la cocaina al suo amante. Dopo il divorzio dal conte Lante della Rovere, nel 1982 si sposa in seconde nozze con il marchese Carlo Ripa di Meana. Testimoni della sposa gli scrittori Alberto Moravia e Goffredo Parise, mentre quello dello dello sposo era il leader socialista Bettino Craxi, che continuerà a frequentare anche durante la latitanza di questo a Hammamet.

LA CARRIERA DI SCRITTRICE – Ha scritto alcuni libri autobiografici, fra cui “I miei primi quarant’anni” (1984), “La più bella del reame” (1988) e “Invecchierò ma con calma” (2012, sui suoi settant’anni).
OPINIONISTA IN TV – Dalla fine degli anni ’70 ha cominciato sempre più spesso ad apparire in tv, ha avuto un piccolo ruolo nel film “Assassinio sul Tevere”. Dopo aver fatto da valletta a Maurizio Costanzo, ha partecipato come opinionista o protagonista di trasmissioni ponendo temi come la tutela del paesaggio, l’esaltazione del bello e della difesa degli animali.

ANIMALISTA CONVINTA – Dagli anni Novanta ha partecipato a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l’uso per moda e vanita’ delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.

FICTION E REALITY – Nel 2009 ha partecipato come concorrente al reality show “La fattoria” condotto da Paola Perego con Mara Venier; nello stesso anno ha preso parte a una puntata della terza stagione della fiction “I Cesaroni”, trasmessa anch’essa su Canale 5, in cui ha interpretato se stessa.

Cecilia esce e bacia Monte? Colpa del vestito

Cecilia Rodriguez è stata ufficialmente eliminata dalla Casa del Grande Fratello Vip. Bella, spontanea e semplice la sorellina di Belen si è dimostrata un personaggio forte e molto amato dal pubblico e ha influenzato, con la sua storia d’amore con Ignazio Moser, buona parte della narrazione del programma.

C_2_box_47908_upiFoto1FPer quanto riguarda il look, nonostante il vestito elegante ma sobrio della prima puntata, Cecilia Rodriguez puntata dopo puntata ha via via aumentato la sensualità dei suoi outfit, passando per trasparenze, intimo a vista, latex, nude look, scollature importanti e scorci strategici. Ma è per l’ultima puntata, quella della sua eliminazione, che l’argentina ha scelto il vestito peggiore.
L’abito trasparente, realizzato in maglia dorata e dotato di un doppio spacco inguinale, indossato con biancheria intima chiara a vista, non era soltanto inopportuno ed eccessivo. La difficile vestibilità e le cuciture grossolane, anziché valorizzarne la silhouette, la costringevano a doverlo sistemare continuamente, ma non è stato il problema maggiore di Cechu: gli uomini passano, i vestiti restano.
Quell’abito era stato indossato da Cecilia Rodriguez in occasione del suo ultimo compleanno, il 18 marzo, durante una festa in cui c’erano genitori, amici e anche il fidanzato di allora, Francesco Monte, e prontamente condiviso da lei stessa sui social network.
Per cui, oltre alla vestibilità, al riciclo e all’effetto “già visto” dell’abito, subito dopo la puntata sono iniziate a circolare sul web foto in cui Cecilia, apparentemente appena eliminata dalla Casa, con ancora addosso il vestito dorato era già abbracciata all’ex Francesco Monte. Ci hanno pensato le sue fan più accanite a frenare le malelingue.

Asia Argento: “A 16 anni un regista e attore italiano mi mostrò i genitali”

Mentre Harvey Weinstein è sempre più solo Asia Argento, rispondendo su twitter alla catena di solidarietà rilancia: “#quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sue roulotte mentre parlavamo del personaggio”. Lei non fa il nome, anche se in un altro post spiega che »questo è il momento di parlare non di minimizzare«. Asia poi sempre intervenendo su twitter, dove raccoglie migliaia di messaggi di solidarietà, racconta un terzo caso di violenza quando aveva 26 anni e “un grosso regista statunitense (con il complesso di Napoleone) mi dette la droga dello stupro e mi violentò mentre ero incosciente”.

