Alda D’Eusanio risponde a Corona: «Mi fa schifo, ecco cosa faceva a casa di Lele Mora»

Qualche giorno fa la telefonata di fuoco di Fabrizio Corona fece scalpore: ad essere attaccata fu Alda D’Eusanio, volto televisivo da tanti anni, che questa mattina, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ha parlato di quello che è successo a Stasera Italia. I toni di Corona furono decisamente forti: «Mi hai leccato il c… per cinque anni», aveva tuonato, alle sue prime parole pubbliche dopo lo stop a interviste e social imposto dai giudici.

corona telefona alda d eusanio_18094933_21154205«Ero stata invitata per parlare dei linguaggi della politica, poi in un break pubblicitario è stato cambiato l’argomento, che è diventato Fabrizio Corona, al quale avevano restituito la parola – ha detto la D’Eusanio, che ha annunciato una querela nei confronti di Corona – Sembrava che ci fosse quasi una sua riabilitazione. Io ho solo detto che non è una vittima di malagiustizia ma ha fatto una sfilza inenarrabile di reati, senza avere nemmeno la giustificazione di venire da una brutta famiglia. Il padre è stato un giornalista bravissimo, era una famiglia agiata e colta».

«Ho detto che i mass media devono smetterla di far passare questo personaggio come una brava persona – continua – non ho mai capito perché giornalisti del calibro di Costanzo o Feltri lo difendano attaccando la giustizia». «Lui ha detto che gli avrei baciato quella parte posteriore del corpo per 5 anni, io ho detto che non era possibile per due motivi, perché l’ho incontrato tre volte nella mia vita – continua – mi ha sempre fatto schifo. L’ho visto due volte a casa di Lele Mora, dove il suo ruolo era un ruolo che attiene alla sfera privata delle persone, e non ne parlo, ma quello mi aveva fatto molto schifo. Sono l’unica che gli ha detto quello che è».

Clarissa Burt oggi: scomparsa dalla tv, ecco che fine ha fatto

Ve la ricordate la mitica Clarissa Burt? Volto storico degli spot televisivi di alcuni brand di moda e attrice cinematografica, è stata la compagna di attori come Francesco Nuti e Massimo Troisi.
Scomparsa per anni dal mondo della televisione italiana, nessuno sapeva dove fosse finita. Le sue ultime apparizioni risalgono al 2010… Ecco dove vive ora e cosa fa per campare.

clarissa burt oggi_05115517Americana di San Francisco, la Burt arrivò a Milano nei primi anni ’80 per fare la modella. Il suo viso dolcissimo fu subito reso celebre dagli spot pubblicitari di Christian Dior, ma la vera consacrazione arrivò grazie al debutto al cinema, al fianco di Francesco Nuti.

Nel 1988, infatti, interpretò Giulia, la protagonista femminile del controverso Caruso Pascoski di padre polacco. Di Nuti fu anche compagna, ma lo lasciò poi per un altro grande attore della commedia italiana: Massimo Troisi…

Dopo quell’avventura partecipò come conduttrice a numerosi programmi della Rai, fino a tentare la strada della politica, candidandosi alle Elezioni Europee nel 2004, senza tuttavia essere eletta. Ricomparsa in tv come concorrente de La Talpa prima e de L’Isola dei famosi nel 2010. Da allora sembra essere scomparsa dal piccolo schermo…

Ecco che fine ha fatto Clarissa Burt
Dal 2005, Clarissa Burt ha lasciato l’Italia, dove non aveva più opportunità lavorative interessanti, per trasferirsi a Phoenix, dove sta molto più vicina alla sua famiglia.

“Sono un produttrice cinematografica e un’imprenditrice – ha dichiarato in una recente intervista rilasciata al settimanale Spy di Riccardo Signoretti – Mi occupo di beauty, lifestyle ed e-commerce. Sto per lanciare una linea di creme e altri due libri”. Inoltre, la Burt conduce anche un programma radiofonico intitolato In the Limelight, in onda sulla web-radio Voice America tutti i martedì mattina.

A 58 anni, è possibile ancora ammirarla sul suo profilo Instagram ufficiale, dove dà ancora sfoggio di quella incredibile bellezza che aveva fatto innamorare tanti italiani…

Sarkozy indagato e in libertà condizionata, interrogato per 25 ore

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sui presunti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale del 2007 che segnò il suo trionfale ingresso all’Eliseo.

download (36)Lo scrive Le Monde. L’ex capo dello Stato è stato posto anche «sotto controllo giudiziario», una misura coercitiva simile alla libertà condizionata. Secondo il diritto francese questo può comportare restrizioni nei movimenti o un obbligo di informare il giudice sui propri spostamenti, come anche il divieto di andare all’estero o il divieto di contattare o incontrare determinati individui. Sarkozy è stato interrogato per 25 ore a Nanterre, dove c’è il polo anticorruzione della polizia francese. L’interrogatorio era stato interrotto per consentire all’ex capo dello stato di rientrare per la notte a casa.