3303842_2023_asiaIntanto Weinstein dopo essere stato licenziato in tronco, ripudiato dalla moglie e dal fratello, cacciato dal club degli Oscar, ora anche Emmanuel Macron ha ordinato di ritirargli la Legion d’Onore, la più prestigiosa decorazione di Francia. Intanto si allunga di ora in ora la lista delle donne che lo accusano di molestie o violenze sessuali, così come quella di chi lo attacca con sdegno. »È la fine di un’era terribile, ha commentato Mia Farrow, che si è detta orgogliosa della decisione dell’Academy di sospendere a vita Weinstein: «Harvey è fuori. Ora ce ne sono altri». Parole che fanno tremare ancor di più Hollywood, dove oramai si respira un’aria da vera e propria caccia alle streghe, per scovare veri o presunti molestatori o solo chi tra manager e star sapeva ed ha coperto o solamente taciuto. Più sfumate le parole dell’ex compagno della Farrow, Woody Allen, che si è detto «rattristato» per Weinstein, lui che in passato ha dovuto difendersi da accuse pesantissime di molestie verso la figlia minorenne adottiva.
Allen spiega di non aver mai saputo nulla delle vicende emerse negli ultimi giorni: «Ho sentito in passato alcune voci sui comportamenti di Weinstein, ma non queste storie orribili che stanno venendo fuori adesso». Intanto lo scandalo si allarga oltre i confini di Hollywood. Salgono infatti a a quattro i presunti episodi di abusi sessuali contestati a Weinstein nel Regno Unito, con Scotland Yard che sta indagando su altri tre episodi. E a tirare in ballo Donald Trump nella vicenda Weinstein è la più acerrima nemica del tycoon, Hillary Clinton: «Abbiamo appena eletto alla presidenza una persona che ha ammesso molestie sessuali…», ha affremato in una intervista televisiva, rispondendo a chi gli chiedeva se non fosse sorpresa dalle accuse che hanno travolto il produttore da lei ben conosciuto, avendo finanziato la campagna elettorale della ex first lady. La replica da una delle giornaliste più popolari dell’emittente conservatrice Fox News, Tomi Lahren: «Hillary è un ipocrita, è ancora sposata con Bill».

Penelope Cruz tutta nuda per “Esquire”

Fascino senza tempo per Penelope Cruz, che a 43 anni ha conquistato la copertina di “Esquire UK” con uno scatto senza veli da mozzare il fiato. L’attrice spagnola si è lasciata immortalare da Mert Alas e Marcus Piggott, regalando scorci ‘calienti’ che esaltano il suo fascino mediterraneo. Di nuovo mora quindi, dopo aver vestito i panni della bionda Donatella Versace per la nuova stagione di “American Crime Story”.

C_2_articolo_3100588_upiFoto1FDopo tanto cinema la Cruz ha recentemente scelto di tornare a recitare in una serie tv, per la prima volta da quand’era adolescente. E per il gran rientro ha scelto proprio di interpretare un’icona del made in Italy: Donatella Versace. La prossima stagione di “American Horror Story” (in onda negli Usa nel 2018) ruota infatti intorno al tragico omicidio di Gianni Versace, avvenuto a Miami nel 1997.
Per calarsi nel personaggio ha dovuto recitare in inglese, sua seconda lingua, ma con accento italiano. “L’avevo già fatto per il musical ‘Nine’ (al fianco di Sophia Loren ndr.) e ho già interpretato in passato una donna italiana. Nel film di Sergio Castellitto ‘Non ti muovere’ recitavo in italiano quindi ho familiarità con la lingua. Parlo italiano, ma è comunque una grande sfida”.

Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

«Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere». Lo ha rivelato Lele Mora in una intervista pubblica nella serata conclusiva della quarta edizione del «Telesia for Peoples» di Telese Terme ricordando le sue origini contadine e che sin da bambino ha sempre frequentato la Chiesa e «non certo per avere uno zio Cardinale ma per l’educazione impartitami dai miei genitori».

lele-mora-638x425L’ex manager di tanti vip ha risposto a tutte le domande, anche a quelle del pubblico, lasciandosi intervistare a trecentosessanta gradi sulla sua vita privata, sul mondo dello spettacolo ma anche su quello politico. Ribadendo di essere ormai «una persona cambiata» Lele Mora, che ha espiato la pena dopo la condanna per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione, ha annunciato la nascita di un movimento politico ‘Libertà e Onestà’, composto da tanti giovani al di sotto dei 40 anni e che avrà a capo un importante personaggio del mondo finanziario il cui nome sarà ufficializzato a fine anno, qualche mese prima del voto politico.
«Il movimento – ha aggiunto Lele Mora – punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici». Al salotto pubblico di Lele Mora ha preso parte anche Boris Roberti, presidente dell’Associazione «Gli Angeli della tv» impegnata da anni nel mondo del sociale.