La guerra in Libia e lo spettro del colonnello libico Muammar Gheddafi risvegliano dunque i peggiori incubi di Sarkozy. Le accuse sono state sempre respinte con vigore da Sarkozy, come nel novembre 2016, durante il confronto in tv tra i candidati alle primarie del centrodestra. Al giornalista David Pujadas che dinanzi a milioni di telespettatori lo interrogò sull’ipotesi mazzette, l’ex presidente sbottò: «Tutto questo è indegno, siamo sulla rete pubblica». Poi, riferendosi a Ziad Takieddine, il faccendiere franco-libanese che nello stesso periodo dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007, alla vigilia della corsa all’Eliseo: «Non si vergogna a dar eco a un uomo che ha scontato il carcere, pluricondannato per diffamazione e che è un bugiardo?».

Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava le presunte
tangenti, le indagini dei magistrati sono molto progredite, rafforzando i sospetti. Nelle varie ricostruzioni viene evocato un finanziamento di quasi 50 milioni di euro tra Tripoli e Parigi. I giudici sarebbero inoltre in possesso di un misterioso quaderno con le note manoscritte di un ex responsabile del regime libico: queste indicherebbero una serie di bonifici occulti a favore dell’ex presidente da parte di Gheddafi.

Transazioni, precisa Mediapart, che sarebbero state realizzate al momento della sua elezione nel 2007 per un totale di oltre 6,5 milioni di euro. Secondo il giornale on-line, il documento apparteneva a Choukri Ghanem, ex capo del governo (2003-2006) e ministro del Petrolio (2006-2011) della Libia, il cui cadavere venne ritrovato nel 2012 a Vienna, nel Danubio: un giallo nel giallo. Già condannato per sottrazione di fondi pubblici, indagato, Claude Gueant, l’ex direttore generale dell’Eliseo e fedele ministro dell’Interno di Sarkozy ha dichiarato oggi di «non aver mai visto un centesimo di finanziamento libico». È la prima volta che l’ex uomo forte dei Républicains, ancora molto influente nella sua famiglia politica nonostante l’ufficiale addio alla politica dopo la sconfitta alle primarie, viene interrogato su queste accuse dall’apertura dell’inchiesta nel 2013.

Lo scorso ottobre, i giornalisti di Mediapart, Fabrice Arfi e Karl Laske, pubblicavano ‘Avec les compliments du Guidè, sintesi potenzialmente esplosiva di un’inchiesta durata sei anni. «Accuse minuziose, documentate, argomentate, che lasciano senza parole sui retroscena nauseabondi della Republique», commentò Le Monde, parlando di documento «spaventoso». Quanto alle sessanta domande rivolte dai due cronisti, l’ex presidente non ha mai risposto.

Nel dicembre 2007 Sarkozy, eletto da poco, accolse con tutti gli onori Gheddafi a Parigi – le immagini della sua tenda piantata nei sontuosi giardini della presidenza fecero il giro del mondo – salvo poi volerlo abbattere a tutti i costi nella campagna militare che quattro anni dopo, nel 2011, a un anno dalla fine del suo primo (e ultimo) quinquennato, promosse a tambur battente in Europa e alle Nazioni Unite. Evocando il suo rapporto di «rispetto» con l’ex presidente, l’attuale premier ed ex membro del centrodestra Edouard Philippe non ha voluto commentare, mentre un suo ministro, l’ex socialista Stéphane Travert, ha ritenuto «utile che la giustizia faccia luce».

In qualità di testimone, è stato interrogato anche l’eurodeputato fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux. In una nota, i Républicains difendono il «principio di presunzione di innocenza» e forniscono «pieno sostegno» all’ex presidente. Mentre il capogruppo del partito all’Assemblea Nazionale, Christian Jacob, denuncia un «incomprensibile accanimento».

Luigi Di Maio e la fuga in Sicilia: ecco chi è la donna al suo fianco

Luigi Di Maio si è preso una breve vacanza in Sicilia dopo il successo elettorale e prima di risolvere le incognite sul governo. Il leader dei Cinque Stelle è stato fotografato dai turisti in dolce compagnia. Al suo fianco c’era Giovanna Melodia, avvocatessa e vicepresidente del Consiglio comunale ad Alcamo.

luigi-di-maio-giovanna-melodia-981812Giovanna Melodia è una donna di 36 anni, attivista pentastellata sin dalla prima ora, sposata e separata da tempo. Gli amici e i militanti ricordano i comizi e le assemblee con Di Maio, spesso presente ad Alcamo per la campagna delle Regionali.
I due, che si erano già incontrati alla fine del 2017 durante un’altra visita in Sicilia, hanno fatto una passeggiata prima alle Saline e poi sull’isola di Mothia, una delle perle della zona ovest della Sicilia.

“Donald Trump ha avuto una relazione con una modella di Playboy”

Noovo scandalo sessuale per Donald Trump? Il presidente avrebbe avuto una relazione con una modella di Playboy nel 2016, almeno a quanto riporta il New Yorker citando un documento scritto della donna, Karen McDougal.

3552765_1426_trump_playmate_scandaloMcDougal non descrive i dettagli della relazione con Trump sul magazine, spiegando di non voler violare l’accordo con American Media, che le ha pagato 4 giorni prima dell’elezioni 150.000 dollari per i diritti sulla storia, che non ha mai pubblicato. Secondo il New Yorker, l’amministratore delegato di American Media descrive Trump come un amico personale.

LA SMENTITA «È una storia vecchia, una fake news. Il presidente non ha mai avuto una relazione con McDougal». Lo afferma la Casa Bianca commentando quanto riportato dal New Yorker, secondo il quale il presidente ha avuto una relazione per nove mesi nel 2016 con la modella di Playboy Karen McDougal. Il New Yorker riporta la storia di McDougal per descrivere le «transazioni finanziarie e gli accordi legali per nascondere la storia extraconiugale». Nel 2016 infatti Trump era già sposato con Melania.

Nicole Minetti, nuova vita a New York: ecco cosa fa l’ex consigliera della Lombardia

Nicole Minetti ha cambiato vita: l’ex consigliera regionale della Lombardia per il centrodestra dell’era Berlusconi non è più interessata alla politica. A detta del suo legale, l’addio è definitivo: Nicole Minetti, che oggi vive a New York, non ha intenzione di tornare sui suoi passi. Conduce una nuova vita ed è felice nella ‘Grande Mela’: sexy come sempre, ecco cosa fa oggi.

3531141_0923_nicole_minetti_nuova_vita_new_yorkLa Minetti, imputata insieme a Emilio Fede nel processo d’appello bis che si è aperto oggi a Milano, ha diversi impegni lavorativi tra New York e Londra. “Sta lavorando come deejay, torna in Italia per trovare la sua famiglia ed è fiduciosa di poter risolvere la sua situazione, vuole che sia fatta giustizia”, spiega l’avvocato Paolo Righi che la difende insieme al collega Pasquale Pantano. “Minetti non ha più ambizioni politiche, per lei la politica è un capitolo chiuso”, sottolinea il legale.
Il processo d’appello deve essere ricelebrato dopo che la Cassazione ha riconosciuto un “vuoto motivazionale grave” rispetto alla prima sentenza d’appello con cui Fede è stato condannato a quattro anni e dieci mesi e la Minetti a tre anni per il caso Ruby. Le motivazioni d’appello – scrive la Cassazione – presentano motivi di illogicità manifesta perché mancano i necessari riferimenti alle condotte con le quali si sarebbe dovuta accertare la responsabilità specifica, concreta, degli imputati. Inoltre, sempre secondo la Cassazione, non si possono trarre elementi di certezza dalle dichiarazioni delle ragazze presenti alla serate di Arcore perché “riferiscono solo del sistema in voga ad Arcore al quale esse avrebbero assistito”.
Il sostituto procuratore Daniela Meliota, che parlerà nella prossima udienza fissata il 5 marzo, con il suo intervento dovrà colmare i vuoti motivazionali della precedente sentenza. Dopo di lei prenderanno la parola i difensori, quindi i legali delle parti civili Ambra Battilana, Fadil Imam e Chiara Danese. Per ora i giudici hanno fissato una sola data. “Siamo rimasti sorpresi – chiosa Righi, difensore della Minetti – che sia stata fissata una sola udienza per spiegare le gravi carenze motivazionali, vogliono fare in fretta”.

Vittorio Cecchi Gori è fuori pericolo: le parole di Rita Rusic sullo stato di salute dell’ex marito

Vittorio Cecchi Gori e le ultime news sul suo stato di salute. A rivelare le condizioni dell’ex produttore cinematografico e ex Presidente della Fiorentina è l’ex moglie Rita Rusic, che ha preso il primo volo da Miami per stargli accanto. La donna ha confessato che l’ex marito si è…

vittorio-cecchi-gori-e-rita-rusic-insieme-defaultNon è stato un Natale da ricordare per Vittorio Cecchi Gori, trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma in seguito ad una ischemia cerebrale che lo ha colpito la mattina del 25 dicembre. I
l noto produttore cinematografico 75enne è uscito dal coma farmacologico solo poche ore fa, ma resta in terapia intensiva monitorato dall’equipe del Professor Antonelli.
Direttamente da Miami Rita Rusic, ex moglie di Vittorio Cecchi Gori dal 1983 al 2000, si è precipitata insieme al figlio Mario in ospedale per sincerarsi delle sue condizioni, mentre l’altra figlia Vittoria ha preferito non accompagnarli.
Terminata la visita all’ex Presidente della Fiorentina, Rita Rusic – oggi affermata produttrice cinematografica in America – ha fatto sapere:
“Sono appena stata da Vittorio, era contento di vederci. E’ cosciente, vigile, ovviamente provato. Si è emozionato e commosso vedendoci, ma ci ha detto il professore che lo sta seguendo che tra due giorni potrebbe uscire dalla rianimazione se tutto procede al meglio”.
Per Vittorio Cecchi Gori ultime news tutto sommato confortanti
Cecchi Gori, una vita al massimo tra calcio, cinema, politica e guai con la giustizia, è dunque uscito dal coma farmacologico, respira aiutato dall’ossigeno e le sue condizioni sono state giudicate serie ma stabili.
A preoccuparsi parecchio è stata anche Valeria Marini che, subito dopo il malore che ha colpito l’ex Patron dei Viola, ha dichiarato:
“Avremmo dovuto passare insieme il Natale proprio perché non volevo lo trascorresse da solo. E la sera della vigilia lo cercavo, ma il suo telefono era muto. Ho capito che poteva essere successo qualcosa”.

Lapo Elkann: “Credevo che la coca fosse glam, invece è da sfigati. Ora vorrei una famiglia”

Ora che ha sconfitto i suoi demoni, dice di volere metter su famiglia, con moglie e un figlio. E che per farlo, ora, aspetta solo “la donna giusta”. Parola di Lapo Elkann, che in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della sera’ parla a 360 gradi della sua vita privata, passata “tra luce e oscurità”, e del “periodo meraviglioso” che sta vivendo adesso, grazie anche all’hub di Garage Italia, la sua nuova avventura imprenditoriale.
“È un periodo meraviglioso, con tutte le difficoltà e le complessità certamente. Ma in Italia vedo tanta bellezza e innovazione. E me ne sento ambasciatore con questa astronave, Garage Italia, voluta a suo tempo da un uomo decisamente più forte e visionario di me, Enrico Mattei. Con Michele De Lucchi, Carlo Cracco e tutti i partner stiamo provando a costruire qualcosa di unico. Noi italiani se facciamo squadra siamo imbattibili. Qui c’è tanto da dare e da fare”.

Foto LaPresse - Vince Paolo Gerace 07/11/2017 - Milano (MI) Cronaca Garage Italia, Lapo Elkann inaugura la nuova sede a Milano con Cracco Nella foto: Lapo Elkann all'Inaugurazione

“POLITICA MEDIOCRE, NON FA ABBASTANZA” Il rampollo di casa Agnelli parla anche della politica italiana che giudica “mediocre”. “Non c’è nessuno che faccia sognare o realizzi ciò che dice. Dovrebbero dire meno e fare di più, proteggere questo Paese e non spremerlo come un limone e gettarlo via. Non c’è visione, e chi si pensava l’avesse si è bruciato. Prendi Renzi, sembrava uno del tempo e poi troppo ego e “me, me, me”. Ma non è “me, me, me”. È l’Italia degli italiani”.
LA BATTAGLIA CON LE DIPENDENZE Guardandosi indietro, Lapo parla anche dei problemi che ha avuto con le droghe. “Questo è un messaggio che voglio dare a tanti: le sostanze possono abbagliarti ma sono il peggiore amico che puoi avere – dice – perché ti allontanano da tutto. Con loro ho combattuto battaglie terribili, e ho ottenuto la più grande vittoria della mia vita. Io sono luce e oscurità, quest’ultima mi ha portato alla cocaina. Pensavo fosse glam. Invece è da sfigati. Mi sono fatto male e ho fatto male. Poi ho incontrato medici geniali, Lorenza Bolzani e Gallimberti e Bonci, italiani per l’appunto, che hanno inventato un sistema chiamato Tms, che agisce sul cervello e allontana il craving, la voglia. Ce l’ho fatta. Si può. Bisogna volerlo”.
Lapo dice di essersi perso perché si sentiva “solo, infelice e ingabbiato”. “Non mi amavo e non amavo chi ero – racconta -. Ora, a 40 anni, mi accetto. Avrei voluto succedesse prima ma è andata così. La molla, confessa è scattata “guardando i miei fratelli e i loro figli. Ho sentito il desiderio di averne. Ma io non ho mai amato la mia infanzia. E mi sono detto che così non sarei stato degno di essere padre. Dovevo sentirmi pulito. Ora aspetto la donna giusta”.
“VORREI METTERE SU FAMIGLIA” Nel suo cuore, però, al momento non c’è ancora nessuno. La sua donna ideale, rimarca, deve essere “forte” e avere “una propria vita a prescindere da me”. “Non sono un soggetto raccomandabile? Lo so, la mia storia può spaventare”. Il nipote di Gianni Agnelli dice che nella sua vita ha amato moltissimo due donne “alla follia Martina Stella, che ora è una carissima amica – sottolinea -. Sono contento di vederla felice sposata e con figli. Lo merita. E sono stato molto innamorato di Bianca (Brandolini). Con loro ho costruito e distrutto. Martina è stata la prima che ha cercato di farmi uscire dalle sostanze. Ma avevo paura di legarmi per la mia diffidenza con le donne, dovuta forse al rapporto non facile con mia madre. Sempre tanti dubbi e quell’ossessione per la perfezione, che non esiste”..
“ORA SONO PULITO” Lapo parla anche del suo rapporto con il nonno e con il padre. Se fosse ancora vivo, l’Avvocato, “forse mi avrebbe facilitato il percorso per uscire dalle tenebre che avevo dentro di me – dice -. Fino a 18 anni volevo essere come lui, poi ho capito che ognuno ha la sua strada: voglio lasciare la mia storia. Quanto al padre, Alain Elkann, Lapo dice di aver “scoperto con lui il mondo”. “Ma mio nonno con la Ferrari e la Juve, per me bambino, era un parco giochi. Papà con i suoi giornali e i suoi libri era una biblioteca”.
Ora dice di essere “pulito da un po’”. Del finto rapimento di un anno fu a New York, spiega “fu un incidente. Non posso dire nulla. Era un periodo particolarmente violento, aveva scoperto che il mio autista fidato da anni rubava, poi l’arroganza dei miei manager, la mia amica Franca (Sozzani ndr) che stava morendo, come un altro amico. Sotto pressione ho sbottato.E mi sono fatto male”.

Naike Rivelli provoca ancora: «Ecco la mia faccia da c… Fondo il partito #womenwithballs»

Con la carica provocatoria che la contraddistingue, Naike Rivelli “scuote” i suoi Instafollower postando una foto che ritrae il suo fondoschiena insieme a un generico attacco alla politica: «Le facce da c… si candidano regolarmente nascondendosi dietro a un viso sorridente, io mi candido con la mia faccia da c… senza ipocrisia».

3393245_2024_rivE ancora: «Dato che chiunque si improvvisa in ruoli e lavori senza averne la minima capacità, mi sento libera di dare vita al mio personale partito politico #naikerivelliforpresident the Political Movement is called #womenwithballs». L’uscita arriva a poca distanza dall’intervista rilasciata insieme alla madre Ornella Muti in cui l’attrice ha detto senza troppi giri di parole: «Io e Naike saremo due tr*** ma abbiamo cresciuto dei figli puliti».

“Sei una pu***** da uccidere”: Daniela Santanché insultata in diretta

Daniela Santanché, ospite a ‘L’aria che tira’ su La7, ha annunciato in diretta televisiva di essere stata insultata:
“Mi è appena arrivato su Twitter ‘Sei una puttana da uccidere'”.

santanchLa deputata di Forza Italia replicava a Emanuele Fiano che poco prima aveva detto che “Usare il termine di Boldrini come epiteto nei confronti di qualcun altro è veramente vergognoso”. E poi: “Se io per offendere una persona dovessi dire ‘Sei una Santanché’ non saresti contenta”.
Allora lei: “Figurati, ci sono abituata. Mi è appena arrivato su Twitter ‘Sei una puttana da uccidere. Non è che adesso facciamo le vergini, Fiano si scandalizza che uso come epiteto Boldrini ma c’è di peggio”.